• 16/02/2018 - Un viaggio incantato con: Fe

    fe ea originals screen 4

    Già dal primo sguardo dato a Fe in occasione dell’E3 2016fui colpito dal fascino che, un po’ per le sue atmosfere, un po’ per la bellezza visiva, il gioco riusciva a trasmettermi. Ed, ora che il titolo di EA è sugli scaffali (disponibile per PC, Xbox One, Nintendo Switch, Playstation 4), ci possiamo dire pronti a gustare e scoprire i dettagli fino ad ora solo intuiti così da poterne scoprire il reale valore in termini di fascino e componente ludica.

    Come in altri titoli similari anche in questo Fe la narrativa è quasi segreta, appena sussurrata ed accennata, nessuna introduzione complessa, nessuna voce narrante che ci spieghi cosa stia succedendo, ma un semplice processo di avanzamento e scoperta in grado di unificare l’esperienza del giocatore e quella della creatura che stiamo controllando tramite pad.

    Questa scelta riesce quindi da subito a trasmettere un senso di vicinanza tra noi che ci approcciamo per la prima volta a questo mondo ed il nostro avatar, ugualmente solitario dopo una vera e propria caduta tra radici e piante. Ma il mondo di Fe è un mondo popolato da molti altri esseri e, come farebbe un cucciolo ancora inesperto, ci troveremo anche noi a tentare di comunicare attraverso i nostri versi (un vero e proprio canto in effetti) con gli altri animali che popolano questa vasta e verticale foresta. Ed è già in queste battute iniziali che si comincia a scoprire la matrice ludica del gioco, dovremo infatti convincere le schive creature delle nostre buone intenzioni attraverso la giusta armonia musicale ed, una volta fatto ciò, scopriremo che saranno ben disposte ad aiutarci in una qualche maniera.

    Il canto diventa quindi un elemento cardine (come già si intuiva dal trailer di presentazione) del gioco ed infatti, ben presto, scopriremo che attraverso esso e possibile modificare addirittura il mondo di gioco in mille modi differenti. Ma il pericolo per un cucciolo è sempre dietro l’angolo ed ecco quindi fare la propria comparsa anche delle creature con cui dovremo confrontarci in modo meno positivo: i Silenti. Questi essere metà animali metà macchine stanno infatti invadendo le terre selvagge per catturare ed intrappolare le mille creature che le popolano. Starà a noi, ormai catapultati in questo mondo, riuscire a trovare come risolvere questa spinosa situazione ma, si badi bene, che per farlo dovremmo ricorrere sempre all’ingegno poiché contro i Silenti spesso dovremo semplicemente fuggire.

    Questa è l’impalcatura di Fe, un’avventura esplorativa, un po’ puzzle solving, un po’ action platform, intessuta di musicalità, fascino e magia.Un mondo in cui procedere liberamente alla scoperta della prossima abilità da acquisire, del prossimo modo di esplorare il mondo, tentando così di avvicinarci al lieto fine di questa, onirica ed appena sussurrata, fiaba.

    fe img

    Un titolo insomma che, sotto il profilo del fascino, riesce a convincere; ma questa era forse la vittoria più prevedibile già dai primi scorci intravisti nel non troppo lontano 2016.

    Venendo alla componente ludica purtroppo il risultato non sembra essere altrettanto convincente.

    Il senso di spaesatezza dato dall’esplorazione delle quattro aree che compongono il mondo di gioco che inizialmente riesce ad essere elemento positivo rischia infatti di diventare, alla lunga, frustrante e fastidioso. Un po’ per la componente visiva che non lo rende sempre chiaro, un po’ per la realizzazione della mappa poco utile in termini di comprensione, un po’ per il level design sicuramente interessante ma allo stesso modo di non facile lettura.

    L’unione di questi punti si rifletterà purtroppo in un approccio all’esplorazione poco ponderato, quasi casuale, in cui noi giocatori ci muoveremo sperduti alla ricerca di quel passaggio nascosto utile al raggiungimento del prossimo obiettivo ed al proseguimento, ad esso associato, all’interno della nostra avventura. A questo si aggiunge poi la sensazione che tutto sia poco libero, troppo guidato; percezione in grado, purtroppo, di amplificare le emozioni negative che questa macchinosità è in grado di far emergere.

    A tirare su la produzione ci penserà, almeno in parte, la componente artistica in grado di consegnare un mondo di indubbio incanto, dalle geometriche forme, ricco di colori saturi e di contrasti, di giochi di luce, di musica; un elemento che si traduce in un forte senso di meraviglia.

    Insomma, l’impressione che questo Fe riesce a lasciare è quella del gioco di cuore, emozionante nella sua minimalità ma non totalmente soddisfacente, minato da alcuni limiti di gameplay e di costruzione del mondo che lo rendono quindi un esperimento interessante, sicuramente coinvolgente ma tristemente non perfetto.

    Fabrizio Fortune - JeruS

  • Continuiamo a parlare di calcio con Fifa 18

    Fifa 18 copertina ronaldo

    Ad inizio mese avevamo avuto modo di approfondire, almeno in parte, l’offerta ludica messa in campo dal nuovo PES(qui l’articolo), oggi è finalmente giunto il tempo di vedere cosa abbia da dire la controparte calcistica EA.

    E cominciamo affermando da subito che, anche quest’anno, Fifa centra il colpo con un titolo calcistico in grado, anche per quest’anno, di riversare le esperienze calcistiche dal rettangolo verde dei campi da gioco a quello luminoso dei nostri monitor televisivi.

    Ma, seppur il progresso della storica saga ci abbia da sempre abituato a miglioramenti e perfezionamenti graduali (magari con qualche scivolone qua e là), già dalla presentazione dell’edizione 2018 avevamo avuto modo di intuire che l’impegno da parte della software house fosse indirizzato in gran parte ad una modalità precisa (NDR: già introdotta nella scorsa edizione), ossia la modalità il Viaggio in cui tornare a vestire i panni della stella nascente della Premier League: Alex Hunter.  

    Il ritorno di Hunter appare da subito maggiormente curato rispetto al passato con una maggior attenzione ad ogni aspetto di storia, sceneggiatura ed interazioni con lo scorrere degli eventi. Infatti, oltre ad un miglior lavoro di scrittura e sceneggiatura degli elementi che dettagliano questo mondo calcistico, avremo modo di partecipare direttamente ad alcune scelte che non si limiteranno a portare variabilità ai vari eventi possibili ma porteranno anche ad alcune modifiche alle performance portate, palla al piede, in campo.

    Gli elementi del gameplay appaiono quindi meglio inseriti in una cornice narrativa in grado di compenetrarsi con gli allenamenti e le partite ufficiali (NDR: in cui poter scegliere di controllare l’intero team o il solo Hunter) e, soprattutto, capace di far crescere le nostre abilità di giocatore al pari con quelle del nostro alter evo; nel tentativo non solo di primeggiare come squadra ma anche di far emergere la nostra star (molti obiettivi secondari saranno infatti collegati direttamente alla “fama” del nostro giocatore).

    fifa 18 hunter

    Certo, malgrado i miglioramenti inseriti, alcuni giocatori potrebbero desiderare ancora una maggior libertà di scelta ma, la modalità il Viaggio, si mostra comunque come un elemento chiave dell’intera offerta generale, perfettamente in grado di differenziare l’esperienza, soprattutto se paragonata alle altre modalità classiche.

    E, parlando di modalità, anche questo Fifa non intende rinunciare alla sempre apprezzata Carriera, sia da giocatore che da allenatore. Entrambe risultano ben costruite e funzionali come in passato ma. anche per queste. si evince un maggior impegno nel cercare di aggiungere degli interessanti (seppur limitati) elementi narrativi, mediante l’uso di alcune cut-scene atte a rendere l’esperienza complessivamente più organica e naturale.

    Tornano ovviamente anche la modalità Pro Club così come le numerose competizioni offline ed online (anche in co-op) e, con essa, rispuntano le classifiche da scalare. Tutto appare come sempre ben realizzato e, soprattutto, in grado di farci passare ore su ore pad alla mano e testa nel campo da gioco.

    Ed in termini di offerta ludica non possiamo non parlare del ritorno della modalità Fifa Ultimate Team sembra mostrarsi in forma smagliante, una modalità che, data la grossa mole di contenuto che ha da offrire, potrebbe essere considerata quasi un gioco indipendente. Questa modalità vi offrirà un gioco prevalentemente competitivo, un gestionale basato su numerosissime carte giocatore da collezionare ed utilizzare.

    FIFA 18 Ultimate Team Menu

    La scelta di rendere i giocatori delle carte collezionabili riesce quindi ad aggiungere anche la vena collezionistica allo spirito sportivo; così da offrire una modalità in grado di suscitare una dipendenza quasi eccessiva. Correremo quindi a comporre la nostra rosa di giocatori da utilizzare all’interno di numerose sotto modalità (ancora una volta sia online che offline) nella speranza di primeggiare sia contro la cpu che, soprattutto, contro i “deck” avversari.

    Ma vediamo di arrivare alla vera domanda: Come sono le sensazioni di gioco di questo Fifa? Riusciranno ad offrire un’esperienza simulativa soddisfacente?

    Rispetto al passato come ci si poteva aspettare i passi avanti sono stati fatti ed andando a concentrare la propria attenzione sui dettagli più piccoli ci renderemo conto di come questo abbia reso il gameplay più fluido e meglio rifinito.

    L’impegno massimo è stato profuso nel ricreare le animazioni legate al movimento dei giocatori, attraverso un lavoro di motion capture in grado di garantire una fisica interna ai corpi degli stessi, una miglioria che si riflette in una resa più coerente con il mondo reale.

    Questo approccio ha permesso di modificare indirettamente il sistema di gioco stesso, cosa evidente soprattutto in merito alla resa delle fasi legate al possesso di palla ed agli scontri con gli altri calciatori all’interno delle fasi di dribbling. Sarà necessaria una maggior attenzione nel tentativo di mantenere la palla ancorata saldamente tra le gambe dei nostri giocatori e, conseguentemente, si renderà indispensabile un maggior impegno tattico che si rifletterà a sua volta in ritmi di gioco che, pur mantenendosi rapidi, si dotano di una componente maggiormente strategica e legata all’analisi delle situazioni attorno a noi.

    fifa 18 ronaldo

    Nella stessa direzione si muove poi l’intero titolo che mostra una  miglior IA rispetto al passato (qui maggiormente aggressiva e punitiva nei confronti dei nostri errori) e delle opzioni tattiche da impostare all’interno del pre-partita in grado di dare all’intero match una direzione tattica maggiormente evidente. Piccola gradevole aggiunta in grado di spezzare meno il gioco è poi l’implementazione di una nuova “sostituzione rapida” da poter effettuare mediante la pressione del dorsale destro, nulla di trascendentale ma comunque in grado di impattare positivamente sulla generale fluidità degli scontri.

    La somma di tutti questi elementi confluisce quindi in un’edizione del titolo calcistico EA che, mai come quest’anno, sembra orientare l’intero gameplay verso una generale richiesta di capacità adattativa, in grado di premiare la giusta lettura delle situazioni di gioco e di saper rispondere ad esse adeguatamente.

    Dal punto di vista tecnico Fifa 18 riesce a mostrare la bontà del Frostbite Engine a cui si aggiunge una perizia maniacale nel ricreare una resa di stadi e spalti, ora decisamente in grado di restituire le emozioni vissute durante l’osservazione di un vero scontro calcistico; tutto è poi coadiuvato da un comparto audio ed una telecronaca italiana che, pur se non perfetta, fa il suo lavoro a dovere. L’unica critica che può essere mossa è legata ad una resa dei volti degli atleti decisamente troppo altalenante con alcuni calciatori ottimamente realizzati ed altri quasi irriconoscibili.

    Insomma, i giochi sono fatti, Fifa 18 è ormai uscito da qualche giorno per tutte le piattaforme disponibili (Playstation 3, Xbox 360 , Pc, Xbox One, Playstation 4, Switch) e sembra proprio che EA sia riuscita a mantenere le promesse fatte offrendoci un ottimo titolo anche quest’anno.

    La palla è ora al centro, a voi non resta altro che effettuare la scelta: Team PES o Team Fifa?

     

     

    Anche su Switch

    Per i possessori di Switch l’unica scelta è quella rappresentata dall’opzione Fifa ed, a tal proposito, vediamo di spendere due parole su quest’edizione del titolo che, per ammissione stessa di EA, non sarà identico alle altre versioni. Viste le differenze in termini di hardware infatti questa versione del titolo non ha potuto giovare del Frostbite (questo ha anche condizionato il taglio della modalità Il viaggio intimamente legata al nuovo motore di gioco). L’impegno dimostrato da EA per la versione Switch non sembra però essere da meno a quanto fatto per le concorrenti “più muscolose”, mostrando dei risultati decisamente convincenti (NDR: considerato poi la portabilità della console che conferisce al titolo delle caratteristiche di unicità decisamente interessanti).

    Per rendervi conto delle differenze visive eccovi quindi un piccolo video confronto tra la versione Switch e quella Xbox One, così da potervi fare un’idea da soli dell’ottimo risultato visivo raggiunto da EA sulla piccola, grande, portatile Nintendo.

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • Video Speciale E3 2017 - Quarta Parte - La classifica dei migliori titoli

    Ultima puntata per il nostro lungo viaggio sotto i riflettori dell'Eectronic Entertainment Expo 2017.

    Oggi il video speciale tratterà i vari giochi esclusi fin quì presi direttamente dalle conferenze Bethesda, Ubisoft e EA.

    Una piccola classifica dei giochi che più hanno attirato la mia curiosità.

    Un grazie a tutti voi per l'attenzione fin qui dimostrata ed alla prossima!

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

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