25/01/2019 - Si torna a Raccoon City con Resident Evil 2

Resident

Era il 1998, da amante dell’horror decidevo di approcciarmi al mio primo Resident Evil partendo proprio con il secondo capitolo della saga (avrei comunque recuperato il primo gioco poco più avanti). Nei panni del neo poliziotto Leon mi recavo per il primo giorno di lavoro nella ridente cittadina che mi era stata assegnata: Raccoon City; poche ore di gioco dopo ero già innamorato della saga.

Capite bene che quando venne annunciato questo nuovo “vecchio” amore feci i salti di gioia, certo qualche timore era ovviamente presente ma ero così convinto della bontà del titolo da scegliere di ignorare la demo per poi dedicarmi al gioco completo come un novello giocatore.

Ed è arrivato, ed è nuovo, ed è “vecchio” ed è, ancora una volta, amore (il gioco è disponibile da giorno 25/01 per Pc, Xbox One e Playstation 4).

resident 1998

Ciò che vi troverete davanti è quindi, in tutto e per tutto, lo spirito di quel secondo capitolo ammodernato però grazie a mille espedienti differenti. Abbiamo un nuovo motore grafico in grado di dare una nuova cosmesi al tutto, la telecamera ora libera da posizioni fisse ma sapientemente piazzata dietro le spalle del videogiocatore ed mille accorgimenti atti a rendere questo gioco perfettamente a suo agio con i titoli recenti. Insomma, Capcom ha dimostrato che un remake in grado di infondere nuova linfa vitale ad un titolo senza snaturarne l’essenza è possibile!

Questo articolo non vuole però essere una recensione ma più una rassicurazione per tutti quei videogiocatori che hanno paura di trovarsi davanti uno dei due estremi negativi (un videogioco moderno che in nulla pare essere quel Resident Evil 2 che in molti hanno amato o un videogioco vecchio che oggi non avrebbe senso di esistere). Tornano quindi quegli elementi che danno il sapore giusto al gioco, torna la penuria di colpi, le erbe mediche, i personaggi e le vicende principali (seppur con qualche modifica funzionale al canovaccio narrativo), torna un gameplay che seppur moderno ricorda quei ritmi e quelle sensazioni ti un tempo ma tutto è perfezionato, fresco, pur mantenendo quel fascino così caratteristico dei survival horror degli anni ’90.

Questo remake dimostra come debba essere svolta un’operazione del genere e Capcom riesce a consegnare ai videogiocatori (vecchi e nuovi) un gioco in grado di spolverare quando di buono in quegli anni era stato fatto, infondendo anche un sapore fresco e piacevole per chi non sappia proprio cosa voglia dire un primo giorno di lavoro a Raccoon City.

Detto questo ci tengo a lasciare poco più in basso alcuni piccoli consigli per tutti quei nuovi videogiocatori che forse potranno trovarli utili per riuscire a gustarsi al meglio un gioco comunque dissimile da molti horror moderni.

Resident zombie

Partiamo quindi dalle basi: Scelta del personaggio e della difficoltà di gioco.

Leon o Claire? Così come accadeva nel 1998 anche nel nuovo 2019 avrete modo di vivere due storie parallele che si sfioreranno ed intrecceranno a più riprese (vanno comunque giocate entrambe per gustarsi nella sua interezza tutti gli eventi di questo RE2) per cui, da chi cominciare?

Le differenze tra i due sono realmente irrisorie, sappiate solo che avrete: modo di usare armi differenti, di conoscere differenti personaggi secondari ed assistere a momenti unici. Per cui il solo consiglio possibile è: partite da chi vi ispira di più ma ricordatevi che la seconda run con l’altro personaggio va fatta.

Per quanto riguarda la difficoltà il gioco si presenta con tre livelli di difficoltà:

La prima è la difficoltà Assistita (facile), il livello più semplice che mi sento di consigliare solo a chi proprio non vuole avere troppa ansia. Qui la vostra salute si rigenererà parzialmente, i mostri non saranno così resistenti e sarà presente sia la mira assistita che il salvataggio automatico.

La difficoltà Standard (normale) è poi la scelta che mi sento di consigliare per chiunque. Potrete curarvi solo in modo classico (erbe ed oggetti curativi insomma), i nemici saranno più coriacei ma avrete accesso al salvataggio manuale libero (niente nastri d’inchiostro per cui il consiglio è salvate spesso, soprattutto dopo momenti ostici o dopo aver recuperato molte munizioni/oggetti utili).

E poi arriva la difficoltà Hardcore (difficile) per gli amanti della vera sfida. Niente mira assistita, nemici che definire resistenti è un eufemismo ed il ritorno del classico salvataggio solo attraverso i preziosi nastri per la macchina da scrivere (insomma si torna davvero nel 1998!).

Ed ora ecco in chiusura una dose di consigli generici per chi non vuole brutte sorprese:

  1. Orientarsi vuol dire sopravvivere: l’esplorazione è fondamentale per cui abusate della mappa di gioco (trovarsi nel posto sbagliato, magari circondato dagli zombi, può voler dire morire o sprecare importanti risorse). La mappa di gioco è parte integrante dell’esperienza e vi segnalerà anche le chiavi necessarie per aprire determinate porte (così da evitarvi rischiosi giri a vuoto) ma, a farla da padrone, sono i colori: se l’area è segnalata in rosso vuol dire che lì c’è ancora qualcosa da raccogliere o da fare per cui; cosa aspettate?
  2. Un buon sopravvissuto gestisce al meglio il suo inventario e rovista in ogni angolo alla ricerca di risorse: altro elemento fondamentale di questo genere è proprio la gestione dei (pochi) spazi nel proprio inventario. Imparate a gestirlo al meglio: ricaricate sempre le armi, unite in un solo slot munizioni, miscelate le vostre erbe mediche (verde = salute, blu = antidoto contro il veleno, rossa =combinazione con le precedenti; esistono varie combinazioni che danno effetti solitamente incrementali, al momento vi segnalo solo che combinare un’erba per tipo vi curerà dall’avvelenamento, rigenererà interamente la vostra salute e ridurrà i danni che subirete per un breve periodo) e posate ciò che non ha più utilità (in questo remake se un oggetto non sarà più necessario verrà segnalato con una X).
  3. Le munizioni sono sacre: Il piombo va trattato con rispetto e non sprecato su ogni cosa si muova. Se posso evitare uno zombie lo evito, se devo sparare deve essere assolutamente necessario se ci sono troppi zombi valuto la situazione (devo necessariamente affrontarli o posso entrare in modalità “fuga tattica”). Quasi dimenticavo, ad un certo punto incontrerete un fustacchione, un armadio di muscoli ben vestito che risponde al nome di Tyrant, correte, correte, correte, non potete affrontarlo e sprecherete solo munizioni a sparargli contro).
  4. Conosci il tuo nemico: Il comparto audio di questo gioco è ottimo ed i suoi suoni sono funzionali, oltre che all’immersività, anche al gameplay. Imparate a riconoscere i versi dei vari infetti ed a gestirli di conseguenza. Prevedere la presenza di un nemico dal suono vuol dire capire come affrontare la prossima minaccia; tenete a mente che se proprio devo sparare ad uno zombi sarebbe meglio usare la pistola semplice (il fucile a pompa o il lancia granate lasciamoli per i gruppi numerosi ed i nemici davvero pericolosi) e, se finisce a terra, (o se è a terra e non capisco se sia una minaccia o meno) ricordatevi del coltello: affettateli come se non ci fosse un domani (anche i coltelli alla lunga si rompono, ma sono comunque risorse reperibili e ben più “sprecabili” delle munizioni).

Detto questo ci tengo solo a dirvi un’ultima cosa: che siate nuovi visitatori o vecchie conoscenze di Raccoon City vi invitiamo a gustarvi le bellezze di questa cittadina e non dimenticate di visitare la nostra, splendida, stazione di polizia, vero fiore all’occhiello di civiltà!

Fabrizio Fortuna - JeruS