• 05/06/2018 - Tra Influenza Spagnola e Horror: Vampyr è qui.

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    Dai ragazzi di DONTИOD,creatori di Remember Me e Life is Strange, arriva un gioco decisamente differente ma che, a saper essere attenti, riesce a mostrare il DNA dei precedenti lavori del team: Vampyr(disponibile da oggi per Playstation 4, Xbox One e Pc).

    Partendo dagli assunti provenienti dalla letteratura e dal mito del vampiro il nuovo lavoro vuole essere un GDR con impalcatura action e profondamente incastonato in un quadro narrativo che si svilupperà partendo dalle molte scelte portate avanti dal giocatore.

    La storia è ambientata nella Londra del 1918, ovunque attorno a noi imperversa l’influenza spagnola e, tra le ombre del noto dramma storico, sembra farsi strada una piaga più orrenda, oscura e soprannaturale. Noi vestiremo i panno del Dottor Jonathan Reid, medico spinto da una passione fervente per l’importanza del proprio lavoro che, suo malgrado, verrà trasformato in un Vampiro.

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    Ecco che con questo escamotage narrativo verremo catapultati in una città fatta di storie e persone, il mondo attorno a noi sarà chiamato a vorticare costantemente in un intrico di relazioni umane intessute magistralmente in cui Jonathan verrà invischiato. In tutto questo il giocatore fungerà da ago della bilancia in tantissime situazioni, dovremo affrontare scelte concrete che avranno ripercussioni evidenti ed importanti all’interno dello sviluppo narrativo.

    L’esperienza di scrittura maturata nei precedenti titoli emerge con assoluta positività, ogni personaggio avrà una propria storia ottimamente costruita e caratterizzata al punto che non farvi affascinare ed incuriosire dalle loro vicende sarà impossibile.Dalle personalità e dalle vicende dei singoli si costituisce poi una fitta rete di legami (non necessariamente palesi) in grado di costituire un mondo concreto in cui voi dovrete necessariamente muovervi ed interagire. A tal proposito preparatevi ad un gioco in cui i dialoghi, così come accadeva in Life is Strange, sono fondamentali, dovrete scavare nel profondo di ogni abitante, imparare a conoscerlo così da avere il massino quantitativo di informazioni prima di decidere come agire all’interno di quel mondo, quali vite spezzare e quali equilibri mantenere. La cura riposta nelle singole storie passa anche per una maniacale opera di ricostruzione storica, sociale, politica, un lavoro davvero encomiabile che restituisce un mondo tangibile in cui orientarci.

    Il termine orientamento non è usato in modo casuale poiché saranno proprio le nostre scelte a spingerci in una direzione o nell’altra, con un estremo positivo in cui agiremo più come un medico (dando di conseguenza maggior peso alla nostra umanità) ed uno negativo in cui abbracceremo pienamente la nostra nuova natura di vampiro nutrendoci con chi ci aggradi senza preoccuparci delle conseguenze.

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    Decidere di non curarvi del benessere degli abitanti di un quartiere (ne abbiamo 4 in totali) potrebbe quindi portarvi ad uccidere senza problemi, il sangue così sottratto vi spingerà a crescere rapidamente all’interno dell’albero delle abilità vampiriche semplificando ed arricchendo notevolmente la componente action del gioco (vi ritroverete ad essere fisicamente più forti della maggioranza dei vostri nemici e ad avere più abilità passive ed attive da usare in ogni scontro) ma di contro la componente “umana” legata proprio alla rete di relazioni ne uscirà impoverita; Il quartiere diventerà sempre più ostile alla vostra presenza, molti cacciatori di vampiri si riverseranno nella zona, la gente non vi parlerà, i negozi non avranno merci per voi e potrete dire addio alle missioni secondarie associate alla zona. Insomma, un senso unico narrativo che ben rispecchierà l’ostilità che le vostre azioni staranno originando.

    Ma scegliere di non considerare la componente umana sarà un grosso errore poiché è proprio in questo intricato equilibrio socio-ecologico che risiede il più grande pregio del titolo; impegnarsi per seguire la propria vocazione di medico malgrado la maledizione che ormai ci affligge può infatti regalare enormi soddisfazioni.

    Scegliere di puntare tutto sul proprio lato umano ci costringerà ad una crescita più lenta poiché, esclusa qualche bevuta di sangue qui e lì, i punti esperienza a vostra disposizione arriveranno prevalentemente da indagini (gli indizi sono essenziali per sbloccare nuove linee di dialogo) e missioni varie ma, tutto questo, verrà bilanciato da un’immersione nelle vite dei molti personaggi che ha quasi dell’incredibile.

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    Scegliere come comportarsi sarà davvero difficile, ogni eliminazione di uno dei personaggi che popolano i differenti distretti andrà ponderata al millimetro perché cercare di intuire la reale utilità degli stessi passa da una conoscenza completa, mai semplice e banale (molte, ad esempio, sono le sotto-relazioni non facili da identificare). Muoversi tra i mille segreti che questi uomini e donne condividono ricorda infatti la complessità relazionale reale! Se questo non bastasse la situazione sarà ulteriormente complicata dal dilagare della tremenda Influenza Spagnola contro cui potrete agire da medico, impegnandovi a somministrare medicine alla popolazione, aumentando così anche la qualità (e quindi i punti esperienza) del sangue che sottrarrete ad alcuni di essi.

    Se da una parte questi elementi di scrittura e narrativa diffusa risultano essere i costituenti di più alto pregio dell’intera opera, dall’altra ad essere in parte sotto tono sono proprio le componenti più strettamente action o, almeno, il loro equilibrio all’interno del gioco. Seppur l’impalcatura action resista e funzioni a dovere non riesce però a brillare di luce nemmeno all’interno delle boss fight che, pur mostrandosi più interessanti e complesse degli scontri comuni non riescono ad innalzare di molto l’asticella generale. A maggior ragione, chi seguirà un approccio più bonario nei confronti degli umani, avrà dalla sua un minor numero di possibili attacchi, andando conseguentemente ad appiattire ulteriormente la soddisfazione che gli scontri saranno in grado di conferirgli. Ci teniamo a sottolineare comunque che il combat system è funzionale, strizzando l’occhio sotto molti aspetti a lavori come Bloodborne, ma resto comunque l’elemento con minor equilibrio interno dell’intera opera.

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    Anche la componente tecnica fa il suo lavoro in modo egregio ma, soprattutto se paragonata agli ultimi giochi che stanno arrivando nell’universo console e Pc in questo periodo, si poteva fare di più, soprattutto in termini di modellazione poligonale ed effettistica generale. Al netto di questi piccoli difetti Vampyr resta un’avventura in grado di stregarvi enormemente con la sua componente narrativa e con un sistema di relazioni in grado di farci davvero vivere la Londra del 1918 per cui, se amate la narrazione e la scrittura e pensate che l’atmosfera di questo titolo possa fare per voi, il consiglio e almeno di provarlo poiché potreste restare affascinanti dal canovaccio preparato per voi e pronto a plasmarsi attorno ad ogni singola scelta che deciderete di compiere!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 13/02/2018 - Preparatevi ad un viaggio brutalmente realistico: Kingdom Come: Deliverance

    Kingdom Come Deliverance

    Il mondo dei videogiochi è zeppo di GDR occidentali dall’approccio open world, molti buoni titoli condividono in seno a questo genere tante caratteristiche ed, alcune di esse, tornano (almeno alla lontana) anche in questo Kingdom Come: Deliverance (in uscita oggi per Pc, Xbox One e Playstation 4). Ma la verità è che se sceglierete di mettere le mani su questo gioco vi troverete davanti un titolo non per tutti, vasto, complesso, maturo e molto valido ma che si rivolge chiaramente solo a chi voglia davvero dedicarci parte della propria vita e del proprio impegno.

    Ogni aspetto del titolo vuole prendersi il tempo utile al proprio sviluppo ed approfondimento, quasi fregandosene dei gusti dei videogiocatori. Volendo fare un paragone letterario potremmo quindi dire che approcciarsi a questo titolo sia come avvicinarsi ad un prodotto che, più che un romanzo d’avventura storico (o simil storico), sembra proprio voler essere un lavoro del collettivo letterario Luther Blissett (gli autori del famoso romanzo Q per intenderci).

    Già analizzando la narrazione ci si trova davanti a questa verità assoluta: il mondo appare ispirato agli eventi storici della Guerra Civile di Boemia (XV secolo) e mostra chiaramente di voler essere realistico e credibile in tutto e per tutto.

    Abbandonate quindi le frasi ad effetto, la scrittura di dialoghi tipica del mondo cinematografico e preparatevi alla lettura di linee narrative e scambi di battute totalmente classici e verosimili (che, si badi bene, non vuol dire mal scritti).

    Abbandonate i colpi di scena, i misticismi, le maledizioni, i temi che da storici si contaminano con elementi più fantasy e preparatevi ad una storia che parla di Guerra, Religione, Politica e che ruoterà attorno alle vicende personali di Henry (il vostro alter ego) e del suo bisogno di vendetta.

    Kingdom Come Deliverance henry

    Henry è un ragazzo come molti se ne possono contare, il figlio di un fabbro che finisce invischiato in vicende politiche molto più grandi di lui, vicende che raccontano lo scontro tra Re Venceslao IV (Re del Sacro Romano Impero) e l’ambizioso fratello Sigismondo. Una guerra fratricida che porterà, tra le altre cose, alla distruzione della città di Henry. Egli sceglierà quindi di diventare un uomo nell’unico modo che sentirà come corretto: la vendetta.

    Ma come detto ciò che vi troverete davanti non sarà un racconto epico, una ballata medievale atta ad innalzare le gesta di un impavido eroe ma più propriamente la storia di una persona come tante altre, invischiata in eventi mastodontici che han preso tutto ciò che era la sua vita e l’hanno calpestata, come solo la storia sa fare con chi non è impegnato a tesserne le fila.

    Ma non è solo la narrazione a differenziare questo titolo da altri esponenti del genere, per cui veniamo al gameplay: dimenticate i grossi aiuti, dimenticate le schermate principali zeppe di informazioni, gli oggetti di interesse segnalati ovunque, i sensi del Witcher. Ciò che dovrete fare sarà vivere questo mondo, esplorarlo, parlare con la gente per collezionare indizi, cercare attorno a voi tracce di sangue ed affini.Si, è vero, avrete un’ottima mappa di gioco, avrete anche una bussola in grado di segnalarvi le zone di interesse per il compimento di determinate missioni ma, una volta arrivati nei pressi dell’area non vi resterà altro che impegnarvi nella ricerca, qualcosa che, al giorno d’oggi, sembra quasi scomparsa nella stragrande maggioranza dei GDR.

    E seppur la pratica possa forse risultare frustrante ai giocatori più occasionali va altresì detto che le missioni riescono ad essere varie e valide anche nelle soluzioni ludiche proposte e, se questo non bastasse, si incastonano alla perfezione nel più grande arazzo narrativo proposto, offrendoci occasioni di approfondimento interessanti e stimolanti.

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    Ma non è ancora finita, la vita, quella vera, non è caratterizzata da livelli di difficoltà, ecco quindi che, ancora una volta, Kingdom Come ci metterà davanti alla brutalità della sopravvivenza nel XV secolo, con scontri fuori dalla nostra portata che avevamo totalmente sottovalutato, con rischi che vanno saggiamente intuiti (ma che non è detto possano sempre essere previsti), insomma, un bagno di sangue come solo quei secoli così colmi di pericolo e violenza possono far tornare alla mente.

    Ed a tal proposito spediamo due parole anche sul sistema di gioco che vuole, come tutto il resto, essere realistico ed immersivo: non ci sarà un sistema di progressione che utilizzi classi, archetipi, categorie ma un più fluido approccio in grado di tradurre in statistiche ed abilità ogni mossa e decisione di gioco intrapresa. Il risultato sarà quindi una crescita naturale e quasi non percepita che vi restituirà una sensazione di realismo e libertà assoluta in ogni suo approccio, siano essi legati alla parlantina, alla capacità di non farsi notare, allo scontro mediante le armi e ad altre infinite possibilità (si badi bene che gli NPC presteranno attenzione alle vostre azioni e, quindi, avere una pessima reputazione potrebbe far diventare la vostra vita un inferno in terra).

    Ed avendo nominando l’uso di armi non si può non parlare del sistema di combattimento che una volta metabolizzato (e come tutto in questo gioco richiederà un’iniziale dose di pazienza vista la sua chiara intenzione di non renderci la vita facile) saprà essere soddisfacente, stratificato e profondo ma anche realisticamente punitivo. Come nella realtà medievale lo scontro contro più nemici vorrà spesso dire impegno enorme e rischialtrettanto mastodontici. Affiancate a questo un sistema di autosalvataggi frequentissimo e la possibilità di salvare autonomamente solo attraverso l’utilizzo di un oggetto specifico (sì, avete letto bene) ed il quadro e fatto.

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    Insomma ragazzi, ormai dovreste aver capito l’essenza di questo Kingdom Come: Deliverance, i suoi obbiettivi ludici, ciò che voglia offrire e come intenda farlo. Un titolo in grado di donare un viaggio personale differente dal solito ma non per questo meno emozionante o piacevole ma, sicuramente, non alla portata di ogni tipologia di videogiocatore.

    Fabrizio Fortuna - Jerus

  • 14/11/2018 - Fallout 76 è arrivato tra noi!

    fallout 76

    Amanti di Fallout siete pronti a lanciarvi nuovamente nei mondi post-apocalittici di Fallout? Perché l'ultimo capitolo, Fallout 76 è già disponibile per Xbox One, PlayStation 4 e PC.Eccovi di seguito qualche informazione in più direttamente dal comunicato stampa ufficiale.

    Dagli acclamati sviluppatori Bethesda Game Studios, creatori di The Elder Scrolls V: Skyrim e Fallout 4, Fallout 76 è il prequel online della serie Fallout, franchise dove ogni essere umano sopravvissuto è una persona reale. Scopri una nuova e selvaggia landa desolata nel cuore del West Virginia dove è ambientato il più grande e dettagliato open world della serie.

    "La nostra passione ha sempre trasportato i giocatori in nuovi mondi e nuove esperienze", ha dichiarato Todd Howard Executive Producer di Bethesda Game Studios. "Fallout 76 è qualcosa di diverso da qualsiasi altra cosa abbiamo realizzato o giocato. Non vediamo l'ora di sperimentarlo insieme ai nostri fans."

    Il multigiocatore fa finalmente la sua comparsa negli epici GDR Open World di Bethesda Game Studios. Creando il vostro personaggio con il sistema S.P.E.C.I.A.L. potrete forgiare il vostro destino in una nuova, selvaggia, Zona Contaminata, ricca di centinaia di luoghi da visitare. Da soli o in compagnia di amici, una nuova grande avventura di Fallout vi aspetta!

    Grafica, illuminazione e paesaggio sono frutto di una nuova tecnologia che darà vita a sei diverse aree della Virginia Occidentale. Dalle foreste dell'Appalachia alle distese cremisi della Palude dei mirtilli, ogni area comporta qualche tipo di rischio e ricompensa. L'America post-nucleare non è mai stata così bella!

    Con il nuovissimo Centro di Assistenza Mobile per la Produzione (C.A.M.P.) potrete costruire e produrre in ogni angolo del mondo. Il C.A.M.P. garantirà un riparo, rifornimenti e sicurezza. Sarà anche possibile impostare un luogo di scambio per commerciare con gli altri sopravvissuti. Ma attenzione... non tutti avranno intenzioni amichevoli!

    Da soli o con altri sopravvissuti, avrete la possibilità di sbloccare l'arma definitiva... i missili nucleari. La distruzione che ne conseguirà sbloccherà una zona di alto livello con risorse rare e di grande valore. Sceglierete di custodire o di scatenare il potere dell'atomo? La scelta spetta a voi.

  • È arrivato Persona 5 per Playstation 3 e 4!

    Amanti dei JRPG gioite: Persona è nuovamente tra noi e, anche questa volta, sembra essere sinonimo di qualità e fascino!

    Vediamo innanzitutto di partire, come sempre, per gradi. Perché magari molti di voi non hanno mai sentito parlare di Persona e, addirittura, non conoscono nessun capitolo della prestigiosa serie Atlus,  Megami Tensei.

    Persona (o Shin Megami Tensei: Persona) è quindi uno spin-off della popolare serie di cui sopra. Nata quindi come ipotetica costola della saga principale la serie Persona ruota intorno ad un gruppo di adolescenti dotati di un’abilità decisamente particolare: essi sono in grado di evocare i cosiddetti “Persona”(una sorta di manifestazione fisica di alcuni aspetti della loro psiche, una trasposizione del proprio Io interiore potremmo dire).  Come potrete forse intuire la serie pesca a piene mani da molti degli archetipi tanto cari alla psicologia analitica, facendone però un utilizzo decisamente pittoresco (parliamo di entità che vengono qui usate durante indiavolati scontri con altre entità). Per la cosiddetta evocazione i vari capitoli hanno da sempre utilizzato soluzioni differenti ma, questo ultimo capitolo, ci ripropone la stessa soluzione di Persona 4, ossia l’utilizzo di apposite carte dei Tarocchi.

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    Chiariti ora gli elementi essenziale vediamo di entrare nei dettagli sulla trama e sulle tematiche che incontrerete all’interno di questo Persona 5.

    Al centro di tutto la grande città di Tokyo che, in questa incarnazione videoludica, sembra rappresentare quanto di peggio ci si può aspettare da una popolatissima megalopoli. Sembra che un’energia negativa corrompa infatti l’anima di chi vi abita spingendo, con estrema facilità, gli abitanti a soddisfare ogni più basso istinto ed impulso.

    Queste drammatiche condizioni ispireranno allora il gruppo di giovani eroi ad imbastire una vera e propria crociata purificatrice così da poter liberare la città dalla sozzura dell’anima che la affligge e permea. Essi si impegneranno in numerosi scontri con “la faccia più oscura” di queste persone (potremmo dire i loro demoni interiori) così da guidare forzatamente i loro animi verso una purificazione e, conseguentemente, le loro entità fisiche verso una confessione sentita dei molti crimini commessi.

    Come altri capitoli di Persona ci hanno insegnato anche questa volta avremo il ritorno di tematiche oscure, mature e, cosa più importante, ottimamente approfondite e realizzate. Sarà impossibile non vivere la crociata che i ragazzi hanno deciso di intraprendere e, così facendo, venire lentamente avvolti da una, sempre più palpabile, angoscia.  Il tutto sarà accompagnato da un’ottima sceneggiatura, da colpi di scena e da dibattiti morali/piscologici che si fondono con le adolescenziali vicende dei ragazzi. Dovremo quindi dividere il nostro tempo tra un lavoro part-time, un appuntamento galante, le classiche vicende scolastiche ma anche una sequenza crescente di furibondi scontri con i Persona all’interno di roccaforti del male che pullulano di nemici!

    E sì, avete capito bene, se da una parte questo Persona vi offrirà i classici scontri a turni tanto cari al genere dei GDR (anche se ultimamente vari esponenti dello stesso propendano per l’alternativa dinamica dei scontri in tempo reale), così come i vari labirinti zeppi di nemici in cui muoversi per tender loro temibili imboscate, dall’altra parte troverete una componente che, almeno nella sua matrice d’origine, risulta essere legata a doppio filo con quella parte della tradizione ludica giapponese a base di “simulatori di vita sociale/appuntamenti/scuola/lavoro”.

    Ci troveremo davanti ad un calendario che scandirà lo scorrere del tempo. Le giornate si riempiranno allora di lezioni, studio, esami, sport, sale giochi, lavori, uscite a spasso per la capitale in amicizia. Tutte queste attività opzionali saranno rappresentate da dei singoli minigiochi che sembrano apparire interessanti e ben inseriti nella dinamica di gioco e che, cosa ben più importante, permetteranno ai vari giovani di incrementare differenti caratteristiche e, con esse, accedere a nuove abilità, opzioni, possibilità di gioco.

    Anche la componente sociale sembra essere ugualmente curata, permettendo all’intero gruppo di intessere relazioni via via più profonde. Una crescita complessiva quindi che, tra relazioni, abilità, statistiche ed, ovviamente, tarocchi, sembra approfondita e stratificata e non al di sotto di altri GDRdi ampio respiro e grandi capacità.

    Ma arriviamo ora al fulcro della componente più oscura dell’intera avventura, perché alla classica vita sociale di Tokyo si affiancherà la sua controparte più buia e pericoloso. Gli aspetti più oscuri degli abitanti dormono infatti sotto la superficie di quotidianità che essi mostrano comunemente.

    Ecco quindi che le abilità particolari dei nostri protagonisti apriranno la possibilità di accedere ai recessi più oscuri del subconscio dei “nemici” di turno. Così facendo si entrerà in veri e propri labirinti esplorabili (la maggioranza dei quali è creata in modo procedurale, ad essere esclusi da questa tipologia invece i dungeon principali legati a personaggi chiave per le vicende narrate), ricolmi di ogni sorta di mostruosità demoniaca originata da anni ed anni di desideri repressi, ricordi, traumi, psicosi, insomma un vero e proprio inferno Freudiano!

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    Le fasi esplorative all’interno dei vari labirinti si organizzeranno anche attorno ad elementi platform (mai troppo spinti in realtà) ed anche stealth (elementi ancora da perfezionare in compenso), permettendo al giocatore di muoversi liberamente seguendo il proprio personale approccio preferenziale (a tal proposito nei dungeon più grandi non mancheranno anche delle “uscite di sicurezza” in grado di assicurarci il ritorno al mondo reale).

    Sia ben chiaro comunque che, malgrado gli elementi stealth, il gioco resta comunque un GDR a turni in cui gli scontri saranno elemento cruciale dell’esperienza complessiva. Ogni giocatore equipaggerà un’arma da corpo a corpo, una a distanza ed il proprio Persona, aggiungete alla ricetta i devastanti attacchi di gruppo (uniti a doppio filo alla dinamica delle relazioni interne al gruppo) una buona dose di attenzione nella caratterizzazione di creature ed attacchi (tra classici critici e debolezze di varia natura) ed avrete un’idea della complessità e della profonditàche il battle system di questo Persona vuole offrirci. Come se tutto questo non bastasse, ad aggiungere ulteriore pepe al tutto ci penserà poi la possibilità di sottomettere e fondere tra loro vari Persona,così da poter creare degli ibridi dotati di caratteristiche miste

    Ma questo Persona 5 è anche un concentrato di stile, tra un ottimo cell shading (i limiti in tal senso sono imputabili alla genesi cross-gen di questo titolo che, però, risoluzione esclusa, si mostra identico su Playstation 3 e Playstation 4), un design accattivante e delle scene animate che non hanno nulla da invidiare alla giapponese tradizione anime!

    Anche i Persona principali sono caratterizzati con estrema cura e personalità partendo da ispirazioni legate al mondo delle “novelle più losche” sui criminali più incalliti e famosi (a tal proposito citerò solo il buon vecchio Lupin!). Insomma le scelte di Character Design generali rispecchiano i temi generali e sono in grado di infondere al risultato finale delle fascinazioni visive profonde, in grado di renderne l’amalgama complessiva coerente ed ispirata!

    Come se tutto ciò di cui fin qui abbiamo parlato non bastasse, sappiate che anche la colonna sonora riuscirà a riempire l’aria di un ulteriore dose di charme, i vari brani Lounge e Jazz infatti, oltre a ben sposarsi con ciò che succede su schermo, riusciranno a tenerci ottimamente compagnia durante le fasi di vita quotidiane!

    Insomma sembra proprio che Atlus sia riuscita, ancora una volta, a realizzare un ottimo Persona, ricco di personalità ed idee, di contenuti ed elementi di gameplay complessivamente ben orchestrati, i cui punti di massimo valore sono da identificarsi in un impianto ruolistico vasto, un combat system profondo e delle tinte mature in grado di conquistarci!

    Insomma, se avete sempre amato il fascino dei vari Shin Megami Tensei, o se siete fan dei JRPG, sembra proprio che questo Persona 5 sia qui proprio per voi!

     

     

    Fabrizio Fortuna - Jerus

  • Speciale 2017 - Prima parte: Videogiochi consigliati.

    Ed anche il 2017 si accinge ad esaurirsi, è quindi giunto il momento per il ritorno della nostra “la lista dei consigli”sui migliori dei titoli di questo grande anno videoludico. Dal nostro punto di vista questi sono quindi i giochi che, qualora vi interessi la tipologia, dovreste cercare di recuperare (solo nel caso voi non li abbiate già spolpati o, magari, rimediati proprio nelle recenti festività natalizie).

    Precisiamo come sempre che, anche per quest’anno, esporremo la nostralista dei preferiti ma molti esclusi potrebbero rientrare tranquillamente nei favoriti di altri videogiocatori.  Qual ora il vostro titolo del 2017 non risulti in lista vi invitiamo a mantenere il sangue freddo ed a non sentirvi offesi in alcun modo dalla nostra selezione ma, magari, a cogliere l’occasione per commentare sulla nostra pagina Facebook così da poter magari suggerire il titolo anche ad altri utenti. A tal proposito ricordate che oggi ci occuperemo solo della prima metà dello speciale (la seconda parte in arrivo nei prossimi giorni) andando a vedere gli eletti dell’anno per le categorie: Platform, Strategici, Avventure e GDR.

    Ed ora, partiamo!

     

    Per gli amanti dei Platform.

     

    - Super Mario Odyssey.

    SuperMarioOdyssey

    Ogni nuova iterazione di Mario 3D tende ad inventare qualcosa, a definire degli elementi di pregio che trasportino delle movenze e delle dinamiche classiche e storiche in un universo di possibilità nuove. E, ancora una volta, Super Mario centra l’obiettivo. Questo Odyssey è un concentrato di trovate sempre nuove, un titolo che non può non stupire con le sue mille soluzioni uniche, magari presenti solo per una manciata di minuti nel bilancio generale del titolo ma non per questo meno geniali e spiazzanti(nel senso più positivo del termine).  Un gioco che definisce lo stato d’arte del platform a tre dimensioni e che, da solo, può regalarci un quantitativo di trovate originali ed ingegnose (molte ovviamente legate all’introduzione di Cappy e delle sue Capture) in grado di far impallidire qualsiasi altro esponente del genere. Un capitolo perfettamente capace di reggere tra le guantate mani di Mario l’intero genere di appartenenza per quest’intero anno!

    Metascore: 97.

    Disponibile da Ottobre su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

    Per gli amanti degli Strategici.

     

    - Mario + Rabbids: Kingdom Battle.

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    Uno dei giochi che ho apprezzato maggiormente quest’anno, un titolo che, fin dalla sua presentazione all’E3, è stato in grado di conquistarmi e stupirmi per la perfetta riuscita di quella fusione tra i mondi di Mario e la follia dei Rabbids marchiati Ubisoft! Uno strategico a turni in salsa XCOM in grado di guidare i neofiti nelle sue dinamiche e, nei livelli più avanzati, di soddisfare i più smanettoni di noi. Insomma una combinazione difficile che però centra perfettamente il suo obiettivo, un gioco in grado di coinvolgerci e divertirci grazie all’irriverenza dei Rabbids:creature perfettamente capaci di infondere nel regno dei funghi una malsana (ma sorridente) follia!

    Metascore: 85.

    Disponibile da Agosto su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

     

    Per chi cerca Avventure da ricordare.

     

    - The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

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    Quest’anno sarà certamente ricordato come l’anno di Nintendo Switch; non solo perché il suo successo ha confermato che in casa N abbiano fatto nuovamente centro ma, soprattutto, perché questo 2017 ha dimostrato come la piccola ibrida di casa possa essere supportata con molti pezzi da novanta. Arrivato sul mercato insieme alla console questo titolo ha saputo far breccia nei cuori dei videogiocatori e della critica! La casa di Kyoto è riuscita a calare la sua leggenda in un mondo open world in grado di riscriverne le dinamiche principali. Un nuovo approccio in grado di valorizzare il mondo stesso al punto da spingere il giocatore al suo interno prevalentemente grazie al senso di scoperta, meraviglia e stuporeche questa Hyrule è in grado di ispirare. Non a caso stiamo parlando proprio del titolo eletto Gioco dell’Anno ai The Game Awards. Se non lo avete recuperatelo fatelo al più presto, da solo potrebbe rendere sensato addirittura l’acquisto della console!

    Metascore: 97.

    Disponibile da Marzo su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - Horizon: Zero Dawn.

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    Si resta in campo di open world ma ci si sposta sul lido principale di casa Sony per parlare di un gioco sicuramente più classico nelle sue dinamiche e strutture ma non per questo meno coinvolgente. I ragazzi di Guerrilla Games confezionano infatti un mondo visivamente sbalorditivo, emozionante e coinvolgente in grado di fondere una natura semi-incontaminata con delle macchina (a loro modo) senzienti. Un futuro post-post-apocalittico in cui la specie umana e regredita enormemente, al suo interno vestiremo i panni della bella Aloy per cercare di svelare i molti misteri che si celano sparsi tra secolari foreste, vaste montagne e pericolosissime fiere meccaniche. Se amate gli open world e volete restare a bocca aperta di fronte a paesaggi assolutamente sublimi non potete perdervi questo titolo!

    Metascore: 89.

    Disponibile da Marzo su Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - Uncharted: L'Eredità Perduta.

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    Lo scorso anno abbiamo avuto l’occasione di vivere il capitolo conclusivo delle avventure di Nathan Drake quest’anno invece i più nostalgici tra noi hanno avuto l’occasione di recuperare un nuovo inizio in quell’universo di gioco tanto amato. Ecco quindi che i Naughty Dog ci consegnano uno spin-off che ruota attorno a due eroine (Chloe e Nadine) e ci offre un’avventura più breve ma dai ritmi e dalla qualità ludica dei pezzi da novanta, torna un’ottima narrazione, sceneggiatura, scrittura e recitazione tutto arricchito da ogni elemento ludico che abbiamo apprezzato in Uncharted 4: Fine di un ladro. Insomma se avete amato le avventure di Nathan non dovreste lasciarvi sfuggire le vicende dell’amica Chloe!

    Metascore: 84.

    Disponibile da Agosto su Playstation 4.

     

    - Assassin's Creed Origins.

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    Personalmente non sono mai stato un grande fan della, lunga, saga degli assassini. Trovo infatti che, tolti i primi capitoli di sicuro interesse, la saga si sia rapidamente impantanata in dinamiche troppo simili a se stesse, limitandosi ad aggiungere qua e là qualcosa (si vedano ad esempio gli interessanti scontri navali) per poi proporci uno stesso gioco in ambienti, e con eroi (ed antieroi), differenti. Le iterazioni della saga stavano cominciando anche a stancare gli affezionati di Assassini e Templari ed ecco quindi che inUbisoft ha pensato bene di ripartire dagli albori del tutto (sia per cronologia che come vero e proprio nuovo inizio per l’intera saga). Quest’operazione è riuscita a consegnarciun titolo adulto, più stratificato e profondo, in grado di accompagnare leaffascinanti vicende egizie con ungameplay rinnovato al punto daridefinire lo stesso combat system (uno degli elementi che, personalmente, non mi ha mai convinto del tutto). Tra nuove aggiunte, sistemazioni varie ed una storia che sembra poter fungere da redivivo punto di partenzagli assassini sono tornati più in forma che mai!

    Metascore: 83.

    Disponibile da ottobre su Pc, Xbox One e Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - NieR:Automata.

    nier automata

    Ci spostiamo ora in pieno sol levante per dedicare qualche istante ad un titolo che, pur lontano dalla perfezione oggettiva, ha al suo interno alcuni elementi di così alto pregio da rendere praticamente trascurabili i suoi stessi difetti. Da una parte abbiamo degli oggettivi limiti visivi ed un equilibrio ludico interno non perfetto e bilanciato. Ma, dall’altra abbiamo una colonna sonora stupenda, quantitativi di genio imponenti, momenti di folle e sublime unicità e vagonate di originalità ovunque si posi lo sguardo. NieR è un’esperienza che definisce il concetto stesso di libertà artistica e di sviluppo, un titolo in grado di emozionarvi e stupirvi con il suo fregarsene di regole e canoni definiti negli anni, un melting pot di generi diversi che si fondono con una naturalezza incredibile ma, soprattutto, è un gioco in grado di coinvolgervi e divertirvi con un’azione ottimamente concepita e realizzatadai (mai troppo lodati per quanto mi riguarda) PlatinumGames!

    Metascore: 86.

    Disponibile da Marzo su Pc e Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    Per chi ama i GDR.

    - NioH.

    Nioh cover

    Un po’ avventura, un po’ GDR il primo titolo che ci sentiamo di nominare è proprio un souls like realizzato dalle sapiente mani del Team Ninja. Non solo caratterizzato da un’atmosfera unica in grado di miscelare elementi del Giappone feudale, misticismo di varia natura e scontri che nulla hanno da invidiare all’ormai famoso Dark Souls ma, soprattutto, arricchito anche da dinamiche interessanti e fresche che ben riescono a portare una ventata di innovazioni nell’ancora g genere ludico di riferimento (e chi sospettava se ne sentisse di già il bisogno?). Quest’esclusiva riesce a riportarci in mondi violenti in cui, il minimo errore può voler dire la morte, un universo di gioco che riuscirà però ad impossessarsi di noi ed a costringerci a continuare ad affinare le nostre tecniche di combattimento fino alla sua conclusione (o al volo di gioco, pad e console dalla finestra).Un gioco che ogni amanti dei souls like non può non possedere!

    Metascore: 88.

    Disponibile da Febraio su Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

    - Divinity: Original Sin 2.

    divinity original sin 2

    Quest’anno non si può parlare di GDR senza nominare questo titolo, malgrado sia disponibile solo su Pc questo gioco può già essere considerato un nuovo punto di arrivo per l’intero genere dei GDR occidentali isometrici. Un titolo che, oltre ad essere praticamente enorme, non ha un solo elemento importante fuori posto. Non solo abbiamo un’ottima storia e dei personaggi indimenticabili fusi in una narrazione ottimale ma anche, e soprattutto, un gameplay perfetto ed una libertà di approccio e di azione assolutamente incredibile in grado di riflettersi in un divertimento più che invidiabile!

    Metascore: 93.

    Disponibile da Settembre su Pc.

     

    - Persona 5.

    persona 5

    Ed ora è tempo di dedicarci ai GdR giapponesi e non possiamo non cominciare parlando di Persona 5. Ultimo capitolo della storica serie giapponese in grado di dimostrarsi ancora una volta più che ottimo. Esclusiva Playstation in grado di fare la felicità dei fan del genere e della saga con ore ed ore di contenuti, estetica sublime e tanto, tanto, carisma! Vivendo le vicende dei Phantom Thievs verrete invischiati in una storia matura e profonda in grado di fondere la città di Tokyo con dei mondi interiori plasmati dalla psiche di innumerevoli uomini corrotti dai vizi e dai piaceri carnali. Ciò che avrete per loro sarà una lunga via verso il pentimento forzato che passerà, inevitabilmente, attraverso le violente mani dei vostri Persona (un po’ personificazioni di istinti e caratteri, un po’ spiriti e demoni). Un gioco complesso (non semplificato dalla sola lingua inglese presente) ma anche grandioso, una piccola perla artistica che ci ricorda perché amiamo il Giappone!

    Metascore: 93.

    Disponibile da Aprile su Playstation 3 e Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - Xenoblade Chronicles 2.

    XenobladeChronicles2

    Altro gioco di ruolo che arriva direttamente dalla terra del sol levante e che, se possibile, dimostra anche più di Persona la sua appartenenza a quella terra ed al genere dei JRPG. Gioco purtroppo non perfetto sotto vari punti di vista ma che, superate le prime ore, sarà in grado di catturarvi completamente grazie ad una storia fantastica, meravigliosa e profonda ed una caratterizzazione dei personaggi che, malgrado i soliti clichè tanto cari al popolo giapponese, risultano essere solidamente costruiti, approfonditi ed in costante evoluzione. Personalmente ho avuto più di una difficolta nello scollarmi da questo gruppo di eroi e dall’empatia che il loro mondo e le loro, complesse, vicende sono in grado di suscitare in ogni giocatore che apprezzi il genere.

    Metascore: 83.

    Disponibile da Dicembre su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

     

     

    Fabrizio Fortuna – JeruS.