• 02/06/2017: Tekken 7 è arrivato tra noi!

    T7

    Continua la pioggia di picchiaduro per le console di ultima generazione che possono già annoverate titoli di alto calibro tra le loro fila; questa volta avremo l’occasione di rimettere le mani su una saga nata, e diventata famosa, in casa Sony: Tekken è tornato!

    Tekken 7 è, a differenza del recente Injustice 2, innanzitutto un picchiaduro 3D. Da sempre la saga si è differenziata infatti da altri esponenti del genere (non solo per le interminabili combo, da sempre elemento centrale) per l’utilizzo degli spazi tridimensionali slegandosi quindi dai soli assi verticali ed orizzontali (comunque elementi principali della formula di gioco).

    Arrivato alla sua settima incarnazione la ricetta di gioco appare ormai ottimamente bilanciata e ricca di contenuti. Il Roaster si mostra corposo, ben differenziato e, cosa importantissima, valutato ottimamente in termini di equilibri interni e differenze di gioco. Se questa notizia potrebbe apparire in parte scontata per i personaggi storici, non lo è altrettanto, per i più recenti e, soprattutto, per le varie new entry, in entrambi i casi non ci si può proprio lamentare del risultato finale.

    Altro elemento bilanciato al meglio è il Juggling, quella pratica (personalmente sempre odiata) legata al sistema di combo che permetteva al giocatore di palleggiare con l’avversario per combo interminabili ed, in questo modo, abbattere quantitativi di energia enormi.

    La caratteristica è stata mantenuta (ed in effetti per i puristi della saga questo sarà un elemento sacro ed intoccabile) ma è apparsa, meglio equilibrata. Potremo comunque palleggiare con i nostri nemici (soprattutto attraverso combo elaborate) ma non capiterà di morire per aver subito una sola, infinita ed odiosa, combo.

    Se è vero che il mantenimento di questa caratteristica rischia comunque di sottrarci quantitativi enormi di energia, è pur vero che ribaltare una situazione di svantaggio è, per la prima volta, decisamente più facile grazie all’uso del Rage e di delle “super mosse” (le Rage Arts) ad essa collegate.

    Ecco quindi che, quando la nostra barra della vita si approssimerà al 25%, saranno attivabili le Rage Arts, queste mosse speciali ci permetteranno di arrecare ingenti danni al nostro avversario. Seppur una dinamica del genere possa portare a fastidiosi “ribaltoni” dei match va detto che, anche quest’introduzione appare ottimamente gestita nelle meccaniche del gioco.

    Tekken 7 Image

    Da una parte infatti attivare queste mosse vorrà dire avere la difesa scoperta per alcuni istanti (istanti che con il 25% o meno dell’energia possono portare ad una rapida sconfitta), dall’altra le Rage Arts arrecano % di danno maggiori se eseguite con energia prossima allo 0. Ecco quindi che il giocatore vicino alla morte dovrà cercare di utilizzare al meglio questi espedienti per cercare di ribaltare la situazione con il massimo vantaggio possibile. Va poi da se che con un po’ di esperienza il giocatore in vantaggio in questa particolare fase dello scontro, sapendo della possibilità di subire una Arts,imparerà a giocare in modo più difensivo, alla ricerca del fianco scoperto del suo avversario così da poterlo sfruttare per assicurarsi la vittoria. Tutto questo aggiunge un livello strategico ed un ritmo assolutamente nuovo alla storica saga e che giova molto alla ricetta complessiva.

    Le novità legate al Rage non sono però finite. Essere in modalità Rage darà infatti anche la possibilità di accedere alle Rage Drive, mosse aggiuntive inseribili alla perfezione nelle combo e che consumano (così come le Rage Arts) la nostra Rage.

    Insomma dal punto di vista del gameplay, elemento centrale in un picchiaduro, questo Tekken 7 sembra forse aver raggiunto un equilibrio mai prima d’ora sfiorato dall’intera saga.

    Per quanto concerne le modalità farà il suo ritorno lo Story Mode che si svilupperà attorno all’atavico scontro tra Heihachi e Kazuya che, in questo T7, promette di trovare il suo epilogo! Certo siamo ben lontani dai fasti dello Story Mode della serie Injustuce, sia in termini narrativi che di gameplay. La storia infatti sarà, purtroppo, abbastanza corta ed il suo sviluppo non sarà portato avanti in modo così magistrale. Dal punto di vista dell’offerta ludica messa a nostra disposizione dalla modalità si parla, fondamentalmente, di scontri vari con modificatori di varia natura ed utilizzando giocatori differenti. Nulla di scabroso per carità ma assolutamente nulla di memorabile…

    Certo se paragonato allo Story Modedi alcuni capitoli del franchise il risultato appare comunque positivo ma, anche questo T7, sembra volersi indirizzare più verso i tecnicismi degli scontri multiplayer che nella direzione di una duratura esperienza Single Player.

    Molte saranno comunque le altre modalità presenti e tra queste le Battaglie Tesoro risultano essere degne di nota, non tanto per la modalità in se (parliamo sempre di scontri contro l’IA con modificatori di vario genere), ma per i Premi che questa modalità mette a disposizione del giocatore. I tesori più ambiti della modalità si troveranno all’interno di vari forzieri (di differente rarità) in grado di consegnarci oggetti per personalizzare il nostro personaggio. Come in Injustice 2 anche in questo nuovo Tekken le modifiche saranno un’infinità e ci assicureranno una libertà di ritocco enorme.

    Ma come dicevamo anche questo capitolo farà dell’esperienza multiplayer la sua vera punta di diamante, ecco quindi che si presenterà accompagnato da un’ottima componente Online, ricchissima per numero e variabilità delle molteplici modalità.

    Come spesso facciamo in coda di articolo è giunto il momento di spendere due parole anche sulla componente tecnica. Il gioco gira a 900p con 60FPS stabili, la solida fluidità in grado di non perdere nessun colpo è elemento centrale in giochi del genere ed è quindi ben accolta. Il tutto è poi accompagnato da belle animazioni ed ambientazioni molto ispirate nonché da una colonna sonora di alta qualità in grado di infondere l’adrenalina necessaria agli scontri. Insomma, anche sotto questo punto di vista questo Tekken 7 sembra meritare la promozione.

    Concludendo se siete degli amanti della saga non vi resta che recuperare una copia di questo suo settimo capitolo per la vostra macchina da gioco preferita (NDR: vi ricordiamo che Tekken 7 è disponibile da oggi su Playstation 4, su XboxOne e su Pc) e dare inizio allo scontro.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 05/10/2018 - Eccovi il Comunicato Stampa per Assassin's Creed Odyssey

    assassins creed odyssey

    Da giorno 5 gli amanti della saga di Assassin's Creed possono mettere le mani sull'ultimo arrivato della famiglia. Assassin’s Creed Odysseyè infatti ormai disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC(il titolo è stato dotato inoltre di feature aggiuntive per le piattaforme PS4 Pro e Xbox One X).

    Eccovi i dettagli del Comunicato Stampa:

    Assassin’s Creed Odyssey è ambientato nell'antica Grecia durante l'epoca d'oro di Atene, sullo sfondo di uno dei conflitti più spietati della storia, la Guerra del Peloponneso. Nei panni di Alexios o Kassandra, un mercenario spartano reietto, i giocatori intraprenderanno un viaggio epico, in un mondo vivo e sistemicamente aperto, dove scopriranno la verità sul loro misterioso passato e diventeranno leggendari eroi greci.

    Assassin’s Creed Odyssey è il prossimo passo nella trasformazione della serie Assassin’s Creed in un RPG open world, dove le decisioni e le scelte consentono ai giocatori di vivere un’esperienza unica e personale. L'inedito sistema di dialoghi interattivi offre ai giocatori maggiore libertà e più opzioni su come interpretare il proprio personaggio. Queste scelte influenzano ogni avventura in maniera differente, permettendo allo stesso tempo lo sviluppo di una trama intensa, piena di personaggi unici e obbiettivi significativi. I giocatori troveranno, livelleranno e miglioreranno le proprie armi, oggetti e abilità, lanciandosi in battaglie campali tra Sparta e Atene. Il ritorno del combattimento navale open world permette di esplorare il mare aperto, scoprire luoghi inesplorati, personalizzare la propria nave da guerra e reclutare membri dell'equipaggio con caratteristiche uniche. I giocatori si troveranno davanti figure leggendarie, statue famose e creature mitologiche. Con l'intera nazione greca da esplorare, dalla sua cintura vulcanica alle idilliache spiagge bianche, vivranno l'esperienza di un mondo antico che reagisce a ogni loro decisione e si evolve costantemente.

    Per i giocatori che entrano nel glorioso mondo dell'antica Grecia e desiderano continuare a progredire con nuovi contenuti, il lancio di Assassin’s Creed Odyssey è solo l'inizio. Il piano di aggiornamenti per il titolo è il più esteso e ambizioso della serie e si prefigge di approfondire la narrazione con una struttura a episodi. I possessori del Season Pass avranno accesso a due trame, di tre episodi ciascuna, mentre tutti i giocatori riceveranno le story mission gratuite intitolate The Lost Tales of Greece. I giocatori possono tuffarsi nei nuovi episodi quando escono, oppure vivere l’avventura epica nella sua interezza dopo che sono tutti disponibili. Il Season Pass include inoltre Assassin’s Creed III Remastered e Assassin’s Creed Liberation Remastered.

    Fino al 5 dicembre, i giocatori di Assassin’s Creed Odyssey con Twitch Prime riceveranno gratuitamente come bonus speciale il Pacchetto pirata dell’Egeo. Esso include un set di armatura raro, una skin per la nave, un tema piratesco per la ciurma e una skin per il cavallo, Phobos.

  • 05/12/2017 - Nuovamente Zombie con: The Walking Dead: The Telltale Series Collection

    Walking Dead Telltale Collection

    Personalmente ho sempre apprezzato la serie Telltale Games ispirata al mondo di The Walking Dead: un titolo un po' avventura grafica ed un po' videogioco d'azione con molti elementi interessanti tra cui la possibilità di cambiare il corso degli eventi mediante le nostre scelte.

    Questa serie rappresentava poi uno dei primi esperimenti di giochi divisi in episodi (cosa ormai molto più diffusa) e, proprio come una serie televisiva, aveva come punto di forza proprio la narrazione, l'ottima scrittura e sceneggiatura della stessa.

    Ma, ad essere sinceri dopo essermi spolpato la prima stagione ho abbandonato la serie per due motivazioni che mi facevano storcere il naso:  da una parte la lunga attesa tra gli episodi (e, sopratutto, le stagioni) dall'altro un eccessivo costo generale per chi volesse seguire le vicende nella loro interezza.

    Oggi a quanto pare i ragazzi di Telltale Games sono quì proprio per fornirci un prodotto che contrasti questi due difetti: The Walking Dead: The Telltale Series Collection. Edizione completa dell'intera serie che include quindi tutti i 19 episodi provenienti dalle varie stagioni di The Walking Dead: The Telltale Series che, per l'occasione, hanno anche subito un miglioramente grafico.

    Insomma, in cun colpo solo, potremo mettere le mani su The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Uno, The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Due, The Walking Dead: The Telltale Series – 400 Days, The Walking Dead: Michonne – A Telltale Miniseries e The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Tre: A New Frontier.

    Vi ricordiamo che la Collection si troverà in vendità sia in formato fisico che digitale per PC, Xbox One e Playstation 4 già da oggi... certo, dovremo comunque attendere la quarta (ed ultima) stagione nel 2018 ma intanto potremo recuperare tutto il resto!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 06/06/2017: Una Nuova Espansione per The Elder Scrolls Online è finalmente tra noi!

    morrowind pg

    The Elder Scrolls Online: Morrowind, nuovo capitolo dell'acclamato gioco di ruolo online di ZeniMax Online Studios, è finalmente tra noi!

    Questa nuova avventura riporta i fan sulla leggendaria isola di Vvardenfell, il luogo magico e unico in cui era ambientato The Elder Scrolls III: Morrowind, lo straordinario gioco di ruolo open world di Bethesda Game Studios.

    Con una nuova e vastissima mappa, più di 30 ore di contenuti per la storia principale, una nuova classe per il vostro personaggio, una nuova prova e una nuova modalità PVP a tre squadre (4 VS 4 VS 4!), The Elder Scrolls Online: Morrowindè l'espansione più corposa uscita per The Elder Scrolls Online fino a oggi!

    The Elder Scrolls Online: Morrowind è arrivato in tutto il mondo per PC, Mac, PlayStation 4 ed Xbox One proprio oggi (6 giugno 2017)!

    Ma vediamo di darvi qualche informazione in più.

    • Un Nuovo Capitolo

    The Elder Scrolls Online: Morrowind ridefinisce il concetto di espansione nell'ambito MMO offrendo nuovi contenuti accessibili e divertenti sia per i veterani sia per i nuovi giocatori.

    -         Per i nuovi giocatori: i nuovi giocatori potranno giocare a The Elder Scrolls Online: Morrowind creando un nuovo personaggio senza l'obbligo di completare contenuti di ESO già esistenti. Ed essendo il gioco originale incluso insieme alla nuova espansione avrete comunque modo di avere accesso immediato a centinaia di ore di avventure!

    -         Per i Veterani: Potrete esplorare Vvardenfell fin da subito e dare inizio a una nuova ed epica avventura. Grazie alle funzionalità introdotte dall'aggiornamento One Tamriel di ottobre, i troverete contenuti adatti al vostro livello (a prescindere da quale esso sia). Potrete ovviamente anche creare un nuovo personaggio e cominciare la vostra nuova vita sull'isola.

    • Ritorno a Morrowind con una Storia Mozzafiato

    Vvardenfell è l'area più grande mai introdotta finora in The Elder Scrolls Online ed è morfologicamente identica alla regione protagonista di The Elder Scrolls III, con tutti i suoi luoghi iconici tornati direttamente dal gioco del 2002. I giocatori dovranno affrontare una pericolosa missione in una leggendaria Vvardenfell ambientata 700 anni prima degli eventi di The Elder Scrolls III, dal porto di Seyda Neen alle vulcaniche Ashlands, attraverso le fitte foreste fungine fino alla gloriosa città di Vivec (ancora in costruzione!).

    Come dicevamo la storia sarà ambientata all'incirca 700 anni prima degli eventi di The Elder Scrolls III e ci accompagnerà ancora una volta nella leggendaria Vvardenfell, con luoghi, personaggi e intrecci narrativi che instilleranno nostalgia nei fan del titolo originale e proietteranno la storia di ESO in un nuovo e glorioso capitolo. Morrowind è nuovamente in pericolo e sarai tu a dover aiutare Vivec, il leggendario poeta guerriero e guardiano di Vvardenfell, a risolvere il mistero della sua misteriosa malattia per fargli recuperare le forze e salvare il mondo da distruzione certa.

    • Nuova Classe: Il Custode (The Warden)

    I giocatori domineranno gli elementi magici della natura con una nuova e potente classe, The Warden, la prima in assoluto a essere introdotta in ESO dal momento della sua uscita. Come da tradizione, il giocatore potrà scegliere tra numerose abilità per determinare il proprio stile di gioco. Il Custodeintroduce anche un nuovo e devastante alleato, il War Bear (orso da guerra), un feroce combattente pronto a lottare al vostro fianco!

    morrowind custode

    • Battlegrounds (Campi di Battaglia): Una Nuova Modalità PVP

    The Elder Scrolls Online è famoso per le sue battaglie PVP, con centinaia di giocatori che lottano per la dominazione di Cyrodiil. The Elder Scrolls Online: Morrowind introduce una nuova modalità PVP, Battlegrounds, con le sue concitate battaglie 4 VS 4 VS 4 in particolari arene. I giocatori combatteranno nelle Ashlands per stabilire chi siano i veterani più preparati di tutta Tamriel.

     

    Insomma pare proprio che questa nuova espansione vada ad arricchire ulteriormente il vasto mondo di The Elder Scrolls Online, siete pronti a tornare su questo grande MMO targato Bethesda Game Studios?

  • 10/10/2017 - Il ritorno di Talion in La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra

    la terra mezzo ombra della guerra v1 515607

    Nel 2014 fece il suo arrivo nel mondo videoludico il titolo La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor un action-RPG liberamente ispirato all'universo fantasy creato dal grandissimo J.R.R. Tolkien.

    Il titolo fece molto parlare di se grazie ad una riuscita opera di bilanciamento di molte dinamiche derivate direttamente da titoli con impalcatura similare, grazie ad una buona ambientazione free roaming (in cui il senso di libertà era forse l’elemento meglio gestito) e, soprattutto, grazie all’ottimo Nemesis System (NDR: un sistema procedurale atto a generare casualmente i capitani degli eserciti di Mordor miscelando a dovere debolezze, abilità, nomi, estetiche e comportamenti) ed al buon sistema di scalata al soggiogamento o all’eliminazione degli stessi capitani nemici per mano  del nostro ramingo.

    Malgrado il successo il titolo dei Monolith non era di certo perfetto e, oltre alla forse eccessiva ripetitività ed ad un’ambientazione fin troppo spoglia, una delle critiche più forti fu mossa dall’affezionato audience di J.R.R. Tolkien per le ampie libertà prese dagli scrittori e sceneggiatori in merito agli eventi narrati, alle ambientazioni ed, in pratica, all’uso delle licenze su quel mondo così amato da ogni lettore di fantasy.

    Per chi non avesse giocato il primo capitolo eccovi di seguito un rapido sunto che cerca di mantenere la soglia spoiler al minimo ma, al contempo, farvi capire quanto di questi eventi il tutto sia in massima parte inventato e non semplicemente tratto dal molto materiale a disposizione su quelle terre.

    Gli eventi di quel primo capitolo prendevano il via dopo la sconfitta di Sauron a Dol Guldur e ruotavano attorno alla figura di un gruppo di soldati di Gondor, tra i quali il nostro Talion: un ramingo posto a guardia di quel posto, insieme alla moglie ed al figlio. Purtroppo la difesa di quelle terre così prossime al potere nemico si rivelarono rapidamente troppo ardue ed una serie di eventi portarono rapidamente alla disfatta del manipolo di eroi per mano dei Capitani Neri. Nel corso di queste vicende Talion stesso sfiorerà la morte ma, a seguito di una maledizione, tornerà a muoversi nelle pericolose lande di Mordor affiancato (e semi-posseduto) dallo spirito di un elfo; l’obiettivo comune dei due sarà quindi quello di trovare e decimare la Mano Nera stessa.

    Con circa tre anni di differenza oggi arriva invece La Terra di Mezzo: L'ombra della Guerra per Playstation 4, Xbox One e Pc e possiamo affermare da subito che questo seguito vuole seguire la via intrapresa dal primo capitolo ed appare chiaro che, per potervelo godere, dovrete abbandonare la memoria delle scritture “Tolkeniane” e concedere al titolo una libertà narrativa totale, pena il rischio conseguente di storcere troppo il naso davanti ad un uso totalmente libero (e sconsiderato potrebbero sostenere alcuni) di quanto letto all’interno dell’opera magna a cui si fa riferimento.

    la terra mezzo ombra della guerra video anteprima v3 23820

    Superato questo scoglio potrete trovare nella nuova avventura del ramingo tutti gli elementi che avete apprezzato all’interno del primo capitolo che, questa volta, tornano però più rifiniti e raffinati.

    La  prima fase di gioco sarà spesa per farci riscoprire le basi del gameplay (un utile ripasso ed un comodo nuovo approccio per chi voglia avvicinarsi per la prima volta alla saga). Avremo quindi modo di muovendoci in scontri che trovano la loro radice nell’ottimo e fluidissimo combat system della serie Arkham, come anche padroneggiare il sistema di crescita del personaggio che lo trasformeranno gradualmente in una vera e propria macchina da guerra falcia orchi (oltre a varie abilità attive e passive faranno bella mostra di se anche numerose introduzioni utili ad assicurare una maggior componente legata  al combattimento a distanza, allo stealth o dell’uso delle bestie selvagge); si aggiunge poi alla ricetta di gioco la possibilità di utilizzare (e potenziare) armature ed armi di differenti tipologie.

    Il risultato finale di queste ore di gioco sarà quindi in grado di mostrare una maggior libertà facendo intuire, già dai primi momenti di gioco, l’attenzione dedicata nel cercare di conseguire un maggior dinamismo, impegno che non può non essere salutato positivamente da ogni videogiocatore interessato all’acquisto.

    Ma, come anche per il primo capitolo, l’elemento di maggior fascino resta la scalata al potere tra le fila dei nemici dei Popoli Liberi, costituente principale che sembra tornare in una veste anche più interessante rispetto al passato. In tal senso le capacità di Talion tornato più aggressive che mai (anche grazie ad un espediente narrativo che lo farà portatore di un anello molto simile al famoso “Unico” della saga) permettendo una libertà di azione, pianificazione e sperimentazione ancora più interessante che si sposa ottimamente con l’ancor più variabile “seconda versione” del Nemesis System.

    A fungere da coronamento per i vostri machiavellici piani sarà poi una gradita aggiunta alla formula di gioco, ossia l’assedio alle fortezze principalidell’area di gioco. Questi spettacolari scontri saranno condizionati dalle modifiche alle gerarchie orchesche che voi stessi avrete messo in scena e, qualora le stesse siano state ben congeniate, porteranno anche allo scontro finale con il campione della roccaforte e, ludicamente parlando, ad un ottimo senso di progressione e soddisfazione nel portare a compimento l’importante conquista.

    la terra mezzo ombra della guerra v1 523362

    A fronte dei vari passi avanti anche questo titolo mostra però alcuni difetti ereditati dalla sua stessa natura di sequel. Sarà difatti evidente, all’interno delle molte ore di gioco, che la routine ludica seguirà sempre lo stesso pattern di azioni incessantemente organizzate tra le molte sequenze di scelta del prossimo nemico da uccidere/soggiogare prima di puntare alla presa della fortezza, solo per poi spostarsi a fare lo stesso per la prossima base maggiore. Malgrado però un nocciolo di gioco ancora una volta ripetitivo, il lavoro svolto dai ragazzi di Monolith per cercare di introdurre variabilità ed imprevedibilità alle dinamiche interne che lo compongono sembra essere stato davvero encomiabile, riuscendo a confezionare un seguito di sicuro superiore al precedente capitolo e perfettamente in grado di soddisfare i fan del nostro “posseduto” ramingo.

    Dal punto di vista tecnico il titolo si mostra poi in buona forma con una cura artistica maggiore  ed un motore grafico migliorato, in grado di far rendere al meglio il tutto anche nelle situazioni più concitate e ricche di unità su schermo (rispetto al passato i passi avanti migliori sono stati fatti per quanto concerne il sistema di illuminazione, la drow-distance e la qualità delle texture).

    Insomma se avete apprezzato L’ombra di Mordor, anche questa seconda iterazione del ramingo vi lascerà ampiamente soddisfatti ma, qualora apparteniate al gruppo di persone che reputano sacri i testi di J.R.R. Tolkien,sappiate che gli adattamenti eccessivi della trama di gioco e dell’universo potrebbero rendervi furenti e costringervi ad uscire in strada agghindati alla guisa di nani, elfi, hobbit ed orchi vari urlando “Eresia” e richiedendo “Maggior rispetto per le vostro sacre scritture!”

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 13/03/2018 - Un gradito ritorno: Devil May Cry HD Collection

    Devil May Cry HD Collection 2017

    Tra qualche giorno potremo mettere le mani su una nuova collection HD della serie Devil May Cry per PC, Xbox One e Playstation 4.

    Mentre i videogiocatori continuano a sperare di poter vedere un quinto capitolo di questa famosa saga, ecco che Capcom si appresta a pubblicare una nuova versione della raccoltà che arrivò in epoca Playstation 3 ed Xbox 360. Questa Collection conterrà ancora una volta: Devil May Cry, Devil May Cry 2, e Devil May Cry 3 Special Edition.

    Devil May Cry è una delle serie videoludiche più conosciute, una saga che è riuscita negli anni a vendere più di 10 milioni di copie in tutto il mondo. Questa HD Collection riuscirà quindi a riproporvi tutta l'azione e l'adrenalina che contraddistingue il brand fin dai suoi albori ma con il miglioramento della grafica in HD.

    Tutto cominciò nel lontano 2001 con l’arrivo di Dante e di quel primo Devil May Cry. Un gioco che riuscì a rivoluzionare il genere degli Action Game. Dante, nato dall'unione di un’umana con il demone Sparda, sarà chiamato ad affrontare orde di nemici per riuscire a salvare l'umanità intera dalla dannazione. All'interno di Devil May Cry 2 (2003) egli tornerà a menare le mani (affiancato da Lucia) per sgominare una folta schiera di demoni guidati da un uomo intenzionato a raggiungere il potere supremo. L'ultimo capitolo incluso nella raccolta arriva dal 2006, stiamo parlando di Devil May Cry 3: Dante’s Awakening Special Edition. Questa volta avremo modo di approfondire il passato di Dante, in un viaggio in grado di farci comprendere al 100% le motivazioni che lo spingono a lottare così aspramente i demoni ed, al contempo, approfondire il rapporto tra Dante ed il fratello gemello Vergil.

    A conclusione di questo piccolo articolo vogliamo condividere con voi le parole di Yuri Araujo di Capcom direttamente dal blog ufficiale:

    "Fin dal suo debutto nel 2001, Dante è diventato rapidamente un’icona dei videogiochi rappresentando divertimento e combattimenti impegnativi, ricchi di mosse eleganti ed acrobazie folli in grado di renderlo (e rendervi) molto cool. Devil May Cry HD Collection è la raccolta perfetta per chi desidera uno stile di combattimento particolare e ci propone tre giochi, un gameplay fluido a 60 fotogrammi al secondo ed un’ampia varietà di nemici, armi e stili di combattimento da sperimentare"

    Devil May Cry HD Collection arriverà sugli scaffali il 13 marzo 2018.

     

  • 14/09/2018 - Il ciclo si chiude con Shadow of the Tomb Raider

    shadow of the tomb raider grande

    Circa cinque anni fa avevamo la possibilità di mettere le mani su un reboot che prometteva, attraverso il primo di tre capitoli, di prendere nuovamente in mano un brand considerato da molti quasi sacro e di riportarlo allo stato d’arte dei videogiochi. Una nuova trilogia che avrebbe dovuto dirottare Lara Croft in una nuova era videoludica, un’era più profonda, matura e complessa così da poter magari competere con il nuovo esploratore di tombe e città perdute: Nathan Drake.

    Oggi la trilogia si è ufficialmente conclusa con il terzo capitolo: Shadow of the Tomb Raider (Disponibile da qualche giorno per Playstation 4, Xbox One e Pc).

    L’incipit narrativo di questo capitolo è (almeno negli elementi che ne costituiscono l’ossatura) estremamente classico: si parte con un aereo che precipita per poi tornare, attraverso con un classicissimo flashback, dritto agli inizi degli eventi che costituiranno la trama principale del gioco.

    La bella Lara si trova in una piccola città messicana durante il giorno dei morti per cercare un importante artefatto Maya: un pugnale che sembra, ovviamente, essere anche maledetto. Quel “sembra” può essere considerato a tutti gli effetti un eufemismo visto che, subito dopo che la nostra eroina avrà scelto di arraffarlo, si scatenerà l’inferno in terra: una combinazione di catastrofi naturali fuori scala (da tempo predette nelle profezie Maya), porteranno infatti alla morte di tantissimi civili e la responsabilità di tutto sarà proprio della nostra amata eroina. Ma il peggio deve ancora venire poiché dopo differenti eventi il pugnale finirà tra le mani del cattivo di turno che cercherà, a quel punto, di utilizzarlo per peggiorare ulteriormente la situazione. Tutto questo servirà a fornire alla nostra cacciatrice di tombe preferite il terreno fertile per uno sviluppo interiore atto a consegnarci, al termine della trilogia, una Lara più matura e consapevole arrivata finalmente a conclusione del suo personale ciclo di formazione.

    Shadow of the Tomb Raider

    Questo è, come sempre, il minimo sindacale che ho intenzione di condividere con voi in seno alle vicende narrate; in realtà torneremo sulla questione avanti ma lo faremo per parlare di alcuni elementi legati alla realizzazione di questa storia.

    Resta il fatto che la trilogia è di certo riuscita a definire un nuovo inizio per la Saga ma, e va detto anche questo, forse avrebbe potuto osare di più e riuscire, magari proprio grazie a questo capitolo finale, a definire con più coraggio questo nuovo direzione per “Mss Croft”.

    Ovviamente stiamo parlando di un titolo che si dimostra ancora una volta decisamente valido, un gioco in grado di prendere quanto visto in quel Rise of the Tomb Raider e migliorarlo sotto molti punti di vista al punto da poter, forse, ambire ad essere considerato il capitolo migliore ma, purtroppo, quest’ultima fatica videoludica risulta essere inficiata da una sorta di ombra(sarà quella a cui si riferisce il titolo?) che la rende non in grado di spiccare in modo assoluto nella storia videoludica recente.

    Un videogioco che vive quindi di luci ed ombre, di pregi e difetti ugualmente evidenti, ma il cui peso riesce comunque a far tendere lago della bilancia maggiormente verso il bello.

    Partendo dalle fasi di combattimento, ad esempio, potremmo annoverare tra gli elementi positivi una IA che appare migliore del passato o, quantomeno, decisamente più aggressiva, pronta a farci pagare ogni minimo errore; ma appunto ecco che a sporcare, anche solo in parte, l’esperienza di gioco ci penserà la solita sensazione di lentezza, di fastidiosa legnosità che abbiamo riscontrato anche nelle precedenti fasi sparatutto del primo e secondo capitolo. Tutto questo appare però mitigato da una svolta stealth sempre più marcata, un approccio generale in grado di rendere la nostra Lara sempre più letale grazie ad una capacità di padroneggiare al meglio tutti gli elementi dell’ambiente che la circonda creando, ad esempio, potenti veleni e afferrando così a piene mani il titolo di “Miss assassina che agisce nell’ombra dell’anno”.

    shadow of the tomb raider assassina

    Elementi che invece appaiono migliorati sotto tutti i punti di vista sono le Tombe e le Cripte. Troveremo infatti una realizzazione degli enigmi ed un lavoro di game design che si fa in questi elementi incredibile, al punto da diventare il vero “elemento calamita” dell’esperienza di gioco. Trovare una di queste zone vorrà dire con certezza assoluta lasciar perdere tutto il resto e fiondarsi a capofitto nell’esplorazione, proprio come si confà al vezzo della nostra eroina. I più grandi tra voi potrebbero a questo punto fare uno sforzo di memoria per cercare di rievocare alla mento “lo spirito di Tomb Raider” che un tempo ci conquistò, ecco quello spirito è immutato ed anzi possiamo affermare che in termini di esplorazione questo capitolo non ha davvero nulla da invidiare ai vostri ricordi del passato.Ci tengo a segnalare tra l’altro che in game è presente la possibilità di regolare la difficoltà di questa componente (mediante un apposito selettore), puntando sull’esplorazione più ardua il gioco farà scomparire ogni possibile aiuto visivo (avete presente quelle texture che sembrano urlare “arrampicati qui”?); questa opzione riuscirà addirittura a far emergere un vero spirito innovativo che, a ben sperare, potrebbe diventare una direzione evolutiva interessante per il brand!Un fattore questo non da sottovalutare poiché le Tombe e le Cripte occuperanno praticamente tutto l’eng-game.

    Shadow of the Tomb Raider tombe

    Un’altra freccia all’arco di Shadow è da ricercarsi nell’ottima realizzazione tecnica, essa può contare difatti su una componente visiva in grado di rapire gli occhi ed il cuore soprattutto grazie all’uso di un sistema di illuminazione mostruoso, di un’ottima gestione dell’effettistica generale e su di una qualità e densità poligonale altissima. Sullo stesso piano anche la componente audio che ci consegna con una colonna sonora sempre calzanteed un comparto legato a suoni e voci di buon livello (si segnala solo un doppiaggio italiano che non è sempre all’altezza del resto).

    Ma, come dicevamo, all’interno di questo Shadow of the Tomb Raider abbiamo luci ed ombre e le zone buie maggiori sono purtroppo da ricercarsi nella non capacità (o volontà) di accompagnare tutto questo con un lavoro sulla sceneggiatura coraggioso ed imponente (e la mente non può non correre a quella perla di Uncharted 4). Sia la trama principale che la scrittura dei suoi dettagli appaiono frettolosi, impoveriti in massima parte da un intreccio praticamente assente e da una caratterizzazione minima che poggia interamente su una manciata di ruoli pensati e realizzati per vivere di cliché;fattore che, in chiave moderna, appare decisamente sotto tono. E’ proprio questo che intendevo segnalando una generale “assenza di coraggio” all’interno del risultato finale, certo, lungi da me affermare che Tomb Raider sia passato alla storia per la sua trama o profondità narrativa ma, al giorno d’oggi, il mercato non è lo stesso del passato e, a maggior ragione considerando la generale maggiore maturità che 5 anni fa ci veniva promessa per il brand, il tutto non può che non lasciare un po’ di amaro in bocca.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 15/09/2017: Qualcuno ha voglia di Rally?

    WRC 7 2

    Amanti del Rally sarete felici di sapere che domani (15/09/2017) WRC 7, videogioco ufficiale del FIA World Rally Championship, di Kylotonn Game farà il suo debutto su PC, Xbox One e Playstation 4.

    Per quanto questo gioco non nasconda una vena arcade non stiamo comunque parlando di un arcade puro ma di un gioco in cui questi elementi si fondono con alcune componente più simulative e verosimili.

    Grazie a WRC 7 potremo quindi vivere le esperienze del Campionato Mondiale 2017 all’interno dei 13 Rally ufficiali (NDR: sarà presente anche una versione speciale di ognuno di essi denominata Epic Stage in grado di innalzare il livello di sfida e la durata generale dei tracciati!) fedelmente riprodotti sia in termini estetici che, cosa decisamente importante, in termini di realisticità e risposta dei veicoli alle differenti condizioni e forme del terreno. I ragazzi di Kylotonn Game hanno infatti lavorato ulteriormente al loro motore proprietario così da rendere al meglio proprio la fisica delle vetture e le interazioni con le varie differenze dei manti stradali. Miglioramenti sono poi stati fatti in termini di dettaglio visivo generale, grazie ai nuovi modelli delle autovetture, al miglioramento delle ambientazione e degli effetti di illuminazione come anche ad una maggior cura per la componente audio. Tutto questo lavoro è riuscito a consegnarci una nuova edizione di questo titolo in grado di rendere al meglio sia in termini di colpo d’occhio che di sensazioni generali e di credibilità del tutto.

    WRC 7 gameplay

    Con più di cinquanta competizioni e più di 250 veicoli la mole di contenuti di questo WRC 7 sembra davvero avere i numeri giusti per poter tenere impegnati il corridore che c’è in voi per un numero di ore decisamente alto! E qualora questo non vi bastasse sappiate che all’interno del titolo è previsto anche il multiplayer in locale attraverso split screen e quello online.

    Qualcuno ha voglia di Rally?

     

  • 16/05/2017: The Surge, un souls-like futuristico.

    the surge prenotaora

    The Surge è un Souls-like ad ambientazione futuristica nato dal lavoro dei Deck13 (arrivati alla fama con il buon Lord of the Fallen) in uscita per Pc, Xbox One e PlayStation4 questo stesso mese (giorno 16 per l’esattezza). L’ambientazione sembra mostrarci un futuristico mondo allo sbando tra disastri ambientali e equilibri sociali sempre più instabili. L’età media della popolazione in costante aumento ha portato infatti alla scomparsa graduale di lavoratori umani a favore di più efficienti macchine mosse da potenti IA; i pochi uomini in età non pensionabile si sono dovuti spingere in missioni sempre più estreme che richiedono l’istallazione e l’uso di potenti esoscheletri per essere portate a compimento in un allontanamento graduale ma costante dai limiti stessi della nostra biologia.

    The Surge 3

    Noi saremo proprio uno di questi lavoratori, uno non particolarmente fortunato si direbbe. Durante il nostro primissimo giorno di impiego verremo infatti da subito travolti da una valanga di problemi. Poco dopo aver subito gli innesti necessari per poter avere un nostro esoscheletro da lavoro ci troveremo nel bel mezzo di un, non ben definito problema. Il risultato di tutto questo sarà un’inspiegabile sete di sangue che porterà i nostri colleghi ad assalire gli altri, comportandosi come assassini privi della benché minima coscienza.

    Parlando di un Souls-like dovrebbe essere ovvio quanto si possa rischiare il collo incontrando i vari nemici e quanto sia importante, a tal proposito, studiare le mosse avversarie per poter pianificare una strategia di attacco/difesa efficiente.

    Caratteristica però propria di questo The Surge è il sistema di Loot, non ci troveremo in un gioco in cui la ricerca degli item è legata a percentuali di droppiù o meno minime ma più che altro in una ricerca della giusta parte di esoscheletro da smembrare ai malcapitati avversari così da farla nostra.

    In ogni scontro potremo infatti mirare una determinata parte del corpo di un avversario (magari un’arma particolarmente gustosa o un pezzo molto utile per la difesa del nostro fragile corpo biologico), dopo aver inferto il giusto numero di colpi potremo quindi eseguire una finisher utile allo smembramento apposito (nonché alla sconfitta del nostro avversario) così da mettere le mani sul pezzo desiderato.

    the surge 2

    Questa meccanica molto interessante ci permette quindi di definire, pezzo per pezzo, come modificare il nostro esoscheletro in un costante progresso e cambiamento delle nostre caratteristiche di offesa e difesa. Questo ci permette di avere non solo un approccio plastico al gameplay ma anche una comoda soluzione in grado di venire incontro all’approccio di ogni videogiocatore ed alla sua voglia di sperimentare (oltre a concederci anche una diversificazione estetica che tendo ad apprezzare molto in giochi del genere). Una modifica del genere apporta in realtà una notevole dose di freschezza anche alla strategia combattiva mettendoci nella situazione di dover pianificare gli assalti non solo per certezza di vittoria ma anche per prioritizzazione di parti necessarie, costringendoci magari a lasciare per ultimo il nemico con il pezzo di nostro interesse per non correre il rischio di ucciderlo senza smembrarlo. Questa ulteriore necessità strategica ci esporrà spesso a situazioni estremamente rischiose in cui il pericolo di finire dilaniati a nostra volta è molto alto. Ecco quindi un ritorno dei classici Souls-like: la morte come elemento di gameplay. Una prematura dipartita equivarrà a perdere i potenziamenti accumulati fino a quel momento e vi chiederà, partendo da una camera di sicurezza che funge anche da save point, di riaffrontare la strada necessaria per raggiungere il luogo della precedente morte (e recuperare tutto il recuperabile) senza perdere nuovamente la vita durante il tragitto. Insomma, potete star sereni, ancora una volta la sfida offerta sembra essere di alto interesse e pronta a soddisfare gli amanti del “gioco duro”.

    Gli amanti dei vari souls-like saranno felici di questa nuova aggiunta al genere che promette di offrirci, oltre alle modifiche al gameplay di cui abbiamo parlato, un setting diverso dal solito fantasy-gotico con ambientazioni futuristico-decadenti di buona fattura e di sicuro fascino.

    Resta solo da aspettare la prossima uscita così da saggiarne le capacità sul lungo periodo!

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 18/05/2017: Il ritorno di Injustice

    Injustice locandina

    Quattro anni fa arrivava su Playstation 3, Xbox360e Wii U Injustice, gioco firmato dai ragazzi di NetherRealm(famosi anche per quel mostro sacro del genere che è Mortal Kombat).

    Forti di un brand tanto amato ecco quindi che il primo Injustice si limitava a travasare lo stile dei Mortal Kombatall’interno dell’universo DC consegnandoci un cocktail a base di superpoteri e violenza.

    Il gioco riuscì a ritagliarsi un discreto numero di fan (tra cui il sottoscritto) ed è quindi pronto a tornare tra di noi con un secondo capitolo che promette di espandere ulteriormente quanto offerto nella sua prima incarnazione.

    Una delle caratteristiche che mi colpì di Injustice fu la qualità della modalità storia e le vicende narrate al suo interno.

    Da una parte trovare una storia in un fighting game è già di per se un evento degno di nota visto quanto spesso si opti semplicemente per una scusante generica ed una serie di scontri, dall’altra posso proprio dire di aver molto apprezzato la storia che il primo Injustice voleva raccontarci. Le vicende prendevano il via da un complesso e riuscitissimo piano del Joker. Lo stratagemma portò alla morte di Lois Lane per mano dello stesso Superman. Una macchinazione così malvagia porto quindi Il SuperEroe per eccellenza, profondamente segnato dall’accaduto, a rivalutare i suoi stessi dogmi sacri arrivando perfino ad uccidere la mente dietro la porte della sua amata. L’universo alternativo che il primo Injustise metteva in scena era quindi quello della Terra Unita, un mondo dominato da un dittatura “illuminata” guidata da Superman e dagli eroi che a lui hanno promesso fedeltà. In un mondo in cui creature per nulla dissimili da Divinità decidono di dettar legge in modo così brutale e sanguinoso non si può certo contare su molti eroi in grado di salvarle la situazione. Ma anni di fumetti e film sui Supereroi ci hanno insegnato che qualcuno è sempre pronto ad ergersi per difendere l’umanità, perfino contro qualcuno del calibro di Superman. Ecco quindi nascere l’Insurrezione, un gruppo di eroi capeggiato da Batman che sceglierà di opporsi al Kriptoniano e che, nel farlo, non si farà problemi a reclutare nuovi eroi addirittura da dimensioni parallele!

    Questi gli spunti del primo capitolo, una storia articolata e complessa, ricca di colpi di scena e cambi di fazioni, non troppo lunga a ben vedere ma perfettamente in grado di offrire un’interessante varietà al solito canovaccio del “torneo di arti marziali”.

    Anche le vicende di questo secondo capitolo promettono di essere nuovamente interessanti e di riproporci lo scontro fra le varie fazioni, i voltafaccia ed i colpi di scena ma, soprattutto, la violenza e la brutalità che solo uno scontro tra divinità può offrirci!

    injustice 2

    In termini di gameplay questo Injustice 2 non vuole stravolgere le basi gettate da solo quattro anni, ecco quindi tornare le combo di tasti da completare in classico stile Mortal Kombat atte a liberare mosse estremamente violente (alle volte in grado di far scendere la barra della vita avversaria in modo quasi eccessivo), tornano le divertenti interazioni ambientali e le transizioni tra aree diverse delle arene, tornano gli spettacolari attacchi speciali e tornano anche le combo Breaker. Alla solita formula però, i ragazzi di NetherRealm hanno voluto affiancare il Gear System: un sistema che ci permetterà di customizzare il nostro eroe (organizzato in tre categorie: equipaggiamento, abilità e shaders). Diciamo da subito che non si parla solo di modifiche estetiche e che il Gear System sembra voler aggiungere una personalizzazione ed una profondità decisamente maggiore al gioco (bisogna solo cercare di capire quanto sarà ben calibrato il bilanciamento del tutto), in più per sbloccare le varie componenti dello stesso ci sarà richiesta una sola cosa: giocare, ancora ed ancora (che siano scontri, capitoli, giocate tra amici, ecc).

    injustice selection 2

    Parliamo di un picchiaduro e, com’è ovvio, a farla da padrone saranno gli eroi, ed antieroi, che costituiranno il roster complessivo. A tal proposito molti sembrano essere gli eroi che potremo rivedere come anche molti saranno i nuovi arrivati dall’universo DC e gli sviluppatori promettono un numero generale molto alto, anche paragonato ad altri esponenti del genere!

    Non ci resta quindi che aspettare quei pochi giorni che ci separano dall’arrivo di Injustice 2 (NDR: uscita prevista per il 18/05) su Playstation 4 ed XboxOne per avere l’occasione di tuffarsi nuovamente nel sangue e nella violenza di un Mortal Kombat che si veste di DC!

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 18/08/2017 - Arriva il fratello minore di Saints Row: Agent of Mayhem

    agents of mayhem

    Saints Row è un titolo che non necessita di presentazioni. La serie open world può contare infatti su un numero alto di fan affezionati al franchise, ed anche i non interessati avranno di certo letto o visto qualcosa a riguardo, anche solo tra gli scaffali di qualche negozio o tra le pagine telematiche di qualche sito.

    I fan saranno quindi di certo a conoscenza dell’arrivo di Agent of Mayhem, spin-off dell’acclamato franchise in uscita (18/08) per PC, Xbox One e Playstation 4. Vediamo allora di capire cosa vuole offrirci questo nuovo arrivato in famiglia e quali siano gli elementi di stacco dal passato.

    La storia si svolgerà nello stesso universo di Saints Row (dopo gli eventi del quarto capitolo) e sarà ambientata in una futuristica Seoul. Qui un gruppo di eroi (da noi impersonati) appartenente all’agenzia M.A.Y.H.E.M. sarà intento ad ostacolare i malvagi piani di conquista globale della banda di super criminali L.E.G.I.O.N.

    Agents of Mayhem E3 2016 Hardtack

    La trama resterà in realtà mediamente in disparte nel bilancio complessivo di quanto questo gioco metta a disposizione del videogiocatore ma la narrazione (portata avanti tra cut-scene realizzate con il motore di gioco ed altre in salsa cartone occidentale) riuscirà comunque a farci sorridere in più di un’occasione grazie ad un tono scanzonato e divertente. A tal proposito questo AoM tende ad abbassare i toni generali rispetto a quanto visto in alcuni capitoli del passato della saga, la resa generale si mantiene però comunque soddisfacente, estrema, irriverente e fortemente caricaturale.

    Anche questo AoM resta ancorato al genere del fratello maggiore non discostandosi quindi dallo sparatutto open world in terza persona, caratterizzato da un ritmo intenso e “caciarone” che ci spingerà a caricare i differenti nemici senza troppa paura di finire spappolati ma, anzi, spronati da una chiara sensazione di potenza. Il gunplay del titolo resta ugualmente fedele al passato ma, questa volta, incentra il tutto sulla capacità di alternarsi al controllo di tre differenti Eroi. La piccola squadra verrà infatti costruita mediante la selezioni degli appartenenti all’agenzia M.A.Y.H.E.M. (un totale di 12 componenti che verranno reclutati durante l’avanzamento nel gioco) proprio prima di scendere sul campo a menare le mani.

    agent m heroes

    Ogni Eroe sarà caratterizzato pertanto da una propria arma, un’abilità speciale ed un efficientissimo attacco Mayhem oltre che da un design proprio sempre interessante ed azzeccato. Si aggiunge a questo una gestione dei personaggi in salsa GDR, essi potranno infatti salire di livello (e quindi di capacità) e si potranno dotare di equipaggiamenti diversi. Tutto questo si traduce nella possibilità, per il videogiocatore, di costruzione e sperimentazione con il proprio trio come più gli aggrada così da aumentare notevolmente il divertimento e la rigiocabilità del titolo.

    Certo l’open world di questo AoM sembra essere nella realtà soltanto un gigantesco hub di gioco da cui selezionare le missioni e fare poco altro, un vero peccato data la chiara vocazione “open world” da cui il francishe nasce. Oltre l’assenza di caratterizzazione dell’ambiente, va poi segnalata una generica piattezza visiva (sia tecnica che artistica) nella realizzazione dilla città di Seul che non aiuta a risollevare la vitalità del mondo in cui ci troveremo a muoverci (ed il tutto appare ancora più spiazzante quando si verificano gli occasionali cali di frame).

    agent mayhem world

    Comunque aldilà della generale ripetitività di certe missioni il titolo sembra voler puntare tutto sulla leggerezza ed il divertimento garantito dalla caratterizzazione dei vari Agenti e dalla dinamica di uso del trio in missione. Gli Eroi stessi sembrano quindi rappresentare forse il punto di interesse principale, assicurando una variabilità ed un ritmo in grado di non far annoiare e, soprattutto, una profondità di sviluppo degli stessi in grado di offrire qualcosa di più stratificato e plastico rispetto al passato.

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 24/02/2017: Costruisci il tuo mondo con Lego Worlds

    Lego worlds prenotaAlzi la mano chi, tra tutti voi, non abbia mai passato qualche gioiosa ora di infanzia (e non solo) tra miriadi di mattoncini Lego intento a costruire qualcosa. Pur non potendo vedere le vostre mani in questo momento penso di poter dare per certo di non essere il solo ad averlo fatto. Il successo dei mattoncini danesi sembra non essere scemato negli anni ed anzi ora possiamo assistere a miriadi di contaminazioni che arrivano addirittura a toccare il mondo del cinema e dei videogiochi.

    Ecco quindi che i ragazzi di Traveller's Tales(gli stessi che han realizzato i vari giochi sulle rivisitazioni “mattonose” di Indiana Jones, Star Wars e Jurassick park) cercano di darci modo di realizzare quello che, nelle nostre giovani menti di costruttori, era un sogno irrealizzabile: un intero mondo creato con i Lego da poter esplorare e plasmare a nostro piacimento!

  • 24/08/2017 - Arriva la collector di Naruto che ogni fan stava aspettando: Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm Legacy

    naruto ultimate ninja storm legacy trilogy usciranno 25 agosto in europa v3 297756 1280x720

    Gli amanti di Naruto saranno felici di sapere che Bandai Namco si appresta a far arrivare nelle nostre piattaforme da gioco quella che sembra essere LA collector che ogni fan vorrebbe avere.

    Il ventiquattro di questo mese arriverà infatti Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm Legacy che includerà al suo interno ben quattro titoli della serie. Questa edizione vi permetterà di ripercorre l’intera saga di Naruto Shippuden, metterete infatti le mani in un sol colpo su: Naruto Ultimate Ninja Storm, Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm 2, Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm 3 Full Burst e Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm 4 Road to Boruto. Oltre ai quattro titolo questa raccolta includerà una custodia in metallo esclusiva, un art book di Naruto e un anime in formato fisico.

    naruto IT 1499158909

    Insomma qual ora vi siate persi uno dei titoli di questa serie o qual ora vogliate semplicemente accaparrarvi questa imperdibile collector della serie Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm. Vi ricordiamo che il titolo sarà disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC (quest'ultima versione solo in formato digitale).

    BANDAI NAMCO Entertainment Europe ha poi fatto sapere che dal giorno dopo (25 agosto) sarà possibile acquistare in formato digitale la sola trilogia di Naruto Shippuden (il cui titolo è Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm Trilogy), i tre titoli al suo interno saranno: Naruto Ultimate Ninja Storm, Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 2 e Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 3 Full Burst e, sempre negli store digitali, sarà possibile acquistarli anche singolarmente per PlayStation 4, Xbox One e PC.

     

     

  • 25/04/2017: Salutate il ritorno di Outlast con il bundle Outlast Trinity

    Giorno 25 aprile sarà la data di rilascio digitale per Outlast 2, Seguito dell’apprezzato Horror in prima persona uscito qualche anno fa su console e PC. Lo stesso giorno i possessori di PlayStation 4, Xbox One e PC potranno mettere le mani sul bundle fisico Outlast Trinity.

    Eccovi quindi i dettagli estratti dal Comunicato Stampa ufficiale a cui abbiamo voluto aggiungere qualche ulteriore dettaglio così da dare qualche dettaglio in più per chi non sapesse proprio cosa sia Outlast.

    Outlast Trinity

    "Red Barrels si è fatta un nome nel genere dei survival horror con l'originale Outlast," ha dichiarato Kevin Kebodeaux, Senior Vice President, Sales, Americas, Warner Bros Interactive Entertainment.  "Non vediamo l'ora di lavora più a stretto contatto con questo grande gruppo di sviluppatori per portare Outlast Trinity ai giocatori di tutto il mondo"

    "Siamo stati fortunati di avere una così straordinaria base di fan e niente di questo sarebbe stato possibile senza il loro supporto," ha dichiarato il co-cofondatore di Red Barrels Philippe Morin. "Fin da quando abbiamo pubblicato Outlastnel 2013 una delle maggiori richieste è stata quella di avere una copia fisica del gioco, così siamo davvero elettrizzati di poter dare ai giocatori l'intera serie in un bundle di puro terrore."

    Sequel dell'acclamato gioco originale, Outlast 2 è un nuovo contorto viaggio nei meandri della mente umana e dei suoi oscuri segreti. Blake Langermann, un cameraman che lavora con sua moglie Lynn, deve prendere ogni sorta di rischio e scavare a fondo per scoprire delle storie che nessun altro ha mai avuto il coraggio di toccare. Seguendo una pista fatta di indizi che si dipana da quello che sembra l'impossibile omicidio di una donna incinta conosciuta come Jane Doe, l'indagine li porta molte miglia all'interno del deserto dell'Arizona in un'oscurità così buia che nessuna luce può illuminare, dove la corruzione è così profonda che impazzire può essere l'unica cosa sana da fare,.

    L'originale Outlastè stato pubblicato nel 2013 ed è ambientato nelle remote montagne del Colorado dove l'orrore aspetta all'interno del manicomio di Mount Massive. Una casa per la malattia mentale da tempo abbandonata, il manicomio di Mount Massive è stato recentemente riaperto dal settore 'ricerca e carità' della multinazionale Murkoff Ciorporation che ha iniziato ad operare nel più stretto segreto. Seguendo un indizio fornitogli da una fonte anonima, il giornalista indipendente Miles Upshur penetra nell'edificio e ciò che scopre corre sulla sottile linea che separa prigione, natura e qualcosa di completamente differente. Una volta all'interno la sua unica speranza di fuga è la terribile verità che si nasconde nel cuore di Mount Massive.

    Outlastvenne accolto molto positivamente dacritica e pubblico poiché riusciva, a fronte di un livello tecnico non di primordine, ad offrire un’esperienza assolutamente convincente. Le sue armi principali erano un ritmo incalzante ed ansiogeno dotato di meccaniche funzionanti e ben calibrate all’interno dell’economia complessiva del titolo. Un costante senso di insicurezza nel trovarsi inermi e costretti a muoversi al buio ed in silenzio a cui si alternavano delle sessioni di fuga estremamente frenetiche.

    A farla da padrone quindi un buio denso (che può nasconderci o nascondere chissà quali orrori) ed una componente spiccatamente gore perfettamente in grado di esaltare le atmosfere malsane e disturbanti che questo titolo ci ha regalato (o potrebbe regalarvi qual ora non abbiate ancora avuto modo di metterci le mani sopra!). Come se questo non bastasse a rendere questo bundle succulento si aggiungerà ai due titolo la presenza anche del DLC Outlast Whistleblower.

    Grazie ad esso ci verrà raccontata la storia che si svolge prima e dopo gli eventi narrati in Outlast per mostrare il capitolo finale della storia del manicomio di Mount Massive. I giocatori vestono i panni di Waylon Park, un ingegnere del software che lavora per la Murkoff che si identifica con le povere anime rinchiuse nell'edificio. Attizzata dalla sua rabbia, la situazione è pronta per svelare il cuore marcio di Mount Massive.

    Insomma se amate gli horror vecchio stampo, in cui l’azione non è costituita da tonnellate di proiettili utilizzati per annichilire orde di implacabili nemici ma da una disperata fuga e dalla, braccante, sensazione di essere la vittima e non il carnefice, non potete perdere l’occasione di recuperare questo gustosissimo bundle! 

     

  • 26/05/2017: Ancora fascino ma decisamente più oscuro con Get Even

    Un fine settimana ricco di fascino per gli amanti del videogioco. Vi abbiamo già parlato del sognante RIME di Tequila Works (articolo qui); oggi ci soffermeremo invece su una tipologia di fascino completamente differente, ugualmente intrigante ma per nulla serenamente onirico…

    Get Even visor

    Get Even è un gioco così particolare che anche descriverlo risulta essere un’impresa non semplice. I ragazzi di The Farm 51 hanno confezionato qualcosa di differente ed originale, certo ad un occhio attento non sfuggiranno certe soluzioni ispirate da altre opere ludiche (tra tutte io citerei Heavy Rain ed Outlast) ma, complessivamente, la ricetta di questo Get Even sembra poterci offrire un racconto nuovo ed a suo modo, un modo a tratti molto inquetante, molto ammaliante.

    Cerchiamo di far gradualmente chiarezza, l’intera esperienza sarà vissuta in prima personae, molto spesso, con un’arma alla mano ma, ciononostante, non stiamo parlando di uno sparatutto. Il gioco vuole essere un’avventura investigativa in cui il principale elemento centrale sarà rappresentato proprio dagli eventi e dalla tecnica narrativa messa in atto da The Farm 51. Un racconto che ci confonderà, in cui anche il dipanarsi degli eventi procederà in modo frammentato e singhiozzante, tra salti temporali ed eventi sparsi, come se si stesse cercando di rimettere insieme l’immagine contorta di un puzzle horror artisticamente espressionista.

    get even pic

    Al centro delle vicende ci sarete voi, un agente speciale, il signor Black. Il vostro incarico è quello di salvare una ragazza rapita e tenuta in ostaggio da un gruppo militare. Questo è quanto vi basterà per cominciare, verrete scaraventati da subito sulle indagini ambientali da svolgersi mediante telecamera e filtri vari ad essa connessi. Si partirà alla ricerca di impronte, tracce di sangue ed indizi vari da scovare e catalogare per poter poi proseguire nella vostra ricerca. Se fin qui tutto vi sembra abbastanza canonico avete, forse, in parte ragione. L’iniziale canovaccio sembra in effetti classicissimo se nonché molto rapidamente una serie fulminea di eventi vi lasceranno “sconfitti”. Quanto fin qui visto cambierà drasticamente e voi vi risveglierete, confusi, in una sorta di “clinica psichiatrica”. Le virgolette come avete forse intuito stanno ad indicare la totale atipicità di questa clinica, Black (come anche altri ospiti) si troverà agganciato al proprio volto una sorta di caschetto VR in diretto contatto con il proprio cerebro; una cura decisamente differente dalle classiche sessioni di gruppo tanto care alla buona vecchia psicoanalisi. E qui che tutto comincia però a tingersi di inquietudine e di oscurità. La clinica in cui ci risvegliamo non avrà difatti l’aspetto di un posto atto alla cura di pazienti mentalmente instabili quanto più le fattezze di un carcere di massima sicurezza gestito da sadici e folli.

    Ecco pertanto che l’intera avventura si tingerà di tinte tanto care all’horror psicologico più classico, accompagnando i nostri passi in ambienti oscuri, sporchi e malsani. Ambienti in cui imparerete a muovervi, con cui cercherete a fatica di prendere dimestichezza… e proprio quando penserete di averne finalmente compreso le meccaniche ecco che Get Even riprende il tutto e ne cambia nuovamente le regole, le dinamiche e la stessa forma.

    Il nostro impianto VR ben si presta alla possibilità di rivivere il nostro stesso passato da agente speciale. Ed eccoci pertanto intenti ad infiltrandoci in laboratori corporativi alla ricerca del prototipo di un’arma da fuoco che, poi, tornerà utile nel corso dell’avventura (senza entrare nei dettagli delle dinamiche di fuoco sappiate però che anche le fasi “sparatutto” saranno più simili a rompicapi stealth in cui uccidere senza essere visti più che in linea con il classico “spara ad ogni cosa in grado di muoversi e respirare”).

    Get Even 1

    Questi cambi di regia e di gameplay continueranno a tornare ciclicamente, mischiandosi con i salti temporali, spaziali, narrativi. Il risultato ultimo di tutto questo sarà un amalgama quasi unica, disturbante ed affascinante, confondente ed in grado di far andare a braccetto fasi esplorative, risoluzione di enigmi e follia.

    Lo stesso plot non vi lascerà scampo facilmente e riuscire a discernere al suo interno cosa sia reale e cosa non lo sia diventerà un’impresa titanica (a tal proposito la mente vola a film, come Memento, in grado di giocare con lo spettatore).

    E’ proprio in questo aspetto che il gioco sembra mostrare le sue carte vincenti. Una trama così ben intrecciata e costruita è spesso rara in questo medium. Al suo interno lo stesso videogiocatore si perderà, spinto a seguire le vicende generali ed a chiedersi quale sia il proprio ruolo all’interno della stessa narrazione.

    L’unione quindi di un’ottima narrazione e di una trama sapientemente scritta, ricca di momenti spiazzanti, di eventi fuori dal comune e di colpi di scena degni di un meritatissimo plauso potrà forse mostrare quanto di meglio questo Get Even possa offrire. La serie di eventi sarà così complessa e ben differenziata che perdersi in essa sarà un rischio sostanziale e, a ben vedere, l’unico elemento cardine costantemente presente ad amalgamare il tutto sarà la componente investigativa.

    geteven

    Elemento così centrale da diventare addirittura non solo presente qua e là ma addirittura vivo e concreto. Buona parte degli elementi delle nostre indagini confluiranno infatti in una dimensione virtuale in cui muoverci ed analizzare (o rianalizzare) quanto raccolto nel tentativo di risolvere le questioni più complesse ed articolate.

    Il gioco prevede anche di premiare la nostra perizia investigativa attraverso la possibilità di modifiche apportate all’intreccio generale ed al dipanarsi dello stesso, tutto ovviamente in funzione di quanto da noi scoperto e “collegato”.

    Alcuni elementi di dubbio restano ovviamente presenti, elementi che solo la versione finale del gioco potrà svelare.

    Primi intoppi arrivano da alcuni elementi puramente tecnici. Se da una parte Get Even si dota di un’ottima colonna sonora in grado di accompagnare gli eventi con la giusta atmosfera la componente grafica sembra risultare non all’altezza di quanto visto in tante altre produzioni. Nulla in grado di rovinare la giocabilità del titolo ma comunque in grado di infastidire i più “graficoni” tra voi

    Oltre questo qualche dubbio resta in merito alla longevità dell’esperienza; non propriamente in termini di durata quanto di “fattore stanchezza e ripetitività” di certe fasi di gioco (le più in dubbio restano le fasi da sparatutto) come di ritmo e gestione dei tempi narrativi sulla lunga distanza.

    Al di là degni eventuali limiti questo Get Even sembra comunque presentarsi al nastro di partenza con un carattere forte e convinto, con la voglia di non assoggettarsi a dinamiche solite e ben rodate ma che, anzi, vuole puntare l’acceleratore su un’esperienza più personale ed ottimamente scritta e narrata.

    Come dicevamo in testa di articolo se in sostanza amate l’originalità e cercate qualcosa di diverso questo fine settimana potrebbe proprio essere un ottima occasione di chiudersi in casa per sperimentare almeno un paio di novità ludiche sulle vostre console (Get Event arriverà il 26/05/2017 su PC, Playstation 4 e XboxOne).

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 26/05/2017: Rime, un fascinoso viaggio.

    rime coverUn gioco dallo sviluppo travagliato questo RIME che, però, è finalmente vicino al suo arrivo. Il 26/05 infatti i possessori di XboxOne e Playstation 4 potranno finalmente assaporare quest’esperienza, per quanto concerne i possessori di Switch dovranno invece attendere ancora qualche tempo (ad oggi una data chiara non è ancora stata rivelata).

    Per chi non avesse seguito le vicende del gioco di Tequila Works ecco un rapido sunto. Il gioco fu presentato originariamente come esclusiva Ps4 salvo poi scomparire nell’ombra e ritornare qualche anno dopo, addirittura, come titolo multipiattaforma. A suo tempo la transizione da esclusiva a multi contribuì anche a qualche post di troppo in merito alla sempreverde, nonché poco sensata, console war. Personalmente, dato il fascino che questo titolo sembrava offrire, fui ben felice di sapere che questo titolo si sarebbe aperto ad un pubblico ancora più ampio. Questo fascino proviene da molti elementi, tra questi i principali risultano essere un design in grado di miscelare realismo ed estro artistico e degli scorci in grado di promettere milioni di, ben celati, misteri.

    rime

    Le vicende partiranno dal naufragio del giovane protagonista su quest’isola deserta, qui muoveremo i nostri primi passi, tra antiche costruzioni, inusuali statue, onde del mare e verdeggiante vegetazione.  

    Il gioco risulta essere un’avventura in terza persona in cui la componente esplorativa e la risoluzione di differenti enigmi sembrano essere gli elementi chiave.

    La struttura narrativa è organizzata in differenti capitoli che porteranno avanti la trama principale, potremo ovviamente scegliere se puntare tutto su essa o se perderci nei colorati ambienti del magnifico mondo, così da inseguire magari il famoso 100% di gioco; a tal proposito sembra che la raccolta di determinati segreti possa, almeno in parte, influenzare lo sviluppo delle vicende principali.

    Nel tentativo di bilanciare l’assenza di una componente action più preponderante l’esplorazione ambientale sembra voler offrire numerose alternative di approccio ed i molti enigmi presenti promettono di essere variegati e stuzzicanti. Questi elementi diventano quindi parte integrante di un level design generale estremamente curato e ben congeniato, in grado di lasciarsi esplorare e vivere senza frustrazione, anzi offrendoci costantemente elementi di interesse atti a stuzzicare la nostra curiosità ludica. Si segnala comunque che la difficoltà del titolo non vuole in alcun modo offrirci una complessa scalata ai titoli di coda ma, più che altro, una piacevole e stimolante esplorazione.

    RiME screenshots

    A rendere poi il tutto estremamente immersivo ci penserà poi l’intera struttura narrativo-ludica, RIME non vuole spiegare nulla al videogiocatore, nessun plateale indizio o tutorial di sorta; tutto è alla nostra portata e si offre di farci progredire senza futili o superflue spiegazioni. Il risultato complessivo è quello di un’immedesimazione totale con il nostro naufrago. Siamo arrivati su quest’isola deserta, siamo soli e dobbiamo, in qualche modo, cavarcela.

    Insomma questo RIME sembra volerci regalare un’esperienza intrigante, intuitiva e ricca di quel senso di scoperta e meraviglia che potrebbe conquistare gli animi più delicati, grazie anche ad un mondo ricco, tinteggiato da colori accesi e luci brillanti, da esplorare e spulciare a fondo nella placida ricerca dei suoi molti segreti.

    RiME screenshots 2

    Un’avventura da ritmi più sognanti che adrenalinici, una storia da vivere più che da osservare, con un approccio che, personalmente, in più di un’occasione mi ha ricordato il fascino di saghe che amo profondamente (prima tra tutte quella di Zelda), resterà solo da capire se enigmi ed esplorazione riusciranno ad accompagnarci piacevolmente fino all’epilogo di questo viaggio…

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 28/09/2018 - Il nuovo FIFA 19 è tra noi!

    fifa 19

    Anche quest’anno possiamo finalmente accogliere il nuovo Fifa 19 e la sua buona dose di novità e, nel caso alcuni di voi fossero ancora in dubbio sulla bontà di questa nuova edizione, eccovi qualche dettaglio in più sulle caratteristiche principali del simulatore calcistico targato EA. Quanto segue riguarda prevalentemente le caratteristiche principali delle versioni Pc, Xbox One e Playstation 4, per quanto riguarda la differente edizione per Nintendo Switch vi invio

    Partiamo dalla modalità Il Viaggiouna sorta di Story Mode che segue le vicende dell’ormai noto Alex Hunter dandoci modo di partecipare attivamente allo sviluppo delle vicende narrate. Ci troveremo quindi ad occupare il tempo tra allenamenti, partite ed obiettivi da raggiungere per riuscire a migliorare costantemente le caratteristiche del nostro alter ego e permettergli al contempo di avanzare nella scalata della propria carriera. Ad espandere la ricetta di gioco ci penserà la presenza di altri personaggi (la sorella di Alex, anch’essa promessa del calcio, e l’amico Danny Williams) che daranno modo al giocatore di cimentarsi all’interno di campionati diversi caratterizzati da con differenti caratteristiche. Anche quest’anno questa modalità si dimostra centrale nell’economia generale del titolo ulteriormente arricchita dalla presenza delle, già citate, tre linee narrative. Esse risultano essere interessanti e diversificate e, malgrado qualche momento di stanca, la modalità riesce a coinvolgere anche grazie ad un sapore decisamente cinematografico e spettacolare.

    fifa 19 viaggio

    Un elemento essenziale di questa edizione è però rappresentato dalla presenza della Champions League. L’acquisizione di questa, importante, licenza potrebbe bastare da sola per orientare i gusti di buona parte dell’utenza ed anche il lavoro svolto per l’integrazione della stessa all’interno delle varie modalità di gioco è stato davvero encomiabile (inclusi ovviamente tutti i vari tornei UEFA ed essa associati). A giovare di questa aggiunta sarà, ad esempio, anche la modalità Carriera che, per il resto delle sue caratteristiche (inclusa la possibilità di vestire i panni sia di un giocatore che di un allenatore), torna del tutto similare all’edizione dello scorso anno e che potrà offrirvi senza dubbio ore ed ore di buon intrattenimento.

    Torna ovviamente anche l’ormai immancabile FUT (acronimo per Fifa Ultimate Team) l’ibrido gestionale-gioco di carte targato EAche, ormai da anni, è una colonna portante dell’intera esperienza di gioco. I ragazzi di Electronic Arts hanno però apportato qualche piccola modifica all’esperienza generale: scompaiono le Divisioni Online sostituite da quelle legate ai Rivali. Le Division Rivals si terranno settimanalmente e ci chiederanno di batterci contro squadre appartenenti alla nostra categoria per ottenere dei punti qualifica utili alla partecipazione alla Champions Weekend League. Insomma non si partirà da una democratica decima divisione ma saranno le nostre stesse abilità a dire a quale livello verremo assegnati!

    fifa 19 champions league

    E parlando di novità importanti non possiamo non spendere due parole sull’Active Touch Systemil prossimo passo nell’evoluzione del sistema di controllo e ricezione della palla in casa FIFA. Il gioco considererà ora in tutte queste situazioni sia la stazza che le statistiche di ogni giocatore oltre, ovviamente, al posizionamento degli stessi nel momento del contatto con il pallone. Ad affiancarsi a questo sistema ci sono ovviamente nuove animazioni ed anche un nuovo sistema di gestione degli scontri, Scontri 50/50, in grado di dare nuova forma ai contrasti tra i giocatori. Tutto questo si traduce in confronti che appaiono più realistici e credibili, naturali e non scriptati, insomma un altro passo in avanti nel mondo delle simulazioni calcistiche!

    A tirare su l’asticella del nostro controllo sul campo da gioco ci penserà poi il nuovo sistema di tiro che, grazie alla Finalizzazione a Tempo, ci permetterà di aumentare la precisione dello stesso premendo una seconda volta il tasto nel momento dell’impatto con la palla.Ovviamente l’altra faccia di questo meccanismo è un’aumentata possibilità di errore qual ora si compiano errori nelle tempistiche di tiro, tutto questo riesce però a consegnarci un gioco che appare sicuramente più realistico ed impegnativo ma che ci consegna una libertà interpretativa e di gioco che raramente abbiamo visto in un FIFA (preparatevi però a qualche momento di frustrazione e ad una curva di apprendimento più lunga del passato). A scanso di equivoci sappiate che il sistema è tranquillamente aggirabile (non premendo la seconda volta il tasto del tiro la traiettorie verrà calcolata dal gioco come succedeva in passato) ed addirittura disattivabile dalle opzioni di gioco.

    fifa 19

    Dal punto di vista dell’IA mi sento di sottolineare due aspetti (uno positivo ed uno negativo): da una parte risulta interessante l’implementazione della possibilità di scelta di nuove Tattiche Dinamiche così da darci un maggior controllo sull’intera squadra e, conseguentemente, sull’approccio allo scontro; dall’altra la gestione da parte della CPU delle squadre più forti appare quasi ossessiva e fin troppo veloce, la sensazione ultima è quella di avere a che fare con avversari che ignorano il significato della parola stanchezza al punto da non allentare mai la loro pressione su campo. Quest’ultima scelta mal si sposa con gli altri aggiustamenti operate in seno ad un gameplay che appare volutamente più realistico (insomma la bilancia sembra voler tendere alle volte più sulla spettacolarità che sul mero realismo).

    Concludendo possiamo dire quindi che questo FIFA 19 riesce a portare vari aggiornamenti al gameplay che sembrano funzionare in massima parte, aggiustamenti che forse potrebbero non far contenti tutti i fan storici del brand calcistico ma siamo sicuri che a calmare i loro animi ci penserà la valanga di contenuti che questo nuovo FIFA ha da offrir loro poiché, e questo è davvero impossibile negarlo, acquistando una copia di FIFA 19 vi troverete davanti al capitolo con con la miglior offerta contenutistica di sempre (fosse anche solo per l’aggiunta del mondo legato alla Champions League).

    fifa 19 nintendo switch

    Prima di salutarci come promesso torniamo a parlare del gioco nella sua versione per Nintendo Switch:il primo vantaggio doveroso è ovviamente la portabilità del tutto, il gioco riesce poi a girare adeguatamente mantenendo un frame rate stabile e funzionale (60 fps in gioco 30 fps nei replay) pena l’uso di un engine grafico ovviamente impoverito rispetto alle controparti precedentemente analizzate. Il dispiacere più grande rimane legato all’assenza di tutti quegli aggiustamenti legati alle dinamiche di scontri, contrasti e gestione del controllo di palla (restano le Finalizzazioni a Tempo e le Tattiche Dinamiche). Malgrado queste assenze ci si può ritenere comunque soddisfatti in termini generali sia dal gameplay, che resta di buon livello, che dalla mole di contenuti ottimale (malgrado la scomparsa dello Story Mode Il Viaggio legato troppo in profondità al motore di gioco Frostbite) e, lo ribadiamo ancora una volta, il vero pregio vincente di questa versione resta la possibilità di giocarlo ovunque si voglia!

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 30/05/2017: Gli Italiani di Milestone vogliono dimostrare il loro valore con il nuovo MXGP3

    MXGP3

    Non capita spesso di parlare di Software House italiane, sembra in effetti che questo settore nel nostro bel paese sia decisamente lento a partire ma, come la vita insegna, per ogni regola si ha sempre un’eccezione.

    L’eccezione di cui parleremo oggi è Milestone, sviluppatore milanese che negli anni è riuscito a farsi largo in un settore per nulla facile e che, anche grazie ad acquisizioni di licenze di rilievo, è riuscita a concretizzare il sogno di competere con SH decisamente più grandi e longeve.

    A fare la differenza con la concorrenza a questo punto restano solo i limiti tecnici; ecco quindi che, dopo massicci investimenti, è addirittura arrivata alla collaborazione con Epic Gamese ad essere la prima SH ad utilizzare il famosissimo Unreal Engine 4 per un gioco di corse!

    L’utilizzo di suddetto engine ha quindi permesso al nostrano gruppo di potersi permettere, non solo la certezza di una resa grafica di alto livello ma, soprattutto, uno snellimento sostanziale in termini economici e di tempistiche per ogni possibile conversione per le differenti console attualmente su mercato (NDR: tutte compatibili con l’UE4).

    Comincia così una nuova era videoludica per i ragazzi di Millestone e, ad inaugurare, questo nuovo inizio sarà MXGP3, ultima versione del videogioco ufficiale sul Campionato Mondiale di Motocross.

    La serie di MXGPè riuscita in questi anni a far breccia nel cuore di tantissimi videogiocatori, diventando una serie attesa e celebrata in tutto il mondo. Con la crescente notorietà appariva quindi necessario cercare di rendere la saga ancora più accattivante e, con l’acquisizione di un motore come l’UE4il salto è stato ovvio, non solo dal punto di vista visivo (sempre ben accetto) ma, soprattutto, per quanto concerne la questione della fisica in-game, essenziale in uno gioco simulativo che fa di fedeltà e verosimiglianza la sua punta di diamante.

    Quest’ultimo aspetto risulta in effetti nettamente migliorato, sia dal punto di vista del realismo nella gestione di moto e guidatore (due elementi centrali anche solo a livello di bilanciamento del peso e dei suoi effetti sulla gestione del bolide) che dalla gestione della pista. Il motocross è uno sport su fango e le modifiche della pista impresse dal passaggio di altri guidatori giocano un ruolo fondamentale (soprattutto nella gestione delle curve) sia come facilitatori che come possibili ostacoli. Ecco quindi che i ragazzi di Millestone hanno dedicato parecchie risorse hardware proprio alla gestione di questa caratteristica.

    Sarà comune osservare quindi una, via via sempre più marcata, genesi di utilissimi solchi su strada; come anche una modifica sostanziale in funzione delle condizioni metereologiche (ecco quindi che un vantaggio può rapidamente trasformarsi in un fastidiosissimo ostacolo da tenere presenti se si vuole raggiungere il podio invece di finire disarcionati dalla propria due ruote).

    Il risultato generale è quindi rappresentato da una fisica di alto livello in grado di restituire un ottimo feeling al guidatore, cosa che è sicuramente elemento centrale in ogni simulazione che si rispetti.

    mxgp3 screen

    Ed arriviamo anche alla questione cosmesi. Il cambio di motore grafico ha portato ovvi benefici visivi con una resa generale nettamente superiore a quanto visto nella storia del brand, con ambientazioni ora fedelmente riprodotte grazie ad una mole poligonale superiore, a delle texture di alta qualità e ad una serie di effetti visivi e di illuminazioni squisiti.

    Oltre alla resa visiva è stata dedicata uguale attenzione anche alla componente audio che, oltre ad una serie nuova di ricampionature delle varie moto ufficiali, si dota anche di un comparto audio in grado di adattarsi alla varietà di contesti dati dal mondo di gioco, contribuendo non poco ad una netta sensazione di realismo ed immersione generale.

    MXGP3 non vuole però limitarsi ad essere un semplice porting migliorato grazie all’UE ma molte sono anche le aggiunte e le rifiniture al contenuto offerto da questo terzo capitolo.

    Fanno la loro comparsa le (richiestissime dalla community) moto a due tempi che importano nel gioco una dinamica di guida completamente differente in grado di aggiungere variabilità e libertà di approccio al giocatore.

    Oltre all’arrivo dei nuovi bolidi nelle scuderie ad arricchire l’offerta ludica ci penseranno anche le varie modalità di gioco. Oltre alle classicissime gare singole e ad i campionati si avrà la possibilità di poter creare il proprio pilota e la propria moto per intraprendere una vera e propria Carriera nel mondo del Motocross. Ovviamente risulta essere presente anche la possibilità di sfidarsi online con altri corridori in carne ed ossa ed, a tal proposito, i ragazzi di Milestone han anche voluto introdurre un’inedita modalità chiamata “Motocross of Nation” in cui i giocatori appartenenti alle varie nazioni contribuiranno con le loro prestazioni a migliorare il punteggio generale dello stato nella speranza di poter superare le altre squadriglie (NDR: In questa modalità saranno previsti 5 tracciati aggiuntivi oltre ai 18 normalmente presenti).

    Insomma se avete un Pc, una XboxOne o una Playstation 4ed amate il Motocross non potete mancare l’uscita di questo MXGP3 il 30 di questo mese!

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 30/08/2018 - Ed ancora una volta è tempo di calcio con: PES 2019

    PES 2019 banner

    Come di consueto la nuova stagione calcistica videoludica è pronta alla partenza e vista la recente uscita di Pro Evolution Soccer 2019(disponibile per PC, Xbox One e Playstation 4) vi riportiamo alcuni dettagli estrapolati dal comunicato stampa ufficiale in cui potrete trovare qualche informazione utile prima dell'eventuale acquisto:

    PES 2019 vedrà la presenza di un numero più grande di licenze ufficiali di campionati, stadi e squadre di club. Il gioco vedrà la presenza anche di una serie di nuove Leggende. Philippe Coutinho, Il campione di FC Barcelona e ambassador del gioco, sarà il giocatore ad apparire sulla copertina di PES 2019, sarà inoltre disponibile una versione speciale che celebrerà uno dei più grandi campioni di tutti i tempi del calcio inglese: David Beckham.

    Gli appassionati di Pro Evolution Soccer rimarranno incantati dall'incredibile realismo della riproduzione dei movimenti dei calciatori, esaltato dalle differenze di stile di campioni come Coutinho, Beckham e molti altri ancora. PES 2019 permetterà di sviluppare ed evolvere il proprio stile di gioco grazie all'introduzione di una serie di nuove abilità che permetteranno di riprodurre al meglio tutti i Momenti Magici che si verificano nel rettangolo di gioco, dove PES 2019 sfoggerà un gameplay senza eguali.

    Trovare spazi nelle difese avversarie sarà ancora più arduo grazie all'indicatore della Fatica Visibile, che inciderà sulle performance e sul comportamento del calciatore. Una nuova meccanica dei tiri sarà influenzata dalla nuova fisicadel pallone, dalla posizione della palla e del calciatore, dalla abilità del giocatore e dal suo stile di tiro. Segnare un gol in PES 2019 regalerà ancora più soddisfazioni grazie alla nuova fisica delle reti delle porte e a una nuova serie di celebrazioni e di animazioni dei tifosi.

    Il gioco più bello del mondo non è mai stato così reale grazie anche alle possibilità offerte dal software 'Enlighten' che permetterà un'incredibile grafica 4K HDR su tutte le piattaforme. La funzione 'Global Illumination" permetterà una resa perfetta di luci e ombre in tempo reale che andrà a migliorare ulteriormente la grafica in-game e i dettagli del pubblico. PES 2019 vedrà notevoli miglioramenti anche nella riproduzione dei manti erbosi di tutti gli stadi, farà il suo ritorno la possibilità di giocare le partite durante le nevicate.

    La modalità myClub sarà migliorata in modo sensibile, grazie a una nuova riproduzione delle card dei calciatori che rivoluzioneranno il modo in cui si compongono le squadre. I fan di myClub potranno trovare Giocatori Molto Performanti, che includono sia le Leggende che i Giocatori della Settimana che avranno statistiche particolarmente alte grazie alle prestazioni ottenute nelle partite reali appena disputate.

    KONAMI è orgogliosa di proseguire la sua partnership con uno dei tornei calcistici estivi più famosi del mondo, l'International Champions Cup (ICC). Alcuni elementi di ICC verranno implementati in una versione rinnovata della Master League che vedrà la presenza di un nuovo sistema di negoziazioni, nuovi livelli di difficoltà dinamici, menu "live" e trasferimenti realistici.

    I giocatori di PES 2019 avranno a disposizione una nuova interfaccia che verrà aggiornata in modo dinamico per informare in tempo reale i fan sulle ultime novità di PES. Questo nuovo stile grafico è stato disegnato attorno al concetto di movimento, con menu "live" che informano il giocatore su offerte esclusive e sconti su altri nuovi prodotti in arrivo.

     

  • Dalle prime avventure grafiche fino a Syberia 3, un viaggio di sicuro fascino.

    Quando mi avvicinai al mondo videoludico tutto era molto diverso da com’è diventato oggi giorno.

    A qual tempo pochi fortunati potevano mettere le mani su una piattaforma di gioco e videogiocare era sinonimo di “Andiamo al baretto per qualche partita a Street Fighter 2!”.

    Certo, alcuni amici vantavano un Commodore 64, i più al passo con la moda (ad essere sinceri allora ancora poco diffusa nel nostro bel paese) potevano autocelebrarsi possederi di un Nintendo o di un Megadrive.

    Io, grazie a mio fratello maggiore, potevo bullarmi di essere un felice possedere di una fiammante Amiga 500 (cosa che mi permetteva di anticipare i tempi e commentare con uno sfregiante “Ma la grafica?!” quando venivo invitato dal possessore di un “C64” di turno…).

    Erano gli inizi degli anni 90, l’alba del gioco videoludico ed, in realtà, non si era per niente schizzinosi; si giocava con tutto, la “console war” era un termine che nessuno di noi avrebbe mai compreso.

    Ad essere sinceri anche il videogioco era solo una tipologia di gioco tra le tante, una che non occupava nemmeno fette così sostanziali del nostro tempo. In compenso riusciva già nel compito di fornirci piacevoli alternative ai passatempi da svolgere all’aperto, alternative decisamente utili nei momenti di pioggia e nelle ore più tarde e buie.

    Erano differenti le rese visive, differenti i gameplay, differenti i ritmi di gioco ma le emozioni, quelle erano già presenti ed ugualmente valide. Spesso quelle avventure digitali, complici ovviamente i molti limiti tecnici, lesinavano di trame articolate ma, ciononostante, riuscivano comunque ad offrire quel tanto che bastava alla nostra immaginazione per coglierne aspetti molto più ampi.

    Era l’epoca di giochi in cui la sfida principale era spesso legata al “come giocare”, a dare spessore ci pensavamo poi noi giocatori, inventando consistenza e dettaglio lì dove, non necessariamente, erano stati pensati. Certo sia ben chiaro che, già qua e là, qualche sviluppatore provava ad imbastire un abbozzo di atmosfera e di storia degna di tal nome, ma erano tempi complessivamente molto diversi.

    Capitava così che, tra un pixelloso personaggio ed un altrettanto pixelloso sfondo, ci si ritrovasse facilmente invischiati in avventure epiche, spesso dettagliate dalla nostra giovanile immaginazione, ma non per questo meno emozionante ed autentica per noi piccoli videogiocatori.

    Monkey island

    E poi, qualche anno dopo, arrivo un gioco nella mia Amiga in grado di rapirmi completamente, di stravolgere quei mondi inventati. Un videogioco in grado di imbastire una storia ironica, divertente, matura ma scanzonata, geniale ed accattivante: arrivo il primo Monkey Island (accompagnato da una cosa come 12 floppy di gioco) e, con esso, arrivò anche la conoscenza del genere delle Avventure Grafiche.

    Questa mastodontica opera mi segnò profondamente, mi fece capire a che livello di complessità si potesse ambire con questo strumento di “semplice gioco”. Internet non esisteva (almeno non nelle assolate periferie del Siracusano), i più fortunati potevano puntare su un rumoroso Modem 56k, non esistevano siti da consultare ne soluzioni rapide da trovare: avevi il tuo ingegno, quello dei tuoi amici e le ore da poter dedicare al tuo gioco.

    Ricordo ancora che non superare un enigma diventava una prova di classe (da intendersi in senso letterale, ricordo ancora l’intera I°B ella mia scuola media al lavoro su certi enigmi) in cui, con vari amici, si vagliavano le possibilità offerte invece di prestare attenzione alle lezioni. Ad elucubrazioni terminate si stilava una lista di possibili tentativi per poi correre a casa nella speranza di trovare la corretta soluzione al fastidioso problema.

    Questi primi, concreti, ostacoli non facevano altro che far crescere la sensazione di conquista che seguiva ad ogni completamento di una nuova avventura grafica ed, altresì, cresceva il mio amore per questo splendido genere e, con esso, d il bisogno di trovare altre avventure da padroneggiare.

    Gli anni passavano e, con il loro trascorrere, cominciarono ad arrivare anche i primi PC da gaming (o presunti tali), arrivò il 3D, le avveniristiche nuove console e, nel frattempo, nuove avventure a stuzzicare il nostro ingegno e ad affascinarci con i loro mondi.

    syberia

    Tra le dozzine di videogiochi “spolpati” ricordo chiaramente il mio primo contatto con Syberia, opera realizzata dal fumettista Benoît Sokal sotto l'egida dello studio Microids.

    Avevamo da poco superato il nuovo millennio (uscendo illesi dal fantomatico Millennium Bug), unendo gli sforzi con mio fratello eravamo riusciti ad accaparrarci, una “paghetta alla volta”, il Nintendo 64 ed, a casa, avevamo un PC decisamente all’avanguardia. Le avventure grafiche continuavano ad essere un genere interessante per molti ma, complici anche i traguardi raggiunti grazie alle potenzialità tecniche dei nuovi dispositivi da gioco, era già cominciata la spirale discendente per questo genere che tanto amavo. Ciononostante ecco che un amico ci prestò questo Syberia.

    Un gioco molto diverso da quanto mi fosse capitato di provare fino a quel momento. Con un’ambientazione in grado di miscelare in modo perfetto elementi “steampunk” e mondo moderno questo Syberia risultava essere in grado di originare un mondo perfettamente credibile ma al contempo estremamente affascinante, ricco di ingranaggi e robot rugginosi ma funzionanti, tutto questo era poi impreziosito da una storia matura, con tematiche adulte e complesse ma al contempo fortemente ironico.

    Avviando il gioco ci si trovava ad impersonare un’eroina, Kate Walker, giovane avvocatessa di New York. La vita di Kate sembra scorrere piacevolmente, una donna in carriera con una relazione sentimentale matura ed appagante. Tutto questo almeno fino a quando non le pioverà addosso un incarico decisamente particolare: dovrà recarsi in un paesino delle Alpi francesi di nome Valadilène per concludere una trattativa d'affari. Lì Kate dovrà rappresentare una grande azienda produttrice di giocattoli che intende acquistare la Fabbrica Voralberg, piccola impresa locale travolta dai debiti e da sempre specializzata nella fabbricazione di automi ad orologeria di altissima qualità.

    L’obbiettivo è chiaro: trovare la proprietaria della Fabbrica e farle firmare l’accordo (già finalizzato e discusso); insomma un lavoro facile, una firma e poi via, nuovamente a casa.

    Arrivata a Valadilène però Kate scoprirà che l’anziana proprietaria è venuta a mancare, nulla di preoccupante in effetti, vista l’assenza di eredi diretti, basterà passare dal notaio per concludere il tutto.

    O almeno queste sembrano essere le speranze di Kate, speranze che, com’è ovvio, non corrisponderanno alla realtà. Questo piccolo intoppo infatti si complicherà ulteriormente alla scoperta di una lettera che sembra nominare un certo Hans Voralberg, fratello della compianta proprietaria della Fabbrica, creduto fino a quel momento morto da più di 60 anni. A quanto pare il vecchio Hans sembra essere ancora vivo e vegeto, seppur la sua ubicazione non sia altrettanto chiara.

    Ad inscenare la sua dipartita sembra essere stato lo stesso padre dei due ragazzi che, non sopportando gli interessi del giovane Hans (affascinato più dal viaggio, dalla storia e dalla paleontologia rispetto all’idea di far quadrare i conti della fabbrica di famiglia), ha pensato bene di far figurare la sua dipartita come ufficiale così da potersi concentrare sulla crescita della, più promettente, sorella.

    La comparsa del nuovo, legittimo, erede e la sua ricerca da parte di Kate diventerà il fulcro di tutta l’avventura che ci porterà in giro per il mondo nella speranza di riuscire ad ottenere il consenso di Hans alla vendita della fabbrica. Il nostro lungo tragitto ci porterà fino alle remote terre Siberiane del titolo e ci accompagnerà nella scoperta del passato di Hans. Egli sembra essere una sorta di “idiot savant” della robotica (NDR: idiota sapiente - una persona solitamente affetta da una serie di ritardi cognitivi, anche gravi, che risultano essere però affiancati da uno spiccatissimo sviluppo di abilità particolari ampiamente sopra la norma di molti altri).

    La conclusione del primo Syberia arrivò però in modo brusco, interrompendo il viaggio in treno di Kate (accompagnata da una sorta di automa-maggiordomo Oscar e dall’anziano Hans) verso una misteriosa isola Siberiana della dubbia esistenza. Solo il vecchio Hans sembra infatti certo che suddetta isola esista realmente, per gli altri essa risulta essere solo una leggenda tra i paleontologi. L’interruzione del gioco ci lascia così, con questo dubbio esistenziale ed un po’ di amaro in bocca per un obbiettivo finale non raggiunto.

    syberia 2

    Ecco quindi che quando, due anni dopo, arrivò il secondo capitolo di Syberia fui più che felice di riprendere il viaggio esattamente da dove lo avevo lasciato nel 2002. Eccomi quindi nuovamente immerso nelle stesse atmosfere, negli stessi enigmi, nelle stesse, sognanti, ambientazioni.

    Questa seconda avventura ci porterà molto spesso a rischiare la vita in uno scontro con due fratelli decisamente poco raccomandabili. I fratelli Bourgoff diventeranno per Kate dei veri e propri “acerrimi nemici”, in grado di accompagnarci, ed ostacolarci, fino alle battute finali di questa nuova avventura.

    Il nostro viaggio sarà questa volta molto più avventuroso, adrenalinico ed, al contempo, onirico. Il tutto si concluderà solo al coronamento del sogno di una vita del buon Hans, attraverso il raggiungimento della fantomatica isola di Syberia e le lacrime d’emozione della buona Kate!

    Molti anni sono passati da quegli avventurosi viaggi, dal fascino delle vicende che ruotano attorno all’intraprendente avvocatessa.

    Il tempo trascorso non è stato benevolo con le avventure grafiche ma, gli ultimi anni sono stati accompagnati da una sorta di “nuova fioritura” del genere, seppur sotto vesti spesso leggermente diverse (basti pensare agli ibridi prodotti da Telltate) ma, la memoria di questa splendida avventura è ancora forte in molti videogiocatori.

    Syberia 3

    Ecco quindi che il Team francese ha deciso di rispolverare la loro IP con un terzo capitolo in uscita il 20 di questo mese per PC, Ps4 ed Xbox One.

    L’avventura ripartirà sempre da dove abbiamo lasciato Kate nel secondo capitolo. Ossia dispersa tra i ghiacci Siberiani, dispersa non è però un termine solo simbolico, Kate si trova proprio in una brutta situazione ma, per fortuna, verrà soccorsa da una tribù locale, gli Youkoi.

    Dopo il salvataggio Kate sceglierà di aiutare suddetta tribù nel compiere l’impresa che sembrano essersi prefissati: tornare alla loro terra natia!

    Il Team francese, conscio del molto tempo trascorso, ha scelto di introdurre un consistente riassunto delle vicende di Syberia 1 e 2, così da permettere anche ai giocatori non avvezzi al retrogaming o, semplicemente, più giovani di gustarsi tutte le vicende narrative fin qui perse (e da me solo rapidamente riassunte).

    syberia 3 game

    Diciassette anni restano comunque un lasso di tempo enorme, in un settore in costante sviluppo come quello del Gaming questo tempo sembra ancora più grande, ecco quindi che vari aggiustamenti per mantenere il gioco ancora fruibile sono stati necessari. Il più importante di questi risulta ovviamente legato all'abbandono dell’uso di sfondi pre-renderizzati a favore di un contesto interamente 3D. La tridimensionalità, oltre a dare un nuovo senso estetico all’intera avventura, comporta anche alcuni aggiustamenti al gameplay. Oltre alle ovvie modifiche agli spostamenti di Kate potremmo quindi interagire con molti oggetti attraverso l’uso degli analogici, ora ruotando alcuni oggetti per esaminarli, ora mimando il movimento delle mani nell’apertura di un determinato oggetto. Insomma l’impatto complessivo restituisce fin da subito un senso di realismo e di interazione maggiore, che rafforza la sensazione di concretezza di un mondo per la prima volta più “a portata di mano”. Il passaggio al 3D ha ovviamente imposto l’uso di telecamere dinamiche che, purtroppo, non sempre si mostrano efficienti nelle loro dinamiche, con occasionali problemi di inquadratura o di “incastri” tra i modelli poligonali. Altra modifica sostanziale ricade nel campo della narrazione, con dei dialoghi a risposta multipla per la prima volta in grado di influenzare le reazioni tra Kate ed i vari NPC. Il tutto si sposa bene con la nuova sensazione di libertà data dal mondo dall’ingresso nelle tre dimensioni, malgrado questo però sappiate che comunque la liberta nei dialoghi sarà più che altro una questione di “estetica narrativa”, per nulla in grado di riflettersi in modifiche sostanziali allo sviluppo della trama che, invece, resterà saldamente ancorata agli sviluppi narrativi scritti per noi dai ragazzi di Microids

    Così come la trama anche la componente del puzzle solving si mostra, fondamentalmente, simile al passato. Gli enigmi concederanno quindi solo un’univoca possibile soluzione e come sempre, alcune trovate saranno alle volte decisamente fuori dal comune (ma sempre ben legate al contesto ed al setting del gioco) ed, ancora una volta, perfettamente coerenti con quanto visto nei precedenti capitoli.

    Insomma, se le promesse narrative e gli enigmi manterranno il livello dei lavori precedenti, anche questo Syberia 3 riuscirà ad offrirci un viaggio degno di continuare quanto vissuto nelle precedenti avventure della nostra bella avvocatessa. Un sequel ancora una volta ricco di atmosfera, di emozioni e con stile da vendere.

    syberia volti

    Dal punto di vista estetico abbiamo un’ottima realizzazione generale che, grazie al lavoro del motore grafico Unity, promette di restituirci delle ambientazioni naturali di tutto rispetto; a tal proposito si segnala purtroppo qualche legnosità di troppo nell’espressività facciale dei vari personaggi che mal si sposa con la buona recitazione generale (NDR: doppiaggio solo in lingua inglese e francese). Oltre quindi ad una buona qualità del doppiaggio, il comparto audio potrà contare su delle musiche di accompagnamento anche questa volta firmate dallo stesso autore di quelle dei primi due capitoli e, ugualmente, ispirate ed evocative.

    Insomma questo Syberia 3 sembra voler ripercorrere i passi (ottimi) dei due precedenti capitoli, svecchiandosi solo in parte, probabilmente per evitare i rischi di stravolgere negativamente l’originale formula vincente.

    Io, da fan di lungo tempo del genere e da accanito sostenitore della bellezza fascinosa racchiusa nei vecchi Syberia, posso dirmi felice della direzione scelta dei ragazzi di Microids, così come posso dirmi molto felice di poter rivivere le avventure di Kate!

    E voi?

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS