• 01/03/2017: Arriva l'esclusiva Playstation 4 - Horizon Zero Dawn.

    In questi anni il mondo dei videogiochi ha preso una piega strana. Ovunque ci si guardi attorno, su qualsiasi piattaforma ci si soffermi per più di un istante, si potranno facilmente trovare triliardi di giochi che fanno di tutto per essere open world, che promettono di essere vivi, pulsanti, pieni di cose da fare, ricchi di elementi che sono l’unione di mille altri giochi; mille promesse che, purtroppo fin troppo spesso, si rivelano poi non mantenute, abbozzate, sfiorate o addirittura non pervenute.

    In un contesto del genere all’annuncio di un ulteriore gioco open world, pieno di cose da fare e ricco di elementi ispirati dal sommarsi di anni di esperienze ludiche, mi ritrovo spesso a pensare: “Ecco il prossimo specchietto per le allodole”. Sembra di assistere ad una ipotetica corsa alla soddisfazione delle richieste (ipotetiche) di un mercato che, fin troppo spesso, non sa nemmeno cosa davvero desideri (e qui forse divento fin troppo critico). Una corsa che, aimè, riesce troppe volte a consegnarci giochi che sembrano solo copie di copie di copie, magari con alcuni elementi validi ed interessanti che però risultato sprecati, amalgamati con un pastone dal sapore già conosciuto e scontato.

    Horizon prenotaE poi all’orizzonte arriva Horizon: Zero Dawn un gioco che sembra portare avanti quelle stesse, ormai fin troppe solite, promesse, ed io, drogato di originalità e di poesia, mi chiedo:

    Sarà ancora una volta il “solito” buon gioco e nulla di più (non che sia una grande colpa essere “solo” un buon gioco)?

    Poi vedo qualche minuto di gioco, intuisco qualche elemento della storia, vedo una sorta di animale/cyborg che insegue l’eroina principale, noto una direzione artistica che sembra d’alto livello … e niente… faccio la solita fine di appassionato che ama il medium di riferimento: comincio a sperare sia più del “solito buon gioco”.

    Primo dubbio da fugare: Storia valida, emozionante, ben narrata?

    Basteranno pochi all’interno di Horizon per rispondere a questa domanda, basterà un incipit per capire che la nostra eroina non sarà semplicemente una nuova e “qualsiasi” protagonista femminile presente nel gioco perché ultimamente il ritorno di Lara Croft ci ha ricordato che esistono anche eroine di grosso calibro  che devono essere utilizzate (e dai tempi di Metroid e del Nintendo che ho compreso la cosa e penso sinceramente sia solo sacrosanto e giusto avere anche queste eroiche donne all’interno dei nostri gioco, poiché l’unica differenza è solo un genere di appartenenza). Ma senza il bisogno di fingerci pensatori più alti torniamo a parlare della protagonista di questa storia: Aloy. Nei primissimi istanti di gioco ci troveremo ad impersonare una giovanissima Aloy in un mondo “che è andato avanti” (perdonatemi la citazione da La torre nerama ognuno ha le sue fissazioni), un mondo in cui non v’è società che tenga, gli umani sono organizzati in tribù di stampo matriarcale che vivono di caccia e di raccolta come dei moderni uomini preistorici. Un mondo in cui la natura è rigogliosa, viva, predominante, un mondo in cui delle occasionali intrusioni tecnologiche sembrano parte integrante del tutto senza essere davvero comprese appieno dai più, un mondo in cui giganteschi animali-cyborg si muovono come fossero parte di tutto da sempre, ma anche come silenziose e pericolosissime prede. Queste le fugaci impressioni che il titolo è in grado di trasmettere in pochi istanti, in tutto questo una Aloyancora fanciulla dovrà imparare a sopravvivere, a cacciare ed a scoprire le verità che, in questo enorme mondo, le sembrano così lontane.

    Venuta al mondo con solo un padre come riferimento (padre allontanato dalla tribù di appartenenza quando Aloy era ancora solo un’infante) ella si indaga sull’assenza di una madre, sulle reazioni dure che accompagnano la sua presenza tra le persone del mondo che i ragazzi di Guerrilla hanno realizzato per lei una stringa di codice alla volta.

    Insomma gli elementi dell’incipit pur non brillando forse di originalità (quanti eroi sono partiti da situazioni e da tormentate domante interiori similari?) ed in una particolare maestria registica sembrano comunque promettere una cura ed un’attenzione per il viaggio della nostra eroina e questa può essere considerata allo stato attuale una mezza vittoria.

    L’universo creato sarà concreto e coinvolgente?

    Per cominciare sento il dovere di ammettere da subito che il mondo di gioco mi aveva già conquistato al primo filmato visto all’E3 2015 ed ulteriormente stuzzicato all’E3 scorso. E proprio questo infatti l’elemento che sembra più affascinante, vedere questi vastissimi ambienti, ottimamente realizzati e vivi in cui, qua e là, si scorgono i resti dell’antica civiltà che sembra popolasse il mondo prima di un’ipotetica catastrofe è davvero qualcosa degno di nota. E seppur l’idea non risulti, ancora una volta, tra le più fresche e nuove, la direzione artistica che sembra emergere negli sguardi a questo mondo lo è di gran lunga. L’ambientazione di questo Horizon sembra essere realizzata in modo ineccepibile, con una dovizia di particolari ed un’attenzione complessiva davvero ragguardevole. Le fascinazioni più alte arriveranno ovviamente dalla comparsa delle nuove specie cibernetiche all’interno degli equilibri ecologici del mondo. Colossi costituiti di ingranaggi… un lascito forse del vecchio mondo… un’imponente certezza con cui ora bisogna convivere…

    horizon zero dawn

    Ed in tutto questo Aloy diventa iconografia per il viaggio del giocatore, un viaggio in un mondo in cui gli umani, scampati in qualche modo alla gigantesca catastrofe, cercano un modo per ricominciare il loro ciclo, per trovare un nuovo inizio ed, un passo alla volta, definirne un nuovo equilibrio.

    A portare ricchezza negli elementi narrativi arriveranno i vari personaggi con cui potremo entrare in contatto, tutti pronti a raccontarci qualcosa di più, a riempire quei vuoti, quelle curiosità, quei dettagli che contribuiscono a far sentire Aloy(e noi con essa) parte di un mondo vivo e pulsante di cui siamo solo una minima parte.

    Questi gli elementi del setting narrativo/emozionale che i ragazzi di Guerrilla hanno realizzato per noi, ora arriviamo alla seconda domanda cruciale:

    Gli elementi di gioco risulteranno validi?

    L’evidente vastità del mondo sarà solo un orpello estetico? Un modo “facile” per riempire i contenuti di uno degli innumerevoli giochi in cui bastano una sequenza di incarichi tutti uguali e tutti, ugualmente, facilmente risolvibili?

    In effetti l’impostazione del tutto ricorda molti dei vari free roaming degli ultimi anni, ma lo fa attingendo dai vincitori del genere con molte idee che non possono non ricordare gli ottimi risultati che la saga di The Witcher (giusto per citare uno dei più noti) ha raggiunto negli anni.

    Diciamolo subito e senza mezzi termini: il mondo sembra essere vastissimo ma appare anche ricco.

    horizon zero dawn immagineRicco di grandezza quindi ma anche ricco di variabilità negli ambienti realizzati, ricco di quest principali e secondarie da portare a compimento, ricco di colossi meccanici da scalare per ottenere le preziose informazioni dell’area (che si andranno ad aggiungere alla mappa di gioco), ricco di elementi che possono essere raccolti ed usati (siano esse reliquie del passato o elementi più naturali) , qua e là anche qualche enigma ambientale da poter risolvere insomma abbiamo molto carne al fuoco e si prevedono molte ore da passare cercando di gustarla tutta!

    La raccolta di materie prime diventa poi elemento fondamentale legato alle dinamiche di craftingdell’equipaggiamento di Aloy, elemento che va in tandem con la crescita di livello della stessa e che costituisce un’ossatura tipica dei GDR. Avremo modo infatti di far evolvere il “solito” albero delle abilità in varie direzioni con, ad esempio, miglioramenti delle capacità di raccolta, di attacco, ecc.

    Ed avendo nominato le capacità di attacco di Aloy vediamo di parlare dell’altra elemento essenziale di questo Horizon: Zero Down.

    Arco e frecce alla mano la componente più action di quest’avventura sembra essere forse il suo elemento più valido. Gli scontri con le fiere meccaniche non saranno infatti in alcun modo semplici o scialbi, ma risulteranno invece caratterizzati da ritmi serratissimi, impegnativi al punto da richiedere una buona dose di pianificazione e strategia. Strategia che si farà silenziosa nel tentativo (necessario) di sfoltire i branchi più numerosi prima che le bestie possano capire cosa stia succedendo ed attaccarci in massa. Insomma elementi stelth che diventano parte funzionale dell’anima action di questo gioco e che ben bilanciano la frenesia che contraddistingue gli scontri faccia a faccia. Frenesia che non sarà mai mero button mashing casuale ma utilizzo sapiente di arco, frecce (di diverse tipologie e dai differenti effetti), cavi lanciati per bloccare temporaneamente i nemici, bombe varie e molto altro. 

    horizon zero dawn2I sanguinosi scontri con le eterogenee bestie (attualmente ne sono promesse più di venti differenti tipologie) ci ricompenseranno con materiali a variabile livello di rarità che poi potranno essere venduti/scambiati dai vari mercanti per ottenere in cambio dei miglioramenti per le nostre armi … e via di altro sangue ed altre uccisioni!

    Insomma anche questo secondo dubbio sembra ricevere una risposta più che positiva, almeno nei suoi assunti iniziali. Resta da vedere come il gioco si comporterà in termini di eventuale ripetitività del gameplaye delle sfide e come avrà intenzione di gestire l’evoluzione delle vicende sulla lunga distanza ma queste sono domande che resteranno prive di risposta fino ad un tuffo approfondito nel mondo di Horizon.

    In coda di analisi penso sia anche il caso di spendere una parola sul comparto tecnico, elemento che, pur non essendo uno dei miei chiodi fissi, inevitabilmente contribuisce ad aumentare quel senso di immersione che un gioco può donarci e, magari, rendere la sua storia qualcosa di estremamente valido grazie ad un’estetica che funga da contrappunto dell’esperienza emozionale vissuta.

    In questo caso infatti l’estetica è uno di quei fattori che contribuisce a rendere questo mondo vincente, l’engine grafico (NDR: il Decima Engine) utilizzato riesce a consegnarci una commistione di tecnica ed estetica che restituisce alla perfezione il fascino degli ambienti e dei panorami in cui ci muoveremo. Tra paesaggi ricchi di vita, scorci in grado di lasciarci senza fiato, un’alternanza dei cicli di giorno e notte che ci regalerà splendidi giochi di luce e sognanti notti stellate, aggiungete poi degli effetti atmosferici di prim’ordine ed una pulizia visiva invidiabile per avere la certezza che il nostro viaggio sarà un’esperienza sensazionale anche a livello visivo! Ovviamente la mera tecnica deve in alcuni casi necessariamente scendere a compromessi con quell’impalcatura e quei limiti che un gioco open world impone ma il bilancio tra quantità e qualità sembra così ben gestito da farci tranquillamente passare sopra qualche occasionale calo di frame (cosa che, sia noto, nei giochi odio) e sulla solita nebbiolina (che farà sicuramente scena ma sappiamo tutti sia lì per ridurre la distanza d’orizzonte visualizzata) … Chissà poi che il tutto non sia facilmente superabile inserendo il nostro disco di gioco sulla nuova versione PRO della Playstation 4.

    Insomma questa questo Horizon: Zero Dawn sembra avere tutto ciò che serve per diventare un’altra di quelle esclusive di peso capaci di fare la differenza in un mercato in cui la competizione è sempre estremamente ardua. Dimostrando anche ad un vecchio videogiocatore come me che alle volte le promesse di open world vivi, pulsanti, pieni di cose da fare, ricchi di elementi presi (od ispirati) da mille altri giochi possano essere più che semplici specchi per le allodole, possano essere magari, qualcosa a cui un giorno vedremo per ispirarci ed essere felici di continuare a videogiocare.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

     

  • 01/05/2018 - Disponibile per Playstation 4 un nuovo sparatutto VR: Killing Floor: Incursion

    Killing Floor Incursion

    È disponibile da qualche giorno un nuovo sparatutto in prima persona per PlayStation VR: Killing Floor: Incursion.

    Tra le varie caratteristiche di questo gioco possiamo annoverare una forte componente narrativa all'interno di un'ambientazione horror estremamente varia; si spazia da strutture altamente tecnologiche e futuristiche alle classiche catacombe passando anche per ambientazioni più rurali.

    In Killing Floor: Incursion, il giocatore è un soldato ferito durante un combattimento contro gli Zed (i nemici di questo gioco) e per questo sottoposto a delle cure molto particolari. Sarete catapultati all'interno di una simulazione virtuale che ha il compito di mantenere la vostra psiche in sesto (uno scontro dopo l'altro) mentre i medici si occupano di rimettere in piedi il vostro corpo e curare le vostre ferite.

    Il sergente istruttore Emma Rose sarà il vostro unico collegamento con la realtà, il suo compito sarà quello di farvi da guida e da angelo custode mentre attraversate la simulazione incolumi (riducendo le vostre morti e dandovi modo di riprendervi senza rischi). La situazione però sarà resa più complessa da un virus che sta gradualmente compromettendo il simulatore, scagliando conseguentemente contro di voi ogni sorta di nemico. Non vi resterà che farvi valere usando ogni arma a disposizione  (sia essa un'arma da fuoco, da taglio o, addirittura, l'arto smembrato di un vostro nemico!). 

    killing floor enemy

     La campagna principale potrà essere affontata sia in solitario che in compagnia di un amico in modalità cooperativa, a questa si aggiunge poi la possibilità di cimentarsi in una sorta di modalità "orda" (il nome di questa modalità è Holdout) virtualmente infinita in cui fronteggiare tonnellate di mostruose creature tra bonus vari, armi ed equipaggiamenti (molti anche sbloccabili facendo punteggi molto alti); tutto questo fino all'inevitabile morte dei giocatori in una corsa al record migliore!

    Il gioco è già disponibile in altri formati ma la versione Playstation 4 del titolo è dotata di un livello bonus dalle tinte estremamente psichedeliche in esclusiva temporale (il livello The Crucible). La mappa potrebbe sembrarvi in netto contrasto con lo stile generale del gioco, questo perché essa è nata come arena in cui gli sviluppatori si sfiziavano a testarevarie idee innovative all'interno della modalità Holdout ma, prova dopo prova, i ragazzi di TripWire Games ne hanno intuito le potenzialità ed hanno deciso di inserirla nella versione finale del gioco.

    killing floor incursion the crucible

    Per cui pronti, siete pronti ad indossare il vostro visore VR, imbracciare i vostri controller Move e scagliarvi contro orde di Zed?

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 01/12/2017 - Torniamo a combattere demoni con DOOM VFR

    DOOM VFR

    Se avete amato DOOM e se pensate che la realtà virtuale possa rappresentare un'aggiunta all'esperienza ludica allora non potete farvi scappare DOOM VFR!

    Da oggi DOOM VFR è disponibile per PlayStation VR e HTC VIVE. Sviluppato da id Software, pionieri del genere degli sparatutto in prima persona e della moderna VR, DOOM VFR ripropone nell'ambiente della realtà virtuale le frenetiche e brutali dinamiche di DOOM, offrendo al giocatore la possibilità di vivere un'esperienza mai vista.

    Ogni giocatore potrà quindi rituffarsi nell'universo di DOOM come mai prima d'ora, attraversando senza soluzione di continuità la base dell'UAC su Marte e gli abissi dell'inferno, mentre intensi scontri ed enigmi impegnativi metteranno a dura prova le vostre capacità!

    Ambientato appena dopo l'invasione della struttura di ricerca dell'UAC su Marte da parte dei demoni infernali, DOOM VFR rappresenta un'esperienza di gioco del tutto nuova all'interno dell'universo di DOOM. I giocatori vestiranno i panni dell'ultimo umano superstite di cui si abbia notizia, la cui coscienza, in attuazione di un protocollo operativo top secret dell'UAC pensato proprio per le situazioni di estrema emergenza, è stata trasferita nella matrice di un cervello artificiale. Il suo compito è ripristinare in maniera stabile l'operatività della base e fermare l'assalto dei demoni con ogni mezzo a sua disposizione.

     

    Fonte: https://doom.com

  • 02/06/2017: Tekken 7 è arrivato tra noi!

    T7

    Continua la pioggia di picchiaduro per le console di ultima generazione che possono già annoverate titoli di alto calibro tra le loro fila; questa volta avremo l’occasione di rimettere le mani su una saga nata, e diventata famosa, in casa Sony: Tekken è tornato!

    Tekken 7 è, a differenza del recente Injustice 2, innanzitutto un picchiaduro 3D. Da sempre la saga si è differenziata infatti da altri esponenti del genere (non solo per le interminabili combo, da sempre elemento centrale) per l’utilizzo degli spazi tridimensionali slegandosi quindi dai soli assi verticali ed orizzontali (comunque elementi principali della formula di gioco).

    Arrivato alla sua settima incarnazione la ricetta di gioco appare ormai ottimamente bilanciata e ricca di contenuti. Il Roaster si mostra corposo, ben differenziato e, cosa importantissima, valutato ottimamente in termini di equilibri interni e differenze di gioco. Se questa notizia potrebbe apparire in parte scontata per i personaggi storici, non lo è altrettanto, per i più recenti e, soprattutto, per le varie new entry, in entrambi i casi non ci si può proprio lamentare del risultato finale.

    Altro elemento bilanciato al meglio è il Juggling, quella pratica (personalmente sempre odiata) legata al sistema di combo che permetteva al giocatore di palleggiare con l’avversario per combo interminabili ed, in questo modo, abbattere quantitativi di energia enormi.

    La caratteristica è stata mantenuta (ed in effetti per i puristi della saga questo sarà un elemento sacro ed intoccabile) ma è apparsa, meglio equilibrata. Potremo comunque palleggiare con i nostri nemici (soprattutto attraverso combo elaborate) ma non capiterà di morire per aver subito una sola, infinita ed odiosa, combo.

    Se è vero che il mantenimento di questa caratteristica rischia comunque di sottrarci quantitativi enormi di energia, è pur vero che ribaltare una situazione di svantaggio è, per la prima volta, decisamente più facile grazie all’uso del Rage e di delle “super mosse” (le Rage Arts) ad essa collegate.

    Ecco quindi che, quando la nostra barra della vita si approssimerà al 25%, saranno attivabili le Rage Arts, queste mosse speciali ci permetteranno di arrecare ingenti danni al nostro avversario. Seppur una dinamica del genere possa portare a fastidiosi “ribaltoni” dei match va detto che, anche quest’introduzione appare ottimamente gestita nelle meccaniche del gioco.

    Tekken 7 Image

    Da una parte infatti attivare queste mosse vorrà dire avere la difesa scoperta per alcuni istanti (istanti che con il 25% o meno dell’energia possono portare ad una rapida sconfitta), dall’altra le Rage Arts arrecano % di danno maggiori se eseguite con energia prossima allo 0. Ecco quindi che il giocatore vicino alla morte dovrà cercare di utilizzare al meglio questi espedienti per cercare di ribaltare la situazione con il massimo vantaggio possibile. Va poi da se che con un po’ di esperienza il giocatore in vantaggio in questa particolare fase dello scontro, sapendo della possibilità di subire una Arts,imparerà a giocare in modo più difensivo, alla ricerca del fianco scoperto del suo avversario così da poterlo sfruttare per assicurarsi la vittoria. Tutto questo aggiunge un livello strategico ed un ritmo assolutamente nuovo alla storica saga e che giova molto alla ricetta complessiva.

    Le novità legate al Rage non sono però finite. Essere in modalità Rage darà infatti anche la possibilità di accedere alle Rage Drive, mosse aggiuntive inseribili alla perfezione nelle combo e che consumano (così come le Rage Arts) la nostra Rage.

    Insomma dal punto di vista del gameplay, elemento centrale in un picchiaduro, questo Tekken 7 sembra forse aver raggiunto un equilibrio mai prima d’ora sfiorato dall’intera saga.

    Per quanto concerne le modalità farà il suo ritorno lo Story Mode che si svilupperà attorno all’atavico scontro tra Heihachi e Kazuya che, in questo T7, promette di trovare il suo epilogo! Certo siamo ben lontani dai fasti dello Story Mode della serie Injustuce, sia in termini narrativi che di gameplay. La storia infatti sarà, purtroppo, abbastanza corta ed il suo sviluppo non sarà portato avanti in modo così magistrale. Dal punto di vista dell’offerta ludica messa a nostra disposizione dalla modalità si parla, fondamentalmente, di scontri vari con modificatori di varia natura ed utilizzando giocatori differenti. Nulla di scabroso per carità ma assolutamente nulla di memorabile…

    Certo se paragonato allo Story Modedi alcuni capitoli del franchise il risultato appare comunque positivo ma, anche questo T7, sembra volersi indirizzare più verso i tecnicismi degli scontri multiplayer che nella direzione di una duratura esperienza Single Player.

    Molte saranno comunque le altre modalità presenti e tra queste le Battaglie Tesoro risultano essere degne di nota, non tanto per la modalità in se (parliamo sempre di scontri contro l’IA con modificatori di vario genere), ma per i Premi che questa modalità mette a disposizione del giocatore. I tesori più ambiti della modalità si troveranno all’interno di vari forzieri (di differente rarità) in grado di consegnarci oggetti per personalizzare il nostro personaggio. Come in Injustice 2 anche in questo nuovo Tekken le modifiche saranno un’infinità e ci assicureranno una libertà di ritocco enorme.

    Ma come dicevamo anche questo capitolo farà dell’esperienza multiplayer la sua vera punta di diamante, ecco quindi che si presenterà accompagnato da un’ottima componente Online, ricchissima per numero e variabilità delle molteplici modalità.

    Come spesso facciamo in coda di articolo è giunto il momento di spendere due parole anche sulla componente tecnica. Il gioco gira a 900p con 60FPS stabili, la solida fluidità in grado di non perdere nessun colpo è elemento centrale in giochi del genere ed è quindi ben accolta. Il tutto è poi accompagnato da belle animazioni ed ambientazioni molto ispirate nonché da una colonna sonora di alta qualità in grado di infondere l’adrenalina necessaria agli scontri. Insomma, anche sotto questo punto di vista questo Tekken 7 sembra meritare la promozione.

    Concludendo se siete degli amanti della saga non vi resta che recuperare una copia di questo suo settimo capitolo per la vostra macchina da gioco preferita (NDR: vi ricordiamo che Tekken 7 è disponibile da oggi su Playstation 4, su XboxOne e su Pc) e dare inizio allo scontro.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 03/11/2017 - Si torna alle origini con Call of Duty WWII

    cod WWII gruppo

    La serie di Call of Duty ha potuto vantare nel corso del suo sviluppo un graduale allontanamento dalle guerre passate per muoversi nella direzione degli scontri moderni e poi lanciarsi, addirittura, in parabole ipotetiche sugli sviluppi dei conflitti futuri. Oggi siamo qui per parlare nuovamente delle guerre del passato perché, a quanto pare, anche Call of Duty, torna sui suoi passi.

    Call of Duty WWII vuole riproporre infatti delle esperienze legate a quel secondo conflitto mondiale così famoso (in termini di rivisitazioni, ispirazioni e storie narrate in libri, film, serie tv, ed ovviamente, videogiochi).

    Avremo quindi l’occasione di intraprendere nuovamente un sanguinoso cammino che ci porterà a sperimentare sulla nostra pelle alcuni dei momenti più emozionanti che il ludico scontro potrà proporci e, nel farlo, avremo modo anche di conoscere da vicino vari commilitoni. Infatti ci troveremo a vivere in prima persona numerosi eventi legati alla vita della nostra squadra e, cosa ben più vitale, il supporto reciproco potrà davvero fare la differenza. Il ritorno a guerre del passato si accompagna infatti ad una generale minor efficienza dell’impresa bellica che si rispecchierà in armi meno efficienti, scarse scorte di munizioni trasportabili e necessità ciclica di essere ricuciti da qualche alleato vicino. Che sia per salvarsi il collo (dite addio all’auto recupero dell’energia e salutate nuovamente i vecchi medikit), per aggirare al meglio una postazione nemica, per sopravvivere ad un frenetico scontro (i compagni ci comunicheranno spesso la posizione dei nemici e potranno anche aiutarci nella segnalazione di cingolati e postazioni nemiche particolarmente pericolose al prezioso gruppo di supporto degli artiglieri) o per fare un rapido “reload” di munizioni, avere qualche soldato vicini sarà sempre utile! Anche quest’anno la storia della modalità campagna promette di essere eroica ed emozionante mettendoci davanti a situazioni variabili e differentemente ritmate tra loro, così da essere in grado di dare a questo Call of Duty WWII un sapore lontano dalle produzioni più recenti del franchise.

    cod WW2 fps

    Il ritorno a situazioni più classiche si accompagna ovviamente anche nelle sessioni in multiplayer il cui gameplay appare ovviamente differenziato, più classico potremmo dire. In contesti più “reali” le scelte operate nella creazione del nostro “soldato digitale” saranno fondamentali e ruoteranno attorno alla Divisione a cui apparterremo (NDR: ogni divisioni influenzerà la tipologia di arma principale in cui il soldato è più capace e, nel cui utilizzo, avrà dei corrispettivi bonus); oltre questo torna la scelta dell’arma da utilizzare e delle varie modifiche applicate ad essa. La lobby online del titolo sarà rappresentata dal Quartier Generale, una zona in cui organizzarsi per gli scontri e poter ricevere incarichi a scadenza temporale (giornalieri e settimanali) ma anche cincischiare tra replay degli scontri migliori, poligoni virtuali e classici giochi Activision in cui far trascorrere il tempo. Gli sviluppatori promettono poi di utilizzare il QG per poter organizzare anche particolari missioni multiplayer denominate Guerra in cui dover raggiungere obiettivi  molto particolari (ad esempio portare a termine il famigerato sbarco in Normandia) che cambieranno nel tempo.

    Cod WWII zombiemode

    Torna anche la modalità Zombie che però promette di essere un’esperienza più matura e cupache potrà assicurarci ancora una volta un’esperienza di gioco differente ma, non per questo, meno interessante…

    Insomma se siete amanti della saga non vi resta altro da fare che rimediare una copia di Call of Duty WWII e tuffarvi nuovamente nell’azione (vi ricordiamo che il titolo è disponibile per Pc, Xbox One e Playstation 4).

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 04/09/2018 - Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta vi aspetta sugli scaffali!

    Dragon Quest XI 1280x720

    Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta è finalmente disponibile per Pc e Playstation 4 e la domanda a cui bisogna rispondere è quindi se, anche questo undicesimo capitolo, riuscirà a dimostrarsi un valido JRPG?

    La storia che saremo chiamati a vivere sarà quella del Lucente, una figura che riecheggia nelle leggende del regno. Un giovane bambino che porta sulla mano sinistra un marchio specifico è venuto al mondo e, se i miti dicono il vero, questo vuol dire che il Signore delle Ombre sta tornando per conquistare il mondo e solo il Lucente potrà tentare di fermarlo! Purtroppo l’oscurità è conscia della nascita della propria nemesi e quindi per tentare di fermarlo sul nascere ha inviato un vero e proprio esercito demoniaco per cercare di eliminarlo ancora infante. Ma l’amore di una madre può molto ed ecco che quindi, grazie al sacrificio della donna, il piccolo riuscirà ad essere salvato ed a seguito di una serie di eventi fortuiti finirà tra le mani di un pescatore che sceglierà di allevarlo. Sfuggito al suo stesso infanticidio ed ormai grande abbastanza da poter cominciare la sua crociata contro l’oscurità il giovane si metterà in viaggio nel tentativo di compiere il suo destino.

    La saga di Dragon Quest è stata da sempre caratterizzata da delle storie più fiabesche e semplicistiche rispetto a molte altre controparti del genere, ma la componente narrativa di questo Echi di un’Era Perduta sembra sorpassare facilmente tutti i suoi predecessori, riuscendo a definire un nuovo standard interno per la saga. Molte sono state le migliorie rispetto al passato sia in termini di scrittura, regia e complessità degli eventi. Grazie a questo maggior impegno da parte di Square Enix ci è stata consegnata una storia complessa, sapientemente intrecciata e persino in grado di miscelare elementi tipicamente comici con altri altamente epici o drammatici. Come se ciò non bastasse una volta completata l’avventura principale sarete messi davanti ad un vasto post-game in grado di offrirvi ore ed ore di divertimento in quello che potremmo considerare un vero e proprio nuovo viaggio!

    Dragon Quest XI

    Come i fan della saga sanno bene il combat system di DQ è sempre stato estremamente classico ed, anche questa volta ci troveremo di fronte ad un approccio agli scontri da GDR a turni, impreziosito però da differenti modifiche. Rispetto al passato si è scelto di impartire i comandi al solo personaggio di turno, abbandonando l’impostazione che ci vedeva scegliere in uno stesso momento per l’intera squadra. Questa piccola miglioria permette ora di affrontare i combattimenti in modo più dinamico, plastico e, conseguentemente, divertente. Forse nel tentativo di avvicinare il genere anche ai neofiti troveremo poi la possibilità di scegliere se gestire l’intero party o se affidare in ogni momento alcuni compagni alla gestione di un’ottima Intelligenza artificiale.Una IA che appare però modellabile secondo le nostre prerogative, così da lasciarci liberi di poter comunque impartire un comportamento od una strategia ai nostri combattenti. Questa decisione riesce quindi a snellire a dovere il gioco per chi non abbia voglia, o intenzione, di dover considerare tutto ma, al contempo, non limita l’approccio per i più strateghi tra i giocatori. Questi sono solo alcuni dei piccoli, grandi, aggiustamenti applicati agli scontri (a cui si aggiunge la possibilità di cambiare i membri del team in ogni istante, vari stati alterati e poteri speciali, personaggi meglio bilanciati e molto altro ancora) e complessivamente ciò che ci viene offerto è un sistema in grado di regalarci degli scontri sempre divertenti ed avvincenti che, anche grazie al progredire delle abilità dei personaggi, riuscirà a rendere il tutto sempre stuzzicante e mai (o quasi mai) frustrante.

    DQ XI Scontri

    A migliorare il bilanciamento della ricetta di gioco ci penserà anche un generale affinamento della componente esplorativa, sia in merito alla strutturazione e vastità dei vari dungeon che per quanto concerne la disposizione degli elementi, positivi e negativi, al loro interno ed all’interno del mondo stesso. Girovagare per il mondo di gioco è quindi piacevole come sempre e perfettamente in grado di accompagnarci in lungo ed in largo per un mondo ottimamente caratterizzato, altamente differenziato e costruito così da darci sempre modo di alternare zone pericolose, come i già citati dungeon, con altre più sicure, come le grandi città. I centri abitati, oltre ad essere ben differenziati, risultano poi ricche di tesori, libri, armadi, botti, cose da fare ed anche animati da una popolazione locale attiva e pronta a sciorinare molte informazioni (sia utili al proseguimento della storia o di alcune missioni secondarie che ad arricchire la componente caratteristica del mondo stesso).

    E se i miglioramenti non vi bastassero ancora, ecco arrivare anche qualche novità in merito al sistema di crafting interno del titolo; abbandonato il calderone alchemico di DQ VIII, in questo nuovo capitolo avremo a che fare con la Forgia da Viaggio ed il Martello Tascabile. Una volta raggiunto un falò potremo quindi partire da una ricetta (precedentemente trovata da qualche parte nel mondo) e dai giusti materiali per riuscire a realizzare degli oggetti. Prima della loro definitiva messa a punto dovremo poi utilizzare (attraverso un simpatico minigioco di battitura) il Martello, così da poter migliorare più o meno l’efficacia del manufatto in costruzione.

    dragon quest xi city

    Arriviamo ora alla componente tecnica partendo dall’aspetto visivo. A fronte dello stile, che può piacere o meno, la realizzazione è sicuramente positiva, tutto è caratterizzato secondo uno schema semplice, a tratti quasi minimale, che difficilmente vi metterà davanti dei personaggi che potrete definire come “oggettivamente brutti” e che ben si adatteranno al canovaccio narrativo, funzionando ottimamente sia nei momenti comici che in quelli drammatici. Il passaggio all’Unreal Engine 4ha poi generalo un netto miglioramento portando a dei modelli poligonali e delle texture davvero ottimali!

    Per quanto concerne la componente audio il risultato poteva essere forse migliore, seppur si contino alcuni brani davvero interessanti (che riusciranno ad entrarvi nella testa e nel cuore) e vari effetti sonori in grado di far sorridere, a lasciare un po’ di amaro in bocca ci penserà il doppiaggio in inglese, sia con una scelta delle voci non sempre perfetta che per una qualità recitativa troppo altalenante…

    Per concludere la nostra disanima, possiamo quindi affermare che si, Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta, non solo si è dimostrato un ottimo JRPG ma anche uno dei migliori (se non il migliore) capitoli dell’intera saga!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 05/06/2018 - Tra Influenza Spagnola e Horror: Vampyr è qui.

    Vampyr Cover Wallpaper

    Dai ragazzi di DONTИOD,creatori di Remember Me e Life is Strange, arriva un gioco decisamente differente ma che, a saper essere attenti, riesce a mostrare il DNA dei precedenti lavori del team: Vampyr(disponibile da oggi per Playstation 4, Xbox One e Pc).

    Partendo dagli assunti provenienti dalla letteratura e dal mito del vampiro il nuovo lavoro vuole essere un GDR con impalcatura action e profondamente incastonato in un quadro narrativo che si svilupperà partendo dalle molte scelte portate avanti dal giocatore.

    La storia è ambientata nella Londra del 1918, ovunque attorno a noi imperversa l’influenza spagnola e, tra le ombre del noto dramma storico, sembra farsi strada una piaga più orrenda, oscura e soprannaturale. Noi vestiremo i panno del Dottor Jonathan Reid, medico spinto da una passione fervente per l’importanza del proprio lavoro che, suo malgrado, verrà trasformato in un Vampiro.

    vampyr 3

    Ecco che con questo escamotage narrativo verremo catapultati in una città fatta di storie e persone, il mondo attorno a noi sarà chiamato a vorticare costantemente in un intrico di relazioni umane intessute magistralmente in cui Jonathan verrà invischiato. In tutto questo il giocatore fungerà da ago della bilancia in tantissime situazioni, dovremo affrontare scelte concrete che avranno ripercussioni evidenti ed importanti all’interno dello sviluppo narrativo.

    L’esperienza di scrittura maturata nei precedenti titoli emerge con assoluta positività, ogni personaggio avrà una propria storia ottimamente costruita e caratterizzata al punto che non farvi affascinare ed incuriosire dalle loro vicende sarà impossibile.Dalle personalità e dalle vicende dei singoli si costituisce poi una fitta rete di legami (non necessariamente palesi) in grado di costituire un mondo concreto in cui voi dovrete necessariamente muovervi ed interagire. A tal proposito preparatevi ad un gioco in cui i dialoghi, così come accadeva in Life is Strange, sono fondamentali, dovrete scavare nel profondo di ogni abitante, imparare a conoscerlo così da avere il massino quantitativo di informazioni prima di decidere come agire all’interno di quel mondo, quali vite spezzare e quali equilibri mantenere. La cura riposta nelle singole storie passa anche per una maniacale opera di ricostruzione storica, sociale, politica, un lavoro davvero encomiabile che restituisce un mondo tangibile in cui orientarci.

    Il termine orientamento non è usato in modo casuale poiché saranno proprio le nostre scelte a spingerci in una direzione o nell’altra, con un estremo positivo in cui agiremo più come un medico (dando di conseguenza maggior peso alla nostra umanità) ed uno negativo in cui abbracceremo pienamente la nostra nuova natura di vampiro nutrendoci con chi ci aggradi senza preoccuparci delle conseguenze.

    vampyr 2

    Decidere di non curarvi del benessere degli abitanti di un quartiere (ne abbiamo 4 in totali) potrebbe quindi portarvi ad uccidere senza problemi, il sangue così sottratto vi spingerà a crescere rapidamente all’interno dell’albero delle abilità vampiriche semplificando ed arricchendo notevolmente la componente action del gioco (vi ritroverete ad essere fisicamente più forti della maggioranza dei vostri nemici e ad avere più abilità passive ed attive da usare in ogni scontro) ma di contro la componente “umana” legata proprio alla rete di relazioni ne uscirà impoverita; Il quartiere diventerà sempre più ostile alla vostra presenza, molti cacciatori di vampiri si riverseranno nella zona, la gente non vi parlerà, i negozi non avranno merci per voi e potrete dire addio alle missioni secondarie associate alla zona. Insomma, un senso unico narrativo che ben rispecchierà l’ostilità che le vostre azioni staranno originando.

    Ma scegliere di non considerare la componente umana sarà un grosso errore poiché è proprio in questo intricato equilibrio socio-ecologico che risiede il più grande pregio del titolo; impegnarsi per seguire la propria vocazione di medico malgrado la maledizione che ormai ci affligge può infatti regalare enormi soddisfazioni.

    Scegliere di puntare tutto sul proprio lato umano ci costringerà ad una crescita più lenta poiché, esclusa qualche bevuta di sangue qui e lì, i punti esperienza a vostra disposizione arriveranno prevalentemente da indagini (gli indizi sono essenziali per sbloccare nuove linee di dialogo) e missioni varie ma, tutto questo, verrà bilanciato da un’immersione nelle vite dei molti personaggi che ha quasi dell’incredibile.

    vampyr pg

    Scegliere come comportarsi sarà davvero difficile, ogni eliminazione di uno dei personaggi che popolano i differenti distretti andrà ponderata al millimetro perché cercare di intuire la reale utilità degli stessi passa da una conoscenza completa, mai semplice e banale (molte, ad esempio, sono le sotto-relazioni non facili da identificare). Muoversi tra i mille segreti che questi uomini e donne condividono ricorda infatti la complessità relazionale reale! Se questo non bastasse la situazione sarà ulteriormente complicata dal dilagare della tremenda Influenza Spagnola contro cui potrete agire da medico, impegnandovi a somministrare medicine alla popolazione, aumentando così anche la qualità (e quindi i punti esperienza) del sangue che sottrarrete ad alcuni di essi.

    Se da una parte questi elementi di scrittura e narrativa diffusa risultano essere i costituenti di più alto pregio dell’intera opera, dall’altra ad essere in parte sotto tono sono proprio le componenti più strettamente action o, almeno, il loro equilibrio all’interno del gioco. Seppur l’impalcatura action resista e funzioni a dovere non riesce però a brillare di luce nemmeno all’interno delle boss fight che, pur mostrandosi più interessanti e complesse degli scontri comuni non riescono ad innalzare di molto l’asticella generale. A maggior ragione, chi seguirà un approccio più bonario nei confronti degli umani, avrà dalla sua un minor numero di possibili attacchi, andando conseguentemente ad appiattire ulteriormente la soddisfazione che gli scontri saranno in grado di conferirgli. Ci teniamo a sottolineare comunque che il combat system è funzionale, strizzando l’occhio sotto molti aspetti a lavori come Bloodborne, ma resto comunque l’elemento con minor equilibrio interno dell’intera opera.

    vampyr

    Anche la componente tecnica fa il suo lavoro in modo egregio ma, soprattutto se paragonata agli ultimi giochi che stanno arrivando nell’universo console e Pc in questo periodo, si poteva fare di più, soprattutto in termini di modellazione poligonale ed effettistica generale. Al netto di questi piccoli difetti Vampyr resta un’avventura in grado di stregarvi enormemente con la sua componente narrativa e con un sistema di relazioni in grado di farci davvero vivere la Londra del 1918 per cui, se amate la narrazione e la scrittura e pensate che l’atmosfera di questo titolo possa fare per voi, il consiglio e almeno di provarlo poiché potreste restare affascinanti dal canovaccio preparato per voi e pronto a plasmarsi attorno ad ogni singola scelta che deciderete di compiere!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 05/10/2018 - Eccovi il Comunicato Stampa per Assassin's Creed Odyssey

    assassins creed odyssey

    Da giorno 5 gli amanti della saga di Assassin's Creed possono mettere le mani sull'ultimo arrivato della famiglia. Assassin’s Creed Odysseyè infatti ormai disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC(il titolo è stato dotato inoltre di feature aggiuntive per le piattaforme PS4 Pro e Xbox One X).

    Eccovi i dettagli del Comunicato Stampa:

    Assassin’s Creed Odyssey è ambientato nell'antica Grecia durante l'epoca d'oro di Atene, sullo sfondo di uno dei conflitti più spietati della storia, la Guerra del Peloponneso. Nei panni di Alexios o Kassandra, un mercenario spartano reietto, i giocatori intraprenderanno un viaggio epico, in un mondo vivo e sistemicamente aperto, dove scopriranno la verità sul loro misterioso passato e diventeranno leggendari eroi greci.

    Assassin’s Creed Odyssey è il prossimo passo nella trasformazione della serie Assassin’s Creed in un RPG open world, dove le decisioni e le scelte consentono ai giocatori di vivere un’esperienza unica e personale. L'inedito sistema di dialoghi interattivi offre ai giocatori maggiore libertà e più opzioni su come interpretare il proprio personaggio. Queste scelte influenzano ogni avventura in maniera differente, permettendo allo stesso tempo lo sviluppo di una trama intensa, piena di personaggi unici e obbiettivi significativi. I giocatori troveranno, livelleranno e miglioreranno le proprie armi, oggetti e abilità, lanciandosi in battaglie campali tra Sparta e Atene. Il ritorno del combattimento navale open world permette di esplorare il mare aperto, scoprire luoghi inesplorati, personalizzare la propria nave da guerra e reclutare membri dell'equipaggio con caratteristiche uniche. I giocatori si troveranno davanti figure leggendarie, statue famose e creature mitologiche. Con l'intera nazione greca da esplorare, dalla sua cintura vulcanica alle idilliache spiagge bianche, vivranno l'esperienza di un mondo antico che reagisce a ogni loro decisione e si evolve costantemente.

    Per i giocatori che entrano nel glorioso mondo dell'antica Grecia e desiderano continuare a progredire con nuovi contenuti, il lancio di Assassin’s Creed Odyssey è solo l'inizio. Il piano di aggiornamenti per il titolo è il più esteso e ambizioso della serie e si prefigge di approfondire la narrazione con una struttura a episodi. I possessori del Season Pass avranno accesso a due trame, di tre episodi ciascuna, mentre tutti i giocatori riceveranno le story mission gratuite intitolate The Lost Tales of Greece. I giocatori possono tuffarsi nei nuovi episodi quando escono, oppure vivere l’avventura epica nella sua interezza dopo che sono tutti disponibili. Il Season Pass include inoltre Assassin’s Creed III Remastered e Assassin’s Creed Liberation Remastered.

    Fino al 5 dicembre, i giocatori di Assassin’s Creed Odyssey con Twitch Prime riceveranno gratuitamente come bonus speciale il Pacchetto pirata dell’Egeo. Esso include un set di armatura raro, una skin per la nave, un tema piratesco per la ciurma e una skin per il cavallo, Phobos.

  • 06/03/2018 - Il Tourist Trophy rivive con TT Isle of Man: Ride on the Edge

    TT Isle of Man Ride on the Edge immagine PC PS4 Xbox One 03

    Il Tourist Trophy (abbreviato comunemente in TT) è una corsa motociclistica tra le più pericolose al mondo. Si disputa solitamente ad inizio giugno sul circuito stradale dello Snaefell Mountain Course. Quasi 61 Km di circuito che si snodano tra case, marciapiedi, muretti, pali della luce ed alberi. Per darvi una stima della pericolosità vi basti sapere che fin dalla sua istituzione (nel lontano 1907) ad oggi il numero di incidenti mortali di questa gara ha superato i 250!

    Ovviamente una gara del genere non può non stuzzicare le fantasia di software house varie e proprio tra pochi giorni (il 6 marzo per l’esattezza) potremo mettere le mani su un nuovo gioco ispirato al Tourist Trophy TT Isle of Man: Ride on the Edge.

    Per cercare di restituire al meglio le sensazioni di questa pericolosissima gara i ragazzi di Kylotonn e di Big Ben Interactive hanno basato il loro lavoro sul laser scan dell’intero tracciato. Quest’operazione ha permesso di rendere al meglio ogni singolo avvallamento del terreno, ogni irregolarità del manto stradale, rendendo quindi al meglio la possibilità di percepire il circuito come vero. Ovviamente per evitare i rischi di frustrazione che un circuito così complesso potrebbe suscitare ciò che i giocatori si troveranno tra le mani non sarà un gioco simulativo ma volare giù dalla propria moto per fare una bruttissima caduta sarà comunque una costante reale (NDR: sappiate comunque che potrete settare buona parte delle opzioni di gioco così da tarare la complessità ed il fattore simulazione secondo i vostri gusti).

    Il sistema di gioco risulterà comunque a suo modo brusco costringendovi ad una guida mai lineare e morbidama spesso fatta di cambi di velocità netti e tagli di curve brutali, unite a questo una sensazione di velocità ottimale per capire come il tutto riesca a restituire al meglio la sensazione di dover domare sia il vostra bolide che, soprattutto, il circuito su cui state gareggiando (e se tanto non vi bastasse potrete comunque provate ad impostare la stupenda visuale in prima persona).

    Iil gioco ci proporrà uno spezzettamento del lungo circuito all’interno di varie sezioni (un adattamento necessario in termini di fruibilità) e ad esso si aggiungeranno anche altri nove circuiti di fantasia ispirati al Tourist Trophy.

    TT Jamie Coward Bike

    Dal punto di vista tecnico questo TT Isle of Man: Ride on the Edgeci consegna dei tracciati davvero bellissimicon un sistema di illuminazione estremamente suggestivo che saprà essere molto importante nella percezione del percorso (il cambio di illuminazione tra le tre fasi del giorno selezionabili cambierà radicalmente l’aspetto della strada e la percezione dei vari ostacoli come anche delle forme del manto stradale), si unisce al bagaglio positivo anche un’ottima resa dei modelli delle moto. Peccato non possa dirsi lo stesso per la realizzazione dei piloti che appare poco realistica e spesso accompagnata da un lavoro sulle animazioni non superlativo, a questo si affianca un frame rate alle volte ballerino ed una gestione degli impatti da migliorare, aspetti che però potrebbero essere migliorati nella versione finale del titolo che troverete sugli scaffali (o almeno questa è la nostra speranza).

    Malgrado quindi qualche piccolo punto da risistemare questo TT Isle of Man potrebbe risultare un titolo vincente. Se amate i giochi di corse e non vedete l’ora di cimentarvi in gare ben più pericolose dai classici circuiti non vi resta che aspettare qualche giorno per le versioni Playstation 4 ed Xbox One (per quella Pc ci sarà da aspettare ancora quasi un mesetto).

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 06/09/2017 - Il destino dell'umanità è nuovamente tra le vostre mani con: Destiny 2

    destiny 2

    Molti sono i giocatori che sono rimasti ammaliati dalle atmosfere e dai mondi conosciuti nel recente passato all’interno di Destiny (titolo firmato dai talentuosi ragazzi di Bungie).

    L’atteso per l’affamata comunity per questo secondo capitolo è finalmente giunta a conclusione perché Destiny 2 è appena arrivato tra noi (NDR: il titolo è disponibile per PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows) !

    Cercare di capire come i ragazzi di Bungie intendano gestire la componente online è ancora prematuro ma, seppur questa componente in giochi del genere risulti essere l’elemento cardine dell’intero futuro del titolo, sulla rete le prime informazioni sulla modalità campagna cominciano a venire a galla.

    Ecco quindi che all’interno di questo pezzo cercheremo anche noi di farvi avere qualche utile dettaglio sulle vicende alla base di questo secondo capitolo di quella che potrebbe diventare, a tutti gli effetti, una saga robusta e duratura.

    Sappiate che l’incipit di questo Destiny 2 basterà da solo a cancellare le speranze di un roseo futuro per i figli dell’umanità.

    L’esercito Cabal sferrerà infatti un poderoso e rapidissimo assalto all’ultima città; un’offensiva così brutale e ben congeniato da non lasciare nessuna possibilità di vittoria ai Guardiani. A contemplare vittorioso la caduta della nostra civiltà si ergerà lo spietato leader della Legione Rossa, il possente Dominus Ghaul; egli non conosce la compassione, egli non conosce la pena e, per noi, ha soltanto disgusto ed odio. Noi abbiamo osato usurpare il potere della Luce che il Viaggiatore avrebbe dovuto concedere solo al suo popolo ed egli sta solo compiendo ciò che gli era predestinato da tempo.

    destiny 2 villain

    Così l’introduzione narrata in questo Destiny 2 non lascia speranze, a nulla sono servite le imprese del passato, le vittorie, l’onore e l’epicità dimostrata durante la battaglia dei sei fronti… siamo semplicemente sull’orlo della scomparsa… l’epoca dell’oro è ormai un passato troppo lontano, così come la Luce del Viaggiatore resta ormai solo un barlume nell’oscurità in progressivo allontanamento da noi (NDR: il Viaggiatore nell’universo di Destiny rappresenta l'ultimo superstite di quella che si ritiene essere la razza più saggia ed antica dell’intero universo;  egli guidò con i suoi doni la nostra specie, come altre in passato, verso un’epoca di grandi avanzamenti scientifico-tecnologici, per nostra sfortuna i suoi doni possono far gola a molti e, tra questi, si ergono proprio i nostri molti nemici).

    I primi istanti ci vedranno quindi muoverci tra le rovine di ciò che un tempo eravamo, spaesati e spiazzati riusciremo a salvarci per il rotto della cuffia solo per poi arrancare tra le macerie del nostro precedente impero alla ricerca di un rifugio sicuro. Un posto in cui avere qualche istante in più per poter pensare al futuro, per poter forse addirittura sperare di riprenderci ciò che un tempo era nostro e, con esso, la speranza di prendere nuovamente in mano il nostro Destino.

    Questo l’incipit che Destiny 2 vi offrirà, questo è il peso che la storia principale del secondo titolo di tale saga vi metterà di fronte, come tutte queste vicende possano però sviscerarsi è un mistero che lasciamo, ovviamente,  nelle mani di voi videogiocatori; ci teniamo solo a sottolineare che, la seconda iterazione della nuova saga targata Bungie ha dalla sua una cura per la narrazione superiore a quanto visto in passato, in termini di struttura, chiarezza espositiva e tecnica narrativa. Lo sforzo impresso nella realizzazione di questa componente vi restituirà un nuovo senso di appartenenza in grado, non solo, di colmare le lacune narrative del primo capitolo ma di generare un universo che appare finalmente più organico e funzionale. Un mondo di gioco in cui venire, lentamente, invischiati sia sotto il profilo emotivo che in termini legati al mero “racconto”. Tutto appare insomma ben gestito tra varie vicende e molti personaggi (impossibile non pensare, ad esempio, all’ottimo lavoro svolto sul già citato villain principale: Dominus Ghaul) anche grazie ad una cura registica finalmente azzeccata e degna del fascino che la lore di questo titolo dovrebbe meritare.

    destiny 2 gameplay

    L’impegno profuso nel lavoro di stravolgimento nella gestione degli eventi di questo Destiny 2 non è stato invece affiancata da una uguale rivoluzione delle meccaniche ludiche. Preso in mano il pad (e conseguentemente imbracciata la propria arma) il gioco offrirà infatti un’esperienza similare a quanto visto nel suo recente passato; un esercizio che si ripropone incentrato su un gunplay immediato ma comunque solida e soddisfacente. Dal punto di vista ludico ciò su cui i ragazzi di Bungie si sono impegnati maggiormente è invece rappresentato dal miglior bilanciamento tra le varie componenti dell’equipaggiamento, come anche da un generale miglioramento di tutto ciò che, a livello di gioco, dovrete fare (principalmente in termini di struttura e funzionamento delle quest primarie e, soprattutto, di quelle secondarie).

    Il gioco ci offrirà la possibilità di scegliere tra tre classi principali: Cacciatore, Stregone e Titano. Oltre alle varie differenze di rito, le tre classi sono caratterizzate da una propria Abilità di Classe. I Cacciatori potranno contare su una salvifica schivata (in grado anche di andare in combo con abilità ad essa associate), gli Stregoni potranno generare una “zona sicura” al cui interno i giocatori alleati potranno rigenerare energia ed usufruire di alcuni bonus specifici ed i Titani saranno in grado di erigere invece dei muri temporanei così da fermare l’avanzata nemica o, magari, utilizzare la stessa a mo’ di barricata difensiva (possiamo aspettarci che queste piccole ma interessanti aggiunte possano forse infondere alle partite online un maggior taglio strategico).

    Oltre tutto questo i fan storici saranno felici di sapere che è confermata la presenza di una terza sottoclasse associata ad ogn’una delle suddette classi principale, questa operazione farà arrivare il totale delle sottoclassi a nove. Certo, a quanto pare, l’acquisizione della stessa sembra essere legata ad un sistema di sblocco che poteva essere implementato e gestito in modo migliore ma, valutando il tutto all’interno dell’offerta complessiva, la comparsa di una nuova sottoclasse è comunque da accogliere a braccia aperte.

    Insomma il lavoro di miglioramento di questo Destiny 2 sembra esserci stato, ciò che resta da dover comprendere e come tutto questo si comporterà sul lungo periodo alla prova dell’affamata comunità di videogiocatori pronti a riversarsi sui server di gioco ma, al momento, si può comunque affermare che la curiosità di vedere come proseguirà lo scontro per il nostro futuro sembra essere già stata stuzzicata.

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 07/02/2018 - Il ritorno su Playstation 4 di quel, meraviglioso, Shadow of the Colossus

    shadow of the colossus banner

    Ci sono giochi che creano un legame indissolubile con i videogiocatori, avventure in grado di meritarsi un posto nei nostri ricordi: Shadow of the Solossus per molti videogiocatori è proprio questo.

    Un gioco che, uscito nel lontano 2005 su Playstation 2, si ritagliò un posto nel cuore di molti appassionati grazie ad un incanto tutto particolare, in cui il senso di meraviglia e scoperta risultarono essere l’elemento principale della ricetta.

    Oggi, nel 2018, mettere le mani sul remake del capolavoro di Fumito Ueda suscita le stesse, incantate, emozioni. Si badi bene che non stiamo parlando di una nuova versione remastered del vecchio gioco ma proprio di un lavoro di completa revisione e “ristrutturazione” di un titolo che ha fatto la storia, un ripescaggio dal passano che, però, torna a nuova vita svecchiato a dovere.

    Voi sarete il giovane Wander ed, in groppa al vostro destriero Agro, dovrete vagare per le lande di questo mondo, cercare ed abbattere i giganteschi colossi che popolano queste terre. Perché un giovane debba arrischiarsi in una, così titanica, impresa è presto detto: Wander si è recato nelle Lande Proibite con la speranza di poter riportare in vita una ragazza, un’entità misteriosa che risponde al nome di Dormin ha concesso al ragazzo la possibilità di riunificare lo spirito ed il corpo di lei ma solo a patto della caduta dei sedici colossi sparsi per le Lande.

    Questo è il pretesto narrativo scelto da Ueda, un elemento ermetico e fortemente simbolico come in ogni altra sua opera, una scusa per dare un senso alla ricerca dei Colossi, al loro studio ad al loro abbattimento, ma un pretesto che si tinge di simbolismi, di aspetti religiosi e filosofici appena accennati ma non per questo assenti.

    Così comincia il vostro viaggio, un viaggio di scoperta e di maturazione per il nostro Wander che, un colosso alla volta, si farà strada verso la salvezza della fanciulla, un viaggio malinconico e meraviglioso in lande sconfinate e suggestive alla “semplice” ricerca del prossimo, gigantesco, nemico da abbattere. Un viaggio in grado di coinvolgervi ed emozionarvi sotto molti punti di vista, perfettamente capace di incuriosirvi e porvi molte, silenti, domande sulla natura di questo mondo, sulla sua mitologia e sulle nostre stesse azioni.

    E poi ci sono i Colossi, vero fulcro ludico dell’intera opera. Scalarli vorrà dire conoscerli, approcciarsi alla loro arrampicata come se si avesse a che fare con un mastodontico puzzle in movimento, una prova che richiederà attenzione, dedizione ed impegno ma che saprà regalarvi una sfida mai banale ed. al contempo. lasciarvi un senso di nostalgia e melanconia nel veder capitolare queste enormi e meravigliose creature per vostra stessa mano.

    Dopo il primo Colosso che fungerà praticamente da tutorial sarete lasciati a voi stessi e dovrete quindi capire, un titano alla volta, come cavarvela mentre queste creature faranno di tutto per respingere l’assalto di questo, fastidioso e testardo, umano. E, seppur per i primi colossi si tratterà semplicemente di capire dove appendersi e dove colpire, più andrete avanti più tutto si complicherà ed allora dovrete comprendere come affrontare ogni singola, sempre più cervellotica e letale, sfida.

    Non voglio entrare in ulteriori dettagli sugli sviluppi del titolo perché, a questo punto gli elementi ludici sono tutti sul tavolo(esclusi solo alcuni elementi minori legati a qualche elemento da poter reperire nel mondo ed a qualche piccolo segreto sparso qua e là) e quelli legati alla storia ed alle emozioni non vanno spiegati ma solo vissuti.

    Passiamo quindi ad analizzare in scioltezza la componente tecnica di questo, redivivo, pezzo di storia.

    confronto remake

    Questo Shadow of the Colossus è un remake nel senso più classico del termine: il gioco è praticamente lo stesso. Ad essere stata modificata è solo la componente tecnica: l’intero mondo e la sua mitologia rinascono grazie a nuovi modelli poligonali, a nuove texture, ad una fluidità ottimale ed un sistema di illuminazione totalmente rinnovato.

    L’impegno riposto nell’opera di ricostruzione riesce quindi a consegnarci un gioco in grado di non sfigurare nell’era moderna ed anzi nuovamente in grado di affascinarci con i suoi scorci, con la bellezza unica di ogni colosso, tutto sembra vivere quindi di una seconda, magica e sacra, giovinezza. Una cura ed una dovizia encomiabile, in grado di far risplendere nuovamente le Lande Proibite,esse tornano ad essere ben più che mero scenario e palcoscenico delle vicende ma, a tutti gli effetti, un altro protagonista cardine del viaggio di Wander.

    Certo questo remake porta con se alcuni limiti ereditati direttamente dalla prima incarnazione (controlli un pelo ostici per chi è abituato alle scalate dei titoli moderni e qualche bizza di telecamera) ma, a fronte della componente artistica ed emozionale, tutto ciò appare totalmente trascurabile.

    Perché la verità è che questo remake è a tutti gli effetti un lavoro di ammodernamento meraviglioso, che si approccia al titolo con un religioso rispetto e che vuole darci solo l’occasione di far perdurare questa perla nel tempo, di riconsegnarla a giocatori vecchi e nuovi per far vivere un titolo che, più che un videogioco, potrebbe nuovamente essere un’esperienza emotiva, un viaggio personale, forte, meraviglioso e malinconico, il ritorno di un capolavoro firmato Fumito Ueda.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 07/03/2017: Arriva su Ps4 ed Xbox One Tom Clancy's Ghost Recon: Wildlands

    GhostReconWildlandsDi sicuro questi ultimi anni perUbisoft sono stati più che prolifici, ecco quindi che lasoftware house francese torna a rimettere le mani anche sulla saga diGhostRecon nel tentativo di infondere nuova linfa vitale a questo suo storico brand!

    Ad assicurare nuova linfa alla ricetta di gioco ci penserà soprattutto un’impostazione di gioco Open World nuova alla saga (ed estremamente di moda nella recente storia videoludica) che si unirà ad un’impalcatura di gioco che promette, fin dai primissimi istanti, assoluta libertà di approccio.

    Oltre queste novità il gioco si accompagna ad un setting nuovo (che in chiave Open World sembra funzionare davvero bene): la Bolivia. A richiedere l’impegno dei Fantasmi sarà infatti il, mai troppo vecchio, problema del narcotraffico. La Bolivia raccontata in questo Tom Clancy's Ghost Recon: Wildlands è infatti ormai diventata uno stato nelle mani del cartello della Santa Blanca che, oltre ad aver ormai preso il controllo delle istituzioni locali, ha deciso di mandare un messaggio al mondo attraverso l’esecuzione di un membro della DEA. Quest’ultimo omicidio non potrà, ovviamente, essere ignorato e la risposta diretta che ne conseguirà sarà proprio l’invio del famoso Team sul posto.

    Insomma un incipit che sembra strizzare molto l’occhio alle vicende colombiane tornate alla ribalta grazie al successo della serie statunitense Narcos e che, come nella serie, ci vedrà intenti a fare la guerra al re del Narcotraffico di turno: El Sueño.

    Il gruppo di Ghost verrà quindi lasciato libero di agire all’interno del selvaggio e violento territorio nel modo che più ritenga opportuno così da sgominare, un pezzo alla volta, l’intero impero malavitoso.

    Una volta creato il nostro Alter Ego digitale il gioco ci farà capire in pochi istanti cosa voglia offrirci, catapultandoci in questo vasto territorio virtualmente suddiviso tra un ampio numero di luogotenenti del narcotraffico, a noi il compito di farli capitolare uno dopo l’altro secondo i nostri capricci. Le evocative “terre selvagge” del titolo si presentano come una realtà fatta di accampamenti, villaggi, fortini, punti di sosta, magazzini di produzione o stoccaggio atti ad un unico scopo: mantenere e far crescere l’impero della droga nato dai litri di sangue che "El Sueño" ha versato per farlo sbocciare. Dovremo quindi farci strada all’interno di una nazione che cercherà di ostacolarci con tutti i mezzi a sua disposizione, in un contesto in cui anche i soldati governativi lavorano per il cartello e sono pronti ad impegnarsi per renderci la vita ardua.

  • 07/04/2017: Il ritorno di Lego City Undercover

    L’epoca Wii U (conclusasi recentemente con l’arrivo di Nintendo Switch) è stata segnata da una generica penuria di uscite e, conseguentemente, da un calendario con troppi vuoti da dover riempire. Ecco perché, a quel tempo, ogni esclusiva (anche non di particolare risalto) veniva sempre accompagnata da delle lodi anche superiori a quanto, quell’esclusiva, meritasse complessivamente (sorte che sembra oggi destinata ai possessori Xbox One). Nulla di strano se si mette temporaneamente nei panni degli sfortunati possessori della precedente ammiraglia Nintendo (in questo conteggio rientra anche chi vi scrive in questo esatto momento, ho amato anche Nintendo Wii U ma i fatti sono, ainoi, fatti).

    Proprio per questo motivo l’annuncio dell’esclusiva firmata TT fusion, LEGO City Undercover, fu accolta positivamente anche da un pubblico di non più giovanissimi.

    Il gioco, partendo da dinamiche classicamente comuni all’interno delle innumerevoli avventure Lego, cercava di innovarne la ricetta finale inserendo il tutto in un setting aperto di stampo sandbox.

    Forse proprio a seguito delle difficili vendite di Wii U (e conseguentemente dei titoli usciti sulla console) ecco che i mattoncini danesi hanno deciso di tornare, ancora una volta, a vestire i panni del poliziotto sotto copertura Chase McCain per tentare, nuovamente, la fortuna con questo porting per le attuali console su mercato. Grazie a questa operazione di mercato anche l’utenza non “nintendara” avrà modo di giocare per la prima volta questa poliziesca avventura open world a base di criminali e mattoncini.

    lego city undercover prenotIn data 7 aprile arriveràinfatti anche su PlayStation 4, Xbox One, PCe Nintendo Switch (NDR: quest’ultima versione sarà l’unica a mantenere i vari riferimenti al mondo Nintendo presenti all’interno della precedente edizione Wii U).

    Ma vediamo di capire qualcosa in più di questo LEGO City Undercover!

    La storia che ci viene raccontata è quella di Chase McCain, eroico poliziotto della variopinta città di LEGO City. Il passato di Chase è ricco di imprese (tra cui la cattura del super malvagio Rex Fury) ma, dopo aver messo a repentaglio la vita di un testimone chiave per un proprio errore, il poliziotto ha dovuto dire addio alla sua brillante carriera. L’occasione per riscattarsi arriverà però proprio a seguito della fuga del vecchio nemico dalla prigione di massima sicurezza in cui era stato sbattuto dopo l’arresto!

    Ad una trama tutto sommato classica e lineare, si associa la sempre alta dose di comicità e simpatia che, in questo gioco, riesce anche a superare i risultati dei precedenti titoli videoludici LEGO. La narrazione risulta avere un sapore molto originale per il sia per particolare tipo di humor utilizzato che per la caratterizzazione dei personaggi che la animano. L’uso sapiente di tonnellate di citazioni e siparietti comici vanno poi ad impreziosire una regiatutto sommato sempre, o quasi, di buon livello. Insomma seguire da vicino gli eventi che ruoteranno attorno alle vicende di McCain risulterà sempre piacevole e divertente, e non potrete fare a meno di accompagnare con un sorriso stampato sul viso l’intero dipanarsi degli avvenimenti.

    A fare da buon contrappunto agli eventi della trama sarà poi l’intera LEGO City.

    La città appare infatti vastissima e ben diversificata, pronta ad accogliere a braccia aperte l’impostazione Free Roaming. Gli ambienti appaiono dotati di un ottimo level design che accompagna, sia le fasi inscenate in esterni, che quelle in interni.

    Passando invece ad analizzare il gameplay, ciò che troverete in questo LEGO City Undercover, risulta essere un mix di elementi presi di peso dai vari Free Roamingin salsa GTA ed altri ereditati dalle più classicamente avventure LEGO.

    Malgrado quanto forse possiate immaginare vista la precedente citazione su Grand Theft Auto, non vi sarà nessuna ombra di violenza in questo LEGO City Undercover (com’era anche abbastanza ovvio aspettarsi da un gioco LEGO). La città sarà ugualmente ricca è viva ma dovremo dire addio ad incidenti che si risolvono in arresti e sparatorie a favore di, più cordiali, battute su costi assicurativi ed inviti a requisire senza problemi le altrui macchine pur di compiere il proprio, eroico, lavoro.

    Le fasi esplorative all’interno della vasta città risultano essere sempre piacevoli, accompagnate da un’enorme quantitativo di segreti, minigiochi, Super Mattoncini e Gettoni LEGO (utilizzabili per sbloccare delle skin per il nostro personaggio). Tutto questo contribuisce a tenere alta l’attenzione del giocatore invitandolo a girovagare alla ricerca di ogni bonus da scovare. Stesse sensazioni si ritrovano anche nelle fasi al volante che saranno ulteriormente impreziosite dai molti elementi distruttibili dello scenario, in grado di consegnarci anche quantitativi elevati di preziosi mattoncini!

    I mattoncini così accumulati potranno poi essere utilizzati per la costruzione di gigantesche opere (ovviamente fatte di LEGO) utili sia al proseguimento della storia sia alla semplificazione delle fasi esplorative.

    Come detto precedentemente l’anima Free Roaming di questo gioco è solo una parte del tutto. Infatti nel progredire all’interno delle vicende principali spesso il gioco ci metterà davanti a missioni molto più simili a quanto visto negli altri lavori videoludici del mondo LEGO (escludendo il recente LEGO Worlds). In questi frangenti gli scenari saranno spesso maggiormente circoscritti (spostandosi all’occorrenza anche in interni) ma comunque spesso differenti tra loro (si va da templi a prigioni). Capiterà poi, nel corso di queste missioni, che l’intero gameplay si conceda delle contaminazioni con elementi presi in prestito da altri generi videoludici (che vanno da scazzottate ad elementi platform, passando anche per qualche semplice enigma ambientale); a questo mix di elementi si uniscono poi i differenti abiti di Chase in grado di conferirgli le più disparate abilità. Il risultato finale di questa “insalata LEGO” risulta ancora una volta piacevole, va però segnalato in tal senso che si potrà andare incontro a cicliche sensazioni di “già visto” o “poco approfondito”, sensazioni che potrebbero stufare i giocatori più esigenti.

    In definitiva il risultato finale di questo LEGO City Undercover sembra essere mediamente positivo, impreziosito soprattutto da un ottimo level desing, da una narrazione ricca di un humor unico e finalmente libera dai limiti imposti dalle varie licenze a cui i brand LEGO ci hanno abituato. Questa libertà espressiva è stata pienamente utilizzata per costruire una storia in grado di strapparci più di un sorriso ed accompagnare piacevolmente le, innumerevoli, ore di gioco in giro per i venti quartieri della grande città. Restano ancora alcuni nei in termini di gameplay complessivo. Pesano negativamente infatti le dinamiche ancora troppo simili ai predecessori e troppo poco profonde nelle loro meccaniche. Questi limiti possono scoraggiare forse i videogiocatori più smaliziati e di vecchia data, relegando questo LEGO City Undercover ad un pubblico di giovani e giovanissimi.

    Unico fattore ancora ancora in grado di smuovere l’ago della bilancia (oltre alle differenze grafiche con la produzione Wii U che si spera siano, in questa nuova incarnazione, in grado di migliorare certi limiti vecchi tecnici) resta l’aggiunta della modalità cooperativa per due giocatori che potrebbe forse contribuire a ridurre il peso dei limiti sopra citati, offrendoci l’occasione di divertirci in compagnia di un amico.

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 07/06/2017: Ancora uno storico ritorno con Wipeout Omega Collection

    wipeout omega collectio

    Era il 1995 l’anno in cui venne lanciato il primo Wipeout per Playstation, da allora la serie è sempre stata uno dei cavalli di battaglia dell’ammiraglia Sony nonché il simbolo di un approccio al racing game tecnico divertente ed, a suo modo, simulativo.

    L’associazione tra il futuristico Brand e le differenti generazioni di console Sony è stato così forte che, l’assenza di un capitolo per la Playstation 4 (ormai su mercato da un discreto tempo in effetti) sembrava davvero essere assordante.

    In termini di storia recente infatti la saga è apparsa praticamente ovunque. Dopo aver fatto bella mostra di se sia per PSP (con Wipeout Pure e Wipeout Pulse) che per Vita (con Wipeout 2048), si è poi avuto un capitolo per Playstation 3, Wipeout HD, una sorta di remake con contenuti aggiuntivi e grafica migliorata dei capitoli per PSP.

    Avevamo quasi perso le speranze di rivedere Wipeout su grande schermo (anche a seguito della chiusura dello storico sviluppatore Studio Liverpool, da sempre responsabile della serie) ma ecco che, finalmente, sembra proprio che Wipeout sia pronto ad arrivare anche per Playstation 4 con questa Omega Collection.

    Forse per paura di rovinare la storica saga anche questa volta saremo di fronte ad una sorta di remake, anche se sarebbe meglio parlare di “fusione”. Ciò che i ragazzi di XDev (divisione interna di Sony) insieme agli sviluppatori di EPOS e Clever BEans ci stanno consegnando è un gioco che nasce dalla migrazione sia dei contenuti di Wipeout HD che di quelli di Wipeout 2048.

    Vista la genesi assimilativa di questo capitolo appare chiaro come il quantitativo di contenuto sia cospicuo, parliamo di poco meno di trenta tracciati e di cinquanta macchine, a queste si aggiungono ovviamente modalità vecchie e nuove, lo split-screen per due giocatori (non presente in 2048) come anche l’online per otto giocatori, tutto questo nel tentativo di assicurarci ore di frenetico divertimento.

    L’universo visivo di Wypeout qui riproposto si dota di un’ottimizzazione visiva sostanziale a seguito di un miglioramento dei modelli poligonali come anche delle texture. Il risultato finale garantisce un resa visiva degna dell’ultima generazione targata Sony per piste e veicoli.

    Certo, stiamo pur sempre parlando di una sorta di riedizione di vecchi capitoli e non di qualcosa di completamente nuovo, ma siamo comunque certi che, così facendo, si andrà a colmare una mancanza fortemente sentita da ogni fan in termini di retaggio e storia.

    Ora anche Playstation 4 avrà finalmente il suo Wipeout, e noi non possiamo che essere felici di ritornare a sfrecciare tra l’acciaio ed il cemento delle sue piste!

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 07/08/2018 - Tornato i cuochi più efficienti del mondo con Overcooked 2

    Overcooked 2 cover

    Overcooked è un arcade party game davvero particolare, un gioco che con la scusa di piazzarci dietro ai fornelli ci offre delle sfide divertentissime e mai banali in cui la coordinazione con gli altri chef diventa il fulcro dell’esperienza di gioco. Un videogioco in grado di offrire un gameplay semplice nelle sue dinamiche ma per niente banale a volerlo padroneggiare.

    Una piccola delizia in grado di immergerci nella frenesia di una cucina sommersa di ordini, in mille contesti differenti, folli e fantasiosi, in cui voi dovrete preparare, assemblare e cucinare i vari ingredienti utili per realizzare e consegnare il piatto corretto che i nostri clienti richiedono all’interno del tempo previsto (dovrete quindi tagliare a dovere il tutto, trattarlo e cucinarlo secondo la ricetta di riferimento, impattarlo e consegnarlo così da soddisfare il cliente, ma vi toccherà anche lavare i piatti sporchi e, spegnere gli occasionali incendi e molto altro ancora).

    Overcooked 2 (disponibile per Nintendo Switch, Xbox One e Playstation 4) si propone di riuscire a riproporre la formula di gioco del precedente capitolo, magari espanderla un po’, magari perfezionarla a dovere. Tutto questo per dare ad i provetti ludo-cuochi sparsi per il mondo una nuova campagna di gioco e, soprattutto, una nuova valanga di livelli in cui sfidare le nostre capacità!

    Vediamo di partire da un assunto importante: questo gioco, come anche il suo predecessore, ci offrirà la possibilità di essere affrontato sia in single player che in multiplayer ma, anche questa volta, la cooperazione sarà il fulcro del gioco. Affrontare il titolo da soli vorrà quindi dire imparare a gestire all’unisono due cuochi (alternando il loro lavoro attraverso la semplice pressione di un tasto) e giocarlo in compagnia vorrà invece dire coordinarsi al meglio nella divisione dei compiti e degli spazi interni all’area di lavoro, così da rendere il proprio rapporto lavorativo una simbiosi perfetta. Ne consegue che le esperienze a cui andrete in contro giocando da soli o con altri amici (fino ad un massimo di 4 giocatori totali) saranno molto differenti e, come avveniva già per il primo capitolo, la vera anima del gioco emergerà proprio circondandosi di altri amici cuochi(per la regola del: in più si è più ci si diverte). In questo contesto multigiocatore vi ritroverete in pochi istanti a strillarvi rapidi suddivisioni dei compiti così da superare ogni possibile ostacolo, anche perché visti i ritmi frenetici a cui il gioco vi metterà davanti basterà davvero poco per distrarsi e rovinare una prelibata ricetta, ovviamente incassando qualche offesa dagli altri giocatori attorno a noi.

    overcooked 2

    Oltre agli inevitabili (ed anche spassosi) errori che vi capiterà di compiere a complicare il tutto ci penseranno poi i vari livelliche, grazie ad ambientazioni sempre nuove, variabili e complesse ci metteranno in situazioni alle volte davvero difficili da gestire. Potremmo magari dover lavorare con tavoli scorrevoli in grado di portare in giro per la cucina i nostri ordini, arrivando persino a dover cucinare tra i binari di una miniera o divisi tra differenti zattere in movimento!

    Certo, malgrado gli ostacoli ed i possibili errori, riuscire a completare i livelli non sarà mai impossibile ma, così come avveniva nel primo capitolo, la vera sfida arriverà nel voler raggiungere la categoria di punteggio più alto: le tre stelle. Ottenere il top in ogni livello diventerà molto complesso già dal secondo mondo di gioco richiedendo ai cuochi più appassionati una notevole quantità di sudore, preparazione, chirurgica precisione e grande capacità elastica nel risolvere l’imprevisto di turno.

    Ai tempi del primo capitolo una era la grande mancanza che i vari giocatori sentirono come limitante, ossia la mancanza della modalità multigiocatore online, questa lacuna è stata colmata in questo Overcooked 2. Certo non ci troveremo davanti a modalità particolari ma semplicemente alla possibilità di incrociare le padelle con dei giocatori sul web, così da poter sfruttare al meglio la natura cooperativa del titolo (il mio consiglio resta comunque di giocarlo in locale poiché è così che, nella mia personale esperienza, il titolo esprime al meglio il suo potenziale).

    Concludendo Overcooked 2 riesce a bissare la ricetta del primo capitolooffrendoci una seconda iterazione di quel party game arcade che già ci aveva fatto divertire di gusto. Un gioco in grado di coinvolgere chiunque grazie a delle meccaniche molto semplici ma perfettamente funzionali, in grado di concedere un livello di sfida alto a chi sia alla ricerca della perfezione nella via dello chef ed in grado di offrirci, ancora una volta, ore ed ore di contenuti; con una varietà generale che appare addirittura maggiore del primo capitolo (ma riconosco che si possa ancora fare di più in tal senso) e con un bilanciamento dei livelli che risulta essere stato perfezionato.

    Se avete amato la frenetica ed adrenalinica vita del cuoco in Overcooked questo secondo capitolo non potrà non conquistarvi. Complimenti vivissimi ai mitici ragazzi di Team17per il lavoro svolto!

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

     

  • 07/09/2018 - Pronti a riempire le vostre Playstation 4 di ragnatele? Spider-Man è in città!

    spidey

    Parliamoci chiaro, Spider-Man è uno dei miei eroi preferiti, un po’ per la sua mania di commentare in modo sprezzante e divertente ogni situazione, un po’ perché incarna delle fasi della vita che ogni ragazzo avrà vissuto sulla propria pelle (chi non è stato mai morso da un ragno radioattivo alla fine?), tra l’altro spesso esattamente nell’età in cui i fumetti hanno una presa più forte!

    Di videogiochi sui supereroi ne abbiam giocati a pacchi ed anche il nostro tessitele preferito ha avuto la sua razione di avventure digitali ma, a quanto pare, non è ancora stufo del mondo dei videogiochi; eccoci quindi qui a parlare di Marvel's Spider-Man,esplusiva Playstation 4 di Insomniac Games.

    Partiamo con una sottolineatura importante: il titolo non ricalcherà le origini dell’uomo ragno ma ci catapulterà nella vita di un eroe ormai avviato alle prese con “il solito tram tram Parkeriano”: un’altalena tra vita quotidiana (lavora, aiuta la cara Zia May, nascondi al mondo la tua identità da Supereroe, ecc) e vita da vigilante scanzonato (combattere il crimine ma con stile!). La scelta narrativa dei ragazzi di Insomniacè stata azzeccata; dopo le valanghe di film sull’amichevole Spider-Man di quartiere e la rinnovata importanza che le storie Marvel hanno prepotentemente preso all’interno delle sale cinematografiche di questi anni chiunque conosce Spider-Man e, così facendo, c’è stato spazio di manovra per una storia ispirata ma originale, meno prevedibile ma perfettamente in linea con ciò che da Spidey ogni fan dovrebbe aspettarsi.

    All’interno della narrazione principale tutto appare al proprio posto: abbiamo la gioventù che trasuda in ogni aspetto di questo giovane (ma non per questo piccolo) eroe, abbiamo un eroismo che sfocia spesso nell’incoscienza, abbiamo una componente umana ed emotiva che evolve durante il ciclo narrativo esattamente come ci si aspetterebbe da un racconto Marvel ed abbiamo perfino una regia ed un ritmo che, superato un inizio forse un po’ lentino, riesce a mantenere la nostra attenzione ottimamente.

    Ma lasciamo alle spalle le vicende narrate così da non spoilerare nulla, sappiate solo che avrete modo di incontrare molti di quei cattivi che avete imparato ad amare negli anni; insomma se siete dei Fan storici del nostro arrampica muri allora non potrete non sorridere per tutto il buon fanservice che troverete in questo gioco.

    Passiamo alla realizzazione della “ciccia ludica” di questo Marvel's Spider-Man, si insomma, una volta superati i tutorial (che in realtà torneranno ciclicamente anche un po’ troppo a disturbarci) iniziali, com’è che ci si trova nell’attillata tuta del nostro Uomo Ragno?

    ciao gente

    Ci si trova bene, molto bene, anche se, per questioni di onestà intellettuale, va detto da subito che tutto sarà qualcosa di, in buona sostanza, già visto in altri giochi simili (o magari un po’ in un gioco ed un po’ in un altro).

    Partiamo da una cosa che reputo FONDAMENTALE in un gioco del genere: com’è dondolare tra i grattacieli di New York? E’ DA WOW!

    Dondolare in giro per il mondo è qualcosa di assolutamente appagante, le acrobazie di Spidey sono proprio come le avete sempre immaginate e la sensazione di velocità restituita funziona benissimo. Oltre questo il sistema di movimento, e quindi di esplorazione, messo a punto per questo gioco è certamente il migliore nella storia ludica dell’uomo ragno e potrei forse sbilanciarmi anche affermando che è tra quanto di meglio visto all’interno dei differenti open world super-eroistici conosciuti.

    Passerete in pochi istanti dai vari dondolamenti tra i grattaceli (con le vostre ragnatele che si aggrappano sempre ad elementi dello scenario e si, questo vorrà dire che in alcuni casi saremo costretti ad atterrare in strada prima di proiettarvi nuovamente in avanti grazie, ad esempio, ad un palo della luce!) ad acrobazie snodate e fluide (animate magnificamente) alternandole a rapidissime corse sulle superfici dei vari grattaceli e, nel fare tutto questo, potrete quasi avvertire lo spostamento d’aria attorno a voi!

    Insomma, primo punto centrato in pieno, essere Spider-Man nel gioco di Insomniacè esattamente come essere il miglior parkourista all’interno di un parco giochi messo a punto per farlo divertire!

    combat

    Ora veniamo al resto degli elementi principali che compongono la matrice ludica del titolo: da una parte i combattimenti e, dall’altra, le fasi stealth.In questi due elementi la sensazione di rivisto arriva in modo più forte e, tra le due, quella a risultare più debole è la seconda.

    Per quanto concerne gli scontri ciò che vi troverete davanti non è dissimile da quanto visto nei vari titoli della serie Arkham; se insomma avete giocato ai titoli del Pipistrello dovreste avere già le idee chiare.

    Certo, eroi differenti hanno caratteristiche che li contraddistinguono differenti, ecco che quindi il free flow si adatta a vestire i panni del nuovo eroe rinunciando, ad esempio, alla parata a favore di una (più adatta) rapida schivata (ammesso che quando i sensi di ragno segnaleranno il pericolo voi siate lesti nell’esecuzione della stessa).

    Cazzottoni e schiavate si alternano permettendoci di incasellare tantissime combo altamente coreografiche e dannatamente divertenti e vengono sapientemente alternate e lanci di varie tipologie, ad un utilizzo delle ragnatele ottimale (sia per immobilizzare i nemici che per usi meno convenzionali… come scaraventare oggetti sulla testa dei manigoldi!), alla possibilità di rompere la guardia avversaria con colpi caricati ed a numerosi e differenti gadget (Che Tony Stark levati proprio!). Insomma il combattimento, per quanto sappia di “conosciuto”, è in grado di plasmare una propria identità attorno alle caratteristiche di Spider-Mane ad offrire un livello di sfida che, pur non essendo troppo ostico, ci costringerà comunque a degli scontri sempre frenetici ed interessanti e, proprio per la combinazione di questi elementi, riesce comunque a divertire molto e ad infondere a tutto un sapore caratteristico.

    A risultare sotto tono è invece la componente stealth che, anche questa volta, strizza abbondantemente l’occhio ai giochi con protagonista l’oscuro Batman ma senza riuscire ad avvicinarsi al loro livello qualitativo, offrendo delle soluzioni troppo banali e facilmente intuibili, ulteriormente impoverite da un’intelligenza artificiale che, soprattutto in questi momenti, mostra il suo aspetto più debole. Certo, il gioco cerca alle volte di bilanciare il tutto con un buon numero di scagnozzi ma la verità è che, per quanto possano a tratti funzionare, dopo qualche ora sono quasi certo che la stragrande maggioranza di voi preferirà scendere a menare le mani e via!

    Spider Man thugs

    Ad infarcire il titolo ci penseranno poi una valanga di contenuti tra missioni secondarie di differente natura, collezionabili in quantitativi davvero gargantueschi, molte tute da sbloccare, tre alberi per far evolvere a dovere il proprio Uomo Ragno, la simpaticissima modalità foto, le torrette di sincronizzazione per rivelare nuove aree della mappa di gioco, piccoli minigiochi legati a vari, differenti, elementi (come ad esempio le già citate mappe) ed altro ancora.

    Tutto queste cose da fare riescono quindi a consegnarci una New Yorkin grado di stimolare l’esplorazione, esplorazione che, come dicevo in inizio di articolo, risulta essere una delle cose che più potrei amare di questo gioco (si, potrei passare ore a dondolare tra i grattacieli per il solo gusto di farlo e allora?!), unite a questo delle scazzottate che funzionano davvero tanto e tanti quick time event in grado di mantenere sempre alta la vostra attenzione (anche se mai in grado di mettere davvero a dura prova i vostri riflessi) ed avrete un cocktail gustoso e frizzante, esattamente il giusto che un fan di Spider-Man non potrà mancare apprezzare.

    A coronare la nostra “bibita ludica” ci penserà poi anche un comparto tecnico ottimo che, a fronte di qualche incertezza delle telecamere (soprattutto in sede di alcuni scontri in certi ambienti) e di pochi altri sporadici problemi, riuscirà ad abbellire il tutto quel tanto che basta per dare un’ultima, elettrizzante, sferzata al titolo così da convincere anche gli amanti della componente tecnica.

    Insomma Spider-Man è tornato e, malgrado forse un generale poca voglia di osare ed innovare, è perfettamente in grado di prendere molti degli elementi tipici dei giochi moderni e miscelarli assieme in una ricetta che forse non resterà nelle categorie dei “giochi che han fatto la storia” ma che riuscirà a soddisfare tutti gli amanti dell'amichevole Uomo Ragno di quartiere ed anche una buona fetta degli amanti dei giochi rapidi, giovani, divertenti e gustosi, ora vi saluto però… devo tornare a dondolare ancora un po’!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 07/11/2017 - Il ritorno del Porcospino: Sonic Forces

    sonic forces

    Molti sono i Fan del Porcospino blu e, malgrado i risultati non proprio ragguardevoli di molti capitoli main, è bastato anche solo il recente Sonic Mania a ricordarci in quanti vogliano tornare a far sfrecciare Sonic all’interno di livelli rapidi e rocamboleschi!

    Ecco quindi che il Sonic Team tenta nuovamente il tuffo in 3D grazie a Sonic Forces (uscito il 07/11/2017 per Pc, Xbox One, Playstation 4 e Nintendo Switch). Questo capitolo vuole riuscire a rappresentare una nuova partenza per il brand e, viste le troppe false-partenze e ri-partenze che la mascotte di Sega ha accumulato negli anni, la speranza principale è che riesca nell’arduo intento!

    Una ripartenza deve necessariamente passare per i pilastri storici del titolo: una velocità che riesca ad essere quasi eccessiva pur mantenendo però la gestibilità del tutto, un level design da capogiro in grado di ipnotizzare tra passaggi intrecciati e vorticosi e grazie a spettacolari coreografie che il nostro eroe dovrà compiervi, un bilanciamentogenerale in grado di spingere la nostra coordinazione occhio-dita verso nuove punte di gaudente sfida (senza però cadere brutalmente in eccessivi automatismi o frustrazioni inenarrabili).

    Questa è da sempre LA ricetta che Sonic è riuscito ad offrire al meglio negli anni e questo è ciò che i videogiocatori si aspettano da lui.

    Anche solo cominciando a vedersi intorno emergono alcune notizie positive che sembrano parlare di un buon equilibrio tra elementi classici di gameplay ed innovazioni varie di elementi secondari che fungono da contorno ma che, al contempo, portano una ventata positiva di innovazione (avatar personalizzabile, missioni secondarie o giornaliere e simil). Impressioni mediamente positive arrivano poi anche sulle ambientazioni di gioco che, tra innovazione e classicismo, sembrano offrire idee interessanti, momenti esaltanti e, cosa importante, spettacolari nella loro capacità di miscelare fasi classiche a base di corse e salti con fasi ricche di attacchi (ed ancora velocità) e qualche momento dai ritmi decisamente differenti che lascerà spazio per un’esplorazione più ponderata. Il tutto poi si presenta con una veste grafica che, pur non facendo urlare al miracolo, risulta essere estremamente pulita ed in grado di valorizzare le mille coreografie che svolgeremo mentre sfrecceremo da una parte all’altra dello schermo! Torna poi la solita, ottima, colonna sonora in grado di strizzar l’occhio alla storia più lontana (e felice) del Porcospino e, qual ora la cosa non vi bastasse sappiate anche che la famosa rivista giapponese Famitsu ha già premiato questo capitolo con un sonoro 35/40 (9-9-9-8)… che Sonic Force possa quantomeno sfiorare il buon successo raggiunto da Sonic Mania?

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 08/02/2017: Arriva finalmente "Nioh" su PS4

    Questo NiOh (letteralmente "Il re benevolo") si presenta come un progetto lungo e travagliato che affonda le sue origini nel lontano 2004/2005 (Tokyo Game Show 2004 ed E3 2005); a quel tempo presentato da Tecmo Koei con il differente titolo di Oni (nato addirittura dalle idee di uno script di Akira Kurosawa) questo gioco avrebbe dovuto vedere i natali entro la fine del 2006. Più di 10 anni dopo ed a seguito di un cambio di mani (da Tecmo Koei a Team Ninja), di console (da Ps3 a Ps4) e di nome (Da Oni a Nioh) questa esclusiva Sony è finalmente pronta a vedere la luce. Anche se parlare di luce sembra quasi un eufemismo visto lo stampo decisamente oscuro che questo gioco ha in serbo per noi. Le tenebre in questo titolo sono infatti qualcosa di concreto e tangibile, pronte a riversarsi sul Giappone del 1600.

    In questo Nioh infatti vestiremo i panni di un Samurai vissuto al termine dell’epoca Sengoku, anche conosciuta come “periodo degli stati belligeranti”. L’intero territorio del Sol Levante di quegli anni risultava essere diviso in una moltitudine di piccoli feudi in costante guerra tra loro. E, come se una situazione politica così instabile e sanguinosa non fosse abbastanza, per inscenare un gioco dalle tinte crudeli e malevole il nostro Team Ninja ha ben pensato di aggiungere a questa rivisitazione videoludica molti elementi soprannaturali ed oscuri. Un universo che diventa quindi un tutt’uno con i molti demoni tanto cari alla tradizione nipponica, andando a costruire un teatro perfettamente funzionale in cui inscenare le nostre epiche imprese.

    nioh pg

  • 08/03/2018 - Voglia di divertimento tra amici? E' arrivato Scribblenauts Showdown

    Switch ScribblenautsShowdown

    Se amate i giochi per più giocatori e lo stile di Scribblenauts questo annuncio potrebbe rendervi felici.

    Oggi Warner Bros. Interactive Entertainment ha infatti annunciato il lancio di Scribblenauts Showdown, il nuovo videogioco della fantasiosa serie puzzle-azione che introduce avvincenti modalità party per 1-4 giocatori. Scribblenauts Showdown sarà disponibile in Italia per Nintendo Switch, il sistema digitale di intrattenimento PlayStation 4 e Xbox One dall'8 marzo.

    Eccovi di seguito qualche informazione in più direttamente dal comunicato ufficiale:

    "Siamo entusiasti di poter portare una serie così creativa e amata come Scribblenauts su questa generazione di console con un capitolo totalmente nuovo: Scribblenauts Showdown," ha dichiarato Steven Chiang, vicepresidente esecutivo dei Worldwide Production and Studios di Warner Bros. Interactive Entertainment. "I giocatori possono gareggiare in famiglia o tra amici e dare libero sfogo alla fantasia per risolvere rompicapo e minigiochi in divertentissimi testa a testa."

    Nella modalità Showdown del gioco, un massimo di quattro giocatori dovrà affrontarsi a colpi di immaginazione e puntare alla vittoria, sfruttando l'enorme dizionario di Scribblenauts Showdown per superare in astuzia gli avversari. Con oltre 35.000 parole a disposizione, è possibile far apparire praticamente qualsiasi oggetto. I giocatori si muoveranno su una mappa in stile gioco da tavolo e si cimenteranno in oltre 25 minigiochi. Nei minigiochi di parole servirà tanta immaginazione per evocare il miglior oggetto o personaggio in diversi scenari, mentre nei minigiochi di velocità i giocatori dovranno completare varie sfide esilaranti in una corsa contro il tempo. Nella modalità Showdown bisogna giocare bene le proprie carte e scegliere la strategia vincente: ogni partita sarà diversa dall'altra, per un divertimento senza fine.

    Uno o due giocatori possono anche scegliere di cimentarsi nei minigiochi di Scribblenauts Showdown in modalità Versus. Tra le varie sfide, troveranno un folle duello medievale combattuto con armi evocate e una feroce battaglia tra torri in cui dovranno scagliare qualsiasi cosa venga loro in mente sulla fortezza dell'avversario. Ma non solo: i giocatori dovranno improvvisarsi taglialegna, darsi al tiro alla fune e partecipare a una gara di abbuffata all'ultimo secondo, il tutto sempre in pieno stile Scribblenauts.

    Con questo nuovo titolo della serie Scribblenauts fa anche ritorno l'acclamata modalità Sandbox. I giocatori potranno creare qualsiasi cosa passi per la loro testa, completare obiettivi e ottenere Starite in otto nuovi livelli. Questa modalità può essere affrontata in singolo o con un amico: non mancheranno situazioni esilaranti quando le creature inizieranno a scontrarsi in modi totalmente inaspettati!
    I giocatori possono inoltre scegliere o creare il loro Scribblenaut grazie alle decine di opzioni di personalizzazione disponibili. Partecipando alle varie modalità di gioco e guadagnando Starite si possono ottenere nuovi bizzarri accessori, indumenti e pettinature: le possibilità creative sono infinite."

     

  • 08/05/2018 - Un tuffo dei mondi di Conan il Barbaro con: Conan Exiles

    ConanExiles Banner

    Solo pochi giorni fa Conan Exiles, l’open world survival gameambientato nei mondi di Conan il Barbaro,è arrivato su Pc, Xbox One e PlayStation 4 e, oltre ad aver ricevuto un corposo updateal lancio, ha già venduto un milione di copie!

    Il grande successo del titolo è da ricercare prevalentemente nell’ottima gestione della versione ad Accesso Anticipato ad opera dei ragazzi di Funcom che, oltre ad ascoltare le richieste dei videogiocatori fixando eventuali problemi e migliorando (anche attraverso modifiche sostanziali) alcune meccaniche e caratteristiche, si son mostrati capaci di proporre una programmazione chiara dei vari aggiornamenti (basti pensare che il mondo di gioco è di fatto più che raddoppiato). Grazie a questo sapiente lavoro Funcom è riuscita, nell’arco del tempo che intercorre tra l’Early Accessed il lancio del titolo, a migliorare notevolmente l’intera esperienza di gioco.

    Qual ora fosse però la prima volta che sentite parlare di Conan Exiles è il caso di introdurvi agli elementi di base del titolo. Conan Exiles è un survival game non molto dissimile da giochi come Ark: Survival Evolved (che abbiamo trattato in questo articolo), l’incipit narrativo è appena abbozzato: siamo un criminale, esiliato e lasciato nudo a morire all’interno delle brulle lande desertiche (come se non bastasse il tutto siamo anche stati legati ad una croce). Lì, dopo essere stati salvati da Conan in persona, dovremo imparare a cavarcela (ed a familiarizzare con il sistema di crafting) ed a trovare una dimora che non sia costituita da semplice sabbia.

    ConanExiles 5

    Dovrete quindi raccogliere le prime risorse utili a realizzare i vostri indumenti e gli strumenti iniziali, sbloccare, come di consueto, le prime abilità e qualche nuova ricetta di crafting e, dopo il giusto ammontate di ore di gioco e di sudore, realizzare anche il vostro primo rifugio; insomma muovere i primi passi all’interno dell’ostile mondo di Conan.

     

    La gestione della difficoltà della componente di gioco legata alla sopravvivenza è saggiamente legata alla distribuzione delle materie prime nella mappa del mondo: le risorse più preziose sono posizionate in zone difficili, pericolose o quantomeno remote, costringendo il giocatore ad una crescita e ad un’esplorazione graduale. Così facendo avremo, tra le altre cose, modo di affrontare le varie creature che popolano il mondo di gioco un passo alla volta, dedicandoci prima a nemici meno pericolosi, familiarizzando in tal modo anche con il sistema di combattimento. Ed è proprio questo aspetto del gameplay quello che ha forse subito gli stravolgimenti più grandi nel tempo, riuscendo a migliorare gradualmente durante tutto l’Early Accesse dotandosi via via di mosse speciali, combo varie ed anche differenti accorgimenti grafici atti a migliorare l’esperienza di gioco (si va da soluzioni come l’aggiunta della barra dell’energia sopra i nemici fino a veri e proprio miglioramenti alle animazioni di gioco ed al sistema di collisioni legato agli scontri).

    conan exiles melee

    Sia ben chiaro però che stiamo pur sempre parlando di un survival game e, proprio per questo, sarete costretti ad una lenta e lunga scalata fatta di miglioramenti graduali al proprio personaggio ed al suo equipaggiamento. A tal proposito il consiglio è quello di aspettare qualche ora di gioco prima di tuffarsi online, concentrando magari la propria attenzione su qualche esplorazione in compagnia di qualche amico (approcciarsi da soli e senza esperienza ai brutali mondi di Conan potrebbe presentare inizialmente qualche difficoltà di troppo). La motivazione alla base di questo consiglio è data proprio dalla possibilità di incrociare giocatori che si sono dedicati al titolo già dal rilascio della versione iniziale e che, per forza di cose, in un PvP vi faranno letteralmente a brandelli con pochi, precisi, colpi di spada (va comunque sottolineato che il titolo è giocabile sia da soli che in cooperativa o,nel già citato, PvP).

    In conclusione di articolo, un ultimo elemento degno di nota su cui ci sentiamo di voler fissare la vostra attenzione risiede proprio nell’ambientazione di gioco. Partendo da un mondo ispirato alle ambientazioni realizzate da Robert E. Howard (autore, tra le varie cose, dei racconti di Conan il Barbaro) il gioco ha potuto giovare di un universo vasto ma perfettamente coerente, ben strutturato e chiaramente pensato per funzionare come unicum narrativo. Questo ci consegna quindi un universo di gioco da un sapore ben definito, in grado di staccarsi da molti altri titoli del genere che, per la smania di espandere il contenuto di gioco, rischiano di buttare nel calderone un po’ di tutto, finendo così per risultare però totalmente non coerenti o, quantomeno, poco organici.

    conan exiles the frozen north

    Insomma, se amate il genere o se le atmosfere del Barbaro più famoso (e muscoloso) del mondo vi affascinano, il consiglio è di buttare un occhio a questo Conan Exilesperché il lavoro certosino di Funcom potrebbe riuscire a conquistarvi!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

     

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