• 10/09/2019 - PES si lancia in attacco con eFootball PES 2020

    PES2020

    La palla è nuovamente a centro campo anche quest'anno ed il calcio d'inizio spetta proprio ad eFootball PES 2020, ultimo capitolo dell'acclamata serie calcistica targata Konami, uscito giorno 10 per Pc, Xbox One e Playstation 4. Parlando di licenze per quest'anno PES ha incasellato una serie di punti a suo favore riuscendo a rinnovare la partnership sia con l'Arsenalche con il Barcellona ed accaparrandosi anche le licenze ufficiali per il Bayern Monaco, il Manchester United e la Juventus; se tutto questo non vi bastasse sappiate che se ne aggiungono anche altre per differenti squadre non europee. Leggendo il Comunicato Stampa Ufficiale scopriamo anche che eFootball PES 2020 include in esclusiva le divise ufficiali della bianconera italiana, l'Allianz Stadiume gli stadi Allianz Arena (del Bayern Monaco) e Camp Nou (del Barcellona)!

    A sottolineare l'importanza di questo nuovo PES ci ha pensato anche il senior director brand & business development di Konami Digital Entertainment, Jonas Lygaard, che ha dichiarato:

    È stato un anno eccezionale per il team di PES. Abbiamo un prodotto incredibile da offrire agli appassionati, supportato pubblicamente dai più importanti club al mondo, non potremmo essere maggiormente felici. eFootball PES 2020 è l'unico videogioco di calcio che include la Juventus, l'Allianz Stadium, l'Allianz Arena e il Camp Nou. Abbiamo rafforzato anche la presenza dei più famosi team e campionati dell'America Latina, della Russia e della Turchia.

    Eccovi di seguito alcune delle caratteristiche che contraddistinguono questo eFootball PES 2020:

    - License Ufficiali = Per un totale di oltre 10.000 calciatori e di più di 400 squadre.

    - Miglioramenti al gameplay = Gli sviluppatori si sono impegnati per cercare di migliorare ulteriormente ogni aspetto del gameplay dal punto di vista sia di sensibilità, realismo ed accuratezza che anche parlando delle vere e proprio meccaniche di gioco, dell'intelligenza artificiale, delle tecniche di gioco della IA che arriveranno perfino a considerare almeno in parte il carattere dei singoli giocatori. Proprio per questo, e grazie alla collaborazione con Andrés Iniesta, Konami ha introdotto una nuova tecnica di dribbling la Finesse Dribble ispirata proprio alle capacità di Iniesta.

    - Miglioramenti tecnici = Il nuovo motore grafico promette di consegnarci una resa dei modelli dei calciatori più realistica a cui si affianca una nuova gestione delle telecamere di gioco che cerca di restituirci le emozioni dei veri scontri calcistici! Perché si, anche l’occhio vuole la sua parte.

    - Miglioramenti alle modalità = Torna rinnovata con un nuovo sistema di gestione dei trasferimenti e dei dialoghi la modalità Master League che si arricchisce ulteriormente grazie alla presenza di allenatori come Maradona, Cruyff e Zico.

    - Arriva la nuova modalità Matchday = Scegli da che parte stare all'inizio di ciascun evento: ogni passaggio e ogni gol spettacolare che metterai a segno contribuirà alla vittoria della tua fazione. Grazie a questa modalità sia i veterani che i neofiti di PES dovranno lavorate insieme per accumulare un vantaggio per la propria fazione in vista della grande finale di ciascun evento.

    - EURO 2020 DLC = Se tutto questo non bastasse nel secondo trimestre del 2020 verrà lanciato un DLC scaricabile gratuito dedicato al torneo UEFA EURO 2020!

  • 10/10/2017 - Il ritorno di Talion in La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra

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    Nel 2014 fece il suo arrivo nel mondo videoludico il titolo La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor un action-RPG liberamente ispirato all'universo fantasy creato dal grandissimo J.R.R. Tolkien.

    Il titolo fece molto parlare di se grazie ad una riuscita opera di bilanciamento di molte dinamiche derivate direttamente da titoli con impalcatura similare, grazie ad una buona ambientazione free roaming (in cui il senso di libertà era forse l’elemento meglio gestito) e, soprattutto, grazie all’ottimo Nemesis System (NDR: un sistema procedurale atto a generare casualmente i capitani degli eserciti di Mordor miscelando a dovere debolezze, abilità, nomi, estetiche e comportamenti) ed al buon sistema di scalata al soggiogamento o all’eliminazione degli stessi capitani nemici per mano  del nostro ramingo.

    Malgrado il successo il titolo dei Monolith non era di certo perfetto e, oltre alla forse eccessiva ripetitività ed ad un’ambientazione fin troppo spoglia, una delle critiche più forti fu mossa dall’affezionato audience di J.R.R. Tolkien per le ampie libertà prese dagli scrittori e sceneggiatori in merito agli eventi narrati, alle ambientazioni ed, in pratica, all’uso delle licenze su quel mondo così amato da ogni lettore di fantasy.

    Per chi non avesse giocato il primo capitolo eccovi di seguito un rapido sunto che cerca di mantenere la soglia spoiler al minimo ma, al contempo, farvi capire quanto di questi eventi il tutto sia in massima parte inventato e non semplicemente tratto dal molto materiale a disposizione su quelle terre.

    Gli eventi di quel primo capitolo prendevano il via dopo la sconfitta di Sauron a Dol Guldur e ruotavano attorno alla figura di un gruppo di soldati di Gondor, tra i quali il nostro Talion: un ramingo posto a guardia di quel posto, insieme alla moglie ed al figlio. Purtroppo la difesa di quelle terre così prossime al potere nemico si rivelarono rapidamente troppo ardue ed una serie di eventi portarono rapidamente alla disfatta del manipolo di eroi per mano dei Capitani Neri. Nel corso di queste vicende Talion stesso sfiorerà la morte ma, a seguito di una maledizione, tornerà a muoversi nelle pericolose lande di Mordor affiancato (e semi-posseduto) dallo spirito di un elfo; l’obiettivo comune dei due sarà quindi quello di trovare e decimare la Mano Nera stessa.

    Con circa tre anni di differenza oggi arriva invece La Terra di Mezzo: L'ombra della Guerra per Playstation 4, Xbox One e Pc e possiamo affermare da subito che questo seguito vuole seguire la via intrapresa dal primo capitolo ed appare chiaro che, per potervelo godere, dovrete abbandonare la memoria delle scritture “Tolkeniane” e concedere al titolo una libertà narrativa totale, pena il rischio conseguente di storcere troppo il naso davanti ad un uso totalmente libero (e sconsiderato potrebbero sostenere alcuni) di quanto letto all’interno dell’opera magna a cui si fa riferimento.

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    Superato questo scoglio potrete trovare nella nuova avventura del ramingo tutti gli elementi che avete apprezzato all’interno del primo capitolo che, questa volta, tornano però più rifiniti e raffinati.

    La  prima fase di gioco sarà spesa per farci riscoprire le basi del gameplay (un utile ripasso ed un comodo nuovo approccio per chi voglia avvicinarsi per la prima volta alla saga). Avremo quindi modo di muovendoci in scontri che trovano la loro radice nell’ottimo e fluidissimo combat system della serie Arkham, come anche padroneggiare il sistema di crescita del personaggio che lo trasformeranno gradualmente in una vera e propria macchina da guerra falcia orchi (oltre a varie abilità attive e passive faranno bella mostra di se anche numerose introduzioni utili ad assicurare una maggior componente legata  al combattimento a distanza, allo stealth o dell’uso delle bestie selvagge); si aggiunge poi alla ricetta di gioco la possibilità di utilizzare (e potenziare) armature ed armi di differenti tipologie.

    Il risultato finale di queste ore di gioco sarà quindi in grado di mostrare una maggior libertà facendo intuire, già dai primi momenti di gioco, l’attenzione dedicata nel cercare di conseguire un maggior dinamismo, impegno che non può non essere salutato positivamente da ogni videogiocatore interessato all’acquisto.

    Ma, come anche per il primo capitolo, l’elemento di maggior fascino resta la scalata al potere tra le fila dei nemici dei Popoli Liberi, costituente principale che sembra tornare in una veste anche più interessante rispetto al passato. In tal senso le capacità di Talion tornato più aggressive che mai (anche grazie ad un espediente narrativo che lo farà portatore di un anello molto simile al famoso “Unico” della saga) permettendo una libertà di azione, pianificazione e sperimentazione ancora più interessante che si sposa ottimamente con l’ancor più variabile “seconda versione” del Nemesis System.

    A fungere da coronamento per i vostri machiavellici piani sarà poi una gradita aggiunta alla formula di gioco, ossia l’assedio alle fortezze principalidell’area di gioco. Questi spettacolari scontri saranno condizionati dalle modifiche alle gerarchie orchesche che voi stessi avrete messo in scena e, qualora le stesse siano state ben congeniate, porteranno anche allo scontro finale con il campione della roccaforte e, ludicamente parlando, ad un ottimo senso di progressione e soddisfazione nel portare a compimento l’importante conquista.

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    A fronte dei vari passi avanti anche questo titolo mostra però alcuni difetti ereditati dalla sua stessa natura di sequel. Sarà difatti evidente, all’interno delle molte ore di gioco, che la routine ludica seguirà sempre lo stesso pattern di azioni incessantemente organizzate tra le molte sequenze di scelta del prossimo nemico da uccidere/soggiogare prima di puntare alla presa della fortezza, solo per poi spostarsi a fare lo stesso per la prossima base maggiore. Malgrado però un nocciolo di gioco ancora una volta ripetitivo, il lavoro svolto dai ragazzi di Monolith per cercare di introdurre variabilità ed imprevedibilità alle dinamiche interne che lo compongono sembra essere stato davvero encomiabile, riuscendo a confezionare un seguito di sicuro superiore al precedente capitolo e perfettamente in grado di soddisfare i fan del nostro “posseduto” ramingo.

    Dal punto di vista tecnico il titolo si mostra poi in buona forma con una cura artistica maggiore  ed un motore grafico migliorato, in grado di far rendere al meglio il tutto anche nelle situazioni più concitate e ricche di unità su schermo (rispetto al passato i passi avanti migliori sono stati fatti per quanto concerne il sistema di illuminazione, la drow-distance e la qualità delle texture).

    Insomma se avete apprezzato L’ombra di Mordor, anche questa seconda iterazione del ramingo vi lascerà ampiamente soddisfatti ma, qualora apparteniate al gruppo di persone che reputano sacri i testi di J.R.R. Tolkien,sappiate che gli adattamenti eccessivi della trama di gioco e dell’universo potrebbero rendervi furenti e costringervi ad uscire in strada agghindati alla guisa di nani, elfi, hobbit ed orchi vari urlando “Eresia” e richiedendo “Maggior rispetto per le vostro sacre scritture!”

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 10/11/2017 - Si torna a correre con: Need for Speed Payback

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    Need for Speed è da sempre uno dei racing game che porto nel cuore, un po’ perché vista la sua lunga storia siamo in parte cresciuti assieme, un po’ perché è sempre stato un gioco arcade nel midollo.

    Certo, partendo dai fasti dei vecchi capitolo è innegabile che il tempo non sia stato sempre benevolo con la saga EA, ed ecco quindi emergere la necessità di un nuovo inizioche, almeno nelle intenzioni, vorrebbe arrivare con questo Payback (disponibile per Pc, Xbox One e Playstation 4).

    Il nuovo capitolo ci propone innanzitutto la storia di Tyler, un guidatore formidabile intento a lottare contro un’organizzazione criminale che, tra le altre cose, sembra tenere in pugno anche le corse automobilistiche. Tyler insieme ad altri amici si batterà quindi per recuperare la libertà delle “amate strade” tra gare, infiltrazioni e missioni atte ad arrecare danni di varia natura a traffici di macchine decisamente fuori dal comune. Se tutto questo vi ha fatto venire in mente alcuni aspetti della serie filmica Fast & Furious siete nella direzione giusta (anche in merito allo stile scelto per il racconto che ruoterà attorno a cut-scene e ad un approccio scenografico ed eccessivo), la storia infatti ricalcherà quanto visto negli innumerevoli, e famosi, film a base di macchine e corse.

    NFS Payback

    Malgrado dei primi istanti totalmente guidati si passerà in scioltezza (dopo aver ottenuto la nostra prima macchina) ad un approccio open-world. Need for Speed Payback vuole offrendoci una vastissima Fortune Valley(l’ambientazione del titolo) in cui poterci muovere liberamente ed anzi il gioco premierà la libera esplorazione con molte “cose da fare” sparse in giro, queste attività si alterneranno alle missioni principali della nostra carriera automobilistica. L’ampia area di gioco ci offre ambientazioni variegate e ci troveremo a muoverci dal classico asfalto al polveroso deserto passando per ampie zone forestali e agricole. Certo il mondo di gioco pur essendo di matrice sand-box si mostrerà comunque poco popolato e vivo, una scelta che, se da una parte semplifica l’approccio ad un gioco di corse automobilistiche, dall’altra ci restituisce un mondo vasto e diversificato ma stranamente vuoto e poco vivo.

    Malgrado questa sensazione il tutto sembra funzionare a dovere ed il sistema di gioco si mostra solido; potendo anche contare su un buona struttura a scommesse che ci invoglierà anche a ripetere le gare così da aumentare il nostro valore di reputazione, i soldi in nostro possesso ed accumulare delle carte (le speed card) utili a potenziare rapidamente e semplicemente le nostre macchine senza ricorrere all’officina.

    Need for Speed Payback

    Queste carte possono appartenere a varie categorie di potenziamento ed, oltre ad essere utilizzate sulla macchina in uso, possono essere “barattate” (nella speranza di riceverne una più efficiente), vendute ed applicate ad un’altra macchina in garage ma, cosa più importante, l’applicazione di una carta farà salire il livello complessivo della nostra macchina così da permetterci di primeggiare in gare altresì lontane dalla nostra portata (NDR: si segnala la possibilità di poterle acquistare anche mediante micro-transazioni). Malgrado i vari miglioramenti applicabili vincere le gare non sarà comunque così facile e, ad ogni minimo errore, vedremo gli avversari fiondarsi verso la prima posizione e cercare di farci mangiare la polvere con le loro, indubbiamente buone, capacità al volante.

    Le gare spazieranno all’interno di 5 tipologie principali (legate al veicolo utilizzato): Accelerazione (gare drag con cambio manuale), Derapata (dovrete accumulare i punti derapando a più non posso), Fuga (le inimitabili fughe alla Need for Speed), Off-road (le classiche gare fuori strada) e Sprint (gare semplici). Queste differenti tipologie ci costringono ad approcci differenti e danno variabilità generale al gioco. Qualsiasi sia la sfida che sceglieremo di affrontare il titolo mostrerà sempre in modo chiaro la sua matrice arcade e si vestirà di velocità e spettacolarità (il gioco, com’è giusto che sia, vi metterà spesso in situazioni da guida spericolata!)

    Ma Need for Speed è sempre stato anche personalizzazione dell’auto e, sotto questo punto di vista, il tutto si mostrerà ricco di possibilità, superando anche i predecessori ed assicurandoci la possibilità di modificare qualsiasi aspetto estetico dei nostri bolidi.

    Need for Speed Payback customization

    Visivamente sia i veicoli che gli ambienti di gioco si mostrano ben realizzati, dettagliati e diversificati con un’ottima gestione del sistema di illuminazione, certo, alcuni potrebbero lamentarsi per la scelta di puntare sui 30 fps (che occasionalmente rischiano di scendere leggermente ma fastidiosamente), ma c’è da dire che il senso di velocità viene mantenuto quasi sempre al meglio. Alla componente visiva si sposa una buona colonna sonora ed un set di effetti sonori ben realizzato e variegato.

    Insomma sembra proprio che questo Need fos Speed Payback voglia riportare la serie nel settore che, da sempre, l’ha contraddistinta a dovere, quello del gioco di corse arcade e, cosa più importante, sembra proprio che questo capitolo possa rappresentare un nuovo punto di partenza per cercare di mantenerne intatto lo spirito ed, al contempo, assicurare un livello qualitativo necessario in un mondo di concorrenti videoludici sempre più agguerrito!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 11/10/19 - GRID sfreccia sulle nostre macchine da gioco!

    GRID

    Il nuovo GRID è uscito sui nostri scaffali venerdì 11 ottobre su PC, Xbox One e Playstation 4. Eccovi quindi di seguito le informazioni tratte dal Comunicato Stampa Ufficiale di Codemasters:

    Vivi l'atmosfera e l'entusiasmo degli sport motoristici mentre gareggi con l'unico obiettivo di essere incoronato campione del mondo di GRID. Corri sotto la pioggia, supera l'iconica Ala di Silverstone e divertiti per le strade di Barcellona; forgia accese rivalità attraverso una grande varietà di circuiti e piste nella tua avventura verso la gloria.

    Di seguido il trailer di lancio ufficiale:

    https://www.youtube.com/watch?v=N0KDI-09TsQ

     

     

  • 12/12/2017 - Okami è sempre un piacere

    Okami HD Header

    Come i più attenti tra voi sapranno io nasco, originariamente, come utente monopiatta. Quando ero piccolo i soldi a mia disposizione erano infatti decisamente modesti ma, mettendo faticosamente da parte qualcosa racimolata tra compleanni e festività ed unendo gli sforzi con mio fratello maggiore, riuscii infine ad accaparrarmi un Nintendo 64. Così cominciava il mio grande amore per Nintendo,amore che, ad oggi, continua ad essere fermo, duraturo e perfettamente in grado di assicurarmi momenti di vera delizia videoludica.

    Per anni non ho mai sentito il bisogno di una seconda piattaforma da gioco (terza in realtà se consideriamo il PC da sempre presente nelle varie case che mi hanno ospitato) e, provando ad andare con la mente al passato, il primo titolo in grado di stuzzicare il mio interesse per altre console fu proprio Okami.

    Una delle motivazioni per questo mio primo momento di curiosità è sicuramente da rintracciare nei punti in comune tra quest’ultimo gioco e la saga di The Legend of Zelda(una delle mie preferite di sempre insieme al fantascientifico Metroid) e, oltre questo, a stuzzicare la mia attenzione era in parte il fascino e la certezza delle  capacità artistiche e di programmazione dei Clover Studio (creatori di Okami appunto) che avevo già imparato ad amare grazie a quella perla di Viewtiful Joe in mio possesso sull’amato cubo viola.

    Purtroppo a voler essere sinceri Okami (come molti altri lavori dei Clover Studio), almeno in termini di vendite, non fu un grande successo a suo tempo (immeritatamente potremmo dire), certo, il suo valore venne riconosciuto da tutta la stampa di settore, e forse proprio per questo motivo con il passare del tempo, diventò un classico ricercato ed osannato da molti videogiocatori.

    Per fortuna, proprio grazie a questo amore spassionato, Okami risulta essere uno di quei giochi che, più di altri, ha potuto contare su varie nuove versioni migrate da una console all’altra: dopo essere nato nel lontano 2006 su Playstation 2 lo abbiamo difatti rivisto su Wii nel 2008 e su Playstation 3 in una meravigliosa versione HD nel 2012.

    OkamiHD

    Ma la voglia di Okami non sembra essersi ancora placata e, proprio oggi, arriva quindi una nuova versione di questo piccola perla per Pc, Xbox One e Playstation 4che si offre a voi anche con un prezzo budget!

    Questa edizione può contare su poche aggiunte rispetto al passato (fanno la loro comparsa alcuni mini-game opzionali in fase di caricamento, la possibilità per i nostalgici del tubo catodico di gustarsi il titolo ancora una volta in 4:3 e qualche lieve giovamento visivo dato dalla sua riedizione in 4k oltre che HD) ma, ciononostante, risulta essere forse la sua incarnazione definitiva. Insomma oggi avete l’occasione di recuperare, ad un prezzo vantaggioso, un gioco che, malgrado siano passati anni dalla sua prima uscita, è ancora bello come un tempo; un gioco che, se non avete ancora giocato, forse è il caso di recuperare.

    Certo, resta un peccato la scelta di continuare a non localizzare i testi dell’intero gioco nella lingua nostrana… il tutto resterà quindi, ancora una volta, non doppiato, proprio come i classici Zelda, ed accompagnato dal solo testo (molto testo in realtà) in lingua anglofona; una scelta che forse terrà lontano, anche questa volta, alcuni videogiocatori, il che è, se volete la mia, sinceramente, un peccato…

    Eccovi qualche rapida informazione così da venire incontro a chi, tra voi, ancora non conoscesse questo gioco (esiste davvero qualcuno che non lo conosce?): Okami è un gioco di avventura “Zelda style” ambientato nel Medioevo giapponese che seguirà le vicende leggendarie della dea del sole shintoista Amaterasu, scesa nel mondo degli umani sotto forma di lupo bianco (Okami appunto) per salvare la terra dall’oscurità; per raggiungere l’eroico scopo userà uno “strumento” molto particolare: il Pennello celestiale, una particolare tecnica divina che permette di compiere miracoli semplicemente disegnando.

    OkamiHD Gamescom

    Sfruttando in parte questo escamotage i ragazzi di Clover Studio crearono un mondo visivamente delizioso, caratterizzato da un cel-shaded ispirato allo stile pittorico Sumi-e. E proprio lo stile del titolo è forse uno dei motivi per cui ogni videogiocatore affascinato dalla direzione artistica dovrebbe concedere una possibilità a questa perla. Grazie a molti colori inchiostrati ed acquarellati e “magnificamente stesi su carta ruvida” vi troverete quasi ad assistere ad un dipinto animato, un’opera dotata poi di una narrazione ed un design di personaggi e di mondi di gioco originale e molto giapponese; vi assicuro che sarà impossibile non restare affascinati dal tutto…

    Ad uno stile sublime si affianca poi una piacevole avventura che si ostina a non invecchiare di un giorno (o quasi), che non ha nulla da invidiare ai vari “The Legend of Zelda” sia in termini narrativi (e meravigliosamente fiabeschi) che di gameplay; un’avventura non perfetta,  non esente da difetti (come i combattimenti alla lunga poco stimolanti) ma che merita tranquillamente la vostra attenzione ed il vostro amore…

    Insomma se non lo avete ancora giocato, se l’inglese non vi spaventa, se la saga di Zelda vi ha sempre affascinato, se amate l’arte e siete affascinati da quella giapponese, se la narrazione fiabesca sa conquistarvi, se, semplicemente, apprezzate la bellezza allora fatevi un favore: correte a recuperare Okami nella sua forma migliore, e si, potete anche ringraziarmi dopo.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 13/02/2018 - Preparatevi ad un viaggio brutalmente realistico: Kingdom Come: Deliverance

    Kingdom Come Deliverance

    Il mondo dei videogiochi è zeppo di GDR occidentali dall’approccio open world, molti buoni titoli condividono in seno a questo genere tante caratteristiche ed, alcune di esse, tornano (almeno alla lontana) anche in questo Kingdom Come: Deliverance (in uscita oggi per Pc, Xbox One e Playstation 4). Ma la verità è che se sceglierete di mettere le mani su questo gioco vi troverete davanti un titolo non per tutti, vasto, complesso, maturo e molto valido ma che si rivolge chiaramente solo a chi voglia davvero dedicarci parte della propria vita e del proprio impegno.

    Ogni aspetto del titolo vuole prendersi il tempo utile al proprio sviluppo ed approfondimento, quasi fregandosene dei gusti dei videogiocatori. Volendo fare un paragone letterario potremmo quindi dire che approcciarsi a questo titolo sia come avvicinarsi ad un prodotto che, più che un romanzo d’avventura storico (o simil storico), sembra proprio voler essere un lavoro del collettivo letterario Luther Blissett (gli autori del famoso romanzo Q per intenderci).

    Già analizzando la narrazione ci si trova davanti a questa verità assoluta: il mondo appare ispirato agli eventi storici della Guerra Civile di Boemia (XV secolo) e mostra chiaramente di voler essere realistico e credibile in tutto e per tutto.

    Abbandonate quindi le frasi ad effetto, la scrittura di dialoghi tipica del mondo cinematografico e preparatevi alla lettura di linee narrative e scambi di battute totalmente classici e verosimili (che, si badi bene, non vuol dire mal scritti).

    Abbandonate i colpi di scena, i misticismi, le maledizioni, i temi che da storici si contaminano con elementi più fantasy e preparatevi ad una storia che parla di Guerra, Religione, Politica e che ruoterà attorno alle vicende personali di Henry (il vostro alter ego) e del suo bisogno di vendetta.

    Kingdom Come Deliverance henry

    Henry è un ragazzo come molti se ne possono contare, il figlio di un fabbro che finisce invischiato in vicende politiche molto più grandi di lui, vicende che raccontano lo scontro tra Re Venceslao IV (Re del Sacro Romano Impero) e l’ambizioso fratello Sigismondo. Una guerra fratricida che porterà, tra le altre cose, alla distruzione della città di Henry. Egli sceglierà quindi di diventare un uomo nell’unico modo che sentirà come corretto: la vendetta.

    Ma come detto ciò che vi troverete davanti non sarà un racconto epico, una ballata medievale atta ad innalzare le gesta di un impavido eroe ma più propriamente la storia di una persona come tante altre, invischiata in eventi mastodontici che han preso tutto ciò che era la sua vita e l’hanno calpestata, come solo la storia sa fare con chi non è impegnato a tesserne le fila.

    Ma non è solo la narrazione a differenziare questo titolo da altri esponenti del genere, per cui veniamo al gameplay: dimenticate i grossi aiuti, dimenticate le schermate principali zeppe di informazioni, gli oggetti di interesse segnalati ovunque, i sensi del Witcher. Ciò che dovrete fare sarà vivere questo mondo, esplorarlo, parlare con la gente per collezionare indizi, cercare attorno a voi tracce di sangue ed affini.Si, è vero, avrete un’ottima mappa di gioco, avrete anche una bussola in grado di segnalarvi le zone di interesse per il compimento di determinate missioni ma, una volta arrivati nei pressi dell’area non vi resterà altro che impegnarvi nella ricerca, qualcosa che, al giorno d’oggi, sembra quasi scomparsa nella stragrande maggioranza dei GDR.

    E seppur la pratica possa forse risultare frustrante ai giocatori più occasionali va altresì detto che le missioni riescono ad essere varie e valide anche nelle soluzioni ludiche proposte e, se questo non bastasse, si incastonano alla perfezione nel più grande arazzo narrativo proposto, offrendoci occasioni di approfondimento interessanti e stimolanti.

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    Ma non è ancora finita, la vita, quella vera, non è caratterizzata da livelli di difficoltà, ecco quindi che, ancora una volta, Kingdom Come ci metterà davanti alla brutalità della sopravvivenza nel XV secolo, con scontri fuori dalla nostra portata che avevamo totalmente sottovalutato, con rischi che vanno saggiamente intuiti (ma che non è detto possano sempre essere previsti), insomma, un bagno di sangue come solo quei secoli così colmi di pericolo e violenza possono far tornare alla mente.

    Ed a tal proposito spediamo due parole anche sul sistema di gioco che vuole, come tutto il resto, essere realistico ed immersivo: non ci sarà un sistema di progressione che utilizzi classi, archetipi, categorie ma un più fluido approccio in grado di tradurre in statistiche ed abilità ogni mossa e decisione di gioco intrapresa. Il risultato sarà quindi una crescita naturale e quasi non percepita che vi restituirà una sensazione di realismo e libertà assoluta in ogni suo approccio, siano essi legati alla parlantina, alla capacità di non farsi notare, allo scontro mediante le armi e ad altre infinite possibilità (si badi bene che gli NPC presteranno attenzione alle vostre azioni e, quindi, avere una pessima reputazione potrebbe far diventare la vostra vita un inferno in terra).

    Ed avendo nominando l’uso di armi non si può non parlare del sistema di combattimento che una volta metabolizzato (e come tutto in questo gioco richiederà un’iniziale dose di pazienza vista la sua chiara intenzione di non renderci la vita facile) saprà essere soddisfacente, stratificato e profondo ma anche realisticamente punitivo. Come nella realtà medievale lo scontro contro più nemici vorrà spesso dire impegno enorme e rischialtrettanto mastodontici. Affiancate a questo un sistema di autosalvataggi frequentissimo e la possibilità di salvare autonomamente solo attraverso l’utilizzo di un oggetto specifico (sì, avete letto bene) ed il quadro e fatto.

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    Insomma ragazzi, ormai dovreste aver capito l’essenza di questo Kingdom Come: Deliverance, i suoi obbiettivi ludici, ciò che voglia offrire e come intenda farlo. Un titolo in grado di donare un viaggio personale differente dal solito ma non per questo meno emozionante o piacevole ma, sicuramente, non alla portata di ogni tipologia di videogiocatore.

    Fabrizio Fortuna - Jerus

  • 13/03/2018 - Il ritorno del Corvo: The Raven Remastered

    the raven remastered 2

    Le avventure grafiche sono una mia passione. Da videogiocatore di lunga data ho avuto la fortuna di poter crescere giocando alcuni titoli che hanno fatto la storia dell’intero genere: la serie di Monkey Island, Maniac Mansion, Day of the Tentacle, The Dig, i vari Broken Sword, Indiana Jones e Syberia, Grim Fandango. Questi sono solo alcuni dei capolavori che mi saltano in mente in questo momento e che ho avuto l’onore di gustare appieno. Come ben sappiamo però, terminato il suo momento d’oro, il genere ha poi tristemente vissuto un lungo periodo di relativo stallo, lasciandoci quasi sempre a bocca asciutta ma per fortuna, di tanto in tanto, qualche nuova avventura saltava fuori ed io correvo prontamente a spolparla con cura.

    Con questo in mente oggi vi voglio parlare un po’ di The Raven Remastered (arrivato giorno 13 Marzo su , Xbox One e Playstation 4). The Raven fu un’avventura grafica in tre puntate uscita ormai quasi cinque anni fa, non un capolavoro (soprattutto visto il relativamente basso livello di sfida degli enigmi) ma un gioco comunque godibile, con alcuni elementi di originalità interessanti ed una storia ben narrata ed intrigante (anche grazie alle valanghe di citazioni, o ispirazioni, prese direttamente dai romanzi della regina del giallo: Agatha Christie).

    Oggi grazie a questa remastered potremo quindi mettere nuovamente le mani su questo titolo in un’edizione completa di tutti e tre gli episodi rimasterizzati per noi in alta definizione.

    theravenremastered

    La storia prende il via nel lontano 1964 a Londra a seguito del furto di un gioiello egizio sottratto nel cuore della notte dal British Museum. A compiere il furto è stato uno dei ladri più famosi del globo: il Corvo (seppur con metodi totalmente inusuali rispetto al passato); a rendere il tutto ancora più sospetto un fatto: il Corvo era ritenuto morto da tempo! Dopo questo intro il gioco si sposterà su uno degli elementi più famosi della letteratura della Christie, ossia l’Orient Express, qui faremo la conoscenza del nostro alter ego digitale: Anton Jakob Zeller personaggio che già in poche battute e movenze ricorderà sotto molti aspetti il celebre Hercule Poirot. Zeller si trova sull’Orient Expressper offrire il suo supporto su un’operazione congiunta (Svizzera – Francia - Inghilterra) atta a scortare l’Occhio della Sfinge, diamante compagno di quello trafugato al celebre museo londinese.

    L’avventura ci chiederà inizialmente di risolvere varie faccende di poco conto (almeno all’apparenza), che si accompagneranno a vari enigmi ambientali e, nel farlo, ci darà l’occasione di familiarizzare con le dinamiche di gioco, con le interazioni ambienti e con i vari personaggi che accompagneranno Zeller durante il viaggio.

    The Raven Remastered gameplay

    Gli enigmi (come anche il gameplay generale) non saranno mai troppo punitivi o complessi e tutto procederà in modo molto razionale e mai fuori del comune (dimenticate le combinazioni folli, ma geniali, dei Monkey Island insomma), rispettando pienamente i cliché del genere giallo (tra conversazioni atte a collezionare utili indizi, personaggi che vanno distratti, piccoli minigiochi d’ingegno da risolvere, porte che vanno scassinate, ecc.). Tutti i rompicapi che il gioco ci chiederà di dover risolvere non saranno per cui mai troppo ostici (e questo è forse il dispiacere più grande per un accanito fan del genere) ma riusciranno comunque a fungere da piacevole accompagnamento alla narrazione che, in pieno stile Agatha Christie, saprà invece trainare l’intera esperienza tra crimini di varia natura, personaggi (e/o potenziali sospettati) intriganti e ben costruiti, colpi di scena e plot twist pensati per spiazzarvi ed una gestione della tensione in costante crescendo verso la risoluzione finale.

    Cercando di fare un po’ il punto su questa nuova edizione prima di salutarci è necessario sottolineare che i miglioramenti all’interno di tutti e tre gli episodi riguardano prevalentemente il passaggio all’alta definizione. Il titolo resta quindi lo stesso di sempre e ciò che vi troverete tra le mani sarà proprio lo stesso giallo interattivo di circa cinque anni fa, dall’ottima atmosfera e caratterizzazione, stuzzicante e piacevole da giocare, mai troppo complesso ma sicuramente consigliabile per gli amanti delle avventure grafiche a digiuno e che non lo abbiano ancora recuperato.Vi segnaliamo purtroppo ancora qualche incertezza di troppo in alcune animazioni (malgrado si noti il tentativo in fase di sviluppo per renderle in parte più fluide) e qualche bug di troppo che poteva essere eliminato (addirittura in alcune, per fortuna rare, occasioni vi potrebbero capitare di essere costretti riavviare il titolo).

    Una cosa è certa: se amate Agatha Christie ed i suoi romanzi passare qualche ora in compagnia di questa avventura potrebbe proprio fare al caso vostro!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 13/03/2018 - Un gradito ritorno: Devil May Cry HD Collection

    Devil May Cry HD Collection 2017

    Tra qualche giorno potremo mettere le mani su una nuova collection HD della serie Devil May Cry per PC, Xbox One e Playstation 4.

    Mentre i videogiocatori continuano a sperare di poter vedere un quinto capitolo di questa famosa saga, ecco che Capcom si appresta a pubblicare una nuova versione della raccoltà che arrivò in epoca Playstation 3 ed Xbox 360. Questa Collection conterrà ancora una volta: Devil May Cry, Devil May Cry 2, e Devil May Cry 3 Special Edition.

    Devil May Cry è una delle serie videoludiche più conosciute, una saga che è riuscita negli anni a vendere più di 10 milioni di copie in tutto il mondo. Questa HD Collection riuscirà quindi a riproporvi tutta l'azione e l'adrenalina che contraddistingue il brand fin dai suoi albori ma con il miglioramento della grafica in HD.

    Tutto cominciò nel lontano 2001 con l’arrivo di Dante e di quel primo Devil May Cry. Un gioco che riuscì a rivoluzionare il genere degli Action Game. Dante, nato dall'unione di un’umana con il demone Sparda, sarà chiamato ad affrontare orde di nemici per riuscire a salvare l'umanità intera dalla dannazione. All'interno di Devil May Cry 2 (2003) egli tornerà a menare le mani (affiancato da Lucia) per sgominare una folta schiera di demoni guidati da un uomo intenzionato a raggiungere il potere supremo. L'ultimo capitolo incluso nella raccolta arriva dal 2006, stiamo parlando di Devil May Cry 3: Dante’s Awakening Special Edition. Questa volta avremo modo di approfondire il passato di Dante, in un viaggio in grado di farci comprendere al 100% le motivazioni che lo spingono a lottare così aspramente i demoni ed, al contempo, approfondire il rapporto tra Dante ed il fratello gemello Vergil.

    A conclusione di questo piccolo articolo vogliamo condividere con voi le parole di Yuri Araujo di Capcom direttamente dal blog ufficiale:

    "Fin dal suo debutto nel 2001, Dante è diventato rapidamente un’icona dei videogiochi rappresentando divertimento e combattimenti impegnativi, ricchi di mosse eleganti ed acrobazie folli in grado di renderlo (e rendervi) molto cool. Devil May Cry HD Collection è la raccolta perfetta per chi desidera uno stile di combattimento particolare e ci propone tre giochi, un gameplay fluido a 60 fotogrammi al secondo ed un’ampia varietà di nemici, armi e stili di combattimento da sperimentare"

    Devil May Cry HD Collection arriverà sugli scaffali il 13 marzo 2018.

     

  • 13/10/2017- La follia è nuovamente tra noi: The Evil Within 2

    the evil within 2

    Il tempo passa per tutti, anche per i videogiochi. Ecco che quindi, mentre anno dopo anno il videogioco andava incontro ad una naturale evoluzione, alcuni generi venivano modificati al punto da perdere parte del loro saporee forse della loro stessa identità (o quantomeno al punto di sembrare generi sempre più lontani dal loro punto d’origine).

    Per carità, è innegabile che questa evoluzione abbia anche comportato un perfezionamento di certe dinamiche ed un generale miglioramento ma, purtroppo, questo discorso non risultava essere universalmente applicabile. Questa era l’idea che un tempo mi ero fatto per quanto riguardava un genere videoludico da me molto amato, il genere Horror. Ovunque mi guardassi sembrava che l’horror puro e semplice stesse venendo contaminato da altri approcci in modo troppo evidente (ovviamente con le cicliche esclusioni) e, tra un horror in salsa FPS ed uno in salsa action, cominciavo a soffrire sinceramente per la mancanza dei bei vecchi horror a base di ansia e sopravvivenza che avevo sempre amato (e dentro me temuto).

    Ma era davvero così complesso trovare una ricetta in grado di mantenerne gli stilemi ma, al contempo, avvicinare il genere all’era moderna che tutti vivevamo?

    Poi arrivò The Evil Within, un gioco firmato Mikami che riuscì (secondo la mia personale opinione) nella fantomatica quadratura del cerchio: prendere dinamiche ed approcci classici al genere dei survival horror e riversarli in una generale modernità che non le snaturasse o stravolgesse al punto da renderle qualcosa di diverso. E, seppur giocando ora dopo ora alcuni limiti di quella produzione si rendessero più evidenti, il risultato finale restava un videogioco figlio degli anni ‘90, caratterizzato da personaggi da movimenti pesanti, inquadrature scomode e la disperata sensazione di essere sempre in deficit di oggetti utili alla sopravvivenza nell’inventario.

    Ecco perché accolsi in modo assolutamente positivo l’annuncio del seguito fin dalle prime informazioni emerse; certo il cambio di ruolo di Mikami poteva far sorgere alcuni dubbi ma quell’horrorvecchio e nuovo era comunque più vicino a tornare sui miei schermi e tanto bastava.

    Oggi The Evil Within 2 è tra noi (il gioco è disponibile per Playstation 4, Xbox One e Pc) e quindi eccoci qui a cercare di indagarne genericamente i principali aspetti che compongono la nuova ricetta di gioco.

    Partiamo dai dubbi: il minor coinvolgimento di Mikami ha snaturato la seconda avventura del Detectives Castellanos?

    Sembrerebbe proprio di no. Il titolo parte esattamente da quanto sappiamo ed abbiamo giocato in The Evil Within (e se non lo avete giocato il mio consiglio è di recuperarlo perché il viaggio vale davvero la pena) ed anche sotto il piano ludico ciò che questa nuova avventura ha da offrire è la naturale evoluzione di quanto visto solo tre anni fa.

    Cercando di limitare al minimo il quantitativo di spoiler sugli eventi narrati sappiate che Sebastian sarà ancora una volta alle prese con lo STEM e con un contorto mondo fatto di perversioni della psiche, sadismi e follie d’ogni genere ma, ancora una volta, dentro questi mondi avrà modo di rivivere quei fantasmi che riemergono del suo stesso passato (su cui a primeggiare sarà il senso di responsabilità nei confronti di quanto accaduto alla figlia). In termini di sviluppo narrativo The Evil Within 2 sceglie di puntare su una maggior chiarezza espositivain grado di non lasciare troppi dubbi sulle vicende vissute ma che, purtroppo dal mio punto di vista, perde forse parte del fascino totalmente malato del primo capitolo. Resta da dire che gli avvenimenti saranno comunque narrate ottimamente ed anche che i vari “cattivi” e le differenti psicologie che permeano i vari personaggi appariranno convincenti ed adeguatamente sviscerate. Insomma il cambio di ruoli di Mikami sembra aver pesato maggiormente proprio su quei costituenti di malsana ma credibile follia che infestavano ogni aspetto del primo capitolo.  Sia chiaro che suddetti elementi resteranno comunque presenti ma si faranno meno invasivi all’interno dell’equilibrio ludico complessivo del gioco. Questo ci restituirà una sensazione di continuità con il passato ma al contempo riuscirà a conferire un’identità propria anche a questo secondo capitolo (d'altronde ogni follia è simile solo a se stessa ma costituisce pur sempre un viaggio negli orrori più profondi).

    The Evil within 2 E3 01

    Anche dal punto di vista ludico il titolo si mostra fedele al passato e, pur modificando la ricetta complessiva attraverso alcune trovate riesce a mantenere le sensazioni del survival horror che abbiamo imparato ad apprezzare. Ecco quindi che, ad esempio, i movimenti del personaggio pur apparendo più fluenti non ci porteranno mai ad una sensazione di guizzante scioltezza in grado di assicurarci la fuga da ogni circostanza; come anche il sistema di mira resterà “imperfetto” non restituendo mai la sensazione di essere dei provetti Rambo. Tutti questi elementi funzionano ancora una volta e, dal mio punto di vista, devono proprio essere preservati all’interno di un videogioco che fa della sensazione di pericolo e generale mancanza di sicurezza la sua arma principale.

    Anche questa volta saremo costretti a dover usare l’ingegno, aggirare i nostri nemici, evitare gruppi numerosi e scontri a viso aperto da posizioni non sicure. A migliorare la resa di questa componente ci penseranno delle sessioni più aperte che si affiancheranno a quelle classicamente story driven (che in passato abbiamo conosciuto ed apprezzato per la loro sapiente costruzione e scrittura) come anche agli immancabili scontri con i malsani ma affascinantissimi boss.

    Queste nuove fasi di gioco sembrano prendere i momenti più “open world” del primo capitolo ed espanderli ulteriormente. Si riesce in tal modo a concedere al giocatore il tempo per potersi dedicare maggiormente all’esplorazione di alcune vaste aree, ignorando i nostri obiettivi principali ma dedicandoci invece agli stimoli che il contesto potrà darci e, cosa molto survival, alla raccolta di utilissimi oggetti. Il bilanciamento di queste sessione sembra essere stato svolto con una cura ottimale andando a potenziare tutti gli aspetti che si potrebbero volere all’interno di un gioco di siffatta categoria. Altro elemento che fa brillare queste fasi di gioco è legato ad un esemplare impegno nell’integrare questi momenti con la narrazione principale mediante delle trovate in grado di far riemergere gli orrori della psiche di Sebastian nei momenti più inaspettati. Quest’escamotage funge da utile memento atto a ricordarci che il nostro orrore è sempre in agguato dietro ogni angolo. Ad essere ben bilanciato è anche il livello di difficoltà del titolo che si mostrerà sempre in grado di crescere con il giocatore e di ricordarci, tra una morte e l’altra, che anche la sicurezza non è qualcosa di conquistabile all’interno dello STEM.

    the evil within 2 gameplay

    Anche la componente tecnica funge da perfetto raccordo con il primo capitolo mostrando un lavoro sicuramente migliore rispetto al passato (encomiabile il lavoro svolto sul sistema di illuminazione) ma comunque di matrice derivativa.  La componente visiva è poi ben supportata anche da quella audio che, tra un’ottima gestione di silenzi e rumori, riesce a rendere perfettamente la componente emotiva principale di ogni fase di gioco.

    A fronte di un bilanciamento genericamente un pelo meno malato ma forse più funzionale e meglio equilibrato il secondo capitolo della saga horror Bethesda è arrivato è pare essere in grado di portare avanti adeguatamente la sua stessa, psicotica, identità.  Un titolo in grado di fare anche questa volta da ponte di contatto tra l’horror ludico degli anni ‘90 ed i tempi moderni e, magari, assicurarsi la sopravvivenza di questo approccio anche negli anni futuri (o magari queste sono solo le mie speranze!).

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 14/05/19 - La folle rabbia di Rage è nuovamente tra noi con: RAGE 2!

    rage 2 copertina maxw 644

    RAGE 2 è ormai prossimo all'uscita (vi ricordiamo che sarà disponibile dal 14/05/2019 su PlayStation 4, Xbox One e PC) e, per esser preparati al lancio del gioco,  vogliamo condividere con voi alcuni dettagli ufficiali sulle principali caratteristiche del titolo.

    A distanzi di anni dal lancio del primo capitolo, RAGE 2 vuole andare a ripescare alcuni degli elementi più noti e conosciuti rinnovandoli e ampliandoli grazie a numerose e interessanti novità che, fin dal giorno della presentazione, hanno catturato l'attenzione del pubblico e della stampa dedicata.

    PIÙ DI UN SEMPLICE POST-APOCALITTICO
    Di ambientazioni post-apocalittiche, nel mondo dei videogames e non solo, se ne sono viste ormai di tutti i colori ma, grazie a un ottimo lavoro di background, RAGE 2porterà in dono al giocatore un mondo che, sebbene sia stato devastato a causa dell'impatto con un titanico meteorite, rappresenta ancora una metaforica fiammella di speranza e di rinascita per l'uomo. Le leggi e l'ordine naturale sono state flebilmente ristabilite e Vineland, oasi di pace, è una delle poche città baluardo in grado di contrapporsi a una ridondante follia di ladri e briganti mossi dalla spietata mano de l'Autorità e non solo.

    UNA FORTE COMPONENTE NARRATIVA
    Rispetto al precedente capitolo, in RAGE 2 si è voluta dare risalto e vigore alla componente narrativa. Il prodotto non sarà un semplice sandbox perché ogni luogo, persona e azione sarà motivata da un preciso e ponderato background narrativo che porterà il giocatore a parlare, quanto possibile, con svarianti NPC presenti nel gioco e comprendere la loro particolare storia. Visto la disgrazia abbattutasi sul pianeta, non è da escludere inoltre un forte coinvolgimento emotivo nell'interazione con determinati attori in scena.

    L'UNIONE DI DUE REALTÀ, ID SOFTWARE INCONTRA AVALANCHE STUDIOS
    RAGE 2 vedrà l'inedita partecipazione nello sviluppo di due realtà che, grazie a lavori del calibro di DOOM e Just Cause, rappresentano una garanzia per tutti i giocatori. Grazie alle rispettive esperienze negli sparatutto in prima persona e negli open world, il titolo avrà in dote una perfetta fusione tra questi elementi regalandoci un mondo vasto, vastissimo e colmo di veicoli, attività e, soprattutto, numerose armi da utilizzare contro i malcapitati nemici.

    LA ZONA DEVASTATA, UN IMMENSO LUOGO DA ESPLORARE
    Grazie al supporto di Avalanche Studios, RAGE 2 godrà di una inesplorata area da scoprire in tutto il criptico caos. La Zona Devastata, un luogo da esplorare in lungo e in largo a bordo di un roboante mezzo di trasporto e, a scopo precauzione, una bocca di fuoco d'accompagno per i fastidiosi contrattempi che vi si porranno davanti durante l'esperienza di gioco. Il titolo promette di essere tanto variegato nelle ambientazioni quanto divertente nell'esplorarle per ottenere chissà quale agognata ricompensa o utile risorsa.

    ABILITÀ E SUPERPOTERI
    Nel sangue di Walker, protagonista principale di RAGE 2, scorre un energico fluido arcaico in grado di sfruttare delle potenti abilità a nanotriti. I giocatori, oltre che usare una svariata tipologia di armi, avranno la possibilità di possedere e padroneggiare svariate tecniche tanto devastanti quanto appaganti per il proprio gusto. Walker potrà utilizzare, ad esempio, la Devastazione per colpire con un'ondata cinetica i nemici oppure, per far ancora più male, sfruttare il Sovraccarico e potenziarsi fino all'inverosimile.

    ARMI E VEICOLI
    In RAGE 2 sarà garantita una massiccia presenza di veicoli e armi da utilizzare per esplorare al meglio l'immenso mondo di gioco e annientare ogni possibile resistenza nemica. La banalità sarà vostra nemica durante l'esperienza di gioco visto che, costantemente, potrete variare sia lo schema d'attacco in battaglia che, ovviamente, lo stile di guida a proprio libero arbitrio.

    MASSIMA PERSONALIZZAZIONE
    In RAGE 2 si avrà ampia libertà nella personalizzazione sia di Walker che di tutti i vari veicoli utilizzabili nel titolo. Si potrà scegliere il sesso e l'aspetto del protagonista principale e il tutto sarà corredato da un albero di abilità innate da sbloccare e gestire in maniera personale. Si potrà sfruttare ogni possibile bocca di fuoco per personalizzare e potenziare determinati veicoli, implementando armi e abilità, ad esempio, per agevolare la guida e affrontare al meglio ogni possibile insidia presente nell'ambiente di gioco.

    IL WINGSTICK: MORTE CON STILE
    Senza tanti giri di parole, il rinnovato e tirato a lucido Wingstick sarà l'arma più iconica e divertente da utilizzare in RAGE 2. Sfruttando delle nuove e spettacolari caratteristiche, il Wingstick farà piombare lo spettrale alone della morte sui nemici in una maniera tanto pirotecnica quanto vincente grazie anche, ad esempio, all'inedita possibilità di modificarne la traiettoria di lancio e farlo divenire un piccolo missile telecomandato.

    AUTORITÀ, BULLI, MUTANTI, IMMORTALI E... CINGHIALI!
    Fuori dalle protette mura di Vineland, Walker dovrà fare i conti con la lugubre Zona Devastata e con le varie fazioni nemiche presenti al suo interno. Il giocatore si troverà di fronte l'Autorità, un anarchico nemico già ben noto a chi ha giocato al primo RAGE, e altri temibili nemici come i Mutanti di Abadon, i Bulli (già visti nel trailer dell'E3 2018) e i furtivi Cinghiali che infestano le Paludi. Tanti avversari, tanti proiettili da sparare all'impazzata!

    LIBERO DIVERTIMENTO IN LIBERO MONDO
    RAGE 2, grazie alle sue caratteristiche di punta, regalerà ore ed ore di sano e puro divertimento a ogni giocatore che, mosso dalla volontà di essere libero da ogni vincolo ludico, darà sfogo a ogni sua recondita fantasia nell'affrontare nemici di ogni natura e forza, percorrere in lungo e largo la vasta mappa di gioco e godere dell'inaspettata e vincente partnership di lavoro tra id Software e Avalanche Studios. A tal proposito, infatti, è stato utilizzato il performante motore grafico Apex grazie al quale il mondo di RAGE 2 prende letteralmente vita.

    Fuoco alle polveri, è qui la festa!

  • 14/09/2017: Pro Evolution Soccer è pronto alla sfida!

    PES2018

    C’è un rituale che va avanti da anni, una sfida calcistica che non si gioca sui verdeggianti campi, una competizione ciclica che diventa poi una scelta nelle mani di ogni consumatore, quella scelta annua è: “Quest’anno PES o FIFA?”

    I due titoli possono contare da sempre sulle loro schiere di tifosi, alcuni si dividono in affezionati ad uno o l’altro titolo sportivo (quasi dei veri e propri supporter potremmo dire), altri preferiscono aspettare ogni anno l’uscita dei due giochi così da capire cosa avranno da offrire prima di effettuare la loro scelta finale.

    Oggi cercheremo quindi di fare un po’ di chiarezza su cosa voglia mettere a nostra disposizione il titolo calcistico Konami nella sua edizione 2018 in uscita il 14 di questo mese su Playstation 3, Xbox 360, PC, Xbox One e Playstation 4 (NDR: come successo per Destiny qualche giorno fa non entreremo ovviamente nel dettaglio sulle modalità online i cui server sono ancora ovviamente offline: myClub e la cooperativa online due contro due o tre contro tre).

    Parlando delle Modalità di Gioco Pro Evolution Soccer 2018 ci offre un prodotto molto similare al recente passato. Ecco quindi che le due modalità in grado di farvi vestire i panni di una star calcistica internazionale (Diventa un Mito) o di quelli di un allenatore (Master League) restano quasi immutate chiedendoci ancora una volta di portare avanti la nostra carriera (tra partite, allenamenti e simil) seguendo le regole che per questa modalità hanno deciso di stabilire in casa Konami (resta quantomeno opinabile che alle volte non si rispettino nemmeno le regole ed i calendari originali in effetti…). Fato similare anche quello destinato alle differenti Coppe che, ancora per quest’anno si mostreranno uguali al passato senza sostanziali modifiche in termini ludici o di opzioni di gioco.

    pro evolution soccer 2018

    Altro argomento centrale nella scelta del “proprio titolo calcistico preferito” per ogni affezionati delle simulazioni sportive è proprio quello delle licenzerelative alle varie squadre sportive. A tal proposito è già in calendario una patch al day one in grado di aggiornare le formazioni delle differenti squadre e, seppur la questione licenze sia sempre un terreno difficile nel quale muoversi (con il titolo EA che spesso la fa abbondantemente da padrone), i ragazzi di Konami sembra si siano mossi proponendo accordi ai singoli Club per aumentare la rosa di squadre fedeli al 100% nei loro ranghi (NDR: bisognerà però attendere ancora una volta il rilascio del gioco per gustare al meglio della modifica e stabilire quanto le modifiche varieranno gli equilibri interni alle squadre). E, seppur la corsa alle licenze ponga ancora una volta FIFA in una posizione di netto vantaggio, per quanto riguarda la cura riposta nella resa visiva dei vari giocatori l’impegno in casa Konami appare evidente sia per la quasi totalità dei giocatori di Serie A che per quelli appartenenti alle squadre minori (sforzo degno di lode e non sempre presente nel titolo EA). La buona idea di introdurre le foto dei giocatori reali nella sistemazione della formazione ed in varie altre situazioni farò di certo sorridere i vari tifosi e, cosa forse più importante, renderà al contempo il tutto più facilmente riconoscibile e, conseguentemente, molto immediato (NDR: vi segnaliamo a tal proposito una generale miglior resa dei vari menù di gioco).

    E se fino ad ora, parlando di modalità e licenze, potrà magari apparire evidente la superiorità di EA in questo testa a testa non si può affermare con altrettanta facilità la stessa cosa in termini di feeling di gioco. Ciò a cui PES ci ha da sempre abituati bene è proprio la resa del gioco su campo ed, anche quest’anno, non sembra voler essere da meno.

    Già un anno fa l’impegno in tal senso si dimostro ottimale, nel 2018 il tutto ritorna ulteriormente migliorato grazie al  Real Touch+. La resa e la gestione della palla da parte dei calciatori appaiono ancora una volta superlativisia in fase di semplice recupero e controllo sulla stessa che in termini di consapevolezza delle posizioni proprie, degli alleati e, soprattutto, degli avversari. Ad aver il massimo giovamento da questo lavoro saranno soprattutto le fasi di dribbling che, tra cambi di velocità e direzione, sapranno regalare enormi soddisfazioni ad ogni scarto di un difensore ormai arreso alla nostra avanzata. Insomma l’importanza dei piazzamenti e della gestione oculata di passaggi, degli uno-due, dei dribbling e dei cambi di gioco riusciranno ad essere totalmente appaganti dopo ogni rete effettuata (o dopo ogni attacco avversario sventato). A rendere alla perfezione le adrenaliniche sensazioni che una vera partita è in grado di generare ci penserà anche la resa dell’IA in grado di innalzare la complessità generale ed il senso di sfida su buoni livelli e ricordandoci il significato del termine “simulazione sportiva”. Peccato per qualche magagna difensiva che ogni tanto si fa vedere e per una gestione arbitrale che sembra alle volte troppo permissiva e poco punitiva ma comunque nulla in grado di compromettere in modo troppo evidente la resa finale del titolo.

    pro soccer evolution 2018

    Dal punto di vista puramente tecnico Pro Evolution Soccer 2018  sembra riuscire a fare proprio bella mostra di se, soprattutto parlando della resa grafica dei giocatori (come accennavamo pocanzi) ma anche dei vari stadi presenti (peccato che, in tal senso, il numero complessivo degli stessi non sia poi così elevato).

    Anche il comparto audio si difende bene grazie ad una piacevole colonna sonora ricca di vari brani famosi ed anche in grado di spaziare tra differenti generi musicali, a questa si aggiunge poi la solita buona, anche se non perfetta, telecronaca sportiva affidata a Caressa e Marchegiani.

    Insomma anche quest’anno Pro Evolution Soccer è pronto a tornare con un’edizione 2018 in grado di migliorare il già buon risultato della precedente edizione sotto molti punti di vista. Certo il lavoro di perfezionamento è comunque ancora possibile ed il titolo non è ancora pronto per essere considerato perfetto ma di sicuro sarà in grado di soddisfare la voglia di calcio dei propri fa.

    Non ci è dato ancora poter avere la certezza sull’efficienza della componente online, così come non ci è dato ancora poter indagare i dettagli che sarà in grado di offrirci la controparte EA ma per questo basterà attendere ancora qualche giorno!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 15/03/2018 - È atterrato un nuovo gestionale: Surviving Mars

    surviving mars

    Il mito di Marte è un cult da anni, sempre presente nella mente di chi si occupa di fantascienza e, anno dopo anno, sempre più vicino anche in chi si occupa di scienza (quella vera).

    A vivere sulla nostra piccola biglia blu siamo sempre di più e, volgendo gli occhi al cielo, l’altra biglia, quella rossa sembra poter essere la prossima speranza per la nostra specie. Certo, tra noi e Marte le distanze sono ancora colossali ed il Pianeta Rosso non è di certo pronto ad essere colonizzato con facilità. Appare ovvio quindi che, in ottica di un insediamento completo andrebbe prima di tutto preparato il terreno. In quest’ottica di sviluppo si incastra Surviving Mars, nuovo gestionale sbarcato su Pc, Xbox One e Playstation 4.

    Marte non è un pianeta accogliente, conquistare un passo alla volta le sue polverose distese non sarà quindi una passeggiata. Si partirà con l’atterraggio di un razzo e lo sbarco di alcuni robot di “preparazione”, inizialmente infatti dovrà essere predisposto il tutto per poter infine accogliere a dovere l’arrivo di Homo sapiens.

    surviving mars game

    Questa prima fase di gioco ci chiederà quindi di gestire al meglio le prime, scarse, risorse tra ispezioni del pianeta, scelta delle prime strutture, recupero (automatizzato) di materie prime, gestione dei fondi e dello sviluppo tecnologico della nostra stazione. Nel portare avanti i primi, complessi, passi in questo gestionale dovrete ovviamente interfacciarvi con il polveroso pianeta, con il suo ciclo giorno-notte (e se pensate che sia solo un vezzo vi risponderò solo con un esempio: pannelli solari), con delle interazioni ambientali, climatiche e geologiche, che non renderanno l’insediamento esattamente una passeggiata.

    Ma, se da una parte il pianeta non si dimostrerà incline alla nostra conoscenza, le risorse guadagnate ci permetteranno di organizzare al meglio nuovi arrivi (o partenze) di razzi e navette per volgere la situazione a nostro favore e, magari, organizzare i primi sbarchi di coloni. Il supporto umano sarà ovviamente centrale nello sviluppo del nostro insediamento e, proprio per questo, una volta completate le strutture di base per la sopravvivenza degli stessi cominceremo ad organizzare i nuovi sbarchi al meglio. Ogni nuova aggiunta al gruppo sarà (soprattutto nei primi momenti) essenziale e con questo in mente dovrete selezionare conoscenze, attitudini, sesso ed età di ogni nuovo arrivo; parametri essenziali per l’andamento dell’insediamento e, conseguentemente, dell’intera partita. Un passo alla volta avrete modo di far crescere l’insediamento e procedere sempre più alla conquista della tanto agognata nuova casa per l’umanità!

    survivingmars01

    Insomma, ciò che vi troverete davanti con questo gioco è esattamente ciò che ci si aspetta da un gestionale completo e complesso. La natura così inospitale del pianeta aggiungerà un livello di sfida in grado di avvicinare il tiolo al sapore degli strategici in tempo reale pur senza eserciti pronti ad annientarci, d'altronde è in ballo il futuro della nostra specie e nessuno si aspetta che, riuscire a perdurare nel tempo oggi giorno, sia propriamente una passeggiata!

    Tecnicamente il gioco fa il suo dovere, soprattutto grazie a qualche scorcio visivamente interessante e ad una colonna sonora in grado di tenerci compagnia ed accompagnarci egregiamente durante tutto il viaggio. Va purtroppo segnalato che, come spesso accade con questo genere, i controlli su console potrebbero inizialmente stressarvi ma, una volta padroneggiati, riescono comunque a funzionare. Ciò che però potrebbe far crollare la vostra pazienza è proprio l’alto livello di sfida, di tecnicismo scientifico che questo gioco riesce a ricreare alla perfezione. Per cui, se ciò che cercate è un gestionale in grado di mettere a dura prova le vostre capacità, se siete insomma amanti ed esperti del genere, questo Surviving Mars potrebbe essere il gioco che cercavate da tempo: Buona colonizzazione!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 15/09/2017: Qualcuno ha voglia di Rally?

    WRC 7 2

    Amanti del Rally sarete felici di sapere che domani (15/09/2017) WRC 7, videogioco ufficiale del FIA World Rally Championship, di Kylotonn Game farà il suo debutto su PC, Xbox One e Playstation 4.

    Per quanto questo gioco non nasconda una vena arcade non stiamo comunque parlando di un arcade puro ma di un gioco in cui questi elementi si fondono con alcune componente più simulative e verosimili.

    Grazie a WRC 7 potremo quindi vivere le esperienze del Campionato Mondiale 2017 all’interno dei 13 Rally ufficiali (NDR: sarà presente anche una versione speciale di ognuno di essi denominata Epic Stage in grado di innalzare il livello di sfida e la durata generale dei tracciati!) fedelmente riprodotti sia in termini estetici che, cosa decisamente importante, in termini di realisticità e risposta dei veicoli alle differenti condizioni e forme del terreno. I ragazzi di Kylotonn Game hanno infatti lavorato ulteriormente al loro motore proprietario così da rendere al meglio proprio la fisica delle vetture e le interazioni con le varie differenze dei manti stradali. Miglioramenti sono poi stati fatti in termini di dettaglio visivo generale, grazie ai nuovi modelli delle autovetture, al miglioramento delle ambientazione e degli effetti di illuminazione come anche ad una maggior cura per la componente audio. Tutto questo lavoro è riuscito a consegnarci una nuova edizione di questo titolo in grado di rendere al meglio sia in termini di colpo d’occhio che di sensazioni generali e di credibilità del tutto.

    WRC 7 gameplay

    Con più di cinquanta competizioni e più di 250 veicoli la mole di contenuti di questo WRC 7 sembra davvero avere i numeri giusti per poter tenere impegnati il corridore che c’è in voi per un numero di ore decisamente alto! E qualora questo non vi bastasse sappiate che all’interno del titolo è previsto anche il multiplayer in locale attraverso split screen e quello online.

    Qualcuno ha voglia di Rally?

     

  • 16/01/2018: Trent'anni di Street Fighter con Street Fighter V: Arcade Edition

    street fighter 5 arcade edition box art

    Questo mese gli amanti di Street Fighter riceveranno una bella sorpresa, il 16 di questo mese infatti arriverà per Pc e Playstation 4 Street Fighter V: Arcade Edition, un’edizione molto particolare del gioco in questione che fungerà anche da occasione per celebrare i 30 anni della saga (NB: Capcom ci ha tenuto a precisare che i possessori della versione standard del gioco potranno ricevere tutte le novità a titolo gratuito).

    All’interno di questa Arcade Edition troveremo tutti i 28 personaggi (che torneranno anche dotati di una nuova tecnica V-Trigger selezionabile prima della partite, queste V-Trigger saranno in grado di modificare lo stile di combattimento del lottatore) come anche tutti i contenuti dei DLC fino ad ora disponibili (vi ricordiamo che a tal proposito ancora deve fare la sua comparsa un nuovo personaggio) e qualche bonus in più(come ad esempio un nuovo stage di gioco).

    Capcom ha anche fatto sapere che l'interfaccia grafica del gioco verrà modificata e che le modalità Arcade, Extra Battle ed una Galleria (contenente un totale di 200 illustrazioni sbloccabili giocando) andranno ad impreziosire il gioco.

    Sembra, tra le altre cose, che la modalità Arcade non si limiterà al solo Street Fighter V ma aggiungerà anche le altre modalità Arcade presenti nei precedenti Street Fighter (Street Fighter, Street Fighter II, Street Fighter Zero, Street Fighter III: New Generation, e Street Fighter IV); una novità del genere renderà di fatto questa edizione il punto di riferimento per la storia di Street Fighter (stiamo parlando di centinaia di finali di gioco!). Ovviamente ognuno dei sei percorsi Arcade si manterrà vicino al capitolo classico di riferimento escludendo di fatto la partecipazione dei personaggi storicamente non presenti nel capitolo. Sappiate anche che i punteggi dei giocatori all’interno di queste modalità finiranno in una classifica online ad aggiornamento mensile che concederà ai migliori giocatore la possibilità di ottenere dei titoli speciali.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 16/05/2017: The Surge, un souls-like futuristico.

    the surge prenotaora

    The Surge è un Souls-like ad ambientazione futuristica nato dal lavoro dei Deck13 (arrivati alla fama con il buon Lord of the Fallen) in uscita per Pc, Xbox One e PlayStation4 questo stesso mese (giorno 16 per l’esattezza). L’ambientazione sembra mostrarci un futuristico mondo allo sbando tra disastri ambientali e equilibri sociali sempre più instabili. L’età media della popolazione in costante aumento ha portato infatti alla scomparsa graduale di lavoratori umani a favore di più efficienti macchine mosse da potenti IA; i pochi uomini in età non pensionabile si sono dovuti spingere in missioni sempre più estreme che richiedono l’istallazione e l’uso di potenti esoscheletri per essere portate a compimento in un allontanamento graduale ma costante dai limiti stessi della nostra biologia.

    The Surge 3

    Noi saremo proprio uno di questi lavoratori, uno non particolarmente fortunato si direbbe. Durante il nostro primissimo giorno di impiego verremo infatti da subito travolti da una valanga di problemi. Poco dopo aver subito gli innesti necessari per poter avere un nostro esoscheletro da lavoro ci troveremo nel bel mezzo di un, non ben definito problema. Il risultato di tutto questo sarà un’inspiegabile sete di sangue che porterà i nostri colleghi ad assalire gli altri, comportandosi come assassini privi della benché minima coscienza.

    Parlando di un Souls-like dovrebbe essere ovvio quanto si possa rischiare il collo incontrando i vari nemici e quanto sia importante, a tal proposito, studiare le mosse avversarie per poter pianificare una strategia di attacco/difesa efficiente.

    Caratteristica però propria di questo The Surge è il sistema di Loot, non ci troveremo in un gioco in cui la ricerca degli item è legata a percentuali di droppiù o meno minime ma più che altro in una ricerca della giusta parte di esoscheletro da smembrare ai malcapitati avversari così da farla nostra.

    In ogni scontro potremo infatti mirare una determinata parte del corpo di un avversario (magari un’arma particolarmente gustosa o un pezzo molto utile per la difesa del nostro fragile corpo biologico), dopo aver inferto il giusto numero di colpi potremo quindi eseguire una finisher utile allo smembramento apposito (nonché alla sconfitta del nostro avversario) così da mettere le mani sul pezzo desiderato.

    the surge 2

    Questa meccanica molto interessante ci permette quindi di definire, pezzo per pezzo, come modificare il nostro esoscheletro in un costante progresso e cambiamento delle nostre caratteristiche di offesa e difesa. Questo ci permette di avere non solo un approccio plastico al gameplay ma anche una comoda soluzione in grado di venire incontro all’approccio di ogni videogiocatore ed alla sua voglia di sperimentare (oltre a concederci anche una diversificazione estetica che tendo ad apprezzare molto in giochi del genere). Una modifica del genere apporta in realtà una notevole dose di freschezza anche alla strategia combattiva mettendoci nella situazione di dover pianificare gli assalti non solo per certezza di vittoria ma anche per prioritizzazione di parti necessarie, costringendoci magari a lasciare per ultimo il nemico con il pezzo di nostro interesse per non correre il rischio di ucciderlo senza smembrarlo. Questa ulteriore necessità strategica ci esporrà spesso a situazioni estremamente rischiose in cui il pericolo di finire dilaniati a nostra volta è molto alto. Ecco quindi un ritorno dei classici Souls-like: la morte come elemento di gameplay. Una prematura dipartita equivarrà a perdere i potenziamenti accumulati fino a quel momento e vi chiederà, partendo da una camera di sicurezza che funge anche da save point, di riaffrontare la strada necessaria per raggiungere il luogo della precedente morte (e recuperare tutto il recuperabile) senza perdere nuovamente la vita durante il tragitto. Insomma, potete star sereni, ancora una volta la sfida offerta sembra essere di alto interesse e pronta a soddisfare gli amanti del “gioco duro”.

    Gli amanti dei vari souls-like saranno felici di questa nuova aggiunta al genere che promette di offrirci, oltre alle modifiche al gameplay di cui abbiamo parlato, un setting diverso dal solito fantasy-gotico con ambientazioni futuristico-decadenti di buona fattura e di sicuro fascino.

    Resta solo da aspettare la prossima uscita così da saggiarne le capacità sul lungo periodo!

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 17/10/2017 - E' tempo di flatulenze, è tempo di: South Park Scontri Di-Retti

    south park scontri di retti

    South Park è una serie animata statunitense famosa per la sua satira estrema e la sua volgarità eccessiva; eccessivo è forse proprio il termine che meglio racchiude l’assunto della serie stessa, insieme forse a “politicamente scorretto”.

    Questo cartone ci parla di quattro ragazzi delle elementari (Eric , Kyle, Kenny e Stan) che abitano la “ridente” cittadina di South Park. Nel corso delle loro avventure il quartetto (che in quasi ogni puntata diventerà un trio dopo una nuova morte del povero Kenny) si tufferà prepotentemente in situazioni fuori dalle righe e, fondamentalmente dalla decenza, andando a regalare a noi telespettatori delle puntate che, tra satira ed humor nero, cercheranno di demolire e demonizzare vari aspetti dell’odierna società.

    Una serie che, proprio per queste motivazioni, è riuscita ad offendere praticamente chiunque (riuscendo addirittura a far organizzare veri e propri movimenti di protesta) ed anche a farsi amare in modo viscerale da una fetta di pubblico enorme.

    Il primo esperimento ludico di South Park, il Bastone della Verità, era riuscito a bissare (almeno per quanto riguarda gli effetti sull’audience) quanto visto all’interno della serie animata.

    Ora in casa Ubisoft sembrano essere pronti a tentare un secondo giro nel mondo videoludico più irriverente mai concepito; resta solo da capire se questo South Park, Scontri Di-Retti  (in arrivo su Playstation 4, Xbox One e Pc giorno 17/10/2017) riuscirà a limare e migliorare l’offerta messa in campo all’interno di South Park,il Bastone della Verità o meno.

    La nuova avventura  partirà da un incipit molto semplice che strizza l’occhio alle più classiche vicende Marvel: il gruppo di eroi comandati dal temibile Procione è in rotta, alcuni membri del team hanno infatti deciso di scindersi per formare un secondo gruppo di eroi, gli Amici della Libertà.

    Avete capito bene: la Civil War è tornata ancora una volta!

    In questa situazione voi dovrete creare il vostro personaggio (customizzabile sia esteticamente che nelle sue abilità eroiche), un ragazzino reso muto da un trauma non indifferente: aver scoperto in tenera età i propri genitori atti nella più antica delle pratiche procreative. Capite bene come un trauma del genere possa facilmente ispirare la fiducia del grasso Procione, ecco quindi che noi diventeremo proprio il “Robin” che egli non sapeva di volere!

    Questo l’incipit narrativo da cui prenderà il via un’esperienza sboccata e chiassosa che ogni amanti della serie non potrà non apprezzare, tra conoscenze di personaggi vecchi e nuovi carichi del solito fascino fuori dalle righe e la solita dose di comicità estrema.

    La dinamica di gioco parte dagli stessi assunti del primo episodio offrendoci anche questa volta un gioco di ruolo a turni caratterizzato da scontri simili a quelli visti in vari tactics game. Nelle battaglie saremo perciò chiamati ad utilizzare il nostro team (composto al massimo da quattro eroi) in delle aree suddivise in caselle in cui poterci muovere e combattere (utilizzando anche i vari poteri offensivi/difensivi/curativi ma soprattutto demenziali dei vari pg). Il protagonista principale sarà sempre il nostro eroe ma avremo modo di usare anche molti altri prodi e, per niente credibili, combattenti (ovviamente aggiungerei!).

    Certo la carta vincente di South Park resta sempre la comicità che lo continua a caratterizzare, ecco quindi che i poteri del nostro Novellino saranno legati ai pericolosissimi gas che è in grado di liberare con le sue flatulenze (gas venefici in grado addirittura di piegare lo spazio tempo!) e che si riveleranno essenziali per poter vincere gli scontri o per provare ancora ed ancora a farlo. Certo sembra che anche questa volta il combat system si mantenga un pelo troppo ripetitivo malgrado gli sforzi fatti dal team di sviluppo per infonderlo di variabilità, malgrado la presenza di vari QTE qui e lì e malgrado le buone boss fight che ci richiederanno un pizzico di ingegno in più e diversificheranno maggiormente gli obiettivi degli scontri.

    South Park The Fractured but Whole scontro

    A cercare di portare però un pizzico di diversificazione aggiuntiva all’intero viaggio ludico ci penseranno però varie fasi di gioco differenti. Tra queste l’esplorazione della cittadina di South Parkci porterà anche a seguire numerose quest e storie secondarie che si collegheranno alle abilità dei vari membri del gruppo. Purtroppo la cura per la componente ludica, anche in questo caso, non sembra essere la migliore (sebbene i vari enigmi ambientali si rivelino comunque stuzzicanti) ma, d'altronde, ciò a cui questo gioco punta davvero è farci ridere, e sotto questo punto di vista ogni evento in cui vi imbatterete sarà in grado di farvi sbellicare.  

    Oltre tutto questo sarà poi presente un sistema di crescita del personaggio che, oltre a rivelarsi interessante, vi richiederà parecchio impegno e tempo speso all’interno delle sue dinamiche. Con l’accumulo dei punti esperienza infatti sbloccheremo degli slot utili a contenere dei “mistici” artefatti (rintracciabili in-game o craftabili attraverso un sistema legato all’uso di vari materiali raccolti qua e là) utili al nostro potenziamento. Ma l’elemento che forse maggiormente risulta essere interessante è legato alla possibilità di accumulare punti exp attraverso varie attività secondarie adatte a diversificare l’esperienza ed, ancora una volta, a strapparci un sorriso (giusto per farvi un esempio potrete andare a cercare follower  ed, a suon di selfie con loro, accrescere la nostra fama di PetoMan!).

    Il vero punto di forza del titolo è però uno ed uno soltanto: la sua totale attinenza a quanto vissuto in ogni puntata della divertente serie animata. Visivamente South Park non è altro che una puntata qualsiasi della serie animata, ogni animazione, ogni personaggio disegnato in modo più che minimale, ogni espressione facciale che accompagna una flatulenza, tutto è identico a quanto visto all’interno delle numerose stagioni. Ed a tal proposito una parola positiva può anche essere spesa per la cura riposta nel ricreare l’universo mostrato e le varie animazioni legate ai poteri dei Super Eroi ( tutte ben fatte oltre che, ovviamente, esilaranti).

    Ma non è solo l’estetica a fare di South Park ciò che lo ha reso così famoso ma, soprattutto, la sua comicità. Rendere al meglio questo aspetto all’interno di un articolo testuale è davvero impresa ardua ma sappiate che tutto ciò che avete sempre amato di questa serie tornerà per farvi nuovamente piangere dalle risate.

    Insomma South Park è tornato ancora una volta e, qual ora di questo mondo non vi sia mai importato nulla, se assistere alle innumerevoli vicende dei ragazzi non vi ha mai fatto neanche lontanamente sorridere, difficilmente questo titolo potrà interessarvi. Ma qual ora voi abbiate apprezzato il primo capitolo, sappiate che questo  non solo riproporrà quanto visto in passato, ma ve lo offrirà in una sua versione potenziata, più variabile e diversificate ed almeno ugualmente divertente.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 17/11/2017 - Si vola nuovamente in una galassia lontana, lontana con: Star Wars: Battlefront 2

    Star Wars Battlefront II Starfighter Assault

    Il primo Star Wars: Battlefront fu un gioco che, malgrado qualche difetto, riuscì a fare ben più che semplice fan service. Infatti grazie ad una struttura di gioco facilmente accessibile ma comunque in grado di premiare l’impegno su campo e all’alto numero di giocatori online in contemporanea riuscì a conquistare molti videogiocatori, tranquillamente disposti ad abbandonare la vita sociale pur di portare avanti qualche maestosa e futuristica battaglia campale. Il vero punto debole dell’intera esperienza era però rappresentato dalla mancanza di una campagna single player che, malgrado mancasse per scelta, fu comunque rimpiante e richiesta a gran voce da molti.

    I ragazzi di Criterion e DICE dimostrano con questo Star Wars: Battlefront 2 di voler venire incontro a questa fetta di utenza ed, oltre a fornirci un gioco la cui vocazione per il multiplayer rimane evidente e ben congeniata, vuole anche fornire una valida, divertente e spettacolare campagna per giocatore singolo.

    In questo articolo cercheremo quindi di analizzare proprio questa componente l’asciando invece da parte quella multiplayer. Per quest’ultimo elemento vi diremo solo che i miglioramenti dal primo capitolo sono stati fatti sotto molti aspettie l’attenzione nel migliorare gli scontri PvP sembrano davvero essere stati molta.

    Partiamo quindi dalla trama che, malgrado forse una scrittura non troppo articolata e complessa si mostra comunque di buona fattura e perfettamente godibile, certo non ai livelli delle trilogie filmiche ma del tutto in grado di dettagliare le vicende dell’eroina imperiale Iden Versio;l’impressione sarà proprio quella di trarsi in uno dei vari spin-off di questa vasta (e lontana, lontana) galassia.

    La star degli eventi non sarà altro che una “semplice” soldatessa (NDR: appartiene in realtà all’elitè degli infiltratori, da cui le virgolette d’obbligo) e, le sue vicende, pur non coinvolgendoci a livello empatico/umano, riescono a funzionare perfettamente ed a fungere da utile pretesto per trascinarci in giro per la galassia ad affrontare una valanga di situazioni variegate, divertenti e, soprattutto, altamente spettacolari.

    SWBFII Reveal Screenshot 3 SP

    A fare da sapiente corollario ci penseranno poi: il magistrale fan service atto a riempire l’universo di rimandi e citazioni varie, una manciata di interessanti missioni in grado addirittura di aggiungere qualcosina all’universo espanso di Star Wars senza rischiare di tradirlo ed adirare così i fan sparsi nel globo, ed una caterva di personaggi interessanti e ben caratterizzati (tra nemici e coprotagonisti).

    A rendere il piatto parecchio gustoso ci penserà poi la variabilità delle missioni. Esse infatti riescono a passare in scioltezza dai classici scontri a fuoco terrestri ricchi di mezzi ed affini da poter utilizzare (NDR: che rappresentano l’anima vera dell’esperienza di gioco sia in singolo che in multiplayer) agli scontri tra TIE, X-Wing e navi spaziali di varia categoria, una manciata di missioni totalmente atipiche ed addirittura una spruzzata di elementi stealth!

    Cercando di tirare le somme su questo Star Wars: Battlefront 2 risulta impossibile negare gli evidenti miglioramenti rispetto al primo capitolo di qualche anno fa, seppur l’esperienza in multy non venga rivoluzionata ne stravolta i passi avanti sono stati fatti e, come ciliegina sulla torta, ci si ritrova questa volta con una modalità campagna in grado di regalarci intorno alle otto, nove ore di divertimento. Una coloratissima ciliegina sulla torta che, se affiancata alle tonnellate di ore che potremmo spendere online, non può che non essere apprezzata ed accolta con giubilo.

    star wars battlefront II

    Prima di salutarci vediamo di spendere qualche parola anche sul comparto tecnico che si mostra davvero maestoso! Parlando del mercato console infatti raramente ci si è trovati davanti ad un lavoro così certosino e curato (ovviamente qualche imperfezione o dettaglio fuori posto è comunque presente).

    Tutto ciò che vedrete in-game è perfettamente in grado di competere visivamente con la controparte su cellulosa in modo magnifico e, che ci si trovi nello sconfinato spazio, in una foresta o in una zona urbana, tutto sembra essere al posto giusto. Ad impreziosire il tutto ci penseranno poi una stabilità visiva priva di cali anche nei momenti più concitati ed una gestione delle luci, come anche una realizzazione degli effetti visivi, in grado di rendere il tutto ancora più sbalorditivo. Anche la componente audio risulta poi valida ed ulteriormente impreziosita da un doppiaggio nella lingua nostrana di buon livello, perfettamente in grado di soddisfare i non anglofoni tra di voi!

    Insomma, se non riuscite ad aspettare qualche mese l’arrivo del prossimo capitolo della lunga epopea galattica o se l’idea di far parte di quegli scontri con cui, volenti o nolenti, siamo cresciuti un po’ tutti questo Star Wars: Battlefront 2 ègià tra di noi, cosa aspettate ancora (vi ricordiamo che il titolo è disponibile da giorno 17/11/2017 su Pc, Xbox One, Playstation 4 ma se davvero volete apprezzarne l’estetica sappiate che rende al meglio su Xbox One X e Playstation 4 Pro).

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 18/08/2017 - Arriva il fratello minore di Saints Row: Agent of Mayhem

    agents of mayhem

    Saints Row è un titolo che non necessita di presentazioni. La serie open world può contare infatti su un numero alto di fan affezionati al franchise, ed anche i non interessati avranno di certo letto o visto qualcosa a riguardo, anche solo tra gli scaffali di qualche negozio o tra le pagine telematiche di qualche sito.

    I fan saranno quindi di certo a conoscenza dell’arrivo di Agent of Mayhem, spin-off dell’acclamato franchise in uscita (18/08) per PC, Xbox One e Playstation 4. Vediamo allora di capire cosa vuole offrirci questo nuovo arrivato in famiglia e quali siano gli elementi di stacco dal passato.

    La storia si svolgerà nello stesso universo di Saints Row (dopo gli eventi del quarto capitolo) e sarà ambientata in una futuristica Seoul. Qui un gruppo di eroi (da noi impersonati) appartenente all’agenzia M.A.Y.H.E.M. sarà intento ad ostacolare i malvagi piani di conquista globale della banda di super criminali L.E.G.I.O.N.

    Agents of Mayhem E3 2016 Hardtack

    La trama resterà in realtà mediamente in disparte nel bilancio complessivo di quanto questo gioco metta a disposizione del videogiocatore ma la narrazione (portata avanti tra cut-scene realizzate con il motore di gioco ed altre in salsa cartone occidentale) riuscirà comunque a farci sorridere in più di un’occasione grazie ad un tono scanzonato e divertente. A tal proposito questo AoM tende ad abbassare i toni generali rispetto a quanto visto in alcuni capitoli del passato della saga, la resa generale si mantiene però comunque soddisfacente, estrema, irriverente e fortemente caricaturale.

    Anche questo AoM resta ancorato al genere del fratello maggiore non discostandosi quindi dallo sparatutto open world in terza persona, caratterizzato da un ritmo intenso e “caciarone” che ci spingerà a caricare i differenti nemici senza troppa paura di finire spappolati ma, anzi, spronati da una chiara sensazione di potenza. Il gunplay del titolo resta ugualmente fedele al passato ma, questa volta, incentra il tutto sulla capacità di alternarsi al controllo di tre differenti Eroi. La piccola squadra verrà infatti costruita mediante la selezioni degli appartenenti all’agenzia M.A.Y.H.E.M. (un totale di 12 componenti che verranno reclutati durante l’avanzamento nel gioco) proprio prima di scendere sul campo a menare le mani.

    agent m heroes

    Ogni Eroe sarà caratterizzato pertanto da una propria arma, un’abilità speciale ed un efficientissimo attacco Mayhem oltre che da un design proprio sempre interessante ed azzeccato. Si aggiunge a questo una gestione dei personaggi in salsa GDR, essi potranno infatti salire di livello (e quindi di capacità) e si potranno dotare di equipaggiamenti diversi. Tutto questo si traduce nella possibilità, per il videogiocatore, di costruzione e sperimentazione con il proprio trio come più gli aggrada così da aumentare notevolmente il divertimento e la rigiocabilità del titolo.

    Certo l’open world di questo AoM sembra essere nella realtà soltanto un gigantesco hub di gioco da cui selezionare le missioni e fare poco altro, un vero peccato data la chiara vocazione “open world” da cui il francishe nasce. Oltre l’assenza di caratterizzazione dell’ambiente, va poi segnalata una generica piattezza visiva (sia tecnica che artistica) nella realizzazione dilla città di Seul che non aiuta a risollevare la vitalità del mondo in cui ci troveremo a muoverci (ed il tutto appare ancora più spiazzante quando si verificano gli occasionali cali di frame).

    agent mayhem world

    Comunque aldilà della generale ripetitività di certe missioni il titolo sembra voler puntare tutto sulla leggerezza ed il divertimento garantito dalla caratterizzazione dei vari Agenti e dalla dinamica di uso del trio in missione. Gli Eroi stessi sembrano quindi rappresentare forse il punto di interesse principale, assicurando una variabilità ed un ritmo in grado di non far annoiare e, soprattutto, una profondità di sviluppo degli stessi in grado di offrire qualcosa di più stratificato e plastico rispetto al passato.

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 20/03/2018 - Per i Sargassi, è sbarcato Sea of Thieves

    Cover Sea of Thieves

    Il “mestiere” del pirata era qualcosa di davvero particolare, era una promessa di infedeltà alle leggi degli stati e della civiltà, era un urlo di gioia nel compiere crimini per il gusto della libertà, era una scommessa che correva sulla lama di una spada smussata e sbeccata, una scommessa di Vita o di Morte.

    E se c’è una cosa che appare chiara già in poche ore in questo Sea of Thieves è che anche Rare in questi anni ha lavorato ad una scommessa, un gioco atipico e dissonante rispetto all’andazzo di tanti titoli, un gioco perfino difficile da comprendere nei suoi obiettivi interni, nella sua rotta e nel suo sviluppo interiore.

    L’ultimo lavoro di Rare ora che è tra noi (disponibile da giorno 20 per Pc ed Xbox One) appare nebuloso come una tempesta sul mare posta sull’orizzonte della nostra rotta. Cosa voglia essere sul lungo periodo Sea of Thieves non è chiaro ma di certo sarà un’esperienza del tutto particolare e inconsueta, in grado di stregare alcuni e lasciare altri completamente indifferenti. L’assunto di partenza si rispecchia pienamente nella vita del bucaniere: libertà, libertà assoluta pur se soggiogata a ciò che il capitano sceglierà di concedere alla propria ciurma (a patto che non si scelga la via dell’ammutinamento ovviamente!). Il lavoro svolto da Rare è qualcosa di strano, un compito svolto quasi per sottrazione e che punta tutto nella direzione dell’esperienza fine a se stessa (ma non per questo necessariamente poco piacevole). Scompaiono equipaggiamenti, miglioramenti, statistiche di vario genere, restano i giocatori, dietro i loro monitor, intenti a vivere come pirati. Si costituisce così un ecosistema di gioco che rispecchia l’anima del tagliagole, con ciurme pronte a farsi la pelle per il gusto di poterlo fare, di dimostrare chi è il Re delle Onde, chi ha l’equipaggio più svelto ed il comandante più sapiente. Tutto punta insomma su due vettori, una faccia della moneta sarà costituita dal PvP nudo e crudo, l’altra risiederà invece un mondo vasto che si apre ai giocatori. Da una parte avrete i bagordi, le risate, fiumi di grog, scontri agguerriti con navi nemiche solo perché poste sul vostro cammino, dall’altra la solitudine della navigazione, dell’esplorazione di una nuova isola che sembra non nascondere nulla ma che, magari nel posto più impensabile indicato sotto una X nella mappa del tesoro ritrovata quasi per caso, risulterà più avanti essere ricolma di tesori.

    Sea of Thieves pirates

    Anche gli obiettivi di gioco diventano vani e superflui, Sea of Thieves sembra molto più una seconda vita che un gioco e, come nella vita, potrà capitarvi quindi di sbadigliare e chiedervi il suo scopo, ma potrà anche capitare di trovare la ciurma che più fa per voi, il vostro ruolo nel suo mondo, tra un tuffo nelle onde salate e la compagnia di amici per una bevuta, ciclicamente immersi nella poesia della solitudine mentre il meraviglioso mare vi circonda e vi cinge con le sue onde.

    Si, Sea of Thieves è un esperimento atipico, un’esperienza in grado forse di dettagliare quel cuore pulsante del “mestiere” del pirata, un cuore fatto di vita, di libertà e di crimini.

    L’ultimo lavoro di Rare è come la vita, una scommessa che potrebbe ammaliarci o passare in un istante mentre ci chiediamo ancora quale sia il suo obiettivo.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 20/03/2020 - Il ritorno dello Slayer in DOOM Eternal! [Comunicato Ufficiale]

    Doom Eternal

    INCENERISCI L'INFERNO il 20 marzo, data di uscita di DOOM Eternal su PlayStation 4, Xbox One, PC (l'edizione per Nintendo Switch arriverà più avanti). Assumi il controllo dell'inarrestabile DOOM Slayer e combatti tra l'inferno sulla terra e dimensioni mai viste prima in questo aggressivo sparatutto in prima persona. Fai a pezzi i demoni con la nuova lama DOOM; arrostisci le orde dell'inferno con il Getto infuocato per ottenere frammenti di corazza extra o affidati alla cara, vecchia motosega per fare il pieno di munizioni!

    DOOM Eternal prosegue direttamente la storia degli eventi narrati in DOOM (2016). Vesti i panni del DOOM Slayer e torna sulla terra, ora infestata da un'invasione demoniaca. Incenerisci l'Inferno e scopri le origini dello Slayer e della sua eterna lotta contro i demoni... finché non ne sarà rimasto più nessuno.

    Eccovi i contenuti delle differenti edizioni speciali del titolo (a queste si affianca l'edizione standard priva di contenuti aggiuntivi):

    DOOM Eternal Collector's Edition

    - Casco indossabile da DOOM Slayer a grandezza naturale

    - Pass Anno 1: accesso a due add-on per la campagna giocatore singolo disponibili entro il 1° anno dall'uscita di DOOM Eternal. Con nuove prospettive e nuovi modi di giocare, queste storie separate esplorano gli eventi che hanno portato alla disfatta della terra contro i demoni.

    - Codice per il download della colonna sonora di DOOM Eternal e DOOM (2016) in formato digitale lossless: per tutti gli audiofili, accesso alle colonne sonore di entrambi i giochi in formato digitale lossless tramite un codice stampato su una musicassetta a tema UAC degna del miglior Walkman. Ti verrà davvero voglia di ascoltarle...

    - Libro sui retroscena: Creato da id Software, questo libro di racconti raccoglie una cronaca sugli eventi dell'universo di DOOM, getta luce sul passato dello Slayer e accenna a cose che devono ancora avvenire.

    - Litografia "Il dono dell'energia Argent" 28 x 43 cm

    - Skin DOOM Slayer demone

    - Pacchetto suoni classici armi: effetti audio vintage per le armi di DOOM Eternal

    - Cofanetto SteelBook esclusivo: creato su misura dal grafico e illustratore Gabz in collaborazione con Mondo, il cofanetto SteelBook incluso in DOOM Eternal Collectos's Edition è un oggetto unico nel suo genere e riservato ai fan più accaniti.

    - Il gioco DOOM Eternal

    DOOM Eternal Deluxe Edition

    - Pass Anno 1: accesso a due add-on per la campagna giocatore singolo disponibili entro il 1° anno dall'uscita di DOOM Eternal. Con nuove prospettive e nuovi modi di giocare, queste storie separate esplorano gli eventi che hanno portato alla disfatta della terra contro i demoni.

    - Skin DOOM Slayer demone

    - Pacchetto suoni classici armi: effetti audio vintage per l'arsenale di DOOM Eternal

    - Gioco DOOM Eternal

     

    Sviluppato da id Software, DOOM Eternal è il seguito diretto del pluripremiato bestseller DOOM (2016). Prova la combinazione suprema di velocità e potenza combattendo tra le dimensioni in questo aggressivo sparatutto in prima persona. Basato sul motore grafico idTech 7 e arricchito da una nuovissima colonna sonora dal ritmo incalzante composta da Mick Gordon, DOOM Eternal ti mette nei panni del DOOM Slayer, con il compito di fare a pezzi demoni vecchi e nuovi con armi potentissime in mondi incredibili e mai visti prima.