12/09/2018 - NBA Live 2019 o NBA 2k19? Cosa li differenzia?

Come ogni anno torna anche la consueta sfida di Basket, da una parte il colosso di realismo 2k19 firmato Visual Concepts, dall'altro il tentativo di EA Sports ti tornare in sella con il nuovo NBA Live 2019.

Nel tentativo di aiutarvi ad orientare le vostre preferenze, oggi per voi un pezzo comparativo atto a sottolineare non tanto quale sia il titolo più valido ma, più che altro, ad identificare quei caratteri distintivi che potrebbero farvi preferire uno dei due lavori.

nba live 19

Partiamo quindi da quello che potremmo chiamare lo sfidante: NBA Live 2019.

Sottolineammo da subito che stiamo parlando di una serie storica che, decaduta negli anni, sta cercando, un passo alla volta di rimettersi in piedi ed ambire al titolo di miglior gioco di Basket a disposizione. Certo il mercato videoludico è ormai un campo da gioco agguerritissimo e, se si vuole sperare di guadagnare qualche punto in più, bisogna impegnarsi davvero; ecco quindi che i ragazzi di EA hanno deciso di investire molte risorse sulla realizzazione della modalità che era stata apprezzate nel precedente capitol:, The One.

La nuova modalità non è altro che un'elaborazione in salsa GdR della classica Carriera single

-player che riesce a presentarsi in ottimo stato. Partendo dalla creazione del nostro giocatore avremo modo quindi di farlo crescere grazie allo sviluppo di nuove abilità all’interno di un sistema di potenziamento realizzato a dovere ed in grado di differenziare notevolmente il possibile risultato finale.

A costituire la nuova componente single-player ci penseranno due elementi principali (come due facce di una stessa medaglia): da una parte la possibilità di controllare il solo giocatore da noi generato (una più classica modalità carriera insomma) o dedicarci a degli scontri cinque contro cinque misti molto particolari (potremmo trovare ad esempio sia giocatori provenienti dalla lega maschile, l’NBA, che da quella femminile, la WNBA).

Il resto dell'offerta ludica si fa più classico con la solite modalità di gioco (partite veloci, esibizioni 1 Vs 1, 5 Vs 5, la modalità Franchigia in cui selezionare una squadra da portare alla vittoria all’interno della lega, ecc.) tra in cui l'ormai famosa Ultimate Team (in cui spendere i nostri averi per accaparrarci le figurine dei migliori giocatori con cui costruire la nostra Squadra) che ci permetterà di scegliere il nostro Team preferito per affrontare l'intera stagione sportiva. Una piccola nota positiva arriva per l’ampliamento dell’importanza interna al titolo della lega femminile di basket (WNBA), un elemento di differenza rispetto ad altri titoli da non sottovalutare.

Oltre tutto questo il vero punto di discrepanza tra questo gioco e 2K19 è però la differente direzione intrapresa in termini di giocabilità ed approccio generale. Ciò che questo titolo vuole offrire non è una simulazione pura ed assoluta quanto un gameplay intermedio in grado di miscelare elementi simulativi con altri più arcade così da offrire un gioco più alla portata di tutti (da non intendere in senso dispregiativo), più immediato, essenziale e meno punitivo; Un gioco che, attraverso varie semplificazioni, riesce a consegnarci un prodotto ibrido interessante, in parte arcade ma non per questo troppo semplice, anche grazie ad un bilanciamento dell'IA che riesce ad essere combattiva al punto giusto!

2K19

Ed ora arriviamo ad NBA 2k, quello che, visti gli anni recenti di incredibili successi, potremmo quasi chiamare il campione in carica!

Proprio per i successi della saga (da molti considerata ormai il punto di riferimento per il genere) si nota in questa produzione l'assenza di uno spirito di rivalsa atto ad innovare in modo significativo la produzione, ci viene consegnato un nuovo capitolo che non vuole modificare nulla in modo sostanziale ma che vuole continuare a perfezionare se stesso.

Ad essere perfezionate (in realtà migliorata notevolmente) è, ad esempio, la modalità La Mia Carriera in cui vestiremo (pronti ad un altro colpo di scena?) i panni della "solita stella nascente del Basket" (ne nascono molti di questi atleti nei mondi dei videogiochi?!), una personalità problematica che, proprio per questo, finirà dritto nella Lega Basket Cinese dove dovrà lottare per riuscire a farsi largo all’interno di una realtà professionale molto diversa e lontana da lui. Le migliorie della modalità sono molte e si sottolinea, ancora una volta ad esempio, una maggior attenzione per l'aspetto estetico, registico e tecnico; oltre questo anche il Quartiere (un simil open world in cui interfacciarsi con altri giocatori) ha subito un netto miglioramento sotto tantissimi aspetti (sia in termini di componente tecnica che social o ludica). L'altro elemento principale del gioco è poi la modalità Il Mio GM, una sorta di gestionale sportivo legato proprio ad una squadra di NBA; anche questa volta sono stati apportati molti miglioramenti atti a perfezionare l'esperienza di gioco complessiva. Oltre queste due modalità (forse il fulcro principale di NBA 2k19) tornano tutte le altre modalità principali (La Mia Lega, La Mia Squadra, Gioca Ora, ecc.) a cui siamo stati abituati negli anni e che ci porteranno a poter passare ore ed ore sui cambi da basket firmati Visual Concepts.

Ma a distinguere gli NBA 2k dal resto dei giochi di Basket è, e forse sempre sarà, l'alto livello di simulazione a cui il titolo da sempre ambisce. Scordatevi quindi le tinte arcade ed abbracciate invece la simulazione più pura poiché, se c'è qualcosa che questa serie vuole fare, è proprio riproporre in modo realistico e concreto le sensazioni, le strategie, le emozioni e le tecniche che il Basket reale fa’ vivere ogni giorno a milioni di appassionati. Anche sotto questo punto di vista sono state apportate piccole modifiche e migliorie ma nulla in grado di stravolgere l'esperienza di gioco. Ci tengo però a spendere due parole sull'introduzione di un elemento che, pur sembrando fuori contesto, è invece in grado di esemplificare lo spirito che sottende agli NBA 2k: l'Impeto. Quest'aggiunta è una sorta di potenziamento temporaneo (sbloccabile compiendo determinate azioni durante la partita) delle abilità, delle statistiche ed anche delle tecniche di gioco MA non è un elemento arcade in grado di sbilanciare gli elementi portanti del gameplay. Insomma, se state pensando ai soliti bust arcade in grado di trasformarci in delle divinità in campo state sbagliando di grosso, l'impeto è più da intendere come una sorta di stato mentale perfetto, di concentrazione agonistica massima, una miglioria in grado di far fruttare al meglio i giocatori ma non in grado di cambiare totalmente gli equilibri di un match o rovinare la generale realisticità insomma!

In conclusione di articolo ci tengo a sottolineare l'ovvio, ossia che questo pezzo non è, e non vuole assolutamente essere, una disanima completa di questi due giochi ma più un piccolo vademecum utile a capire le differenze interne di questi due titoli e, forse, di sottolineare alcuni degli elementi di forza e delle migliorie che, rispetto al passato, potrete trovare giocandoli. Oltre questo penso di poter confermare che si tratti di due titoli validi, forse in termini assoluti NBA 2k19 è ancora il detentore del titolo di “miglior gioco di Basket in senso assoluto” ma a fare la reale differenza per il videogiocatore ci penserà, come sempre, il proprio gusto ludico.

Fabrizio Fortuna - JeruS