04/09/2018 - Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta vi aspetta sugli scaffali!

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Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta è finalmente disponibile per Pc e Playstation 4 e la domanda a cui bisogna rispondere è quindi se, anche questo undicesimo capitolo, riuscirà a dimostrarsi un valido JRPG?

La storia che saremo chiamati a vivere sarà quella del Lucente, una figura che riecheggia nelle leggende del regno. Un giovane bambino che porta sulla mano sinistra un marchio specifico è venuto al mondo e, se i miti dicono il vero, questo vuol dire che il Signore delle Ombre sta tornando per conquistare il mondo e solo il Lucente potrà tentare di fermarlo! Purtroppo l’oscurità è conscia della nascita della propria nemesi e quindi per tentare di fermarlo sul nascere ha inviato un vero e proprio esercito demoniaco per cercare di eliminarlo ancora infante. Ma l’amore di una madre può molto ed ecco che quindi, grazie al sacrificio della donna, il piccolo riuscirà ad essere salvato ed a seguito di una serie di eventi fortuiti finirà tra le mani di un pescatore che sceglierà di allevarlo. Sfuggito al suo stesso infanticidio ed ormai grande abbastanza da poter cominciare la sua crociata contro l’oscurità il giovane si metterà in viaggio nel tentativo di compiere il suo destino.

La saga di Dragon Quest è stata da sempre caratterizzata da delle storie più fiabesche e semplicistiche rispetto a molte altre controparti del genere, ma la componente narrativa di questo Echi di un’Era Perduta sembra sorpassare facilmente tutti i suoi predecessori, riuscendo a definire un nuovo standard interno per la saga. Molte sono state le migliorie rispetto al passato sia in termini di scrittura, regia e complessità degli eventi. Grazie a questo maggior impegno da parte di Square Enix ci è stata consegnata una storia complessa, sapientemente intrecciata e persino in grado di miscelare elementi tipicamente comici con altri altamente epici o drammatici. Come se ciò non bastasse una volta completata l’avventura principale sarete messi davanti ad un vasto post-game in grado di offrirvi ore ed ore di divertimento in quello che potremmo considerare un vero e proprio nuovo viaggio!

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Come i fan della saga sanno bene il combat system di DQ è sempre stato estremamente classico ed, anche questa volta ci troveremo di fronte ad un approccio agli scontri da GDR a turni, impreziosito però da differenti modifiche. Rispetto al passato si è scelto di impartire i comandi al solo personaggio di turno, abbandonando l’impostazione che ci vedeva scegliere in uno stesso momento per l’intera squadra. Questa piccola miglioria permette ora di affrontare i combattimenti in modo più dinamico, plastico e, conseguentemente, divertente. Forse nel tentativo di avvicinare il genere anche ai neofiti troveremo poi la possibilità di scegliere se gestire l’intero party o se affidare in ogni momento alcuni compagni alla gestione di un’ottima Intelligenza artificiale. Una IA che appare però modellabile secondo le nostre prerogative, così da lasciarci liberi di poter comunque impartire un comportamento od una strategia ai nostri combattenti. Questa decisione riesce quindi a snellire a dovere il gioco per chi non abbia voglia, o intenzione, di dover considerare tutto ma, al contempo, non limita l’approccio per i più strateghi tra i giocatori. Questi sono solo alcuni dei piccoli, grandi, aggiustamenti applicati agli scontri (a cui si aggiunge la possibilità di cambiare i membri del team in ogni istante, vari stati alterati e poteri speciali, personaggi meglio bilanciati e molto altro ancora) e complessivamente ciò che ci viene offerto è un sistema in grado di regalarci degli scontri sempre divertenti ed avvincenti che, anche grazie al progredire delle abilità dei personaggi, riuscirà a rendere il tutto sempre stuzzicante e mai (o quasi mai) frustrante.

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A migliorare il bilanciamento della ricetta di gioco ci penserà anche un generale affinamento della componente esplorativa, sia in merito alla strutturazione e vastità dei vari dungeon che per quanto concerne la disposizione degli elementi, positivi e negativi, al loro interno ed all’interno del mondo stesso. Girovagare per il mondo di gioco è quindi piacevole come sempre e perfettamente in grado di accompagnarci in lungo ed in largo per un mondo ottimamente caratterizzato, altamente differenziato e costruito così da darci sempre modo di alternare zone pericolose, come i già citati dungeon, con altre più sicure, come le grandi città. I centri abitati, oltre ad essere ben differenziati, risultano poi ricche di tesori, libri, armadi, botti, cose da fare ed anche animati da una popolazione locale attiva e pronta a sciorinare molte informazioni (sia utili al proseguimento della storia o di alcune missioni secondarie che ad arricchire la componente caratteristica del mondo stesso).

E se i miglioramenti non vi bastassero ancora, ecco arrivare anche qualche novità in merito al sistema di crafting interno del titolo; abbandonato il calderone alchemico di DQ VIII, in questo nuovo capitolo avremo a che fare con la Forgia da Viaggio ed il Martello Tascabile. Una volta raggiunto un falò potremo quindi partire da una ricetta (precedentemente trovata da qualche parte nel mondo) e dai giusti materiali per riuscire a realizzare degli oggetti. Prima della loro definitiva messa a punto dovremo poi utilizzare (attraverso un simpatico minigioco di battitura) il Martello, così da poter migliorare più o meno l’efficacia del manufatto in costruzione.

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Arriviamo ora alla componente tecnica partendo dall’aspetto visivo. A fronte dello stile, che può piacere o meno, la realizzazione è sicuramente positiva, tutto è caratterizzato secondo uno schema semplice, a tratti quasi minimale, che difficilmente vi metterà davanti dei personaggi che potrete definire come “oggettivamente brutti” e che ben si adatteranno al canovaccio narrativo, funzionando ottimamente sia nei momenti comici che in quelli drammatici. Il passaggio all’Unreal Engine 4 ha poi generalo un netto miglioramento portando a dei modelli poligonali e delle texture davvero ottimali!

Per quanto concerne la componente audio il risultato poteva essere forse migliore, seppur si contino alcuni brani davvero interessanti (che riusciranno ad entrarvi nella testa e nel cuore) e vari effetti sonori in grado di far sorridere, a lasciare un po’ di amaro in bocca ci penserà il doppiaggio in inglese, sia con una scelta delle voci non sempre perfetta che per una qualità recitativa troppo altalenante…

Per concludere la nostra disanima, possiamo quindi affermare che si, Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta, non solo si è dimostrato un ottimo JRPG ma anche uno dei migliori (se non il migliore) capitoli dell’intera saga!

Fabrizio Fortuna - JeruS