• 16/06/2017 - Un platform/shooter dal sapore arcade: Matterfall

    matterfall

    Durante questo E3 tra i vari titoli mostrati alla conferenza Sony venne buttato lì un trailer di un certo Matterfall, un platform/shooter dal ritmo frenetico nato dal lavoro dei ragazzi di Housemarque.

    Se il nome della Software House non fa suonare nelle vostre teste nessun campanello forse lo faranno i titoli di alcuni loro titoli: Dead Nation, Resogun, Super Stardust: Delta; ancora niente?

    La loro nuova creazione è ormai ad un passo dall’uscita ed arriverà su Playstation 4 domani (16 agosto), il tempo è quindi maturo per parlarne un po’ insieme.

    L’incipit narrativo è introdotto in modo chiaro e rapido da una filmato di apertura: una strana materia aliena che si intendeva utilizzare come vantaggio tecnologico sembra essere andata totalmente fuori controllo ed ora mostra di avere i connotati di una vera e proprio infezione in grado di rivoltare le macchine contro i propri padroni. Parte della popolazione è stata evacuata in fretta e furia ma buona percentuale della popolazione civile resta ancora sotto il giogo delle violente macchine, unico baluardo per la loro salvezza un mercenario: Avalon Darrow.

    Partendo da questo incipit molto classico per la narrazione fantascientifica verremo catapultati all’interno di livelli ad ampio sviluppo verticale, in una corsa adrenalinica e violenta fino al raggiungimento del Boss finale.

    matterfall ps4 1

    Come dicevamo in testa di articolo il titolo vuole essere un platform/shooter ed ecco quindi che i livelli, pur realizzati con modelli a tre dimensioni, manterranno il classico sviluppo in 2D con un Level Design ben congeniato, in grado di unire una buona estetica con delle sessioni interessanti e ben calate nell’universo sci-fi che si è voluto creare. La strutturazione dei livelli è stata poi pensato per lavorare in tandem con la disposizione ed il numero dei nemici e con un sistema di controllo che, seppur possa risultare inizialmente spiazzante, rivela tutta la sua potenzialità nello scorrere dei frenetici livelli, risultato ultimo della somma di questi elementi si rivetta essere un livello di sfida ed un “senso arcade” davvero molto pregiato.

    A svolgere un ruolo chiave saranno i due analogici: il sinistro sarà deputato al movimento di Avalon ed il destro a far fuoco (semplicemente inclinando della direzione di fuoco desiderata). Il tasto L2 ci permetterà prevalentemente di utilizzare la materia blu (”opposto” della materia rossa nemica) per riempire rapidamente alcune piattaforme così da poterle utilizzare, R1 sarà il tasto deputato ai salti ed ai doppi salti, con L1 potremo generare un’onda di materia (una sorta di attacco ad area) o scattare (scatto anche in grado di passare attraverso alle piattaforme di materia blu), alle frecce direzionali sono assegnati i vari potenziamenti secondari poi utilizzati attraverso la pressione di R2, l’ultimo elemento del sistema di controllo è il tasto quadrato che ha il compito di liberare il “sovraccarico” così da infliggere una devastazione senza eguali ai nostri nemici (il sovraccarico è però utilizzabile solo a seguito del riempimento di un’apposita barra che va colmata incasellando combo, evitando di farsi ferire ed arrecando danni ai nemici).

    matterfall screen 06 ps4 eu 14jun17

    Come detto il sistema di controllo può inizialmente spiazzare (e questi sono solo alcuni degli elementi del gameplay che il titolo sarà in grado di offrirvi) ma gli sviluppatori si sono impegnati a dovere per offrire ai giocatori una curva di difficoltà in grado di accompagnarli nella scoperta delle varie possibilità messe a loro disposizione. Quindi attraverso un po’ di sperimentazione ed esperienza, si riuscirà rapidamente a padroneggiare il tutto per poi entrare in quello stato interiore (così comune ai vecchi giochi) in cui vi lascerete guidare dagli stimoli visivi che il gioco vi metterà davanti così da spegnere il raziocinio e trasformarvi, lentamente, in una macchina assassina. Ovviamente Matterfall resta comunque un gioco dalla forte componente arcade e, come ogni arcade che si rispetti, richiede una coordinazione oculomotoria non facile da raggiungere per tutti ma, proprio come molti altri arcade, è in grado di generare in voi un appagamento ed una “rota” (passatemi il termine) tipica dei più sadici arcade game di un tempo. A coronare queste sensazioni così retrò ci penserà la presenza di una classifica online in grado di galvanizzare gli amanti della “vecchia scuola” in sfide all’auto perfezionamento.

    Dal punto di vista grafico il titolo si comporta a dovere con buoni effetti particellari, un generico buon livello di dettaglio visivo e, cosa più importante per un titolo del genere, un frame rate che si mantiene stabile così da non tradirci durante le sessioni di gioco. I non aglofoni saranno poi felici di sapere che il gioco si presenta totalmente localizzato nella lingua del nostro bel paese.

    Insomma sembra che l’ultimo lavoro di Housemarque voglia essere un platform fresco e moderno, in grado di miscelare sapientemente gli elementi di un genere vecchio come il videogioco con delle meccaniche nuove in grado di eliminare gli eventuali strati di ruggine che, qualcuno, in esso potrebbe trovare. E seppur la longevità del titolo non sia per nulla delle migliori il fattore sfida e la potenziale rigiocabilità sembrano essere lì proprio per colmare la lacuna.

    Certo se non amate quei giochi in grado di richiedere il vostro impegno e far crescere in voi un misto di amore ed odio allora magari potreste non apprezzare ciò che Matterfall ha da offrirvi; in caso contrario preparatevi a liberare i vostri eccessi di adrenalina e qualche offesa per la divinità di turno.

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 27/04/2017: Tempo di Favole nere con Little Nightmares

    little nightmares

    Little Nightmares è un progetto piccolo ed atipico in arrivo tra pochi giorni su PC, Playstation 4 ed Xbox One. Con una breve durata ed un costo ridotto questo inconsueto platform vuole offrirvi un’esperienza differente e totalmente personale (a tal proposito la mente corre a titoli come Unravel o Limbo).

    Può un’esperienza minore risultare vincente in questo mercato fatto di giochi tripla A e produzioni mastodontiche? A mio avviso può. Ma per farlo deve necessariamente cercare la propria via, offrirci un’esperienza che sia solo sua, magari deliziarci con delle buone idee, o con un’estetica ed un fascino del tutto particolare, o chissà con cosa...

    Qual è la strada che i ragazzi del piccolo team svedese (NDR: Tarsier Studios) hanno scelto di percorrere quindi? Se volete la mia opinione penso proprio che la loro sia una scelta coraggiosa.

    Una scelta che ci ricorda come i giochi oggi giorno possano intraprendere la via che preferiscano. Ci sono giochi che puntano tutto su gameplay perfette che vanno padroneggiati e addomesticati, giochi che vogliono emozionarci e coinvolgerci puntando tutto su una narrazione maestra, giochi che preferiscono puntare tutto su una grafica “spaccamascella” ed un’offerta rodata ma solida.

    Questo Little Nightmares sembra voler essere più che altro una piccola fiaba dell’orrore, un piccolo racconto da consumare voracemente in una manciata di ore, magari poco prima di andare a letto.

    Il gameplay del titolo appare ridotto all’osso offrendoci un platform che non vuole offrirci una sfida tecnica, sembra piuttosto una scusa per esplorare le meravigliose ambientazioni, risolvere qualche enigma esplorativo, sopravvivere ad un terribile inseguimento.

    A farla da padrone non sarà nemmeno una trama complessa ed articolata poiché, anche in questo, il piccolo Little Nightmares non vuole essere canonico ma preferisce puntare sul non detto e su dei suggerimenti più che altro visivi.

    little night game

    Ma siamo sinceri, quando mai abbiamo cercato complessità di trama ed intreccio in una piccola fiaba?

    Cosa ci offre questo gioco insomma? Ci offre le sensazioni, ci offre il fascino di una squisita originalità, ci offre una sensazione di inquietudine impalpabile.

    Torneremo a quei giorni lontani (più o meno lontani), rivivremo quelle sensazioni che riempivano alcuni giovanili risvegli quando, rannicchiati nei nostri letti poco dopo esserci svegliati un incubo già dimenticato, trovavamo a malapena la voce per chiamare papà o mamma, per farci coraggio senza sapere bene di cosa avessimo paura… magari quell’ombra sotto il letto… magari quella sagoma vicino alla finestra… magari solo una sensazione di pericolo non meglio definita.

    Per intenderci: siamo di fronte ad un gioco che potrebbe deliziare alcuni di voi e lasciarne totalmente impassibili altri.

    Per cui vediamo di capire qualcosa in più della Fiaba che andremo a vivere, nella speranza di darvi un’idea più precisa di questi mondi e lasciare alle vostre sensazioni la scelta sull’acquisto o meno del titolo.

    La storia che vivrete è quella della piccola Six e partirà così, senza dirvi nulla, lanciandovi in mondi grotteschi, sporchi ed a tratti angoscianti. Scopriremo (a voler essere attenti) di muoverci nelle stanze delle Fauci, un misterioso ambiente nelle profondità del mare. Un mondo nato dagli incubi giovanili, popolato da giganteschi mostri che sembrano davvero essere ovunque, un mondo di deformità particolarissime e proporzioni sbagliate ma totalmente convincenti.

    E saranno proprio Le Fauci a dar concretezza al nostro viaggio, a catturare i più attenti di voi, quelli che cercano il fascino, l’originalità che Tim Burton sembra aver recentemente perso, le bizzarrie che sembrano internamente coerenti ed in un qualche, stranissimo, modo concrete e credibili.

    Questi mondi da incubo sono dotati di un fascino che è impossibile non riconoscere, ricreati tra le altre cose con un’ottima sapienza tecnica in grado di dar concretezza e corpo ad ogni deforme abitante che si ostinerà ad inseguire la nostra microscopica Six.

    Una perla di minute dimensioni ma ben realizzata, una corta, meravigliosa, fiaba nera che, seppur in grado di regalarci solo poche ore di racconto, riesce ad affascinarci, a farci sentire persi e braccati.

    Un tuffo nelle nostre notti insonni lontane, quando quegli incubi non sembravano finire mai. E così come un tempo la nostra corsa per la salvezza sembrava non portarci da nessuna parte, ora la fuga di Six sostituirà ogni istante di salvezza con una nuova, enorme, minaccia.

    Insomma cosa consigliarvi in definitiva?

    Se è la sfida del gameplay ciò che cercate forse sarete tra quelli che, pad alla mano, non apprezzeranno quanto questo Little Nightmares ha da offrire. Se invece l’idea vi affascina anche solo un po’ io vi consiglio di guardare qualche immagine, qualche minuto di video e sentire le sensazioni che questo gioco vi suggerirà.

    Se nella vostra mente sorgerà qualche istante di meravigliato stupore allora forse questo Little Nightmares saprà stregarvi.

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 27/10/2017 - Il Re è tornato: Super Mario Odyssey

    SuperMarioOdyssey

    Il Re è tornatoe, nel farlo, sembra proprio abbia scelto di rivoluzionare nuovamente la sua stessa naturae riuscendo, ancora una volt,a ad approcciare in un modo insolito a ciò che è sempre stato solito…

    A pensarci sembra proprio che Switch voglia accogliere le icone Nintendo in un modo differente. Lo ha fatto magnificamente con quella perla di The Legend of Zelda: Breath of the Wild e si accinge a bissare l’esperienza con questo Super Mario Odyssey.

    L’ultima fatica della mascotte Nintendo per eccellenza sembra voler ambire a ciò che un tempo fece con Super Mario 64: aprire la porta ad un modo nuovo e vasto di essere Super Mario. Ai tempi del 64 lo fece sfruttando un tuffo nelle tre dimensioni, oggi lo fa sfruttando un approccio open world da applicare però a delle macro aree di gioco. Insomma come per Zelda torna un nuovo modo di sfruttare una formula ormai comune a molti altri videogiochi.

    I richiami a quello storico capitolo uscito sulla console dal pad “tricornuto” appaiono evidenti nel sapore generale che si vive nell’essere traghettati all’interno di una similare struttura ricca di mondi e situazioni estremamente variegate. Nel riproporci l’assunto di partenza di quel titolo però egli si arricchisce ora a tal punto da diventare un gioco così abbondante e denso da risultare pressoché mastodontico! Al suo interno troveremo idee che facilmente ricondurremo a tutta la storia che il baffuto eroe ha accumulato negli anni alle sue spalle e, tra rimandi, richiami e citazioni varie, i fan più incalliti non potranno non essere deliziati.

    Super Mario Odyssey

    L’incipit si mantiene classico, Bowser vuole mettere le sue zampe su Peach e, questa volta, vuole farlo “finché morte non li separi”. Toccherà ovviamente a Mario porre rimedio al misfatto ancor prima che avvenga e, nel portare a termine il lungo compito, avrà questa volta un partner di tutto rispetto: Cappy.

    Il nuovo socio di Mario vorrà infatti cercare di salvare la sorella Tiara “schiavizzata” con il solo scopo di abbellire la bionda chioma della principessa nel fortunato (o sfortunato a seconda dei punti di vista) giorno.

    Il nostro Cappy fungerà quindi da apriporta alla maggior novità del titolo, andando ad offrire al videogiocatore una miriade di situazioni differenti grazie al suo potere: la possibilità di impossessarsi dei nemici in puro stile “possessione”!.

    Dopo gli iniziali eventi partirà un’avventura che ci vedrà spostarci, grazie ad un’astronave, per l’intero universo alla disperata ricerca di molte preziose Lune da raccogliere all’interno dei vari mondi, così da poter potenziare la suddetta nave e continuare il disperato inseguimento!

    Come anticipato poco più in alto questi mondi rappresenteranno delle vere e proprie macro-zone open world in cui muoverci liberamente tra miriadi di nemici, simil-quest, sfide di abilità, scrupolosa esplorazione e chi più ne ha più ne metta!

    Ed è proprio grazie alla voglia di creare situazioni differenti e caleidoscopiche che Nintendo raggiunge forse il suo punto più alto nelle dinamiche del gioco: la variabilità più assoluta sotto tantissimi punti di vista.

    E, seppur ogni capitolo principale di Super Mario ci abbia da sempre abituato ad una parte di novità e sperimentazione, questo capitolo sembra proprio voler spingere l’acceleratore in modo sfrenato su questa componente, regalandoci mondi normalmente lontanissimi da questo immaginifico universoma anche trovate sempre nuove ed, in alcuni casi, davvero geniali.

    super mario o world

    La ricerca maniacale di Lune ci spingerà a passare numerose ore sul titolo, anche molto dopo aver concluso gli eventi principali dello stesso e, nel farlo, ci chiederà di continuare a sperimentare soluzioni sempre differenti per scovare segreti nascosti ovunque all’interno dei vasti livelli di gioco. Ad aumentare in modo esponenziale il senso di novità torneranno ancora una volta le molte creature da possedere e lo sfruttamento delle loro caratteristiche uniche in un susseguirsi di trovate originali non potrà non lasciarvi ciclicamente sbalorditi ed incantati.

    Certo l’apertura a questo approccio nuovo rispetto al gameplay classicamente platform ne ha rivoluzionato drasticamente anche gli equilibri interni, andandoci ad offrire un titolo in cui la difficoltà di gioco è solo un elemento marginale rispetto al totale. Il tutto si fa sicuramente meno serrato e più tollerante ma, a questo cambio, si affianca un vero e proprio spostamento del focus di gioco che ora si incentra sulla libertà di azione, sulle invenzioni dei videogiocatori atte a risolvere fantasiosamente le situazione (sensazione che a tratti avevamo provato anche nel già citato Breath of the Wild) e su una mole di contenuti così vasta e variegata da bilanciare abbondantemente il carico grazie a tonnellate di Lune da reperire qua e là. Sia ben chiaro che esisteranno comunque fasi classicamente platform in cui Mario risponderà come ha sempre fatto in passato ed in cui l’abilità, pad alla mano, sarà necessaria, ma questi elementi saranno solo singoli pezzi di un, ben più vasto, puzzle. Un’opera di incastri tra piccole sessioni autonome (quasi delle mini-situazioni da dover risolvere) che però riescono a costituire dei livelli vastissimi in cui muoversi, esplorare, curiosare come, e più, di quanto fatto anni fa grazie a Super Mario 64!

    Volendo spendere poi due parole per il comparto visivo c’è da dire che, malgrado non tutti i mondi sembrino sposarsi al meglio con gli stili morbidi e rotondeggianti dell’idraulico, la loro resa riesce a restare comunque positiva anche contando poi la generale bellezza e cura di tutto ciò che ci circonderà (e che si muoverà fluidamente a 60 frame al secondo). Certo, il passaggio da portatile a fissa si noterà, andando a mostrare qualche imperfezione qua e là ma stiamo davvero parlando di poca cosa se paragonato ad un generale colpo d’occhio carico di bellezza, fascino, meraviglia.

    Agli ottimi shader, alle deliziose animazione ed agli strabilianti effetti di luce si affianca poi una componente musicale in grado di accompagnarci per tutte le ore che passeremo (e saranno davvero taaaaaante) in compagnia di Mario e Cappy con maestria ed, ancora una volta, variabilità. Così da contribuire a supportare ogni livello ed ogni momento di gioco al meglio e fare da contrappunto positivo alla più vasta esperienza finale.

    Insomma, come dicevamo in fase iniziale di analisi: il Re è tornato! E, seppur ogni capitolo principale ci abbia sempre stupito per alcune, originalissime, trovate, questo Super Mario Odyssey è pronto a travolgerci e rapirci, costringendoci (in modo assolutamente positivo) a passare giorni e giorni con il nostro fido Nintendo Switch sempre al nostro fianco. Staccarsi da questi mondi, da questo costante senso di meraviglia, di scoperta e di ricerca sarà davvero difficile e, quando alla fine riporrete la cartuccia una volta per tutte (ed immaginare quella data risulta invero arduo!), vi troverete a chiedervi: Ok Nintendo ed ora cos’altro potrai inventarti???

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 27/10/2020 - Oddworld: New ‘n’ Tasty! approda su Switch [Comunicato stampa]

    Oddworld New n Tasty locandina

    Nei giorni passati i ragazzi di Microids hanno annunciato l'arrivo di Oddworld: New ‘n’ Tasty su Nintendo Switch.

    Eccovi di seguito i dettagli estratti dal comunicato stampa ufficiale:

    Il cult game di Oddworld Inhabitants, Oddworld: New ‘n’ Tasty che mischia action, puzzle e platform, arriva su Nintendo Switch il 27 di ottobrein edizione standard e limited.

    New ‘n’ Tasty porta in tavola gli ingredienti più succosi, come visual e audio mozzafiato, migliorati e rigorosamente bio, un gameplay alimentato da pascoli d’alpeggio pieno di azione decisamente speziata, e una deliziosa storia che se non se la mangeranno i fan, sicuramente lo faranno i Glukkons!

    La storia inizia col nostro eroe Abe nei panni di un semplice uomo delle pulizie a RuptureFarms, prima di sentire per caso il suo capo, Molluck the Glukkon, discutere di come impiegare proprio Abe e i suoi amici Mudokons come Tasty Treats, dolcetti da utilizzare come ultima risorsa per risollevare l’impero dell’industria della carne dei Molluck.

    Oddworld: New ‘n’ Tasty è realizzato in collaborazione con Microids. I giocatori Nintendo dovranno aiutare Abe nel suo epico viaggio nel tentativo di sfuggire al suo destino e salvare i suoi amici Mudokons alla RuptureFarms e magari diventare qualcosa di ben più grande di quel che aveva mai immaginato: l’elemento catalizzatore del cambiamento epocale in un mondo dominato dall’oppressione.

    Ce la farà Abe a cambiare il suo destino e quello di migliaia di altri Mudokons? Avrai lo stomaco per accompagnare Abe nella sua straordinaria avventura? Oppure lascerai che Abe diventi parte del menu? Scoprilo il 27 ottobre!

  • 30/06/2017: Pronti al ritorno di Crash Bandicoot?

    crash prenota

    Ci avviciniamo con passo sicuro a Giugno, mese sacro nel mondo dei videogiochi, questo perché nel corso di Giugno ogni anno si svolge una delle più importanti fiere di settore, l’Electronic Entertainment Expo,in quest’occasione il videogiocatore incallito viene travolto da vagonate di informazioni sull’andazzo futuro di questa splendida passione (NDR: a tal proposito sappiate che per questo E3 stiamo preparando qualcosa di speciale per voi).

    Se tra voi lettori vi è qualche fan Sony ricorderà con con piacere la conferenza losangelina del passato anno. Da molti considerata ottima (alcuni dicono addirittura la migliore dello scorso anno), ricca ti novità e di emozioni. In effetti all’interno del tempo a sua disposizione Sony è riuscita ad annoverare un paio di istanti di pura esaltazione, tra questi uno riuscì a far esplodere di gioia l’intera sala gremita di ospiti, come anche buona parte dei fan più storici della casa giapponese. Stiamo parlando di quando, sul palco, comparve la silhouette del, mai dimenticato, Crash Bandicoot.

    Così faceva il suo primo ingresso nel mondo dell’ufficialmente noto la riedizione della storica trilogia della mascotte Sony.

    Un nuovo Giugno è ormai alle porte e, in modo quasi simbolico, questa volta si concluderà proprio con l’arrivo di Crash Bandicoot N-Sane Trilogy per le nostre Playstation 4.

    Forse ben consci del profondo amore che lega i fan storici al brand i ragazzi di Vicarius Vision hanno scelto di trattare questa remastered con i guanti. Il risultato finale sembra infatti non voler stravolgere minimamente nulla dell’originale, ed amata, ricetta. Ecco quindi che ogni singolo elemento è stato riproposto alla perfezione, sia in termini di costruzione dei singoli livelli di gioco (con tanto di identiche scorciatoie segrete) sia in termini di design generale di personaggi ed ambientazioni.

    Alla fedelissima realizzazione generale si affianca però la maggior potenza delle moderne macchine da gioco;ben distanti da quanto visto ai tempi della prima Playstation. I tre titoli hanno quindi subito una sostanziale opera di “make-up atta a migliorare l’aspetto che, maggiormente avrebbe risentito del passare degli anni. Ad aver subito le migliorie più sostanziali (oltre agli ovvi modelli poligonali come anche all’adattamento per l’alta definizione) sono le animazioni generali. Le varie, ironiche, scenette a cui lo strampalato protagonista ci ha abituato ritorneranno quindi più vive che mai, pronte anche questa volta a strapparci ben più di un sorriso.

    Altro aspetto altamente positivo di questa riedizione risiede nel “nuovo” comparto audio. Fanno il loro ritorno i vari brani (rimasterizzati per l’occasione) presenti nei tre vecchi capitoli (stiamo parlando di circa cento pezzi diversi!) a cui si affiancano: un ottimo ridoppiaggio estremamente rispettoso delle sonorità passsato ed una miriade di suoni strampalati e buffi.  Come per le animazioni anche questa volte il risultato generale è quello di una colonna sonora estremamente viva ed energica, in grado di accompagnare il nostro incedere simpaticamente e sempre pronta a modificarsi in funzione di ambiente e situazioni.

    crash screenshot

    A poter forse spiazzare i videogiocatori più giovani ci penserà però la componente puramente giocosa. L’impianto ludico ha infatti risentito del peso degli anni, offrendoci un Platform caratterizzato dai dei ritmi tipici della prima era Playstation. Questo elemento farà di certo la felicità dei nostalgici ma potrebbe anche fare degli scontenti tra chi si aspetta un gioco più simile ai ritmi del videogioco moderno. Sembra proprio che questo Crash Bandicoot N-Sane Trilogy voglia riproporre in tutto e per tutto le sensazioni ludiche di quel periodo. Ci viene quindi consegnato un Platform dall’incedere singhiozzante e ragionato, con un livello di sfida figlio del passato e dei salti da calibrare al millimetro, in grado di farci tornare a lanciare pad fuori dalla finestra dopo l’ennesimo errore.

    A tal proposito l’utilizzo delle telecamere fisse potrà, alle volte, risultare fastidioso e frustrante come, ahinoi, accadeva in passato. Alcune sequenze di salti saranno perciò rese più ostiche dalla difficoltà di calibrazione degli stessi proprio per colpa della telecamera posta dietro il nostro eroe rischiando di farci precipitare nel vuoto ancora ed ancora.

    Insomma il peso degli anni riesce a tratti a farsi sentire mostrando forse il fianco ad una frustrazione generale che potrebbe farsi occasionalmente fastidiosa; a tal proposito si sarebbe forse potuto pensare di rinunciare ad un minimo di fedeltà a favore, magari, di qualche soluzione presa in prestito dai Platform game più recenti…

    Qualche piccola differenza è, in realtà, stata introdotta (o per meglio dire ampliata). Forse alcuni di voi ricorderanno la difficoltà dinamiche del terzo capitolo (NDR: in pratica il gioco regola la difficoltà di certe sessioni in funzione di quante morti voi abbiate subito in quella sequenza), ecco che, forse proprio per ridurre il rischio concreto di frustrazione, gli sviluppatori hanno scelto di ampliare questa soluzione anche ai primi due giochi. Oltre a questa soluzione sono poi stati introdotti, ad inizio livello, alcuni piccoli indizi in grado di suggerire al videogiocatore qualche possibile soluzione futura.

    In definitiva l’impressione finale è quella che, malgrado i piccoli aggiustamenti qua e là, i ragazzi di Vicarious Vision si siano avvicinati a questa riedizione con religioso rispetto, preferendo rischiare di riproporre elementi forse in parte negativi, ma comunque fedeli al passato, rispetto a rischiare di scontentare milioni di fan sparsi per il mondo con alcuni stravolgimenti delle dinamiche storiche.

    Insomma Crash Bandicoot è pronto a tornare sulle nostre Playstation e, nel farlo, promette di riproporre un’esperienza in grado di andare perfettamente a braccetto con quella vena di nostalgia, mista a retrogaming, che sembra invadere molti giocatori oggi giorno…

    Un gioco ri-realizzato con rispetto assoluto, che ha forse l’obbiettivo di gettare luce su alcuni elementi del passato che possono essere recuperati e serviti, ancora una volta, al tavolo del divertimento e della sfida. Resta solo da capire se, nel riproporci queste vecchie glorie, non si corra il rischio di indispettire chi non sia più abituato ad abbracciare la sfida, ad accettare la frustrazione come componente del gameplay stesso, anche se, a giudicare dalla fama che giochi dal sapore squisitamente retro stanno ultimamente riscuotendo, la scommessa potrebbe essere in parte già vinta.

    Voi che ne pensate?

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • Speciale 2017 - Prima parte: Videogiochi consigliati.

    Ed anche il 2017 si accinge ad esaurirsi, è quindi giunto il momento per il ritorno della nostra “la lista dei consigli”sui migliori dei titoli di questo grande anno videoludico. Dal nostro punto di vista questi sono quindi i giochi che, qualora vi interessi la tipologia, dovreste cercare di recuperare (solo nel caso voi non li abbiate già spolpati o, magari, rimediati proprio nelle recenti festività natalizie).

    Precisiamo come sempre che, anche per quest’anno, esporremo la nostralista dei preferiti ma molti esclusi potrebbero rientrare tranquillamente nei favoriti di altri videogiocatori.  Qual ora il vostro titolo del 2017 non risulti in lista vi invitiamo a mantenere il sangue freddo ed a non sentirvi offesi in alcun modo dalla nostra selezione ma, magari, a cogliere l’occasione per commentare sulla nostra pagina Facebook così da poter magari suggerire il titolo anche ad altri utenti. A tal proposito ricordate che oggi ci occuperemo solo della prima metà dello speciale (la seconda parte in arrivo nei prossimi giorni) andando a vedere gli eletti dell’anno per le categorie: Platform, Strategici, Avventure e GDR.

    Ed ora, partiamo!

     

    Per gli amanti dei Platform.

     

    - Super Mario Odyssey.

    SuperMarioOdyssey

    Ogni nuova iterazione di Mario 3D tende ad inventare qualcosa, a definire degli elementi di pregio che trasportino delle movenze e delle dinamiche classiche e storiche in un universo di possibilità nuove. E, ancora una volta, Super Mario centra l’obiettivo. Questo Odyssey è un concentrato di trovate sempre nuove, un titolo che non può non stupire con le sue mille soluzioni uniche, magari presenti solo per una manciata di minuti nel bilancio generale del titolo ma non per questo meno geniali e spiazzanti(nel senso più positivo del termine).  Un gioco che definisce lo stato d’arte del platform a tre dimensioni e che, da solo, può regalarci un quantitativo di trovate originali ed ingegnose (molte ovviamente legate all’introduzione di Cappy e delle sue Capture) in grado di far impallidire qualsiasi altro esponente del genere. Un capitolo perfettamente capace di reggere tra le guantate mani di Mario l’intero genere di appartenenza per quest’intero anno!

    Metascore: 97.

    Disponibile da Ottobre su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

    Per gli amanti degli Strategici.

     

    - Mario + Rabbids: Kingdom Battle.

    MarioAndRabbidsKingdomBattle EU

    Uno dei giochi che ho apprezzato maggiormente quest’anno, un titolo che, fin dalla sua presentazione all’E3, è stato in grado di conquistarmi e stupirmi per la perfetta riuscita di quella fusione tra i mondi di Mario e la follia dei Rabbids marchiati Ubisoft! Uno strategico a turni in salsa XCOM in grado di guidare i neofiti nelle sue dinamiche e, nei livelli più avanzati, di soddisfare i più smanettoni di noi. Insomma una combinazione difficile che però centra perfettamente il suo obiettivo, un gioco in grado di coinvolgerci e divertirci grazie all’irriverenza dei Rabbids:creature perfettamente capaci di infondere nel regno dei funghi una malsana (ma sorridente) follia!

    Metascore: 85.

    Disponibile da Agosto su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

     

    Per chi cerca Avventure da ricordare.

     

    - The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

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    Quest’anno sarà certamente ricordato come l’anno di Nintendo Switch; non solo perché il suo successo ha confermato che in casa N abbiano fatto nuovamente centro ma, soprattutto, perché questo 2017 ha dimostrato come la piccola ibrida di casa possa essere supportata con molti pezzi da novanta. Arrivato sul mercato insieme alla console questo titolo ha saputo far breccia nei cuori dei videogiocatori e della critica! La casa di Kyoto è riuscita a calare la sua leggenda in un mondo open world in grado di riscriverne le dinamiche principali. Un nuovo approccio in grado di valorizzare il mondo stesso al punto da spingere il giocatore al suo interno prevalentemente grazie al senso di scoperta, meraviglia e stuporeche questa Hyrule è in grado di ispirare. Non a caso stiamo parlando proprio del titolo eletto Gioco dell’Anno ai The Game Awards. Se non lo avete recuperatelo fatelo al più presto, da solo potrebbe rendere sensato addirittura l’acquisto della console!

    Metascore: 97.

    Disponibile da Marzo su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - Horizon: Zero Dawn.

    horizon

    Si resta in campo di open world ma ci si sposta sul lido principale di casa Sony per parlare di un gioco sicuramente più classico nelle sue dinamiche e strutture ma non per questo meno coinvolgente. I ragazzi di Guerrilla Games confezionano infatti un mondo visivamente sbalorditivo, emozionante e coinvolgente in grado di fondere una natura semi-incontaminata con delle macchina (a loro modo) senzienti. Un futuro post-post-apocalittico in cui la specie umana e regredita enormemente, al suo interno vestiremo i panni della bella Aloy per cercare di svelare i molti misteri che si celano sparsi tra secolari foreste, vaste montagne e pericolosissime fiere meccaniche. Se amate gli open world e volete restare a bocca aperta di fronte a paesaggi assolutamente sublimi non potete perdervi questo titolo!

    Metascore: 89.

    Disponibile da Marzo su Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - Uncharted: L'Eredità Perduta.

    PS4 Uncharted TLL

    Lo scorso anno abbiamo avuto l’occasione di vivere il capitolo conclusivo delle avventure di Nathan Drake quest’anno invece i più nostalgici tra noi hanno avuto l’occasione di recuperare un nuovo inizio in quell’universo di gioco tanto amato. Ecco quindi che i Naughty Dog ci consegnano uno spin-off che ruota attorno a due eroine (Chloe e Nadine) e ci offre un’avventura più breve ma dai ritmi e dalla qualità ludica dei pezzi da novanta, torna un’ottima narrazione, sceneggiatura, scrittura e recitazione tutto arricchito da ogni elemento ludico che abbiamo apprezzato in Uncharted 4: Fine di un ladro. Insomma se avete amato le avventure di Nathan non dovreste lasciarvi sfuggire le vicende dell’amica Chloe!

    Metascore: 84.

    Disponibile da Agosto su Playstation 4.

     

    - Assassin's Creed Origins.

    ac origin cover

    Personalmente non sono mai stato un grande fan della, lunga, saga degli assassini. Trovo infatti che, tolti i primi capitoli di sicuro interesse, la saga si sia rapidamente impantanata in dinamiche troppo simili a se stesse, limitandosi ad aggiungere qua e là qualcosa (si vedano ad esempio gli interessanti scontri navali) per poi proporci uno stesso gioco in ambienti, e con eroi (ed antieroi), differenti. Le iterazioni della saga stavano cominciando anche a stancare gli affezionati di Assassini e Templari ed ecco quindi che inUbisoft ha pensato bene di ripartire dagli albori del tutto (sia per cronologia che come vero e proprio nuovo inizio per l’intera saga). Quest’operazione è riuscita a consegnarciun titolo adulto, più stratificato e profondo, in grado di accompagnare leaffascinanti vicende egizie con ungameplay rinnovato al punto daridefinire lo stesso combat system (uno degli elementi che, personalmente, non mi ha mai convinto del tutto). Tra nuove aggiunte, sistemazioni varie ed una storia che sembra poter fungere da redivivo punto di partenzagli assassini sono tornati più in forma che mai!

    Metascore: 83.

    Disponibile da ottobre su Pc, Xbox One e Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - NieR:Automata.

    nier automata

    Ci spostiamo ora in pieno sol levante per dedicare qualche istante ad un titolo che, pur lontano dalla perfezione oggettiva, ha al suo interno alcuni elementi di così alto pregio da rendere praticamente trascurabili i suoi stessi difetti. Da una parte abbiamo degli oggettivi limiti visivi ed un equilibrio ludico interno non perfetto e bilanciato. Ma, dall’altra abbiamo una colonna sonora stupenda, quantitativi di genio imponenti, momenti di folle e sublime unicità e vagonate di originalità ovunque si posi lo sguardo. NieR è un’esperienza che definisce il concetto stesso di libertà artistica e di sviluppo, un titolo in grado di emozionarvi e stupirvi con il suo fregarsene di regole e canoni definiti negli anni, un melting pot di generi diversi che si fondono con una naturalezza incredibile ma, soprattutto, è un gioco in grado di coinvolgervi e divertirvi con un’azione ottimamente concepita e realizzatadai (mai troppo lodati per quanto mi riguarda) PlatinumGames!

    Metascore: 86.

    Disponibile da Marzo su Pc e Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    Per chi ama i GDR.

    - NioH.

    Nioh cover

    Un po’ avventura, un po’ GDR il primo titolo che ci sentiamo di nominare è proprio un souls like realizzato dalle sapiente mani del Team Ninja. Non solo caratterizzato da un’atmosfera unica in grado di miscelare elementi del Giappone feudale, misticismo di varia natura e scontri che nulla hanno da invidiare all’ormai famoso Dark Souls ma, soprattutto, arricchito anche da dinamiche interessanti e fresche che ben riescono a portare una ventata di innovazioni nell’ancora g genere ludico di riferimento (e chi sospettava se ne sentisse di già il bisogno?). Quest’esclusiva riesce a riportarci in mondi violenti in cui, il minimo errore può voler dire la morte, un universo di gioco che riuscirà però ad impossessarsi di noi ed a costringerci a continuare ad affinare le nostre tecniche di combattimento fino alla sua conclusione (o al volo di gioco, pad e console dalla finestra).Un gioco che ogni amanti dei souls like non può non possedere!

    Metascore: 88.

    Disponibile da Febraio su Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

    - Divinity: Original Sin 2.

    divinity original sin 2

    Quest’anno non si può parlare di GDR senza nominare questo titolo, malgrado sia disponibile solo su Pc questo gioco può già essere considerato un nuovo punto di arrivo per l’intero genere dei GDR occidentali isometrici. Un titolo che, oltre ad essere praticamente enorme, non ha un solo elemento importante fuori posto. Non solo abbiamo un’ottima storia e dei personaggi indimenticabili fusi in una narrazione ottimale ma anche, e soprattutto, un gameplay perfetto ed una libertà di approccio e di azione assolutamente incredibile in grado di riflettersi in un divertimento più che invidiabile!

    Metascore: 93.

    Disponibile da Settembre su Pc.

     

    - Persona 5.

    persona 5

    Ed ora è tempo di dedicarci ai GdR giapponesi e non possiamo non cominciare parlando di Persona 5. Ultimo capitolo della storica serie giapponese in grado di dimostrarsi ancora una volta più che ottimo. Esclusiva Playstation in grado di fare la felicità dei fan del genere e della saga con ore ed ore di contenuti, estetica sublime e tanto, tanto, carisma! Vivendo le vicende dei Phantom Thievs verrete invischiati in una storia matura e profonda in grado di fondere la città di Tokyo con dei mondi interiori plasmati dalla psiche di innumerevoli uomini corrotti dai vizi e dai piaceri carnali. Ciò che avrete per loro sarà una lunga via verso il pentimento forzato che passerà, inevitabilmente, attraverso le violente mani dei vostri Persona (un po’ personificazioni di istinti e caratteri, un po’ spiriti e demoni). Un gioco complesso (non semplificato dalla sola lingua inglese presente) ma anche grandioso, una piccola perla artistica che ci ricorda perché amiamo il Giappone!

    Metascore: 93.

    Disponibile da Aprile su Playstation 3 e Playstation 4.

    Articolo di riferimento qui.

     

    - Xenoblade Chronicles 2.

    XenobladeChronicles2

    Altro gioco di ruolo che arriva direttamente dalla terra del sol levante e che, se possibile, dimostra anche più di Persona la sua appartenenza a quella terra ed al genere dei JRPG. Gioco purtroppo non perfetto sotto vari punti di vista ma che, superate le prime ore, sarà in grado di catturarvi completamente grazie ad una storia fantastica, meravigliosa e profonda ed una caratterizzazione dei personaggi che, malgrado i soliti clichè tanto cari al popolo giapponese, risultano essere solidamente costruiti, approfonditi ed in costante evoluzione. Personalmente ho avuto più di una difficolta nello scollarmi da questo gruppo di eroi e dall’empatia che il loro mondo e le loro, complesse, vicende sono in grado di suscitare in ogni giocatore che apprezzi il genere.

    Metascore: 83.

    Disponibile da Dicembre su Nintendo Switch.

    Articolo di riferimento qui.

     

     

    Fabrizio Fortuna – JeruS.