• 02/06/2017: Tekken 7 è arrivato tra noi!

    T7

    Continua la pioggia di picchiaduro per le console di ultima generazione che possono già annoverate titoli di alto calibro tra le loro fila; questa volta avremo l’occasione di rimettere le mani su una saga nata, e diventata famosa, in casa Sony: Tekken è tornato!

    Tekken 7 è, a differenza del recente Injustice 2, innanzitutto un picchiaduro 3D. Da sempre la saga si è differenziata infatti da altri esponenti del genere (non solo per le interminabili combo, da sempre elemento centrale) per l’utilizzo degli spazi tridimensionali slegandosi quindi dai soli assi verticali ed orizzontali (comunque elementi principali della formula di gioco).

    Arrivato alla sua settima incarnazione la ricetta di gioco appare ormai ottimamente bilanciata e ricca di contenuti. Il Roaster si mostra corposo, ben differenziato e, cosa importantissima, valutato ottimamente in termini di equilibri interni e differenze di gioco. Se questa notizia potrebbe apparire in parte scontata per i personaggi storici, non lo è altrettanto, per i più recenti e, soprattutto, per le varie new entry, in entrambi i casi non ci si può proprio lamentare del risultato finale.

    Altro elemento bilanciato al meglio è il Juggling, quella pratica (personalmente sempre odiata) legata al sistema di combo che permetteva al giocatore di palleggiare con l’avversario per combo interminabili ed, in questo modo, abbattere quantitativi di energia enormi.

    La caratteristica è stata mantenuta (ed in effetti per i puristi della saga questo sarà un elemento sacro ed intoccabile) ma è apparsa, meglio equilibrata. Potremo comunque palleggiare con i nostri nemici (soprattutto attraverso combo elaborate) ma non capiterà di morire per aver subito una sola, infinita ed odiosa, combo.

    Se è vero che il mantenimento di questa caratteristica rischia comunque di sottrarci quantitativi enormi di energia, è pur vero che ribaltare una situazione di svantaggio è, per la prima volta, decisamente più facile grazie all’uso del Rage e di delle “super mosse” (le Rage Arts) ad essa collegate.

    Ecco quindi che, quando la nostra barra della vita si approssimerà al 25%, saranno attivabili le Rage Arts, queste mosse speciali ci permetteranno di arrecare ingenti danni al nostro avversario. Seppur una dinamica del genere possa portare a fastidiosi “ribaltoni” dei match va detto che, anche quest’introduzione appare ottimamente gestita nelle meccaniche del gioco.

    Tekken 7 Image

    Da una parte infatti attivare queste mosse vorrà dire avere la difesa scoperta per alcuni istanti (istanti che con il 25% o meno dell’energia possono portare ad una rapida sconfitta), dall’altra le Rage Arts arrecano % di danno maggiori se eseguite con energia prossima allo 0. Ecco quindi che il giocatore vicino alla morte dovrà cercare di utilizzare al meglio questi espedienti per cercare di ribaltare la situazione con il massimo vantaggio possibile. Va poi da se che con un po’ di esperienza il giocatore in vantaggio in questa particolare fase dello scontro, sapendo della possibilità di subire una Arts,imparerà a giocare in modo più difensivo, alla ricerca del fianco scoperto del suo avversario così da poterlo sfruttare per assicurarsi la vittoria. Tutto questo aggiunge un livello strategico ed un ritmo assolutamente nuovo alla storica saga e che giova molto alla ricetta complessiva.

    Le novità legate al Rage non sono però finite. Essere in modalità Rage darà infatti anche la possibilità di accedere alle Rage Drive, mosse aggiuntive inseribili alla perfezione nelle combo e che consumano (così come le Rage Arts) la nostra Rage.

    Insomma dal punto di vista del gameplay, elemento centrale in un picchiaduro, questo Tekken 7 sembra forse aver raggiunto un equilibrio mai prima d’ora sfiorato dall’intera saga.

    Per quanto concerne le modalità farà il suo ritorno lo Story Mode che si svilupperà attorno all’atavico scontro tra Heihachi e Kazuya che, in questo T7, promette di trovare il suo epilogo! Certo siamo ben lontani dai fasti dello Story Mode della serie Injustuce, sia in termini narrativi che di gameplay. La storia infatti sarà, purtroppo, abbastanza corta ed il suo sviluppo non sarà portato avanti in modo così magistrale. Dal punto di vista dell’offerta ludica messa a nostra disposizione dalla modalità si parla, fondamentalmente, di scontri vari con modificatori di varia natura ed utilizzando giocatori differenti. Nulla di scabroso per carità ma assolutamente nulla di memorabile…

    Certo se paragonato allo Story Modedi alcuni capitoli del franchise il risultato appare comunque positivo ma, anche questo T7, sembra volersi indirizzare più verso i tecnicismi degli scontri multiplayer che nella direzione di una duratura esperienza Single Player.

    Molte saranno comunque le altre modalità presenti e tra queste le Battaglie Tesoro risultano essere degne di nota, non tanto per la modalità in se (parliamo sempre di scontri contro l’IA con modificatori di vario genere), ma per i Premi che questa modalità mette a disposizione del giocatore. I tesori più ambiti della modalità si troveranno all’interno di vari forzieri (di differente rarità) in grado di consegnarci oggetti per personalizzare il nostro personaggio. Come in Injustice 2 anche in questo nuovo Tekken le modifiche saranno un’infinità e ci assicureranno una libertà di ritocco enorme.

    Ma come dicevamo anche questo capitolo farà dell’esperienza multiplayer la sua vera punta di diamante, ecco quindi che si presenterà accompagnato da un’ottima componente Online, ricchissima per numero e variabilità delle molteplici modalità.

    Come spesso facciamo in coda di articolo è giunto il momento di spendere due parole anche sulla componente tecnica. Il gioco gira a 900p con 60FPS stabili, la solida fluidità in grado di non perdere nessun colpo è elemento centrale in giochi del genere ed è quindi ben accolta. Il tutto è poi accompagnato da belle animazioni ed ambientazioni molto ispirate nonché da una colonna sonora di alta qualità in grado di infondere l’adrenalina necessaria agli scontri. Insomma, anche sotto questo punto di vista questo Tekken 7 sembra meritare la promozione.

    Concludendo se siete degli amanti della saga non vi resta che recuperare una copia di questo suo settimo capitolo per la vostra macchina da gioco preferita (NDR: vi ricordiamo che Tekken 7 è disponibile da oggi su Playstation 4, su XboxOne e su Pc) e dare inizio allo scontro.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 05/12/2017 - Nuovamente Zombie con: The Walking Dead: The Telltale Series Collection

    Walking Dead Telltale Collection

    Personalmente ho sempre apprezzato la serie Telltale Games ispirata al mondo di The Walking Dead: un titolo un po' avventura grafica ed un po' videogioco d'azione con molti elementi interessanti tra cui la possibilità di cambiare il corso degli eventi mediante le nostre scelte.

    Questa serie rappresentava poi uno dei primi esperimenti di giochi divisi in episodi (cosa ormai molto più diffusa) e, proprio come una serie televisiva, aveva come punto di forza proprio la narrazione, l'ottima scrittura e sceneggiatura della stessa.

    Ma, ad essere sinceri dopo essermi spolpato la prima stagione ho abbandonato la serie per due motivazioni che mi facevano storcere il naso:  da una parte la lunga attesa tra gli episodi (e, sopratutto, le stagioni) dall'altro un eccessivo costo generale per chi volesse seguire le vicende nella loro interezza.

    Oggi a quanto pare i ragazzi di Telltale Games sono quì proprio per fornirci un prodotto che contrasti questi due difetti: The Walking Dead: The Telltale Series Collection. Edizione completa dell'intera serie che include quindi tutti i 19 episodi provenienti dalle varie stagioni di The Walking Dead: The Telltale Series che, per l'occasione, hanno anche subito un miglioramente grafico.

    Insomma, in cun colpo solo, potremo mettere le mani su The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Uno, The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Due, The Walking Dead: The Telltale Series – 400 Days, The Walking Dead: Michonne – A Telltale Miniseries e The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Tre: A New Frontier.

    Vi ricordiamo che la Collection si troverà in vendità sia in formato fisico che digitale per PC, Xbox One e Playstation 4 già da oggi... certo, dovremo comunque attendere la quarta (ed ultima) stagione nel 2018 ma intanto potremo recuperare tutto il resto!

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 11/08/2017: Il ritorno di Sudden Strike.

    SuddenStrike4Featured

    Nell’ormai lontano 2000, in Russia, dalle mani dei ragazzi di Fireglow nasceva Sudden Strike, gioco strategico di stampo storico che riuscì a far breccia nel cuore di molti videogiocatori.

    Quel primo capitolo era ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e permetteva di rivivere molti degli eventi centrali del bellico scontro grazie a ben tre campagne principali (Tedeschi, Russi, Alleati).

    Oggi Sudden Strike sta per tornare con un quarto capitolo disponibile anche per Playstation 4 grazie al lavoro di Kite Games (Team formato da vari elementi di Stormregion Games e Crytek).

    Questo quarto capitolo promette di recuperare vari elementi di quel primo capitolo nato 17 anni fa. Ecco quindi che questo Sudden Strike 4 ci riproporrà tre differenti campagne (anche i protagonisti resteranno gli stessi: Tedeschi, Russi ed Alleati) atte a rivivere differenti momenti storici della Seconda Guerra Mondiale.

    Gli elementi storici saranno quindi rispettati in massima parte, ogni campagna avrà modo di utilizzare ad esempio unità perfettamente coerenti dal punto di vista storico e ben ricostruite (si parla di più di cento unità totali!) e starà ai videogiocatori riuscire a sfruttarne al meglio le caratteristiche.

    E proprio all’interno delle differenti unità e degli elementi di “unicità” delle stesse si vedrà la differenza tra Sudden Strike ed i molti altri strategici presenti in commercio. Sudden Strike sceglie di abbandonare un elemento centrale in molti altri classici del genere: la costruzione della propria base. Ogni missione vi assegnerà solo delle unità iniziali e, tolta la possibilità di recepire alcuni rinforzi nel corso della stessa, starà a voi trovare il modo di utilizzare al meglioper concludere vittoriosamente la vostra missione.

    sudden strike 4

    Questo cambio di impostazione diventa cruciale nell’intera strutturazione del gioco. Non potrete infatti puntare su una graduale espansione dell’esercito, su unità preferenziali o altro; “scendere in guerra” vuol dire adattarsi alle situazioni, leggere il contesto e saper trarre il meglio da ciò che si ha davanti, ed in questo Sudden Strike si mostra vincente. Se vorrete superare le molte missioni dovrete essere furbi, leggere ciò che vi circonda, identificare i vostri punti di forza ed i punti deboli avversari così da poterli sfruttare a vostro vantaggio. Questo vuol dire dover imparare ad usare ogni soldato in maniera efficiente, sfruttare a proprio vantaggio il campo di battaglia, colpire il punto debole del nemico e sfruttando le abilità specifiche del generale che sceglierete all'inizio di ogni missione. Potrete, ad esempio, far occupare gli edifici della zona alle vostre unità di fanteria così da poter mettere in scena qualche rocambolesca imboscata o, semplicemente, assicurare ai vostri preziosi uomini una maggior copertura dai proiettili nemici. Oltre alle costruzioni anche il clima potrebbe giocare a vostro svantaggio/vantaggio così da rendere anche uno strato di fango o neve un utile alleano o uno sventurato nemico.

    Non avere la possibilità di avere delle proprie basi da cui rifornirsi di “carne da macello” rende ogni scelta vitale e conferisce al tutto uno spessore strategico imponente (valorizzato ulteriormente da una buona IA generale). Sarà quindi decisamente importante imparare a valorizzare ogni elemento del vostro esercito nel modo che è più congeniale alle sue caratteristiche (ad esempio tenendo al sicuro i vostri medici da campo o pianificando al meglio il percorso da far attraversare ai vostri preziosissimi mezzi di supporto atti a rifornire le vostre unità di benzina e munizioni).

    I più abili nella minuziosa gestione delle proprie unità saranno poi premiati da un sistema di medaglie che permetterà di sbloccare ulteriori obbiettivi aggiuntivicosì da assicurare un livello di sfida sempre all’altezza del giocatore. Il rischio di applicare un’unica strategia vincente nelle missioni è poi scongiurato dalla presenza dei Generali. Ogni armata principale ha dalla sua infatti un totale di tre Generali, figure storiche centrali, che assicurare vantaggi differenti al proprio esercito e, con esso, un’impostazione di gioco più plastica (alcuni di essi potrebbero, ad esempio, migliorare le unità di supporto, quelle di fanteria o i mezzi vari).

    Sudden Strike 4 PC

    La scelta del generale va poi ad incastrarsi perfettamente con il sistema di “premi” concessi ai giocatori più abili. Gli sviluppatori hanno infatti ideato un Tactial Reward System in grado di sbloccare i vari snodi di un albero delle abilità per ogni generale, premiando in questo modo le azioni difensive/offensive meglio pianificate e realizzate ed assegnando un punteggio finale in funzione proprio delle differenti scelte belliche eseguite sul campo di battaglia.

    Avendo bene a mente gli elementi centrali delle campagne principali vediamo ora di dedicare qualche parola alla componente multiplayer. I ragazzi di Kite Games hanno promesso ampia libertà in termini di configurazioni e la possibilità di scontri sia contro l’IA di gioco che insieme ad un massimo di altri sette giocatori (quindi multiplayer a 8 giocatori).

    Dal punto di vista visivo il titolo mostra delle ambientazioni dettagliate e di buona fattura, ricche di elementi distruggibiliin grado di dare vita a scontri memorabili: ecco quindi che le battaglie si riempiranno di deflagrazioni, fiamme, rottami, claudicanti feriti o tracce del passaggio dei cingoli sui differenti tipi di terreno.

    SuS4

    Insomma Sudden Strike 4 potrebbe riuscire a colmare la voglia di strategia mal sopita di una parte di utenza, grazie all’ottimo spessore strategico offerto dalla sua formula di gioco, grazie al setting iper-realistico ed alla possibilità di passare mesi insieme ad altri amici in scontri multiplayer più o meno competitivi.

    Resta solo un dubbio ancora da fugare: i controlli. Se su PC possiamo infatti stare relativamente tranquilli, la questione del sistema di controllo per gli strategici su console è da sempre un elemento di vitale importanza, in grado di poter fare la differenza tra una guerra vinta (magari con qualche fatica in più) ed una colossale disfatta; mancano però soltanto pochi giorni all’arrivo di questo Sudden Strike 4, con qualche giorno di pazienza in più potremo quindi avere la risposta a quest’ultimo, annoso, quesito.

    ss4

     

    Pronti per tuffarvi nuovamente nella Seconda Guerra Mondiale?

     

     

    JeruS – Fabrizio Fortuna.

  • 16/01/2018: Trent'anni di Street Fighter con Street Fighter V: Arcade Edition

    street fighter 5 arcade edition box art

    Questo mese gli amanti di Street Fighter riceveranno una bella sorpresa, il 16 di questo mese infatti arriverà per Pc e Playstation 4 Street Fighter V: Arcade Edition, un’edizione molto particolare del gioco in questione che fungerà anche da occasione per celebrare i 30 anni della saga (NB: Capcom ci ha tenuto a precisare che i possessori della versione standard del gioco potranno ricevere tutte le novità a titolo gratuito).

    All’interno di questa Arcade Edition troveremo tutti i 28 personaggi (che torneranno anche dotati di una nuova tecnica V-Trigger selezionabile prima della partite, queste V-Trigger saranno in grado di modificare lo stile di combattimento del lottatore) come anche tutti i contenuti dei DLC fino ad ora disponibili (vi ricordiamo che a tal proposito ancora deve fare la sua comparsa un nuovo personaggio) e qualche bonus in più(come ad esempio un nuovo stage di gioco).

    Capcom ha anche fatto sapere che l'interfaccia grafica del gioco verrà modificata e che le modalità Arcade, Extra Battle ed una Galleria (contenente un totale di 200 illustrazioni sbloccabili giocando) andranno ad impreziosire il gioco.

    Sembra, tra le altre cose, che la modalità Arcade non si limiterà al solo Street Fighter V ma aggiungerà anche le altre modalità Arcade presenti nei precedenti Street Fighter (Street Fighter, Street Fighter II, Street Fighter Zero, Street Fighter III: New Generation, e Street Fighter IV); una novità del genere renderà di fatto questa edizione il punto di riferimento per la storia di Street Fighter (stiamo parlando di centinaia di finali di gioco!). Ovviamente ognuno dei sei percorsi Arcade si manterrà vicino al capitolo classico di riferimento escludendo di fatto la partecipazione dei personaggi storicamente non presenti nel capitolo. Sappiate anche che i punteggi dei giocatori all’interno di queste modalità finiranno in una classifica online ad aggiornamento mensile che concederà ai migliori giocatore la possibilità di ottenere dei titoli speciali.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 16/02/2018 - Un viaggio incantato con: Fe

    fe ea originals screen 4

    Già dal primo sguardo dato a Fe in occasione dell’E3 2016fui colpito dal fascino che, un po’ per le sue atmosfere, un po’ per la bellezza visiva, il gioco riusciva a trasmettermi. Ed, ora che il titolo di EA è sugli scaffali (disponibile per PC, Xbox One, Nintendo Switch, Playstation 4), ci possiamo dire pronti a gustare e scoprire i dettagli fino ad ora solo intuiti così da poterne scoprire il reale valore in termini di fascino e componente ludica.

    Come in altri titoli similari anche in questo Fe la narrativa è quasi segreta, appena sussurrata ed accennata, nessuna introduzione complessa, nessuna voce narrante che ci spieghi cosa stia succedendo, ma un semplice processo di avanzamento e scoperta in grado di unificare l’esperienza del giocatore e quella della creatura che stiamo controllando tramite pad.

    Questa scelta riesce quindi da subito a trasmettere un senso di vicinanza tra noi che ci approcciamo per la prima volta a questo mondo ed il nostro avatar, ugualmente solitario dopo una vera e propria caduta tra radici e piante. Ma il mondo di Fe è un mondo popolato da molti altri esseri e, come farebbe un cucciolo ancora inesperto, ci troveremo anche noi a tentare di comunicare attraverso i nostri versi (un vero e proprio canto in effetti) con gli altri animali che popolano questa vasta e verticale foresta. Ed è già in queste battute iniziali che si comincia a scoprire la matrice ludica del gioco, dovremo infatti convincere le schive creature delle nostre buone intenzioni attraverso la giusta armonia musicale ed, una volta fatto ciò, scopriremo che saranno ben disposte ad aiutarci in una qualche maniera.

    Il canto diventa quindi un elemento cardine (come già si intuiva dal trailer di presentazione) del gioco ed infatti, ben presto, scopriremo che attraverso esso e possibile modificare addirittura il mondo di gioco in mille modi differenti. Ma il pericolo per un cucciolo è sempre dietro l’angolo ed ecco quindi fare la propria comparsa anche delle creature con cui dovremo confrontarci in modo meno positivo: i Silenti. Questi essere metà animali metà macchine stanno infatti invadendo le terre selvagge per catturare ed intrappolare le mille creature che le popolano. Starà a noi, ormai catapultati in questo mondo, riuscire a trovare come risolvere questa spinosa situazione ma, si badi bene, che per farlo dovremmo ricorrere sempre all’ingegno poiché contro i Silenti spesso dovremo semplicemente fuggire.

    Questa è l’impalcatura di Fe, un’avventura esplorativa, un po’ puzzle solving, un po’ action platform, intessuta di musicalità, fascino e magia.Un mondo in cui procedere liberamente alla scoperta della prossima abilità da acquisire, del prossimo modo di esplorare il mondo, tentando così di avvicinarci al lieto fine di questa, onirica ed appena sussurrata, fiaba.

    fe img

    Un titolo insomma che, sotto il profilo del fascino, riesce a convincere; ma questa era forse la vittoria più prevedibile già dai primi scorci intravisti nel non troppo lontano 2016.

    Venendo alla componente ludica purtroppo il risultato non sembra essere altrettanto convincente.

    Il senso di spaesatezza dato dall’esplorazione delle quattro aree che compongono il mondo di gioco che inizialmente riesce ad essere elemento positivo rischia infatti di diventare, alla lunga, frustrante e fastidioso. Un po’ per la componente visiva che non lo rende sempre chiaro, un po’ per la realizzazione della mappa poco utile in termini di comprensione, un po’ per il level design sicuramente interessante ma allo stesso modo di non facile lettura.

    L’unione di questi punti si rifletterà purtroppo in un approccio all’esplorazione poco ponderato, quasi casuale, in cui noi giocatori ci muoveremo sperduti alla ricerca di quel passaggio nascosto utile al raggiungimento del prossimo obiettivo ed al proseguimento, ad esso associato, all’interno della nostra avventura. A questo si aggiunge poi la sensazione che tutto sia poco libero, troppo guidato; percezione in grado, purtroppo, di amplificare le emozioni negative che questa macchinosità è in grado di far emergere.

    A tirare su la produzione ci penserà, almeno in parte, la componente artistica in grado di consegnare un mondo di indubbio incanto, dalle geometriche forme, ricco di colori saturi e di contrasti, di giochi di luce, di musica; un elemento che si traduce in un forte senso di meraviglia.

    Insomma, l’impressione che questo Fe riesce a lasciare è quella del gioco di cuore, emozionante nella sua minimalità ma non totalmente soddisfacente, minato da alcuni limiti di gameplay e di costruzione del mondo che lo rendono quindi un esperimento interessante, sicuramente coinvolgente ma tristemente non perfetto.

    Fabrizio Fortune - JeruS

  • 20/03/2018 - Per i Sargassi, è sbarcato Sea of Thieves

    Cover Sea of Thieves

    Il “mestiere” del pirata era qualcosa di davvero particolare, era una promessa di infedeltà alle leggi degli stati e della civiltà, era un urlo di gioia nel compiere crimini per il gusto della libertà, era una scommessa che correva sulla lama di una spada smussata e sbeccata, una scommessa di Vita o di Morte.

    E se c’è una cosa che appare chiara già in poche ore in questo Sea of Thieves è che anche Rare in questi anni ha lavorato ad una scommessa, un gioco atipico e dissonante rispetto all’andazzo di tanti titoli, un gioco perfino difficile da comprendere nei suoi obiettivi interni, nella sua rotta e nel suo sviluppo interiore.

    L’ultimo lavoro di Rare ora che è tra noi (disponibile da giorno 20 per Pc ed Xbox One) appare nebuloso come una tempesta sul mare posta sull’orizzonte della nostra rotta. Cosa voglia essere sul lungo periodo Sea of Thieves non è chiaro ma di certo sarà un’esperienza del tutto particolare e inconsueta, in grado di stregare alcuni e lasciare altri completamente indifferenti. L’assunto di partenza si rispecchia pienamente nella vita del bucaniere: libertà, libertà assoluta pur se soggiogata a ciò che il capitano sceglierà di concedere alla propria ciurma (a patto che non si scelga la via dell’ammutinamento ovviamente!). Il lavoro svolto da Rare è qualcosa di strano, un compito svolto quasi per sottrazione e che punta tutto nella direzione dell’esperienza fine a se stessa (ma non per questo necessariamente poco piacevole). Scompaiono equipaggiamenti, miglioramenti, statistiche di vario genere, restano i giocatori, dietro i loro monitor, intenti a vivere come pirati. Si costituisce così un ecosistema di gioco che rispecchia l’anima del tagliagole, con ciurme pronte a farsi la pelle per il gusto di poterlo fare, di dimostrare chi è il Re delle Onde, chi ha l’equipaggio più svelto ed il comandante più sapiente. Tutto punta insomma su due vettori, una faccia della moneta sarà costituita dal PvP nudo e crudo, l’altra risiederà invece un mondo vasto che si apre ai giocatori. Da una parte avrete i bagordi, le risate, fiumi di grog, scontri agguerriti con navi nemiche solo perché poste sul vostro cammino, dall’altra la solitudine della navigazione, dell’esplorazione di una nuova isola che sembra non nascondere nulla ma che, magari nel posto più impensabile indicato sotto una X nella mappa del tesoro ritrovata quasi per caso, risulterà più avanti essere ricolma di tesori.

    Sea of Thieves pirates

    Anche gli obiettivi di gioco diventano vani e superflui, Sea of Thieves sembra molto più una seconda vita che un gioco e, come nella vita, potrà capitarvi quindi di sbadigliare e chiedervi il suo scopo, ma potrà anche capitare di trovare la ciurma che più fa per voi, il vostro ruolo nel suo mondo, tra un tuffo nelle onde salate e la compagnia di amici per una bevuta, ciclicamente immersi nella poesia della solitudine mentre il meraviglioso mare vi circonda e vi cinge con le sue onde.

    Si, Sea of Thieves è un esperimento atipico, un’esperienza in grado forse di dettagliare quel cuore pulsante del “mestiere” del pirata, un cuore fatto di vita, di libertà e di crimini.

    L’ultimo lavoro di Rare è come la vita, una scommessa che potrebbe ammaliarci o passare in un istante mentre ci chiediamo ancora quale sia il suo obiettivo.

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 21/02/2017: Atterra su PC ed Xbox One Halo Wars 2

    HaloWars2Parlare degli strategici in tempo reale (o RTS) su console è sempre un argomento difficile questo perché, ad oggi, per questa categoria di giochi scalzare dal trono la comodità dell’accoppiata “mouse e tastiera” è pressoché impossibile. Ciononostante nel 2009 Halo Warsriuscì a conquistare il cuore di una parte della community Xbox 360. Sette anni più tardi arriva il secondo capitolo che, tra le altre cose, ha anche subito un cambio di mani al lavoro: da Ensemble Studios verso le capacissime mani di Creative Assembly (realizzatori degli ottimi Total War). Malgrado la firma del prestigiosissimo team e l’uscita del gioco anche su PC (NDR: oltre ad XboxOne) questo secondo capitolo mantiene l’anima cinematografica e più arcade del primo capitolo. Malgrado la scelta possa far storcere il naso ai puristi del genere appare chiaro che, dati i limiti in termini di reattività e comodità del pad di gioco, la trasposizione delle classiche dinamiche dei RTS su console non possa essere vincente. Insomma questo Halo Wars 2 (così come il predecessore) risulta avere un’anima propria ben lontana dai vari strategici in tempo reale più famosi (warcraft, starcraft, total war, ecc.), riuscendo quindi ad offrire un’esperienza di gioco più vicina all’utenza console che a quella PC.

    I miglioramenti sono ovviamente presenti, oltre all’ovvio rimodernamento tecnico e visivo si è assistito infatti ad un perfezionamento in termini di semplicità ed immediatezza dei controlli come anche in termini più puramente ludici(sia per la modalità storia che per il multiplayer). Gli aggiustamenti ai controlli ci permettono ora di organizzare le nostre truppe, muoverci tra esse e comandarle più facilmente e rapidamente (sarà possibile, ad esempio, formare fino a quattro squadre attraverso la combinazione di croce direzionale e grilletto destro).

    Ogni unità avrà a sua disposizione differenti abilità uniche che, unitamente alle fortissime capacità dei vari Leader, renderanno il gioco decisamente più variabile e meno lineare (soprattutto valutandone l’impatto sulle possibili partite multiplayer); appare chiaro come imparare a padroneggiarle ed a conoscerle sarà fondamentale se si vuole portare a casa la tanto sudata vittoria. Miglioramenti che, uniti a delle mappe di gioco finalmente più ampie, pur non stravolgendo nulla, riescono ad aumentare notevolmente la profondità del gameplay.

    La gestione delle basi appare invece praticamente identica al precedente capitolo: sarà possibile espandere ogni base solo in un numero limitato di spazi attorno al nucleo centrale. La scelta quindi della giusta struttura apparirà fondamentatale, chiedendoci di amministrare al meglio edifici in grado di generare risorse con strutture atte alla creazione delle giuste unità da guerra.  Potremo ovviamente anche migliorare i vari edifici così da assicurarci upgrade in termini di mezzi ed equipaggiamenti a nostra disposizione.

  • 25/04/2017: Arriva Sniper Ghost Warrior 3 su PC, Ps4 e Xbox One

    Sniper Ghost Warrior 3

    Che la figura del cecchino sia da sempre ammantata da una fitta coltre di fascino (oltre che dalle ombre del suo nascondiglio da cui falcia innumerevoli orde nemiche) è indubbio. Non a caso negli ultimi anni molti sparatutto hanno cercato di sfruttare questo fascino a proprio vantaggio.

    Ed ecco che, dopo l’arrivo un paio di mesi fa del quarto capitolo di Sniper Elite (di cui potete leggere qui), ecco spuntare all’orizzonte anche la terza incarnazione per un’altra famosa saga a base di trespoli e cecchinaggio, parliamo ovviamente di Sniper Ghost Warrior.

    Anche questo gioco fa della componente stealth e dello studio del campo di battaglia gli elementi centrali dell’esperienza e, soprattutto, della possibilità di uscire vittoriosi da ogni scontro. A differenza di quanto visto in Sniper Elite qui non ci troveremo a dover affrontare i tedeschi nel corso della Seconda Grande Guerra ma vestiremo i panni di un cecchino moderno. Questo si tradurrà quindi in tonnellate di equipaggiamenti, più o meno tecnologici, che avremo modo di selezionare nel nostro Quartier Generale prima di partire per una nuova missione. Selezionato quindi il nostro fidato fucile di precisione, le altre armi (fucile d’assalto pistola ed arma da mischia), gli oggetti che riteniamo potenzialmente utili (si va dai classici medikit fino addirittura ad un utilissimo drone) e dopo aver, eventualmente, craftato qualche proiettile più particolare, potremo scegliere il nostro obbiettivo primario e venire, finalmente, catapultati sul campo di battaglia.

    sniper ghost warrior 3 gameplay

    Ciò che ci offrirà Sniper Ghost Warrior 3 a questo punto sarà in tutto e per tutto uno stealth game puro, in cui dovremo necessariamente “onorare la via del cecchino”. Essere avventati o tuffarsi nello scontro senza aver prima pianificato, passo dopo passo, le nostre mosse e senza aver prima studiato per bene il teatro del prossimo massacro, porterà irrimediabilmente alla nostra morte. Anche perché il bilancio numerico pesa chiaramente a favore dei nemici (non troppo svegli ma con una mira mostruosa).

    Dovremo essere un fantasma dispensatore di morte che agisce nell’ombra, questo è il punto di tutta l’esperienza. Estremamente letali se non percepiti, estremamente decomposti se avventati

    Essere scoperti, braccati ed accerchiati porterà quasi sempre irrimediabilmente alla nostra morte o, nei migliori casi, ad una rocambolesca e fortuita fuga.

    sniper ghost warrior 1920x1080

    A differenza del passato questo capitolo di Sniper Ghost Warrior si veste da open world (cosa che sembra condividere con la stragrande maggioranza dei giochi più recenti) e, nel farlo, ci mostra una mappa abbastanza vasta, ricca di missioni secondarie, punti d’interesse e, cosa molto importante visto il tipo di gameplay che il gioco deve offrire, estremamente articolata e diversificata in termini di morfologia.

    Il gioco si arricchisce poi di alcuni elementi tipici dei Giochi di Ruolo. Il nostro Cecchino avrà a sua disposizione un albero per la crescita delle proprie abilità organizzato su tre rami di specializzazioni principali: Sniper (dedicato al miglioramento delle abilità da cecchino), Ghost (componente riservata al progresso delle abilità stealth del giocatore) e Warrior (che, come il nome fa intuire, riguarderà i “muscoli” del nostro guerriero). A questo si aggiungono una serie di migliorie per l’utilissimo Drone che, inutile dirlo, renderanno la vita del nostro alter ego decisamente più semplice.

    Se amate il genere degli stealth game in prima persona questo SGW4potrebbe essere il gioco che state cercando, il mio consiglio è quello di impostare la difficoltà verso l’alto così da superare alcuni limiti di IA (che, a dire il vero, si evincono maggiormente nelle aree chiuse) e poter giovare del livello di sfida che un gioco del genere dovrebbe darvi.

    Se siete già convinti dell’acquisto non vi resta che segnarvi la data dell’uscita nei negozi: 25/04/2017 e preparare la vostra console da gioco (PC, Playstation 4, Xbox One) per ore di cecchinaggio.

    Ma ricordate la regola doro per il cecchino che ci tiene alla propria vita: 1) Osservazione, 2) Pianificazione, 3) Azione.

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 25/04/2017: Salutate il ritorno di Outlast con il bundle Outlast Trinity

    Giorno 25 aprile sarà la data di rilascio digitale per Outlast 2, Seguito dell’apprezzato Horror in prima persona uscito qualche anno fa su console e PC. Lo stesso giorno i possessori di PlayStation 4, Xbox One e PC potranno mettere le mani sul bundle fisico Outlast Trinity.

    Eccovi quindi i dettagli estratti dal Comunicato Stampa ufficiale a cui abbiamo voluto aggiungere qualche ulteriore dettaglio così da dare qualche dettaglio in più per chi non sapesse proprio cosa sia Outlast.

    Outlast Trinity

    "Red Barrels si è fatta un nome nel genere dei survival horror con l'originale Outlast," ha dichiarato Kevin Kebodeaux, Senior Vice President, Sales, Americas, Warner Bros Interactive Entertainment.  "Non vediamo l'ora di lavora più a stretto contatto con questo grande gruppo di sviluppatori per portare Outlast Trinity ai giocatori di tutto il mondo"

    "Siamo stati fortunati di avere una così straordinaria base di fan e niente di questo sarebbe stato possibile senza il loro supporto," ha dichiarato il co-cofondatore di Red Barrels Philippe Morin. "Fin da quando abbiamo pubblicato Outlastnel 2013 una delle maggiori richieste è stata quella di avere una copia fisica del gioco, così siamo davvero elettrizzati di poter dare ai giocatori l'intera serie in un bundle di puro terrore."

    Sequel dell'acclamato gioco originale, Outlast 2 è un nuovo contorto viaggio nei meandri della mente umana e dei suoi oscuri segreti. Blake Langermann, un cameraman che lavora con sua moglie Lynn, deve prendere ogni sorta di rischio e scavare a fondo per scoprire delle storie che nessun altro ha mai avuto il coraggio di toccare. Seguendo una pista fatta di indizi che si dipana da quello che sembra l'impossibile omicidio di una donna incinta conosciuta come Jane Doe, l'indagine li porta molte miglia all'interno del deserto dell'Arizona in un'oscurità così buia che nessuna luce può illuminare, dove la corruzione è così profonda che impazzire può essere l'unica cosa sana da fare,.

    L'originale Outlastè stato pubblicato nel 2013 ed è ambientato nelle remote montagne del Colorado dove l'orrore aspetta all'interno del manicomio di Mount Massive. Una casa per la malattia mentale da tempo abbandonata, il manicomio di Mount Massive è stato recentemente riaperto dal settore 'ricerca e carità' della multinazionale Murkoff Ciorporation che ha iniziato ad operare nel più stretto segreto. Seguendo un indizio fornitogli da una fonte anonima, il giornalista indipendente Miles Upshur penetra nell'edificio e ciò che scopre corre sulla sottile linea che separa prigione, natura e qualcosa di completamente differente. Una volta all'interno la sua unica speranza di fuga è la terribile verità che si nasconde nel cuore di Mount Massive.

    Outlastvenne accolto molto positivamente dacritica e pubblico poiché riusciva, a fronte di un livello tecnico non di primordine, ad offrire un’esperienza assolutamente convincente. Le sue armi principali erano un ritmo incalzante ed ansiogeno dotato di meccaniche funzionanti e ben calibrate all’interno dell’economia complessiva del titolo. Un costante senso di insicurezza nel trovarsi inermi e costretti a muoversi al buio ed in silenzio a cui si alternavano delle sessioni di fuga estremamente frenetiche.

    A farla da padrone quindi un buio denso (che può nasconderci o nascondere chissà quali orrori) ed una componente spiccatamente gore perfettamente in grado di esaltare le atmosfere malsane e disturbanti che questo titolo ci ha regalato (o potrebbe regalarvi qual ora non abbiate ancora avuto modo di metterci le mani sopra!). Come se questo non bastasse a rendere questo bundle succulento si aggiungerà ai due titolo la presenza anche del DLC Outlast Whistleblower.

    Grazie ad esso ci verrà raccontata la storia che si svolge prima e dopo gli eventi narrati in Outlast per mostrare il capitolo finale della storia del manicomio di Mount Massive. I giocatori vestono i panni di Waylon Park, un ingegnere del software che lavora per la Murkoff che si identifica con le povere anime rinchiuse nell'edificio. Attizzata dalla sua rabbia, la situazione è pronta per svelare il cuore marcio di Mount Massive.

    Insomma se amate gli horror vecchio stampo, in cui l’azione non è costituita da tonnellate di proiettili utilizzati per annichilire orde di implacabili nemici ma da una disperata fuga e dalla, braccante, sensazione di essere la vittima e non il carnefice, non potete perdere l’occasione di recuperare questo gustosissimo bundle! 

     

  • 25/08/2017 - Pronti a tornare in pista? Eccovi: F1 2017

    Qualche tempo fa avevamo parlato di MXGP3, trasposizione ludica ufficiale per quanto riguarda il Campionato Mondiale di Motocross (NDR: Vi informiamo tra le altre cose che i ragazzi di Milestone, attraverso twitter, hanno in questi giorni ufficializzato il suo arrivo futuro su Switch), spulciando il nostro articolo avrete la certezza della bontà del gioco di corse (lo potete trovare qui) ma, cosa più importante, oggi avremo l’occasione di tornare a parlare di racing game competitivi grazie al ritorno di un altro gioco di corse competitivo la cui bontà sembra crescere ad ogni nuova edizione: F1 2017 (Gioco disponibile da oggi su: Playstation 4, Xbox One e PC).

    F1 2017 make history

    L’edizione del 2017 del titolo sportivo a base di F1 sembra avere le carte in regola per essere considerato un ottimo gioco di corse semi simulativo (quel semi sta ad indicare un generico approccio più soft e non totalmente simulativo, ma avremo modo di entrare nel dettaglio poco più avanti).

    Pad alla mano le sensazioni, come anche la risposte ai nostri comandi, che F1 2017 è in grado di offrirci risultano essere positive ed estremamente sensibili, grazie a questo l’esperienza automobilistica si fa millimetrica, rapida e totalmente simulativa nel suo approccio generale. E, seppur questo possa spaventare i meno avvezzi ai giochi di corse, una volta superato l’iniziale gap il tutto si farà abbastanza chiaro e l’immediatezza permessa dall’ottima risposta e dalla precisione del sistema di controllo vi permetterà di padroneggiare la vostra monoposto e, con essa, dominare i vari circuiti. A tal proposito una nota di merito va spesa per l’ottima calibrazione della vibrazione del pad, in grado di rendere alla perfezione ogni differenza di grip (ed ogni possibile risposta) delle nostre gomme, riuscendo a restituire un feedback in grado di fungere da ottimo supporto nella lettura dei circuiti e, soprattutto, in grado di rendere facilmente intuibile il giusto approccio ad essi (la nota di merito va doppiamente sottolineata per l’ancor migliore resa del sistema di vibrazione che il volante di gioco è in grado di restituire al giocatore).

    f1

    Certo, come accennato in testa di articolo, il gioco non risulta avere un approccio rigorosamente simulativo, i ragazzi di Codemasters infatti non hanno spinto l’acceleratore sul solo realismo dell’esperienza ma hanno invece preferito puntare su una proposta in grado di essere soddisfacentemente complessa ma, al contempo, sufficientemente permissiva; quel tanto che basta insomma ad assicurare un divertimento di fondo ed allargare in questo modo il tutto ad un pubblico, ipoteticamente, più ampio.

    L’approccio scelto ci permetterà quindi di sorvolare su alcuni elementi della controparte reale così da consentire manovre un po’ più azzardate e, soprattutto, un ritmo di gioco più aggressivo e non necessariamente “attendista”. Sia ben chiaro che però: la scelta degli sviluppatori non ha annullato in modo assoluto la componente simulativa ma l’ha resa solo più scalabile e più facilmente avvicinabile, rendendo invece alla perfezioni altre componenti realistico-simulative, come ad esempio le differenze tra i veicoli più performanti e gli altri. A tal proposito la resa dell’IA riesce bene nell’intento di restituire comportamenti reali e credibili. Ai livelli di difficoltà più alti vedremo infatti i vari corridori darsi battaglia in modo agguerrito e saranno concorrenti abili nell’ottimizzazione delle prestazioni del proprio bolide e nelle messe a punto essenziali nei vari “momenti Pit Stop”. Qual ora questo non bastasse ancora a convincervi del buon lavoro di messa a punto di una resa concreta e credibile di questo mondo vi segnaliamo anche l’ottimo lavoro svolto sul fronte del meteo in game (e del suo relativo impatto su ogni gara), il gioco fa un buon uso delle condizioni climatiche dinamiche in grado di ribaltare la sorte di un intera gara attraverso, magari, un rapido ma feroce acquazzone!

    f1 2017 gameplay

    Chiarita la bontà dei differenti elementi ludici che compongono questo F1 2017 passiamo finalmente alla portata principale di questo titolo: la modalità Carriera.

    La modalità principale del titolo sarà infatti legata agli eventi della storia automobilistica che saremo chiamati a vivere, avremo quindi modo di diventare una stella della Formula 1 partendo proprio dalle sue basi. Attraverso l’uso delle utilissime prove libere potremo testare il setting della nostra vettura, studiare i vari circuiti e prendere dimestichezza con le migliori traiettorie e le strategie di guida più efficienti. Il gioco ci darà l’occasione di fare tutto questo grazie a delle rapide sessioni guidate da portare a compimento, queste sessioni che ci permetteranno anche di accumulare preziosi punti da poter poi spendere nel miglioramento del nostro veicolo.

    Ovviamente il nocciolo dell’esperienza di gioco non si mostra poi così differente dalla passata edizione e continua, anche questa volta, a rendere alla perfezione la vita che si nasconde dietro la bandiera di una scuderia, tra sviluppo della macchina, messaggi provenienti dal proprio Team e gli eventi dei vari week-end di gara.

    f1 2017

    Ritorno gradito è poi quello dei “momenti storici”, tra una gara e l’altra avremo infatti modo di vivere in prima persona alcuni dei momenti più iconici della storia di questo amatissimo sport! Insomma il viaggio nel mondo delle monoposto che i ragazzi di Codemasters tornano ad offrirci anche quest’anno si presenta ai posti di partenza con una mole di contenuti estremamente vasta e perfettamente in grado di offrire un’ottima trasposizione ludica dell’acclamato sport automobilistico, un mondo in cui la strategia e la pianificazione la fanno da padrone, un mondo in cui i capricci del meteo possono determinare lo stravolgimento completo degli equilibri di un intero Grand Prix. Tutto questo è poi affiancato da un buon comparto tecnico audio-visivo, in grado di regalarvi anche delle piccole ed inaspettate chicche (tra tutte la più azzeccata è forse la scelta di far passare le comunicazioni con il box attraverso gli speaker del Dualshock!), certo qualche elemento sottotono è comunque presente (ad esempio la resa poligonale dei personaggi secondari e degli ambienti presenti nelle fasi pre/post gara) ma nulla di trascendentale.

    Insomma F1 è tornato anche quest’anno ed è bello poter constatare che l’andamento positivo di questo brand sembra non essere stato interrotto anche nella sua versione 2017. Un titolo che sembra perfettamente in grado di rendere il feeling di quel mondo sportivo che conta numerosi fan sparsi per l’intero globo e che potrà, di conseguenza, far la felicità di quella fetta di utenza che aspetta con ansia di poter vivere in prima persona (magari “volante ludico” alla mano) le emozioni delle velocissime monoposto!

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 27/04/2017: Tempo di Favole nere con Little Nightmares

    little nightmares

    Little Nightmares è un progetto piccolo ed atipico in arrivo tra pochi giorni su PC, Playstation 4 ed Xbox One. Con una breve durata ed un costo ridotto questo inconsueto platform vuole offrirvi un’esperienza differente e totalmente personale (a tal proposito la mente corre a titoli come Unravel o Limbo).

    Può un’esperienza minore risultare vincente in questo mercato fatto di giochi tripla A e produzioni mastodontiche? A mio avviso può. Ma per farlo deve necessariamente cercare la propria via, offrirci un’esperienza che sia solo sua, magari deliziarci con delle buone idee, o con un’estetica ed un fascino del tutto particolare, o chissà con cosa...

    Qual è la strada che i ragazzi del piccolo team svedese (NDR: Tarsier Studios) hanno scelto di percorrere quindi? Se volete la mia opinione penso proprio che la loro sia una scelta coraggiosa.

    Una scelta che ci ricorda come i giochi oggi giorno possano intraprendere la via che preferiscano. Ci sono giochi che puntano tutto su gameplay perfette che vanno padroneggiati e addomesticati, giochi che vogliono emozionarci e coinvolgerci puntando tutto su una narrazione maestra, giochi che preferiscono puntare tutto su una grafica “spaccamascella” ed un’offerta rodata ma solida.

    Questo Little Nightmares sembra voler essere più che altro una piccola fiaba dell’orrore, un piccolo racconto da consumare voracemente in una manciata di ore, magari poco prima di andare a letto.

    Il gameplay del titolo appare ridotto all’osso offrendoci un platform che non vuole offrirci una sfida tecnica, sembra piuttosto una scusa per esplorare le meravigliose ambientazioni, risolvere qualche enigma esplorativo, sopravvivere ad un terribile inseguimento.

    A farla da padrone non sarà nemmeno una trama complessa ed articolata poiché, anche in questo, il piccolo Little Nightmares non vuole essere canonico ma preferisce puntare sul non detto e su dei suggerimenti più che altro visivi.

    little night game

    Ma siamo sinceri, quando mai abbiamo cercato complessità di trama ed intreccio in una piccola fiaba?

    Cosa ci offre questo gioco insomma? Ci offre le sensazioni, ci offre il fascino di una squisita originalità, ci offre una sensazione di inquietudine impalpabile.

    Torneremo a quei giorni lontani (più o meno lontani), rivivremo quelle sensazioni che riempivano alcuni giovanili risvegli quando, rannicchiati nei nostri letti poco dopo esserci svegliati un incubo già dimenticato, trovavamo a malapena la voce per chiamare papà o mamma, per farci coraggio senza sapere bene di cosa avessimo paura… magari quell’ombra sotto il letto… magari quella sagoma vicino alla finestra… magari solo una sensazione di pericolo non meglio definita.

    Per intenderci: siamo di fronte ad un gioco che potrebbe deliziare alcuni di voi e lasciarne totalmente impassibili altri.

    Per cui vediamo di capire qualcosa in più della Fiaba che andremo a vivere, nella speranza di darvi un’idea più precisa di questi mondi e lasciare alle vostre sensazioni la scelta sull’acquisto o meno del titolo.

    La storia che vivrete è quella della piccola Six e partirà così, senza dirvi nulla, lanciandovi in mondi grotteschi, sporchi ed a tratti angoscianti. Scopriremo (a voler essere attenti) di muoverci nelle stanze delle Fauci, un misterioso ambiente nelle profondità del mare. Un mondo nato dagli incubi giovanili, popolato da giganteschi mostri che sembrano davvero essere ovunque, un mondo di deformità particolarissime e proporzioni sbagliate ma totalmente convincenti.

    E saranno proprio Le Fauci a dar concretezza al nostro viaggio, a catturare i più attenti di voi, quelli che cercano il fascino, l’originalità che Tim Burton sembra aver recentemente perso, le bizzarrie che sembrano internamente coerenti ed in un qualche, stranissimo, modo concrete e credibili.

    Questi mondi da incubo sono dotati di un fascino che è impossibile non riconoscere, ricreati tra le altre cose con un’ottima sapienza tecnica in grado di dar concretezza e corpo ad ogni deforme abitante che si ostinerà ad inseguire la nostra microscopica Six.

    Una perla di minute dimensioni ma ben realizzata, una corta, meravigliosa, fiaba nera che, seppur in grado di regalarci solo poche ore di racconto, riesce ad affascinarci, a farci sentire persi e braccati.

    Un tuffo nelle nostre notti insonni lontane, quando quegli incubi non sembravano finire mai. E così come un tempo la nostra corsa per la salvezza sembrava non portarci da nessuna parte, ora la fuga di Six sostituirà ogni istante di salvezza con una nuova, enorme, minaccia.

    Insomma cosa consigliarvi in definitiva?

    Se è la sfida del gameplay ciò che cercate forse sarete tra quelli che, pad alla mano, non apprezzeranno quanto questo Little Nightmares ha da offrire. Se invece l’idea vi affascina anche solo un po’ io vi consiglio di guardare qualche immagine, qualche minuto di video e sentire le sensazioni che questo gioco vi suggerirà.

    Se nella vostra mente sorgerà qualche istante di meravigliato stupore allora forse questo Little Nightmares saprà stregarvi.

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • 30/05/2017: Gli Italiani di Milestone vogliono dimostrare il loro valore con il nuovo MXGP3

    MXGP3

    Non capita spesso di parlare di Software House italiane, sembra in effetti che questo settore nel nostro bel paese sia decisamente lento a partire ma, come la vita insegna, per ogni regola si ha sempre un’eccezione.

    L’eccezione di cui parleremo oggi è Milestone, sviluppatore milanese che negli anni è riuscito a farsi largo in un settore per nulla facile e che, anche grazie ad acquisizioni di licenze di rilievo, è riuscita a concretizzare il sogno di competere con SH decisamente più grandi e longeve.

    A fare la differenza con la concorrenza a questo punto restano solo i limiti tecnici; ecco quindi che, dopo massicci investimenti, è addirittura arrivata alla collaborazione con Epic Gamese ad essere la prima SH ad utilizzare il famosissimo Unreal Engine 4 per un gioco di corse!

    L’utilizzo di suddetto engine ha quindi permesso al nostrano gruppo di potersi permettere, non solo la certezza di una resa grafica di alto livello ma, soprattutto, uno snellimento sostanziale in termini economici e di tempistiche per ogni possibile conversione per le differenti console attualmente su mercato (NDR: tutte compatibili con l’UE4).

    Comincia così una nuova era videoludica per i ragazzi di Millestone e, ad inaugurare, questo nuovo inizio sarà MXGP3, ultima versione del videogioco ufficiale sul Campionato Mondiale di Motocross.

    La serie di MXGPè riuscita in questi anni a far breccia nel cuore di tantissimi videogiocatori, diventando una serie attesa e celebrata in tutto il mondo. Con la crescente notorietà appariva quindi necessario cercare di rendere la saga ancora più accattivante e, con l’acquisizione di un motore come l’UE4il salto è stato ovvio, non solo dal punto di vista visivo (sempre ben accetto) ma, soprattutto, per quanto concerne la questione della fisica in-game, essenziale in uno gioco simulativo che fa di fedeltà e verosimiglianza la sua punta di diamante.

    Quest’ultimo aspetto risulta in effetti nettamente migliorato, sia dal punto di vista del realismo nella gestione di moto e guidatore (due elementi centrali anche solo a livello di bilanciamento del peso e dei suoi effetti sulla gestione del bolide) che dalla gestione della pista. Il motocross è uno sport su fango e le modifiche della pista impresse dal passaggio di altri guidatori giocano un ruolo fondamentale (soprattutto nella gestione delle curve) sia come facilitatori che come possibili ostacoli. Ecco quindi che i ragazzi di Millestone hanno dedicato parecchie risorse hardware proprio alla gestione di questa caratteristica.

    Sarà comune osservare quindi una, via via sempre più marcata, genesi di utilissimi solchi su strada; come anche una modifica sostanziale in funzione delle condizioni metereologiche (ecco quindi che un vantaggio può rapidamente trasformarsi in un fastidiosissimo ostacolo da tenere presenti se si vuole raggiungere il podio invece di finire disarcionati dalla propria due ruote).

    Il risultato generale è quindi rappresentato da una fisica di alto livello in grado di restituire un ottimo feeling al guidatore, cosa che è sicuramente elemento centrale in ogni simulazione che si rispetti.

    mxgp3 screen

    Ed arriviamo anche alla questione cosmesi. Il cambio di motore grafico ha portato ovvi benefici visivi con una resa generale nettamente superiore a quanto visto nella storia del brand, con ambientazioni ora fedelmente riprodotte grazie ad una mole poligonale superiore, a delle texture di alta qualità e ad una serie di effetti visivi e di illuminazioni squisiti.

    Oltre alla resa visiva è stata dedicata uguale attenzione anche alla componente audio che, oltre ad una serie nuova di ricampionature delle varie moto ufficiali, si dota anche di un comparto audio in grado di adattarsi alla varietà di contesti dati dal mondo di gioco, contribuendo non poco ad una netta sensazione di realismo ed immersione generale.

    MXGP3 non vuole però limitarsi ad essere un semplice porting migliorato grazie all’UE ma molte sono anche le aggiunte e le rifiniture al contenuto offerto da questo terzo capitolo.

    Fanno la loro comparsa le (richiestissime dalla community) moto a due tempi che importano nel gioco una dinamica di guida completamente differente in grado di aggiungere variabilità e libertà di approccio al giocatore.

    Oltre all’arrivo dei nuovi bolidi nelle scuderie ad arricchire l’offerta ludica ci penseranno anche le varie modalità di gioco. Oltre alle classicissime gare singole e ad i campionati si avrà la possibilità di poter creare il proprio pilota e la propria moto per intraprendere una vera e propria Carriera nel mondo del Motocross. Ovviamente risulta essere presente anche la possibilità di sfidarsi online con altri corridori in carne ed ossa ed, a tal proposito, i ragazzi di Milestone han anche voluto introdurre un’inedita modalità chiamata “Motocross of Nation” in cui i giocatori appartenenti alle varie nazioni contribuiranno con le loro prestazioni a migliorare il punteggio generale dello stato nella speranza di poter superare le altre squadriglie (NDR: In questa modalità saranno previsti 5 tracciati aggiuntivi oltre ai 18 normalmente presenti).

    Insomma se avete un Pc, una XboxOne o una Playstation 4ed amate il Motocross non potete mancare l’uscita di questo MXGP3 il 30 di questo mese!

     

     

    Fabrizio Fortuna - JeruS

  • Approfitta di queste vacanze per unirti al "New Life Festival"!

    Un festoso annuncio per tutti gli innumerevoli giocatori di "The Elder Scrolls Online" (NDR: MMORPG Fantasy ambientato nei mondi di "The Elder Scrolls").

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    Già partito da qualche giorno questo evento continua a fare la gioia di ogni videogiocatore incallito, per chi invece non ne avesse sentito ancora parlare ecco i dettagli di tutto ciò che questo festival porterà nelle vostre giocate. Per partecipare a questo Evento dovrete innanzitutto dirigervi da "Breda" fuori da "Windhelm" per ricevere da lei la missione intitolata "The New Life Festival".

    Al completamento di suddetta quest sarete parte ufficiale di questo Festival che, udite udite, verrà festeggiato da ogni razza in modo diverso. Ecco quindi arrivare fino a nove quest giornaliere per "Razza". Se questo non vi bastasse dovete anche sapere che "Breda" è una ragazza che sa come divertirsi ed ha quindi approfittato dell'occasione per portarsi dietro un bel barilotto di ottimo idromele in grado di assicurarvi per ben due ore "XP Doppi" (doppio divertimento insomma!).

    Non siete ancora convinti? Ok  parliamo di premi. Completando le varie missioni avrete l'occasione di ricevere le "New Life Gift Box", ogni Box conterrà sempre un materiale per la creazione casuale (Ingrediente per Provisioning, Glifo per Health, Reagente per Alchemy), un oggetto di stile Skinchanger (Wolfsbane incense) ed un Memento a tema Festival consumabile. Oltre questo potrete recuperare anche varie speciali ricompense a tema "New Life Festival" (costume, cappelli, memento, ricette, ecc). Chi tra di voi avrà l'ardire di completare tutte le missioni di Breda potrà mettere le mani anche su una nuova tintura speciale, raggiungere il titolo di "Magnanimous" e l'obiettivo "New Life Celebrant".

    Insomma, perché siete ancora quì? Correte!

  • Video Speciale E3 2017 - Cominciamo da Microsoft

    L'E3 è una fiera magica per noi videogiocatori.

    Una bolla temporale in cui, per qualche giorno, possiamo immergerci così da restare circondati dalla nostra passione più grande: Il Videogioco.

    In quest'occasione ogni anno gli occhi di milioni di utenti si uniscono, spesso ad orari improbabili, per osservare le conferenze di settore che l'Expo porta nelle nostre case.

    Quest'anno anche noi abbiamo deciso di offrirvi qualcosa di differente. Comincia quindi una serie di Video Speciali con il vostro buon JeruS. Parleremo delle conferenze, le riguarderemo (o guarderemo qual'ora voi non lo abbiate già fatto) un po' insieme, magari parlando proprio delle cose che più, per chi vi scrive sono state interessanti ed emozionanti.

    Sperando che questa nuova idea per "La Rubrica di JeruS" possa piacervi, vi chiediamo anche di approfittate dell'articolo così da farci sapere cosa vi sia piaciuto di più delle varie conferenze!

    Ed ora bando alle ciance, eccovi il primo episiodio:

     Fabrizio Fortuna - JeruS

     

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