30/06/2017: Pronti al ritorno di Crash Bandicoot?

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Ci avviciniamo con passo sicuro a Giugno, mese sacro nel mondo dei videogiochi, questo perché nel corso di Giugno ogni anno si svolge una delle più importanti fiere di settore, l’Electronic Entertainment Expo, in quest’occasione il videogiocatore incallito viene travolto da vagonate di informazioni sull’andazzo futuro di questa splendida passione (NDR: a tal proposito sappiate che per questo E3 stiamo preparando qualcosa di speciale per voi).

Se tra voi lettori vi è qualche fan Sony ricorderà con con piacere la conferenza losangelina del passato anno. Da molti considerata ottima (alcuni dicono addirittura la migliore dello scorso anno), ricca ti novità e di emozioni. In effetti all’interno del tempo a sua disposizione Sony è riuscita ad annoverare un paio di istanti di pura esaltazione, tra questi uno riuscì a far esplodere di gioia l’intera sala gremita di ospiti, come anche buona parte dei fan più storici della casa giapponese. Stiamo parlando di quando, sul palco, comparve la silhouette del, mai dimenticato, Crash Bandicoot.

Così faceva il suo primo ingresso nel mondo dell’ufficialmente noto la riedizione della storica trilogia della mascotte Sony.

Un nuovo Giugno è ormai alle porte e, in modo quasi simbolico, questa volta si concluderà proprio con l’arrivo di Crash Bandicoot N-Sane Trilogy per le nostre Playstation 4.

Forse ben consci del profondo amore che lega i fan storici al brand i ragazzi di Vicarius Vision hanno scelto di trattare questa remastered con i guanti. Il risultato finale sembra infatti non voler stravolgere minimamente nulla dell’originale, ed amata, ricetta. Ecco quindi che ogni singolo elemento è stato riproposto alla perfezione, sia in termini di costruzione dei singoli livelli di gioco (con tanto di identiche scorciatoie segrete) sia in termini di design generale di personaggi ed ambientazioni.

Alla fedelissima realizzazione generale si affianca però la maggior potenza delle moderne macchine da gioco; ben distanti da quanto visto ai tempi della prima Playstation. I tre titoli hanno quindi subito una sostanziale opera di “make-up atta a migliorare l’aspetto che, maggiormente avrebbe risentito del passare degli anni. Ad aver subito le migliorie più sostanziali (oltre agli ovvi modelli poligonali come anche all’adattamento per l’alta definizione) sono le animazioni generali. Le varie, ironiche, scenette a cui lo strampalato protagonista ci ha abituato ritorneranno quindi più vive che mai, pronte anche questa volta a strapparci ben più di un sorriso.

Altro aspetto altamente positivo di questa riedizione risiede nel “nuovo” comparto audio. Fanno il loro ritorno i vari brani (rimasterizzati per l’occasione) presenti nei tre vecchi capitoli (stiamo parlando di circa cento pezzi diversi!) a cui si affiancano: un ottimo ridoppiaggio estremamente rispettoso delle sonorità passsato ed una miriade di suoni strampalati e buffi.  Come per le animazioni anche questa volte il risultato generale è quello di una colonna sonora estremamente viva ed energica, in grado di accompagnare il nostro incedere simpaticamente e sempre pronta a modificarsi in funzione di ambiente e situazioni.

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A poter forse spiazzare i videogiocatori più giovani ci penserà però la componente puramente giocosa. L’impianto ludico ha infatti risentito del peso degli anni, offrendoci un Platform caratterizzato dai dei ritmi tipici della prima era Playstation. Questo elemento farà di certo la felicità dei nostalgici ma potrebbe anche fare degli scontenti tra chi si aspetta un gioco più simile ai ritmi del videogioco moderno. Sembra proprio che questo Crash Bandicoot N-Sane Trilogy voglia riproporre in tutto e per tutto le sensazioni ludiche di quel periodo. Ci viene quindi consegnato un Platform dall’incedere singhiozzante e ragionato, con un livello di sfida figlio del passato e dei salti da calibrare al millimetro, in grado di farci tornare a lanciare pad fuori dalla finestra dopo l’ennesimo errore.

A tal proposito l’utilizzo delle telecamere fisse potrà, alle volte, risultare fastidioso e frustrante come, ahinoi, accadeva in passato. Alcune sequenze di salti saranno perciò rese più ostiche dalla difficoltà di calibrazione degli stessi proprio per colpa della telecamera posta dietro il nostro eroe rischiando di farci precipitare nel vuoto ancora ed ancora.

Insomma il peso degli anni riesce a tratti a farsi sentire mostrando forse il fianco ad una frustrazione generale che potrebbe farsi occasionalmente fastidiosa; a tal proposito si sarebbe forse potuto pensare di rinunciare ad un minimo di fedeltà a favore, magari, di qualche soluzione presa in prestito dai Platform game più recenti…

Qualche piccola differenza è, in realtà, stata introdotta (o per meglio dire ampliata). Forse alcuni di voi ricorderanno la difficoltà dinamiche del terzo capitolo (NDR: in pratica il gioco regola la difficoltà di certe sessioni in funzione di quante morti voi abbiate subito in quella sequenza), ecco che, forse proprio per ridurre il rischio concreto di frustrazione, gli sviluppatori hanno scelto di ampliare questa soluzione anche ai primi due giochi. Oltre a questa soluzione sono poi stati introdotti, ad inizio livello, alcuni piccoli indizi in grado di suggerire al videogiocatore qualche possibile soluzione futura.

In definitiva l’impressione finale è quella che, malgrado i piccoli aggiustamenti qua e là, i ragazzi di Vicarious Vision si siano avvicinati a questa riedizione con religioso rispetto, preferendo rischiare di riproporre elementi forse in parte negativi, ma comunque fedeli al passato, rispetto a rischiare di scontentare milioni di fan sparsi per il mondo con alcuni stravolgimenti delle dinamiche storiche.

Insomma Crash Bandicoot è pronto a tornare sulle nostre Playstation e, nel farlo, promette di riproporre un’esperienza in grado di andare perfettamente a braccetto con quella vena di nostalgia, mista a retrogaming, che sembra invadere molti giocatori oggi giorno…

Un gioco ri-realizzato con rispetto assoluto, che ha forse l’obbiettivo di gettare luce su alcuni elementi del passato che possono essere recuperati e serviti, ancora una volta, al tavolo del divertimento e della sfida. Resta solo da capire se, nel riproporci queste vecchie glorie, non si corra il rischio di indispettire chi non sia più abituato ad abbracciare la sfida, ad accettare la frustrazione come componente del gameplay stesso, anche se, a giudicare dalla fama che giochi dal sapore squisitamente retro stanno ultimamente riscuotendo, la scommessa potrebbe essere in parte già vinta.

Voi che ne pensate?

 

 

Fabrizio Fortuna - JeruS

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